Green Deal europeo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Le foreste, come il parco naturale Meenikunno in Estonia, saranno ripristinate

Il Green Deal europeo o Patto Verde europeo[1][2][3] è un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l'obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.[4][5] Sarà inoltre presentato un piano di valutazione d'impatto per innalzare ad almeno il 50% l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE entro il 2030 e verso il 55% rispetto ai livelli del 1990. L'intenzione è quella di rivedere ogni legge vigente in materia di clima e, inoltre, di introdurre nuove leggi sull'economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull'agricoltura e sull'innovazione.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che il Green Deal europeo sarà per l'Europa "come lo sbarco dell'uomo sulla Luna", poiché questo patto renderebbe l'Europa il primo continente ad aver raggiunto la neutralità climatica.[5] Frans Timmermans è stato nominato da Von der Leyen vicepresidente esecutivo della Commissione europea per il Green Deal europeo. Il 13 dicembre 2019, il Consiglio europeo ha deciso di mandare avanti il piano con una clausola di non partecipazione per la Polonia.[6] Il 15 gennaio 2020 anche il Parlamento europeo ha votato a favore dell'accordo, con la richiesta di obiettivi più ambiziosi.[7]

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto al pacchetto di incentivi Green New Deal proposto dagli Stati Uniti, il tasso di decarbonizzazione dell'economia previsto è più basso, in quanto l'UE punta ad arrivare a emissioni nette zero in tre decenni anziché uno.[8] L'obiettivo generale del Patto Verde è rendere l'Unione europea il primo "blocco climaticamente neutro" entro il 2050[9]. Gli obiettivi si estendono a molti diversi settori, tra cui l'edilizia, la biodiversità, l'energia, i trasporti e il cibo.[10]

Il piano include, inoltre, possibili tasse sul carbonio per i Paesi che non riducono le loro emissioni di gas ad effetto serra alla stessa velocità degli altri.[8] Il programma comprende anche:

  • un piano d'azione per l'economia circolare;
  • un controllo e un'eventuale revisione (ove necessario) di tutti gli strumenti politici pertinenti relativi al clima, compreso il Sistema di scambio di quote di emissione;
  • la strategia "Dal produttore al consumatore" e uno spostamento dell'attenzione dalla compliance alla performance (che premierà gli agricoltori per la gestione e lo stoccaggio del carbonio nel suolo, per una migliore gestione dei nutrienti, per la riduzione delle emissioni...);
  • una revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici che esamina da vicino le sovvenzioni ai combustibili fossili e le esenzioni fiscali (trasporto aereo, trasporto marittimo);
  • una strategia di mobilità sostenibile e intelligente e un piano forestale dell'UE. Quest'ultimo avrà come obiettivi fondamentali il rimboschimento, la tutela e il recupero delle foreste in Europa.

Inoltre, il Patto si appoggia a Orizzonte Europa per svolgere un ruolo centrale nella valorizzazione degli investimenti pubblici e privati nazionali. Attraverso partenariati con l'industria e gli Stati membri, sosterrà la ricerca e l'innovazione nelle tecnologie di trasporto, tra cui le batterie, l'idrogeno pulito, la produzione di acciaio a basso contenuto di carbonio, i settori bio-based circolari e l'ambiente costruito.[11]

L'UE intende finanziare le politiche stabilite nel Patto Verde attraverso un piano di investimenti - InvestEU, che prevede fondi per almeno 1 trilione di euro. Sono anche stimati approssimativamente €260 miliardi all'anno, dal 2020 al 2030, per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti in tale accordo.[10]

Settori politici[modifica | modifica wikitesto]

Energia rinnovabile[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo primario del Green Deal europeo[12] è quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Affinché ciò avvenga, uno degli obiettivi è quello di decarbonizzare il sistema energetico dell'Unione europea, con il fine di ottenere "emissioni di gas serra nette zero entro il 2050"[13]. La Direttiva sui prodotti energetici verrà esaminata e, qualora sorgessero dei problemi, adattata. Molti altri regolamenti in vigore saranno anch'essi esaminati e rivisti. Nel 2023, gli Stati membri aggiorneranno i propri piani climatici e energetici nazionali per aderire all'obiettivo dell'UE in materia di clima per il 2030[14]. I principi chiave includono: "dare la priorità all'efficienza energetica", "sviluppare un settore energetico basato in gran parte su risorse rinnovabili", garantire un approvvigionamento energetico dell'UE a prezzi accessibili e disporre di un "mercato europeo dell'energia completamente digitalizzato, integrato e interconnesso" .

Industria sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

Per raggiungere i propri obiettivi climatici, l'UE dovrà intervenire anche con l'introduzione di una politica di economia circolare a livello industriale. Nel marzo 2020, l'UE ha annunciato la sua strategia industriale avente come scopo quello di "responsabilizzare i cittadini, rivitalizzare le regioni e disporre delle migliori tecnologie"[15]. Tra i punti fondamentali di questo settore politico vi è il potenziamento degli aspetti moderni delle industrie, grazie a un intervento sull'esplorazione e la creazione di mercati dei beni a favore dell'economia circolare e climaticamente neutri. Ciò comporta, inoltre, la "decarbonizzazione e modernizzazione delle industrie ad alta intensità energetica come quella dell'acciaio e del cemento"[16].

È prevista anche l'introduzione di una "Politica dei prodotti sostenibili " che si concentrerà sulla riduzione dello spreco di materiali. Ciò mira a garantire il riutilizzo dei prodotti e a rafforzare i processi di riciclo[13]. Tra questi materiali vi sono, in particolare: "tessuti, materiali per l'edilizia, componenti elettronici e materie plastiche"[17].

Costruzione edilizia e ristrutturazione[modifica | modifica wikitesto]

Quest'area d'intervento si concentra sui lavori di costruzione edilizia e ristrutturazione e, nello specifico, riguarda i loro metodi non sostenibili. In questo settore vengono utilizzate molte risorse non rinnovabili, pertanto il piano promuove l'uso di metodi di costruzione efficienti dal punto di vista energetico come, per esempio, la progettazione di edifici "a prova di clima". Esso prevede, poi, un aumento della digitalizzazione e l'applicazione di regole relative al rendimento energetico degli edifici. Per quanto riguarda la ristrutturazione dell'edilizia popolare, questa avrà luogo al fine di ridurre il prezzo delle bollette energetiche per coloro che hanno più difficoltà a sostenere tali costi[18]. Inoltre, si intende triplicare il tasso di ristrutturazione di tutti gli edifici per ridurre l'inquinamento emesso durante questi lavori[13].

Verranno utilizzati metodi di agricoltura biologica in risposta alla strategia "Dal produttore al consumatore"

Dal produttore al consumatore[modifica | modifica wikitesto]

La strategia "Dal produttore al consumatore" si occupa di sostenibilità alimentare, nonché di sostenere i produttori (vale a dire agricoltori e pescatori)[19]. I metodi di produzione e trasporto di queste risorse vengono considerati ecologici dall'UE e hanno, inoltre, l'obiettivo di aumentare l'efficienza. Con l'adozione di queste nuove misure, resteranno invariati tanto i prezzi quanto la qualità dei prodotti. Si intende intervenire, poi, per ridurre l'uso di pesticidi chimici, rendere disponibile ai consumatori una varietà di scelta di alimenti salutari e aiutarli a comprendere la qualità dei prodotti e degli imballaggi sostenibili[20].

Eliminazione dell'inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

Il "Piano d'azione ad inquinamento zero" sarà adottato dalla Commissione nel 2021 e ha come obiettivo quello di annichilire qualsiasi forma di inquinamento, ripulendo l'aria, l'acqua e il suolo entro il 2050[21]. Gli standard di qualità ambientale dovranno essere pienamente rispettati e lo saranno attraverso l'obbligo per tutte le attività industriali di garantire al proprio interno ambienti privi di sostanze tossiche. Le politiche di gestione delle risorse idriche delle industrie agricole e urbane saranno esaminate e adattate alla strategia "nessun danno" . Materiali e prodotti chimici dannosi, come le microplastiche e i prodotti farmaceutici, che stanno minacciando l'ambiente, verranno sostituiti per raggiungere l'obiettivo inquinamento zero[17]. La strategia "Dal produttore al consumatore" favorisce da un lato la riduzione dell'inquinamento dovuto all'eccesso di nutrienti e dall'altro l'uso di metodi di produzione e mezzi di trasporto sostenibili[22].

Mobilità sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

La riduzione delle emissioni causate dai mezzi di trasporto è un altro importante obiettivo del Green Deal europeo. A tal proposito, si intende attuare una mobilità intelligente, con determinati standard di emissione per i veicoli con motore a combustione[17]. Inoltre, si intendono sviluppare, come soluzione, sistemi e applicazioni per la gestione intelligente del traffico. I metodi di consegna delle merci verranno modificati con percorsi preferenziali via terra o acqua[23]. Le modifiche ai trasporti pubblici, poi, mireranno a ridurre la congestione stradale e l'inquinamento. L'installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici incoraggeranno l'acquisto di veicoli a basse emissioni. Infine, il progetto "Cielo unico europeo" è incentrato sulla gestione del traffico aereo al fine di aumentare la sicurezza e l'efficienza del volo e di favorire condizioni rispettose dell'ambiente[24].

Biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

Salvaguardia della biodiversità dell'UE

Nel 2021 verrà proposta una strategia relativa alla protezione della biodiversità dell'Unione europea. La gestione delle foreste e delle aree marittime, la protezione dell'ambiente e l'intenzione di affrontare il problema della perdita di specie e di ecosistemi sono tutte tematiche di cui quest'area di intervento si occupa[17]. Il ripristino degli ecosistemi danneggiati avverrà attraverso l'implementazione di metodi di agricoltura biologica, il favoreggiamento del processo di impollinazione, il ripristino di 25.000 km di fiumi a flusso libero, la riduzione dell'uso di pesticidi che danneggiano la fauna selvatica circostante e il rimboschimento[25]. L'UE vuole proteggere un 30% di terra e un 30% di mare, creando al contempo tutele più rigorose per le nuove foreste e per quelle secolari. L'obiettivo è di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030, in modo tale da poter ripristinare gli ecosistemi e i loro livelli biologici.

Le ragioni del Green Deal europeo[modifica | modifica wikitesto]

Le ragioni che sottendono alla creazione del Green Deal europeo si basano su questioni ambientali come il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, la riduzione dell'ozonosfera, l'inquinamento idrico, lo stress urbano, la produzione di rifiuti e altro ancora. Le statistiche seguenti evidenziano le problematiche legate al clima all'interno dell'Unione europea:

  • per quanto riguarda i cambiamenti climatici, si prevede che, entro il 2030, i livelli di anidride carbonica raddoppieranno e in estate la temperatura del mare in Europa aumenterà di 2-3 °C[26];
  • l'Europa è responsabile di quasi un terzo delle emissioni mondiali di gas che riducono l'ozono;
  • oltre il 50% di tutta la superficie in cui si trovano gli ecosistemi in Europa è minacciato da problemi di gestione e da altri fattori di stress.
  • In media, ogni anno bruciano 700.000 ettari di boschi all'interno dell'Unione Europea a causa di incendi che portano al degrado delle foreste e che sono "spesso provocati da fattori socioeconomici"[26].

Perché l'energia pulita[modifica | modifica wikitesto]

Perché un'industria sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli studi hanno dimostrato che dal 1970 al 2017, l'estrazione di risorse annuale a livello mondiale è triplicata. Le ripercussioni di questo processo hanno portato a una perdita del 90% della biodiversità[27].
  • Il settore industriale attuale dell'Unione europea è responsabile del 20% delle emissioni di gas a effetto serra nell'UE[28].
  • Il 12% delle risorse attuali provenienti da tecniche di riciclaggio dei rifiuti sono all'interno del settore industriale dell'Unione europea[29].

Perché costruzione edilizia e ristrutturazione[modifica | modifica wikitesto]

  • I metodi di costruzione edilizia e ristrutturazione utilizzati dall'Unione europea utilizzano il 40% di tutta l'energia consumata[30].

Perché la strategia "Dal produttore al consumatore"[modifica | modifica wikitesto]

  • All'interno dell'Unione europea, "viene sprecato il 20% della produzione alimentare" mentre "ogni due giorni, 36 milioni di persone non sono in grado di consumare un pasto di qualità"[20].

Perché eliminare l'inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

  • I 50.000 poli industriali dell'UE, spendono fino a 189 miliardi di euro per problemi di salute legati all'inquinamento provocato da questi stessi impianti[21].

Perché la mobilità sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 25% delle emissioni di gas serra deriva dai mezzi di trasporto. Il trasporto su strada occupa il 71,7% del totale, il trasporto aereo il 13,9%, il trasporto per vie d'acqua il 13,4%, mentre il resto è occupato dai trasporti ferroviari e dalle altre tipologie di trasporto[23].
  • Si prevede che il progetto "Single European Sky" contribuirà a ridurre del 10% le emissioni del trasporto aereo.

Perché la biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

  • All'interno dell'UE, 40 trilioni di euro dipendono dalla natura e dalle sue risorse[31].
  • Le popolazioni di specie selvatiche sono diminuite in media di oltre il 50% nelle ultime due generazioni[32].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 11 dicembre 2019

Presentazione del Green Deal europeo.

  • 14 gennaio 2020

Presentazione del piano di investimenti del Green Deal europeo e del Meccanismo per una transizione giusta.

  • 4 marzo 2020

Proposta per una legge europea sul clima al fine di garantire un‘Unione europea a impatto climatico zero entro il 2050.

È stata organizzata una consultazione pubblica sul Patto europeo per il clima (che riunisce le regioni, le comunità locali, la società civile, le imprese e le scuole).

  • 10 marzo 2020

È stata adottata la strategia industriale europea (che è un piano per un'economia pronta per il futuro).

  • 11 marzo 2020

Proposta di un piano d'azione per l'economia circolare incentrato sull'uso sostenibile delle risorse.

  • 20 maggio 2020

Presentazione della strategia "Dal produttore al consumatore" per rendere i sistemi alimentari più sostenibili

Presentazione della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, per proteggere le risorse naturali fragili del nostro pianeta

Storia delle opposizioni al Green Deal europeo[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene tutti i leader dell'UE abbiano sottoscritto il Green Deal europeo nel dicembre 2019, sorsero comunque disaccordi riguardo agli obiettivi e alle tempistiche per la loro realizzazione. La Polonia ha dichiarato che, a causa della dipendenza dal carbone come principale fonte di energia, per il loro Paese non sarà possibile raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il ministro dell'Energie e dell'Ambiente polacco, Michał Kurtyka, ha espresso inoltre la necessità di vedere assegnati in modo più equo i compiti e i fondi[33]. L'iniziativa volta a ridurre le emissioni di carbonio divise l'UE. Infatti, i Paesi dipendenti dal carbone, come la Polonia, si lamentarono dell'effetto che tale progetto potesse avere sui "posti di lavoro e sulla competitività" . Potrebbero andare persi fino a 41.000 posti di lavoro in Polonia, mentre la Repubblica Ceca, la Bulgaria e la Romania potrebbero avere ciascuna una perdita di 10.000 posti[34]. Il primo ministro ceco Andrej Babis ha dichiarato che la loro nazione non raggiungerà l'obiettivo del 2050 "senza l'uso di energia nucleare"[35]. Gli Stati stanno discutendo anche sul Meccanismo per una transizione giusta, che mira ad aiutare i Paesi che dipendono dal carbone a diventare più rispettosi dell'ambiente[36]. I Paesi che invece hanno cambiato direzione prima ancora della proposta politica del Green Deal, come ad esempio la Spagna, ritengono che tale meccanismo sia ingiusto, poiché avvantaggia esclusivamente i Paesi che non sono "diventati green prima". Il capo dell'ufficio del think tank Open Europe di Bruxelles, Pieter Cleppe, ha respinto ulteriormente il progetto con un commento sarcastico: "Cosa potrebbe andare storto?" .

Inoltre, molte organizzazioni tra cui Greenpeace, Friends of the Earth Europe e l'Istituto per la Politica Ambientale Europea (IPAE) hanno analizzato il piano e credono che non sia "abbastanza ambizioso"[35]. Greenpeace, infatti, ritiene che il progetto sia "troppo poco e troppo tardi"[37] mentre l'IPAE ha affermato che le possibilità di realizzare ciò a cui mirano le politiche del Green Deal europeo sono interdette dal fatto che queste "manchino di mete chiare o adeguate" utili per intervenire nelle aree problematiche[38].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

È stato riscontrato che la compagnia petrolifera statunitense ExxonMobil ha avuto un'influenza significativa sulle prime negoziazioni del Green Deal europeo. ExxonMobil ha tentato di modificare l'accordo in modo da porre meno enfasi sull'importanza di ridurre i trasporti che emettono anidride carbonica. Questa compagnia è stata solo uno dei tanti oppositori all'accordo.[39]

Il Green Deal europeo ha subito critiche anche da parte di alcuni Stati membri dell'UE, nonché di organizzazioni non governative. Greenpeace ha sostenuto che le politiche dell'accordo non sono abbastanza radicali e che quest'ultimo non riuscirà a rallentare in modo accettabile il cambiamento climatico.[40] Da un lato, ci sono state critiche riguardanti il fatto che l'accordo non faccia abbastanza, ma dall'altro anche per il fatto che il Green Deal potrebbe essere distruttivo per l'Unione europea nella sua forma attuale. L'ex presidente rumeno, Traian Băsescu, ha avvertito che l'accordo potrebbe portare alcuni membri dell'UE a prendere in considerazione l'uscita del proprio Paese dall'Unione. Mentre alcune nazioni europee sono in procinto di eliminare l'uso del carbone come fonte di energia, molte altre fanno ancora molto affidamento su di esso.[41] Questo scenario dimostra come l'accordo possa piacere ad alcuni Paesi più che ad altri. È probabile che l'impatto economico dell'accordo avrà conseguenze disomogenee tra gli Stati dell'UE. Ciò è stato sottolineato dall'eurodeputato polacco Ryszard Legutko, che chiese: "la Commissione sta cercando di strappare il potere agli Stati membri?".[42] Le nazioni più contrarie all'accordo sono state la Polonia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria, tre Stati che dipendono principalmente dal carbone per l'energia. La giovane attivista climatica Greta Thunberg ha commentato le posizioni di questi governi contrari all'accordo affermando che "ciò sembra essersi trasformato in una sorta di opportunità per i Paesi di negoziare scappatoie ed evitare di innalzare il livello delle loro ambizioni".[43]

Ad ogni modo, l'UE ha riconosciuto la presenza di questi problemi e attraverso il Meccanismo per una transizione giusta, prevede di distribuire più equamente l'onere della transizione verso un'economia più verde. Questa politica implica che i Paesi che possiedono più lavoratori nei settori del carbone e dello scisto bituminoso, nonché quelli con maggiori emissioni di gas ad effetto serra, riceveranno più aiuti finanziari.[10] Secondo Frans Timmermans, il Meccanismo, inoltre, renderà gli investimenti più accessibili per coloro che ne avranno maggiormente bisogno e offrirà un pacchetto di sostegno che varrà "almeno 100 miliardi di euro".[44]

Piano di ripresa in seguito alla crisi del coronavirus[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'epidemia Covid-19 del 2020 che si diffonde rapidamente all'interno dell'Unione Europea, l'attenzione sul Green Deal europeo è diminuita. Molti leader, tra cui il viceministro polacco Kowalski, un politico rumeno e il primo ministro ceco Babiš, hanno suggerito una pausa di un anno o una completa interruzione dell'accordo. Molti ritengono che in questo momento l'Unione europea debba concentrarsi essenzialmente sulla salute dei propri cittadini piuttosto che sul cambiamento climatico[45].

Il mercato finanziario sotto una forte pressione a la riduzione dell'attività economica rappresentano un altro rischio di fallimento per il Green Deal europeo. Inoltre, i fondi pubblici e privati per la politica, nonché il PIL dell'UE colpito dal Covid-19 sono, all'interno del bilancio, un ostacolo all'azione[45].

Tuttavia, poiché i piani di ripresa sono già stati avviati all'interno dell'Unione europea, la maggioranza dei ministri vorrebbe iniziare a mettere in pratica l'accordo contemporaneamente agli interventi per il recupero della salute. I rappresentanti di 17 governi hanno firmato una lettera che sollecita ad andare avanti con il Green Deal in "risposta alla crisi economica, trasformando nel contempo l'Europa in un'economia sostenibile e ad impatto climatico zero"[46].

Nell'aprile 2020 il Parlamento europeo ha invitato a includere il Green Deal europeo nel programma di recupero dalla pandemia di COVID-19.[47][48][49] Dieci paesi hanno esortato l'Unione europea a varare un Green Recovery Plan per scongiurare l'indebolimento dell'azione sui cambiamenti climatici a causa della pandemia di Covid-19.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Nuovo Patto Verde Europeo (PDF), su ec.europa.eu.
  2. ^ Il «patto verde europeo», su corriere.it.
  3. ^ Patto verde europeo, su politicheeuropee.gov.it.
  4. ^ Paola Tamma, Europe's Green Deal plan unveiled, su politico.eu, 11 dicembre 2019. URL consultato il 29 dicembre 2019.
  5. ^ a b (EN) Frédéric Simon, EU Commission unveils ‘European Green Deal’: The key points, su euractiv.com, 11 dicembre 2019. URL consultato il 29 dicembre 2019.
  6. ^ (EN) Jennifer Rankin, European Green Deal to press ahead despite Polish targets opt-out, in The Guardian, 13 dicembre 2019, ISSN 0261-3077 (WC · ACNP). URL consultato il 29 dicembre 2019.
  7. ^ (EN) Theodoros Benakis, Parliament supports European Green Deal, su European Interest, 15 gennaio 2020. URL consultato il 20 gennaio 2020.
  8. ^ a b (EN) Dimitris Valatsas, Green Deal, Greener World, su Foreign Policy, 17 dicembre 2019. URL consultato il 29 dicembre 2019.
  9. ^ In prima linea verso un’UE climaticamente neutra entro il 2050, su ec.europa.eu.
  10. ^ a b c Financing the green transition: The European Green Deal Investment Plan and Just Transition Mechanism, su European Commission. URL consultato il 15 maggio 2020.
  11. ^ Communication from the commission to the european parliament, the european council, the council, the european economic and social committee and the committee of the regions.
  12. ^ Andy Haines e Pauline Scheelbeek, European Green Deal: a major opportunity for health improvement, in The Lancet, 2020, pp. 1-2.
  13. ^ a b c Frédéric Simon, The EU releases its Green Deal. Here are the key points, su Climate Home News, 12 dicembre 2019. URL consultato il 29 aprile 2020.
  14. ^ a b Clean energy, su European Commission, European Commission, 11 dicembre 2020. URL consultato il 1º maggio 2020.
  15. ^ Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs, su European Commission, European Commission, 2020. URL consultato il 4 maggio 2020.
  16. ^ Sustainable industry, su European Commission, European Commission, 11 dicembre 2019. URL consultato il 25 aprile 2020.
  17. ^ a b c d The essentials of the "Green Deal" of the European Commission, su Green Facts, 7 gennaio 2020. URL consultato il 3 aprile 2020.
  18. ^ Building and renovating, su European Commission, European Commission, 11 dicembre 2019. URL consultato il 15 maggio 2020.
  19. ^ From Farm to Fork, su European Commission, European Commission, 11 dicembre 2019. URL consultato il 16 maggio 2020.
  20. ^ a b Natasha Spencer, EU 'farm to fork' strategy aims to feed sustainable food system, in Food Navigator, 17 marzo 2020. URL consultato il 17 maggio 2020.
  21. ^ a b Schaible, C. (2020). EU Industrial Strategy for Achieving the ‘Zero Pollution’ Ambition Set with the EU Green Deal (Large Industrial Activities). Brussels: European Environmental Bureau.
  22. ^ Eliminating pollution, su European Commission, European Commission, 11 dicembre 2019. URL consultato il 5 maggio 2020.
  23. ^ a b Sustainable mobility, su European Commission, European Commission, 11 dicembre 2019. URL consultato il 17 maggio 2020.
  24. ^ Single European Sky, su European Commission, European Commission, 21 maggio 2020. URL consultato il 17 maggio 2020.
  25. ^ EU Biodiversity Strategy for 2030, su European Commission, European Commission, 2020. URL consultato il 18 maggio 2020.
  26. ^ a b Problems, su European Environment Agency, European Environment Agency, 20 aprile 2016. URL consultato il 17 maggio 2020.
  27. ^ Global Resources Outlook, su International Resource Panel, International Resource Panel, 2019. URL consultato il 13 maggio 2020.
  28. ^ European Commission. (2019). EU Climate Action Progress Report. Brussels: European Commission.
  29. ^ Circular material use rate, su Eurostat, European Commission, 2020. URL consultato il 29 aprile 2020.
  30. ^ Energy balance sheets, su Eurostat, European Commission, 2019. URL consultato il 3 maggio 2020.
  31. ^ Factsheet: EU 2030 Biodiversity Strategy, su European Commission, European Commission, 20 maggio 2020. URL consultato il 23 maggio 2020.
  32. ^ Elizabeth Anne Brown, Widely misinterpreted report still shows catastrophic animal decline, su National Geographic, 1º novembre 2018. URL consultato il 23 maggio 2020.
  33. ^ Kalina Oroschackoff, EU climate law sparks political battles, su Politico, 3 aprile 2020. URL consultato il 16 maggio 2020.
  34. ^ Claeys, G., Tagliapietra, S., & Zachmann, G. (2019). How to make the European Green Deal work. Bruegel.
  35. ^ a b Eanna Kelly, EU Council meets to debate Green Deal grand plan for tackling climate change, su Science Business, 12 dicembre 2019. URL consultato il 20 maggio 2020.
  36. ^ Ludovic Voet, A Just Transition Fund: one step on a long march, su Social Europe, 3 dicembre 2019. URL consultato il 20 maggio 2020.
  37. ^ European Green Deal misses the mark, su Greenpeace, Greenpeace European Unit, 11 dicembre 2019. URL consultato il 21 maggio 2020.
  38. ^ Institute for European Environmental Policy. (2019). First Analysis of the European Green Deal. Institute for European Environmental Policy.
  39. ^ ExxonMobil attempts to influence the European Green Deal, su Influence Map. URL consultato il 15 maggio 2020.
  40. ^ Leaked European Green Deal is not up to the task, Greenpeace, su Greenpeace. URL consultato il 15 maggio 2020.
  41. ^ Frédéric Simon, Basescu: European Green Deal risks pushing ‘two or three countries’ towards EU exit, su Euractiv. URL consultato il 15 maggio 2020.
  42. ^ Green deal for Europe: First reactions from MEPs, su European Parliament. URL consultato il 15 maggio 2020.
  43. ^ Sean Fleming, Here's how Europe plans to be the first climate-neutral continent, su World Economic Forum. URL consultato il 15 maggio 2020.
  44. ^ Allocation method for the Just Transition Fund, su European Commission. URL consultato il 15 maggio 2020.
  45. ^ a b Elkerbout, M., Egenhofer, C., Núñez Ferrer,, J., Cătuţi, M., Kustova,, I., & Rizos, V. (2020). The European Green Deal after Corona: Implications for EU climate policy. Brussels: CEPS.
  46. ^ Alister Alister, Four more EU nations back a green post-coronavirus recovery, in Climate Home News, 20 aprile 2020. URL consultato il 16 maggio 2020.
  47. ^ COVID-19: MEPs call for massive recovery package and Coronavirus Solidarity Fund, su European Parliament. URL consultato il 22 aprile 2020.
  48. ^ EU leaders back ‘green transition’ in pandemic recovery plan
  49. ^ Ten EU countries urge bloc to pursue 'green' coronavirus recovery

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]