Transessualità

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Simbolo Trans

La transessualità o transessualismo è la condizione di una persona la cui corporeità non è corrispondente alla propria identità di genere. Queste persone spesso perseguono l'obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso assunzione di ormoni ed interventi medico-chirurgici volti a riaffermare l'identità fisico-psicologica.[1]

Storia del concetto[modifica | modifica wikitesto]

L'angelo incarnato di Leonardo da Vinci (1515 ca.)

Il termine "transessuale" è stato coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell (1897-1959), ma è diventato di uso comune dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966, che è diventato ben presto testo di studio universitario, in quanto è il primo libro che indaga sulla transessualità con un approccio anche nosografico, affermando che si tratta dell'unica patologia classificata come psichiatrica a non essere curata psichiatricamente. Lo psichiatra infatti non "guarisce" la persona transessuale facendola nuovamente sentire a proprio agio con il suo sesso di origine, bensì avviando la persona a cui è diagnosticato il "disturbo dell'identità di genere" alle terapie endocrinologiche e/o chirurgiche per iniziare il percorso di transizione.[2][3][4]

Anna P, fotografato nel 1922 per il libro Sexual Intermediates, di Magnus Hirschfeld

Tale discrepanza è da inquadrarsi nel fatto che per molti decenni fra la fine del 1800 e i primi venti anni del 1900 la persona transessuale veniva effettivamente sottoposta a tentativi di "guarigione", ovvero di scomparsa del "disturbo", sia attraverso la psicoterapia, sia attraverso la somministrazione di ormoni del proprio sesso genetico.[5]

Tali tentativi furono fallimentari e determinarono un numero elevatissimo di suicidi fra le persone transessuali che subivano tali trattamenti. Soltanto intorno al 1960 si iniziò a pensare che l'unica "guarigione" della persona transessuale si potesse ottenere adeguando il corpo alla psiche e non viceversa.[6]

Il movimento transessuale mondiale rifiuta l'inquadramento psichiatrico della propria condizione,pur essendo consapevole del fatto che la propria condizione richiede l'intervento della medicina per trasformare la "disforia" in "euforia" o comunque in una stabilizzazione accettabile della qualità di vita.

Classificazione medica[modifica | modifica wikitesto]

Per molto tempo secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Manuale di Classificazione dei Disturbi Mentali, redatto dall'Associazione Americana degli Psichiatri) e l'International Classification of Diseases (a cura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, X edizione[7]), la persona transessuale soffre del disturbo dell'identità di genere (DIG). Questo senso di distonia e disforia nei confronti del proprio sesso di nascita può svilupparsi già nei primi anni di vita, durante l'adolescenza o, più raramente, in età adulta.[8]

Il 19 giugno 2018 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha eliminato la transessualità dalla International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death (ICD).[9]

La questione delle cause[modifica | modifica wikitesto]

L'eziologia del transessualismo è ufficialmente ignota e l'inquadramento psichiatrico sembra più uno stratagemma per far sì che le persone transessuali possano accedere alle mutue, ai Sistemi Sanitari Nazionali dei loro paesi, in attesa che ne venga chiarita la vera eziogenesi.

A questo proposito è molto significativa la risposta che la dottoressa Peggy Cohen-Kettenis (docente di psicologia presso la Vrije Universiteit di Amsterdam e responsabile del Gruppo sui Disturbi dell'Identità di Genere del Dipartimento di Psicologia del Centro Medico della stessa Università, annoverata fra i maggiori esperti internazionali di transessualismo) ha dato nel corso di una conferenza tenutasi a Bari il 31 maggio 2003[10]. In tale occasione la Cohen-Kettenis, alla domanda posta dal pubblico «Se il "vero" transessuale è colui al quale viene consentito il cambiamento di sesso, non ha psicopatologia associata, ha un buon esito post-trattamento, ecc., perché allora i disturbi dell'identità di genere rientrano nel DSM-IV, ossia vengono classificati come disturbi mentali?», così rispondeva: «Questo è un buon punto. Credo che le ragioni principali stiano fuori dal DSM. Ad esempio, una ragione pratica, anche se non la più importante, è che senza un disturbo classificato nel DSM, in molti paesi le compagnie di assicurazione non coprirebbero le spese del trattamento. So che è un problema di cui si sta discutendo nella preparazione del DSM-V.»

Recenti studi, inoltre, sembrano dimostrare sia una predisposizione genetica al transessualismo[11] sia la presenza nelle persone transessuali di un dimorfismo sessuale del cervello opposto al sesso biologico in cui sono nate[12]. Infatti pare che la causa sia a carico di gene che codifica un enzima chiamato citocromo P17, il quale sovrintende al metabolismo degli ormoni sessuali.[13][14]

Condizione umana e sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo "Crisalide azione trans" al Gay pride di Milano, giugno 2004.

Internazionalmente si usa l'acronimo "FtM" per indicare uomini biologicamente donne e "MtF" ad indicare donne biologicamente uomo, oltre che il termine "non binary" per indicare individui che non appartengono a binario maschio/femmina.[15]

Le persone transessuali, nelle attuali società occidentali, subiscono tendenzialmente forti discriminazioni in ambito sociale e lavorativo. Questo fenomeno è molto più marcato in quei Paesi che non consentono il cambio anagrafico dei documenti senza il ricorso forzato all'intervento di ri-attribuzione chirurgica di sesso, e che non dispongono di leggi adeguate che tutelino le persone transessuali da fenomeni di discriminazione e violenza. La discriminazione, la violenza psicologica e/o fisica, e lo stigma sociale che subiscono le persone transessuali, sono tutti fenomeni che possono essere annoverati sotto il termine di "transfobia".[16] In Italia dal 5 novembre 2015, una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che per cambiare il proprio genere e il proprio nome anagrafico non è necessaria la sterilizzazione coatta delle persone transessuali per la rettificazione del nuovo sesso.[17]

La transfobia, apparentemente può sembrare una traduzione equivalente dell'omofobia. In realtà i due fenomeni hanno origini diverse, espressioni diverse anche se condividono il destino della discriminazione. Un tentativo di distinguere i fenomeni "transfobia" e "omofobia" è stato fatto da Mirella Izzo, presidente dell'ex associazione Crisalide AzioneTrans onlus[18].

Lo stigma sociale della persona transessuale è in genere molto più elevato rispetto a quello riservato alle persone omosessuali. Inoltre è altrettanto più elevato per le trans da maschio a femmina rispetto ai transessuali da femmina a maschio. Le motivazioni che possono essere trovate per questo dato di fatto sono molteplici e controverse:

  • l'omosessualità è visibile solo all'interno delle tendenze sessuali ed affettive di una persona mentre la transessualità comporta una netta trasformazione del proprio corpo e pertanto provoca la necessità di una totale inversione di valutazione della persona;[19]

In ogni caso lo stigma sociale verso le transessuali MtF è tale da rendere difficile l'inserimento lavorativo delle stesse. Analizzando la discriminazione in ambito lavorativo delle persone transessuali in Italia Monica Romano, attivista transessuale, individua due dinamiche discriminanti statisticamente rilevanti:

  • la discriminazione all'ingresso del mercato del lavoro, dove la persona transessuale, che viene identificata come tale in ragione del suo aspetto fisico o di documenti non conformi alla sua identità, nella maggioranza dei casi vede respinta la sua candidatura;[20][21]
  • il mobbing orizzontale e/o verticale che la persona transessuale può subire successivamente al coming out.[22]

Se a questo si aggiunge che spesso le famiglie ripudiano il figlio transessuale e i costi della transizione, diventa evidente una spinta della stessa società affinché la transessuale si dedichi alla prostituzione per sopravvivere.[23]

La prostituzione transessuale è un fenomeno recente dovuto alla non accetazione sociale delle persone transessuali che, essendo esclusi da molti lavori, si prostituiscono per sopravvivere .[24]

Negli ultimi anni la figura delle donne transessuali inizia ad essere trattata diversamente nell'ambito di cinematografia, letteratura e serie TV[25]. In Italia alcune persone transessuali che hanno avuto un impatto mediatico sono state ad esempio Vladimir Luxuria[26], Eva Robin's[27], Alessandra Di Sanzo[28], Berta Bertè, Maurizia Paradiso[29].

Il percorso di transizione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Transizione (transgenderismo).

Una persona transessuale deve in primis rivolgersi ad uno psichiatra che diagnostichi la "disforia di genere". Solo dopo questa certificazione può rivolgersi all'endocrinologo per la terapia ormonale sostitutiva (estrogeni ed antiandrogeni per le trans MtF, testosterone per i trans FtM). Deve inoltre essere assente nel genoma ogni riferimento all'intersessualità o pseudoermafroditismo. Senza questa diagnosi l'endocrinologo non potrebbe agire in quanto, in questo particolare caso, il suo compito è quello di ammalare organi sani.[30]

Successivamente, o in accompagnamento alla terapia ormonale, la persona transessuale MtF può sottoporsi a trattamenti estetici-chirurgici (rimozione barba, mastoplastica additiva, femminilizzazione del viso, ecc.). Di norma questi interventi vengono considerati "chirurgia estetica" e sono a carico della persona transessuale. Per i transessuali FtM di norma non vi è bisogno di chirurgia estetica, eccetto che per l'intervento di mastectomia o falloplastica.

Effettuato il trattamento ormonale, secondo la legge 164/82 la persona transessuale può richiedere al Tribunale autorizzazione agli interventi chirurgici di conversione sessuale (penectomia, orchiectomia e vaginoplastica per le trans; mastectomia, istero-annessiectomia, falloplastica o metoidioplastica per i trans). Ottenuta sentenza positiva, la persona transessuale ha diritto all'intervento sui genitali a carico del SSN.[31]

Effettuato l'intervento, la persona transessuale deve nuovamente rivolgersi al Tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico. Ottenuta la sentenza positiva, tutti i documenti d'identità vengono modificati per sesso e per nome, con l'eccezione del casellario giudiziario e l'estratto integrale di nascita, documenti che possono essere richiesti esclusivamente dallo Stato o da Enti pubblici.

Alla fine di questo percorso, per la legge italiana un transessuale da donna a uomo diventa uomo a tutti gli effetti, compreso il diritto di sposarsi ed adottare. Lo stesso vale per la transessuale da uomo a donna. Teoricamente sarebbe molto difficile o addirittura impossibile risalire al sesso originario di una persona a livello burocratico, ma non sempre è così. L'ufficiale dell'anagrafe potrà, comunque vedere le "tracce" sull'estratto integrale di nascita e, allo stesso tempo, l'impiegato che si occupa della residenza ai servizi demografici vedrà un atto di nascita con lo stesso numero a nome di due persone. Stesso vale per il Tribunale, o anche l'Agenzia Delle Entrate, e sono solo pochissimi esempi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ transessualismo nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 29 luglio 2018.
  2. ^ Joanne Meyerowitz, How Sex Changed: A History of Transsexuality in the United States, pp. 42–45.
    «Born in Cleveland in 1897, David Oliver Cauldwell earned his medical degree at the National University of Mexico and began his career as a general practitioner. During World War II he served as a contract surgeon in the army, a physician for war industries, and a War Department psychiatrist who examined recruits for the armed forces. His wartime work with recruits brought him into contact with, and educated him on, a range of sexual problems. ...».
  3. ^ The German term "transsexualismus" was introduced by Magnus Hirschfeld in 1923, Cauldwell appears to be the first to use the term for those who desired a change of physiological sex. Compare Die intersexuelle Konstitution in Jahrbuch fuer sexuelle Zwischenstufen by Magnus Hirschfeld in 1923 versus Psychopathia Transexualis by David Oliver Cauldwell in 1949.
  4. ^ The Health of Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender People.
    «Although he refused to endorse sex reassignment surgery for nonintersex patients, David Oliver Cauldwell coined the term transsexual in his 1949 essay “Psychopathia Transexualis” to describe individuals whose sex assigned at birth ...».
  5. ^ IL MONDO SEGRETO DEI TRAVESTITI, su books.google.it.
  6. ^ Da quando la scienza studia i transessuali?, in Focus.it. URL consultato il 29 luglio 2018.
  7. ^ ICD 10 (PDF), su who.int.
  8. ^ Elisa Bandini, Alessandra D. Fisher e Valdo Ricca, Disturbo di identità di genere: aspetti generali e principi di diagnosi e terapia, in L’Endocrinologo, vol. 10, nº 4, DOI:10.1007/bf03344672. URL consultato il 29 luglio 2018.
  9. ^ Oms toglie transessualità da lista malattie mentali - Salute & Benessere, in ANSA.it, 19 giugno 2018. URL consultato il 19 giugno 2018.
  10. ^ conferenza, su crisalide-azionetrans.it.
  11. ^ predisposizione genetica, su crisalide-azionetrans.it.
  12. ^ Dimorfismo sessuale del cervello, su crisalide-azionetrans.it.
  13. ^ Vienna, scoperto il gene transex, in CorriereUniv.it - Corriere dell'Università Job, 3 agosto 2008. URL consultato il 29 luglio 2018.
  14. ^ Diritti diversi, su books.google.it.
  15. ^ Cosa significa MtF e FtM? - Gay.it, in Gay.it, 12 giugno 2018. URL consultato il 29 luglio 2018.
  16. ^ transfobia in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 29 luglio 2018.
  17. ^ La Consulta mette la parola fine alla sterilizzazione coatta delle persone transessuali, in ARTICOLO29, 6 novembre 2015. URL consultato il 29 luglio 2018.
  18. ^ "Transfobia e Omofobia: differenze e similitudini
  19. ^ TRANSIZIONARIO: Transfobia e lavoro. - Harvey Milk Milano, su www.milkmilano.com. URL consultato il 29 luglio 2018.
  20. ^ La condizione transgender nel mondo del lavoro, in Monica Romano, 2 dicembre 2011. URL consultato il 29 luglio 2018.
  21. ^ Transgender e lavoro: tavola rotonda - Monica Romano, in Monica Romano, 14 maggio 2015. URL consultato il 29 luglio 2018.
  22. ^ Mobbing Archivi - Monica Romano, su Monica Romano. URL consultato il 29 luglio 2018.
  23. ^ San Francisco, trans si suicida a 22 anni e la famiglia non reclama il corpo: raccolta fondi per funerali - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato il 29 luglio 2018.
  24. ^ La Prostituzione Transessuale, in ALA Milano Onlus, 22 ottobre 2008. URL consultato il 29 luglio 2018.
  25. ^ 5 programmi che hanno cambiato la rappresentazione lgbt in tv - Wired, in Wired, 6 febbraio 2018. URL consultato il 29 luglio 2018.
  26. ^ Vladimir Luxuria, su Vladimir Luxuria. URL consultato il 29 luglio 2018.
  27. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Eva Robin's | MYmovies, su www.mymovies.it. URL consultato il 29 luglio 2018.
  28. ^ 'Alessandra per sempre' - Gay.it, in Gay.it, 28 settembre 2007. URL consultato il 29 luglio 2018.
  29. ^ Maurizia Paradiso a briglie sciolte: "Mi sono tagliata l'uccello, non il cervello!" - Gay.it, in Gay.it, 3 ottobre 2016. URL consultato il 29 luglio 2018.
  30. ^ guida al transito delle persone transessuali e transgender (PDF), su consultoriotransgenere.it.
  31. ^ claudio, Legge 14 aprile 1982, n. 164 - Norme in materia di rettificazione di sesso, su www.scienzemedicolegali.it. URL consultato il 29 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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