Castrazione chimica

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La castrazione chimica è un tipo di castrazione, solitamente non definitiva, provocata da farmaci a base di ormoni, indirizzata alla riduzione della libido e dell'attività sessuale.

Fu sviluppata come misura temporanea preventiva per stupratori e pedofili ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti e Canada, Russia, Polonia, Regno Unito, Svezia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Germania, Francia[senza fonte].

Spesso, la legislazione prevede che lo stesso pedofilo possa richiedere la castrazione chimica su base volontaria, talora ottenendo sconti di pena.

Alcune associazioni per i diritti civili ne contestano l'applicazione; in particolare l'ACLU (American Civil Liberties Union) sostiene che sia contraria alla costituzione degli Stati Uniti.

La questione riguarda l'obbligatorietà di un trattamento sanitario così invasivo e invalidante, da bilanciare con la necessità di prevenire un reato che lascia traumi gravissimi a vita su dei minori, a forte tasso di recidiva, e spesso ai confini con la malattia psichiatrica, che sfugge alla completa capacità di autocontrollo dei pedofili una volta liberati dal carcere.

In Svezia si è dimostrata efficace purché il soggetto non interrompa l'assunzione del farmaco[senza fonte].

Al di fuori dell'ambito della prevenzione e repressione del crimine, la castrazione chimica viene eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall'inizio del trattamento farmacologico.

Il farmaco più in uso attualmente è il medrossiprogesterone. Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.

In Italia è stata invocata come pena di reati a sfondo sessuale da diversi esponenti della Lega Nord e da Gianfranco Fini.

Personalità che hanno subito la castrazione chimica[modifica | modifica wikitesto]

Il famoso matematico e informatico Alan Turing, padre dell'informatica teorica, fu sottoposto a castrazione chimica dopo la condanna, nel 1952, per omosessualità. Questa si ipotizza che fu la causa del suo suicidio, commesso due anni dopo.

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