Supermercati Brianzoli

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima squadra ciclistica, vedi Supermercati Brianzoli (ciclismo).
Supermercati Brianzoli
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà a responsabilità limitata
Fondazione1964 a Seveso
Fondata daFratelli Franchini
Chiusura2001
Sede principaleVighizzolo di Cantù
Settoregrande distribuzione organizzata
Prodottialimentari e beni di largo consumo

I Supermercati Brianzoli sono stati, in passato, una catena di supermercati di grande distribuzione nata in Brianza, da cui il nome.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il cavaliere Felice Franchini verso il 1890 apre un mattatoio a Lentate sul Seveso contemporaneamente all'apertura di tre macellerie. Dinamico com'era, cerca subito sbocchi per la vendita delle carni brianzole. Dopo vari incontri prende l'appalto delle forniture navali per la carne dei grandi piroscafi di Italia di Navigazione e Lloyd Triestino. Forniture che cesseranno solo alla fine degli anni Sessanta con lo sviluppo del trasporto aereo e la fine dei grandi transatlantici. Oreste e Vittorio, figli di Felice, oltre a proseguire nelle forniture navali, aprono una serie di 10/12 punti vendita di macellerie/salumerie e prodotti alimentari in provincia di Milano e Bergamo. Nel 1964, a Seveso, Oreste e Vittorio aprono il primo supermercato completamente self service in provincia di Milano.[1]

Nel 1966 vengono a mancare i due ideatori. Il loro posto viene preso dagli esponenti della terza generazione Franchini: Gianfelice, figlio di Vittorio, e Peppino e Angelo, figli di Oreste. Con loro nasce il marchio verde e arancione SB, Supermercati Brianzoli. Gianfelice è lo stratega, Beppe è responsabile degli acquisti, Angelo della logistica.[2] Già nel 1974 i punti vendita aperti con il marchio SB sono quattro: Calusco d'Adda, Tradate e due a Meda. Nel corso degli anni, SB arriva a ottenere una grande notorietà soprattutto grazie alla pubblicità in onda su Antennatre, tv privata regionale, così i supermercati arrivano a essere una sessantina[1] espandendosi anche in Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Anche con l'aiuto di imprenditori autonomi legati al marchio in franchising.

Nel 1982 la sede si sposta da Lentate sul Seveso a Cantù in un nuovo grande magazzino centrale di oltre 10.000 m². Mentre per la centrale carni viene acquistata la Galbiati Carni di Bovisio Masciago e fondate altre due società per la distribuzione della frutta e verdura e dei surgelati. Nel frattempo si aprono anche i primi ipermercati a Grandate, Castagnito e Arcore, quest'ultimo inaugurato da Silvio un imprenditore già in grande ascesa, Berlusconi.

Acquisto da parte di Fininvest[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 il gruppo viene acquisito dalla Fininvest di Silvio Berlusconi, venendo così accorpata alla Standa. Con la cessione la famiglia Franchini ottiene il 14% del capitale azionario di Standa, suddividendo tra i vari soci le responsabilità di sviluppo aziendale e controllando gli acquisti e la politica commerciale.

Nel corso degli anni Novanta tra la Famiglia Franchini e Berlusconi avvengono le prime frizioni, dovute al contrasto di interessi tra il Gruppo Standa e Publitalia. Per Standa i fornitori dovevano concedere il più possibile che il mercato permetteva... ma gli stessi, il più delle volte, erano grandi clienti di Publitalia, quindi con interessi chiaramente contrastanti. Il progetto hard discount non viene approvato. L'incontro con Amancio Ortega per passare a marchio Zara i trenta migliori punti vendita Standa, chiaramente in franchising, non passa, dato che avrebbe creato grossi problemi sindacali. Per questo insieme di contrasti Gianfelice, Peppino e Angelo Franchini si dimettono dalle loro funzioni e lasciano il Gruppo Standa dopo aver firmato il primo bilancio in pareggio e altri due con buoni utili. Utili mai ripetuti successivamente.

Acquisizione parte alimentare del gruppo Standa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 Gianfelice Franchini, appoggiato dal Mediocredito Lombardo, acquisisce il ramo alimentare della Standa. Subito dopo l'acquisizione rivendono la rete alimentare del sud a un gruppo di imprenditori legati a Conad[3], mentre molti punti vendita della rete alimentare del centro-nord vengono ristrutturati secondo la nuova immagine commerciale di Standa.

Acquisto da parte di Billa[modifica | modifica wikitesto]

Con l'acquisizione da parte dei tedeschi di REWE Group (che in passato avevano acquisito Billa), il marchio SB Mercato cessa di esistere, convertendo la maggior parte dei punti vendita in supermercati Standa, mentre un paio verranno chiusi per sovrapposizioni territoriali.[4]

Sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

A metà degli anni Ottanta e per quattro anni, dal 1984 al 1987, Peppino Franchini è stato (su suggerimento del fratello Gianfelice) il patron della squadra di ciclismo "Supermercati Brianzoli" con Francesco Moser, Claudio Corti, Gianbattista Baronchelli.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Morto Frnchini, il pionire dei Supermercati Brianzoli, su lastampa.it, 13 aprile 2019. URL consultato il 14 aprile 2019.
  2. ^ a b Morto Peppino Franchini, il patron della Supermecati Brianzoli, su tuttobiciweb.it, 14 aprile 2019. URL consultato il 14 aprile 2019.
  3. ^ Una cordata pugliese conquista la Standa, in la Repubblica, 3 dicembre 2000. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  4. ^ La Standa diventa tedesca alla Rewe 119 supermercati, in la Repubblica, 28 dicembre 2000. URL consultato il 13 ottobre 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]