Elezioni parlamentari in Polonia del 2005

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Elezioni parlamentari in Polonia del 2005
Stato Polonia Polonia
Data 25 settembre
Kaczynski Jaroslaw 1 067.JPG Donald Tusk 3.jpg
Leader Jarosław Kaczyński Donald Tusk Andrzej Lepper
Partito Diritto e Giustizia Piattaforma Civica Autodifesa della Repubblica Polacca
Voti 3.185.714
27 %
2.849.259
24,1 %
1.347.355
11,4 %
Seggi 155 133 56
Wybory sejm 2005 Barry Kent.png
Primo ministro
Kazimierz Marcinkiewicz (2005 - 2006)
Jarosław Kaczyński (2006 - 2007)
Left arrow.svg 2001 2007 Right arrow.svg

Le elezioni parlamentari in Polonia del 2005 si sono tenute il 25 settembre 2005. Esse hanno visto la vittoria di Diritto e Giustizia di Jarosław Kaczyński; a seguito dell'esito elettorale, Primo ministro è divenuto Kazimierz Marcinkiewicz, dello stesso partito. Nel 2006 gli è succeduto Jarosław Kaczyński.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Liste Voti  % Seggi
Diritto e Giustizia 3.185.714 26,99 155
  Piattaforma Civica 2.849.259 24,14 133
Autodifesa della Repubblica Polacca 1.347.355 11,41 56
Alleanza della Sinistra Democratica 1.335.257 11,31 55
Lega delle Famiglie Polacche 940.726 7,97 34
Partito Popolare Polacco 821.656 6,96 25
Socialdemocrazia di Polonia 459.380 3,89 -
Partito Democratico 289.276 2,45 -
Piattaforma di Janusz Korwin-Mikke 185.885 1,57 -
Movimento Patriottico 124.038 1,05 -
Partito Polacco del Lavoro 91.266 0,77 -
Altri 1,49 2
Totale 11.804.676   460

Fonte: Election Eesources

Sejm
Senato

Scenario[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni provocarono un'ampia vittoria per due partiti di centro-destra, il conservatore Diritto e Giustizia (PiS) e i liberal-conservatori della Piattaforma Civica (PO). L'allora governo di centro-sinistra dell'Alleanza della Sinistra Democratica (SLD) fu sconfitto; i due partiti vincitori ottennero 288 sui 460 seggi, mentre l'SLD ne conquistò solo 55. Il PiS ottenne 155 seggi, mentre PO 133. Il leader di Pis, Jarosław Kaczyński, rinunciò all'opportunità di divenire Primo ministro della Polonia, per non pregiudicare la corsa alla Presidenza della Repubblica del fratello gemello, Lech Kaczyński. Il Primo Ministro uscente, Marek Belka, perse il proprio seggio.

Al Senato, il PiS ottenne 49 seggi, mentre PO 34 (su 100), lasciando agli altri otto partiti i restanti 17 seggi. SLD non ottenne seggi al Senato.

Il Sejm è eletto su base proporzionale in circoscrizioni multi-membro, con i seggi divisi tra i partiti che superano la soglia del 5% dei voti, utilizzando il metodo D'Hondt. D'altra parte, il Senato è eletto con un sistema in cui il candidato che ottiene più voti nella sua circoscrizione, ottiene il seggio. Questo metodo tende a portare a situazioni in cui il partito o la coalizione che vince le elezioni, ottiene una maggioranza più estesa al Senato che al Sejm.

Alle elezioni parlamentari del 2001, la SLD e UP avevano ottenuto 216 sui 460 seggi, e furono in grado di formare un governo con il sostegno del Partito Popolare Polacco (PSL). Il partito leader nel governo precedente, Azione Elettorale Solidarność (AWS), che aveva come base Solidarność, perse tutti i propri deputati; il suo posto fu preso da diversi partiti di destra, come PO e PiS.

Dopo il 2003, si verificarono una serie di fatti che portarono al crollo del sostegno al governo. Lo scontento per l'alta disoccupazione, i tagli del governo (specialmente sulla sanità, l'istruzione e il welfare), i fatti legati agli scandali di corruzione che seguirono le politiche di privatizzazione, portarono alle dimissioni del Primo Ministro Leszek Miller nel maggio 2004; Marek Belka ne fu il successore. Tutti i sondaggi indicavano che i partiti al governo sarebbero stati pesantemente sconfitti nel 2005, e che i partiti di destra avrebbero ottenuto una forte maggioranza. Con l'attesa caduta dei post-comunisti, i partiti di destra parteciparono alle elezioni principalmente gli uni contro gli altri.

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

I partiti concorrenti alle elezioni erano in gran parte quelli delle elezioni del 2001, con l'aggiunta di Socialdemocrazia di Polonia (SDPL, gruppo formatosi a partire dall'Alleanza della Sinistra Democratica, SLD), e il Partito Democratico, PD, formatori dall'Unione della Libertà (UW) e da alcuni dissidenti dell'SLD. Entrambi i nuovi partiti non riuscirono ad ottenere seggi.

La BBC commentò durante il giorno delle elezioni: "I due partiti di centro-destra sono entrambi radicati nel movimento anti-comunista di Solidarność, ma differiscono sulle politiche di budget e sulla tassazione. Diritto e Giustizia, la cui agenda comprende la riduzione delle tasse e aiuti statali per i poveri, si è impegnato riguardo alla famiglia tradizionale e ai valori cristiani; è sospettoso riguardo al liberalismo economico. La Piattaforma Civica promuove fortemente il libero mercato e vuole introdurre una flat tax, con tasso al 15% per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, l'imposta sul reddito delle società e sull'IVA. Promette anche di muoversi velocemente verso la deregolamentazione e la privatizzazione, per adottare l'euro il più presto possibile."

Se i due partiti vincitori fossero stati in gradi di formare una coalizione, come ci si attendeva, avrebbero avuto il 62,6% dei seggi all'Assemblea, poco meno della supermaggioranza dei due terzi necessaria per portare avanti progetto più ambiziosi, come riforme costituzionali. Il partito Autodifesa della Repubblica Polacca (Samobroona), populista e isolazionista, ottenne più seggi delle precedenti elezioni, e divenne il terzo partito, prima di SLD, che nonostante la perdita di moltissimi seggi, ebbe risultati migliori delle aspettative fornite dai sondaggi; perse tuttavia tutti i seggi al Senato. La Lega delle Famiglie Polacche e il Partito Popolare Polacco mantennero la propria rappresentanza. Il Partito della Minoranza Tedesca è esente dalla soglia del 5% del voto totale, e ottenne pertanto due seggi.

Distribuzione del voto[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante PiS e PO siano stati i chiari vincitori, il voto fu distribuito inegualmente, creando le basi per futuri conflitti. Il loro sostegno è concentrato in massima parte nelle città, particolarmente a Varsavia e nelle aree meridionali industriali intorno a Cracovia e Katowice, ma comprende anche Danzica, Gdynia, Poznań, Breslavia e Stettino. L'unico centro urbano che non ha sostenuto la destra è stato Łódź. I due partiti principali non sono riusciti ad ottenere la maggioranza in nessun distretto rurale, eccetto Rzeszów nel sud. In sette distretti rurali, i due partiti hanno ottenuto meno del 40% dei voti, mentre in uno (Chełm) hanno ottenuto meno del 35%. Dato che nessun altro partito singolo ha ottenuto la maggioranza in nessun distretto, il voto ha mostrato la continuità della divisione nella politica polacca tra votanti delle città, generalmente più liberali e in favore delle economie di mercato, e i votanti delle aree rurali, più conservatori ed economicamente di sinistra.

Distribuzione dei voti per partito nei vari distretti

Dopo le elezioni[modifica | modifica wikitesto]

I negoziati tra PiS e PO sulla formazione del nuovo governo subirono un crollo alla fine di ottobre, precipitati dal disaccordo riguardo a chi avrebbe dovuto essere il Marszałek Sejmu (Presidente del Sejm). Il 1º novembre il PiS annunciò un governo di minoranza guidato da Kazimierz Marcinkiewicz, come nuovo Primo Ministro. I negoziati furono inficiati dalle elezioni presidenziali del 2005, dove il vincitore fu Lech Kaczyński (PiS), fratello gemello del leader del PiS Jarosław Kaczyński; Jarosław Kaczyński aveva dichiarato che non sarebbe divenuto Primo Ministro se il fratello avesse vinto le elezioni. Il requisito costituzionale per formare un governo entro un dato periodo bruciò i negoziati per la coalizione.

Uno dei grandi ostacoli alla creazione di una coalizione fu l'insistenza del PO per ottenere il Ministero dell'Interno, se avesse dovuto entrare in coalizione con il PiS, per impedire ad un partito di controllare tutti e tre i ministeri "importanti" (Sicurezza, Giustizia e Interno). Il PO si oppose anche all'"alleanza tattica" tra PiS e Samoobrona, che condividono atteggiamenti euroscettici e populisti, ma differenti in politica economica. La campagna elettorale, in cui i partiti di centro-destra svolsero una competizione tra essi stessi invece che coi partiti di sinistra, accentuò le differenze e creò una relazione di antagonismo tra i due partiti.

Il governo di minoranza dipese dal sostegno dei radicali di Samoobrona e con l'iper-conservatore Lega delle Famiglie Polacche (LPR) al governo, una situazione che rese difficili molte delle aspettative per una coalizione PiS/PO. Il 5 maggio 2006 PiS formò un governo di coalizione con Samoobrona e LPR.

Nel luglio 2006 Marcinkiewicz rassegnò le dimissioni, a seguito di scontri con il leader del partito Kaczyński. Quest'ultimo formò un nuovo governo e giurò il 14 luglio, divenendo Primo Ministro.