Gasdotto Trans-Adriatico

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TAP - Gasdotto Trans Adriatico
Trans Adriatic Pipeline.png
Localizzazione
Nazioni attraversate Grecia Grecia
Albania Albania
Italia Italia
Inizio Kipoi
Fine Melendugno
Informazioni generali
Tipo Gas naturale
Progettista Trans Adriatic Pipeline AG (aktiengesellschaft)
Snam
BP
Socar
Enagás
Fluxys
Axpo
Costruzione 2016 - 2020
Informazioni tecniche
Lunghezza 870 km
Capacità 10 miliardi di m³/anno espandibili a 20 miliardi di m³/anno
Profondità max 820 m
Diametro 1,22 - 0,9 m
 

Il Gasdotto Trans-Adriatico (conosciuto con l'acronimo inglese di TAP, Trans-Adriatic Pipeline) è un gasdotto in costruzione che dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia, nella provincia di Lecce permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dall'area del Mar Caspio (Azerbaigian) in Italia e in Europa.[1]

TAP, insieme a TANAP (Trans Anatolian Pipeline che attraverserà da Est a Ovest la Turchia) e a SCP (South Caucasus Pipeline), è una delle infrastrutture di trasporto che apriranno il cosiddetto Corridoio Sud del Gas, consentendo l'accesso al mercato europeo delle riserve di gas naturale dell'area del Mar Caspio. Il gas che sarà trasportato da TAP appartiene al Consorzio Shah Deniz II, proprietario del gas proveniente dall'omonimo giacimento offshore azero situato nel Mar Caspio a sud di Baku.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto è nato per iniziativa della Elektrizitäts-Gesellschaft Laufenburg (EGL), ora denominata Axpo, società svizzera attiva soprattutto nel commercio di elettricità, gas e prodotti finanziari energetici, che nel 2003 iniziò uno studio di fattibilità conclusosi nel 2006 con parere positivo circa la realizzabilità tecnica, economica e ambientale del gasdotto.[3] Sono state esaminate due opzioni: un percorso settentrionale attraverso la Bulgaria, la Repubblica di Macedonia e l'Albania e un percorso meridionale attraverso la Grecia e l'Albania, che è stato infine considerato più fattibile. Nel marzo 2007 è stata completata l'ingegneria di base estesa per il gasdotto.[4] La Grecia si è opposta al tracciato del gasdotto Trans-Adriatico che attraversa il territorio albanese, in quanto avrebbe consentito all'Albania di diventare il nodo di trasmissione del gas nei Balcani occidentali.[5]

Il 13 febbraio 2008, il gruppo EGL e la società energetica norvegese Statoil firmarono un accordo per la costituzione di Trans Adriatic Pipeline AG, una joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione del gasdotto.[6] Nel giugno 2008, la società di progetto ha presentato alle autorità greche la richiesta di costruire una sezione di 200 chilometri del gasdotto da Salonicco al confine greco-albanese.[7] Nel gennaio 2009, il progetto TAP ha effettuato un'indagine marina nel Mare Adriatico per verificare il tracciato offshore del futuro gasdotto.[8] Nel luglio 2009 è iniziata un'indagine di valutazione del tracciato in Albania.[9] Nel marzo 2009, un accordo intergovernativo tra Italia e Albania sulla cooperazione energetica ha menzionato il TAP come progetto di interesse comune per entrambi i paesi. [10]

Nel gennaio 2010, TAP AG ha aperto uffici nazionali in Grecia, Albania e Italia e nel marzo 2010 ha presentato alle autorità italiane una richiesta di inclusione nella rete italiana del gas.[11] Il 20 maggio 2010 è stato annunciato che E.ON sarebbe diventata partner del progetto,[12] mentre l'accordo è stato concluso con successo il 7 luglio 2010.[13] Nel novembre 2010 TAP AG ha avviato un'indagine di affinamento delle rotte nella Grecia settentrionale in preparazione della valutazione di impatto ambientale.[14]

Il 7 settembre 2011, TAP AG ha presentato, nei tre paesi interessati, le domande di esenzione per l'accesso di terzi, al fine di stipulare accordi a lungo termine per il trasporto di gas ship-or-pay con i caricatori di gas Shah Deniz II.[15][16] Le deroghe sono state concesse il 16 maggio 2013.[17][18]

Nel febbraio 2012, il gasdotto Trans Adriatic Pipeline è stato il primo progetto ad essere preselezionato e ad avviare trattative in esclusiva con il Consorzio Shah Deniz.[19] Nell'agosto 2012, i partner consortili BP, SOCAR e Total S.A. hanno firmato un accordo di finanziamento con i soci di TAP, che prevedeva la possibilità di acquisire fino al 50% del capitale del progetto.[20] Il 28 settembre 2012, Albania, Grecia e Italia hanno confermato il loro sostegno politico al gasdotto firmando un memorandum d'intesa.[21] Il 22 novembre 2012, il consorzio TAP e i partner del gasdotto trans-natoliano hanno firmato un protocollo d'intesa che stabilisce un quadro di cooperazione tra le due parti.[22]

Corrado Passera (Italia), Dimitris Avramopoulos (Grecia) e Edmond Haxhinasto (Albania) firmano l'accordo intergovernativo (13 febbraio 2013)

Il 13 febbraio 2013, Grecia, Italia e Albania hanno firmato un accordo intergovernativo.[23] Il 28 giugno 2013, il Consorzio Shah Deniz II ha selezionato TAP come progetto vincente per il trasporto del gas dell'Azerbaigian in Italia e in Europa preferendolo al progetto concorrente Nabucco West.[24] In seguito, BP, SOCAR, Total e Fluxys sono diventati azionisti del progetto.[25]

Il 19 settembre 2013 Enel, Hera, Shell, E.ON, Gas Natural Fenosa, Gdf Suez, Axpo, Bulgargaz e Depa hanno firmato a Baku con il Consorzio Shah Deniz II i contratti di fornitura per la più importante vendita nella storia del gas (stima: 130 miliardi di euro).[26]

Il 17 dicembre 2013, il Consorzio Shah Deniz II ha annunciato la Decisione Finale di Investimento per sviluppare il giacimento di Shah Deniz II e gli azionisti di TAP A.G. hanno confermato la Resolution to Construct per lo sviluppo e la realizzazione del progetto Trans Adriatic Pipeline.[27]

Il 1° dicembre 2015 Snam ha sottoscritto con Statoil un accordo di esclusiva per l'acquisto della quota del 20% nella Trans Adriatic Pipeline.[28].

Il 17 dicembre 2015 Snam S.p.A. ha perfezionato l'acquisizione della quota del 20% detenuta da Statoil Holding Netherlands B.V. nella Trans Adriatic Pipeline AG, per un prezzo di 130 milioni di euro.[28]

Il consorzio TAP (Trans adriatic pipeline A.G.) ha la propria sede centrale a Baar, in Svizzera, e uffici operativi nei paesi attraversati dal gasdotto (Grecia, Albania e Italia). Gli azionisti del progetto al 2017 sono Snam (20%), l'inglese BP (20%) l'azera SOCAR (20%), la belga Fluxys (19%), la spagnola Enagás (16%), la svizzera Axpo (5%).[29][28]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Percorso e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del gasdotto TAP in Albania (agosto 2017)

Il gasdotto partirà da Kipoi in Grecia, in prossimità della frontiera terrestre con la Turchia. Sarà lungo 870 km circa, di cui la gran parte in territorio ellenico, 104 km offshore nel Mar Adriatico e circa 8 km in territorio italiano. L'altezza massima raggiunta sarà di circa 1.800 m s.l.m. sulle catene montuose dell'Albania; la profondità massima sarà di circa 820 m nel mar Adriatico. Sono previste 3 stazioni di compressione lungo il percorso (2 per la fase iniziale) e il diametro del tubo sarà di 1,22 metri (48 in) sul tratto a terra con una pressione di 95 bar e di 1,07 metri (42 in) per il tratto marino con una pressione di 145 bar.[30]

Capacità e fonti di approvvigionamento[modifica | modifica wikitesto]

TAP trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all'anno di gas naturale, una quantità pari a quella utile per coprire il fabbisogno di 7 milioni di famiglie. Con l'aggiunta di una terza stazione di compressione il gasdotto sarà in grado di raddoppiare la quantità trasportata a 20 miliardi di metri cubi/anno, ferme restando tutte le altre sezioni del gasdotto.[31] Secondo la Commissione europea l'Italia ha un ruolo importante per la creazione di un hub mediterraneo del gas e la TAP permetterà di garantire una diversificazione delle fonti di approvvigionamento:[32][33][34] nel 2015 la Russia ha fornito all'Italia il 45,1 % di gas contro il 37.8% della media UE, per quanto la produzione di energia dalla rinnovabile sia aumentata, l'Italia rimane ancora un paese fortemente importatore di combustibili fossili, per quanto sia diminuita la crescita della loro importazione, entro la quale è significativamente aumentata del 5.7% l'importazione di gas naturale dal 2005 al 2015;[35] in altre parole, come espresso dal Claai (Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane), «in quanto opera necessaria all'Italia e all'Europa per non subire l'eventuale ricatto della Russia»,[36] con riferimento alle interruzioni nei mesi invernali delle forniture dai gasdotti russi attraversanti l'Ucraina causa attriti tra i due paesi, ripetute negli anni,[37][38] e che, durante la crisi del gas tra Russia e Ucraina del 2006, provocò una riduzione delle importazioni del 6% del totale del gas naturale importato (il 24% del gas importato dalla Russia).[39]

Assegnazione dei contratti di realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Cantiere del gasdotto in Albania (giugno 2018)

A dicembre del 2015 TAP ha assegnato il contratto di costruzione EPC (Engineering, Procurement and Construction) per la realizzazione del terminale di ricezione PRT a Renco S.p.a. e il contratto EPC per la posa del gasdotto nel tratto italiano alla joint venture composta da Enereco S.p.a. e Max Streicher S.p.a.[40]

Ad aprile del 2016 TAP ha affidato a Saipem S.p.a. il contratto di ingegneria, fornitura, costruzione e installazione (EPCI) della sezione offshore del progetto.[41] [42]

Avvio dei lavori di realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 maggio 2016 a Salonicco, alla presenza di Alexis Tsipras, TAP ha celebrato l'inizio della costruzione dell'opera. Alla cerimonia erano presenti anche il Primo Ministro della Georgia Georgi Kvirikashvili, il Primo Vice Primo Ministro dell'Azerbaigian Yaqub Eyyubov, il Vice Primo Ministro di Albania Niko Peleshi, il Vicepresidente della Commissione UE e Commissario per l'Unione energetica Maroš Šefčovič, l'Inviato speciale e Coordinatore per gli affari energetici internazionali degli USA Amos Hochstein, il Ministro dell'Energia della Turchia Berat Albayrak, il Ministro dello Sviluppo Economico dell'Italia Carlo Calenda, il Ministro dell'Energia della Bulgaria Temenuzhka Petkova e il Segretario di Stato dell'Ufficio Federale per l'Energia della Svizzera Walter Steinmann.[43]

In Italia, il 12 maggio 2016, nel rispetto dei termini, TAP ha avviato il cantiere per la costruzione del gasdotto in contrada Fanfula a Melendugno.[44][45]

Status riconosciuto dall'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Mappa con la posizione del giacimento di gas Shah Deniz e i percorsi del South Caucasus Pipeline (SCP), del costruendo Trans-Anatolian gas pipeline (TANAP), del TAP, così come del Nabucco, quest'ultimo abbandonato in favore del TAP.

L'Unione europea riconosce a TAP un ruolo importante nella politica energetica comunitaria ai fini del raggiungimento dell'obiettivo di garantire la diversificazione dell'approvvigionamento energetico in Europa. TAP permetterà al gas proveniente dal Mar Caspio di raggiungere i mercati energetici europei. Il gasdotto, infatti, aprirà il cosiddetto "Corridoio Meridionale del Gas", punto cardine della strategia energetica europea. Questa nuova rotta si aggiungerà a quelle già esistenti dalle quali l'Europa riceve gas naturale, rendendo così i suoi approvvigionamenti energetici più sicuri e flessibili.[46]

Attribuzione dello status di Progetto di Interesse Comune[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio[non chiaro] hanno assegnato a TAP lo status di "Progetto di Interesse Comune" (PCI), secondo le nuove linee guida TEN-E (Trans-European Energy infrastructure). Tali progetti rivestono un ruolo importante nel nuovo regolamento dell'Unione in materia di infrastrutture energetiche transeuropee. La selezione quale Progetto di Interesse Comune discende dal fatto che il TAP è considerato funzionale all'apertura del Corridoio Meridionale del Gas, uno dei 12 cosiddetti "corridoi energetici", reputati prioritari dall'Unione europea per il conseguimento degli obiettivi di politica energetica. Tali progetti contribuiranno all'integrazione dei mercati energetici degli Stati membri dell'Unione, consentendo loro di diversificare le fonti energetiche e ponendo fine all'isolamento energetico di alcuni di essi.[32][33][34]

Decreto di Compatibilità Ambientale[modifica | modifica wikitesto]

A settembre del 2013 TAP A.G. ha consegnato la documentazione di Valutazione di Impatto Ambientale al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Ad aprile del 2014, come richiesto dal Ministero, sono state consegnate alcune integrazioni al progetto e le risposte alle osservazioni del pubblico. A settembre del 2014 il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, ha firmato il decreto di compatibilità ambientale, superando il parere negativo espresso dalla Regione Puglia e del Ministero dei Beni Culturali. Il parere positivo del Ministero dell'Ambiente, a valle di un'approfondita analisi delle alternative di circa 50 pagine, ha confermato che il sito migliore per l'approdo del gasdotto sulle coste salentine è San Foca, per il minor impatto ambientale e paesaggistico. «Valutato pertanto, per quanto sopra riportato circa l'approfondimento delle alternative, effettuato considerando ulteriori aree di indagine e parametri di valutazione così come richiesto durante la fase istruttoria, che l'ipotesi D1 (San Foca) risulta l'alternativa migliore sotto i profili tecnico, ambientale e paesaggistico. Si evidenzia che in questa alternativa la tecnologia del microtunnel permetterà di ridurre al minimo le interferenze con la fascia litoranea (potenziali impatti sul turismo, sul paesaggio e sull'ambiente)».[47][48]

Il 9 ottobre 2014, con la pubblicazione dell'avviso di avvio del procedimento di Autorizzazione Unica è cominciata l'ultima tappa del percorso autorizzativo: la conferenza di servizi presso il Ministero dello Sviluppo economico ha dato il suo assenso al rilascio dell’Autorizzazione Unica[49], il cui decreto è stato firmato il 20 maggio 2015 dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, abilitando la costruzione e l'esercizio dell'opera, approvando il progetto e dichiarando altresì la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell'infrastruttura, anche ai fini degli espropri. I lavori sono iniziati il 12 maggio 2016 e l'operatività dell'infrastruttura dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2020.[50]

Nel mese di ottobre 2017 la Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il conflitto sollevato dalla Regione Puglia contro lo Stato in merito al procedimento di autorizzazione alla realizzazione del gasdotto TAP. «In conseguenza di tale decisione, resta confermata la validità del provvedimento che ha autorizzato la costruzione del gasdotto».[51]

Possibilità di incidenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le statistiche dell'European Gas Pipeline Incident Data Group (EGIG), per gasdotti con tubi di spessore superiore ai 25 mm (nel caso di TAP lo spessore sarà di 26,8 mm), nel periodo 1970-2011 non si sono mai registrati incidenti.[52]

Non applicabilità della Direttiva Seveso[modifica | modifica wikitesto]

A maggio del 2016 un pool di esperti nominati dalla Procura ha dichiarato la non applicabilità della Direttiva Seveso al gasdotto TAP per mancanza di rischi di incidenti di portata rilevante per la popolazione e l'ambiente.[53]

Il 7 settembre 2016 la Procura di Lecce ha chiesto l’archiviazione dell'inchiesta aperta su TAP relativa alla procedura seguita dal Ministero dell'Ambiente per il rilascio della Valutazione di impatto ambientale. Per il pubblico ministero Angela Rotondano non sono emerse irregolarità.[54][55]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto della TAP è oggetto di opposizione critiche da parte di gruppi locali di cittadini e di alcuni politici e amministratori pubblici.

Verso la fine del 2011 nacque il Comitato No TAP, che iniziò una forte battaglia (a cui si aggiunsero associazioni, sindaci e comitati locali del Salento), opponendosi tenacemente alla realizzazione dell'opera attraverso manifestazioni e proteste.[56][57][58]

Punto di approdo[modifica | modifica wikitesto]

Scogli di San Foca

Fra le principali critiche, vi è la scelta del punto d'approdo del TAP nei pressi della spiaggia di San Foca, località a forte vocazione turistica, premiata, con tutte le marine di Melendugno, con la Bandiera Blu Europea e le 5 Vele di Legambiente. In particolare, gli abitanti del luogo e gli ambientalisti hanno espresso preoccupazioni per la sicurezza pubblica, dal momento che il gasdotto (che convoglierà milioni di litri cubi di gas infiammabile compresso) si troverà interrato a soli dieci metri di profondità sotto una spiaggia aperta al pubblico durante i mesi estivi.[59]

La torre rinascimentale di San Foca, uno dei luoghi-simbolo di ritrovo dei comitati di opposizione al TAP

Tale punto di approdo fu scelto in luogo di Lendinuso, ipotesi iniziale nei primi studi di fattibilità, quando attorno al 2008 emerse la presenza presso quest'ultimo di praterie di posidonia, col rischio dell'avvio di una procedura d’infrazione europea,[60], ostacolo cui poi si aggiunse l'opposizione locale.[61] Durante questo periodo, la Regione Puglia manifestò il suo dissenso alla scelta dell'approdo di San Foca,[62] ma senza proporre soluzioni alternative fino all'approvazione del progetto con il VIA nell'agosto del 2014;[60] tali soluzioni alternative furono presentate a partire dall'anno successivo.[63]

Peraltro, dovendosi realizzare anche un'interconnessione lunga 60 km per collegare il terminale italiano di Melendugno alla rete nazionale italiana del gas nei pressi del porto industriale di Brindisi, numerosi amministratori locali, tra cui i sindaci delle zone interessate e il governatore della regione Puglia, hanno anche sostenuto l'opinione degli ambientalisti secondo cui il gasdotto potrebbe causare più danni che benefici, potendo essere un'opportunità per la criminalità organizzata locale e la corruzione di infiltrarsi negli appalti pubblici per i lavori di costruzione della parte italiana. Inoltre, il governatore regionale Michele Emiliano ha dichiarato di non aver capito perché non sia stato scelto un approdo alternativo e più vicino alla zona industriale di Brindisi, dati i minori costi, il minore impatto ambientale e la vicinanza alle preesistenti infrastrutture del gas.[64]

Centrale di depressurizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Altro motivo lamentato dagli oppositori è la prevista costruzione di una centrale di depressurizzazione del gas nei pressi del terminal. L'area prescelta per la centrale, che si estende su una superficie di 12 ettari, è stata individuata nella campagne di Melendugno, in un terreno dove è presente un oliveto con piante secolari, che devono essere temporaneamente sradicate e trasferite altrove. Gli oppositori al TAP ritengono che l'operazione di spostamento potrebbe non garantire la sopravvivenza degli olivi secolari, sia per la possibile difficoltà di adattamento al nuovo ambiente, sia, secondo quando ipotizzato dal sindaco di Melendugno, Marco Poti, per l'eventualità di una loro esposizione all'agente Xylella fastidiosa, responsabile del complesso del disseccamento rapido dell'olivo (CoDiRo), malattia parassitaria letale che da anni colpisce gli oliveti pugliesi.[65]

Critiche all'utilità dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'impatto ambientale, il Comitato No TAP sostiene, in generale, la totale inutilità dell'opera, ritenendola nata vecchia in quanto pensata oltre un decennio prima sulla base di consumi di gas che sostengono non essere stati mai stati raggiunti e basandosi su previsioni che, secondo il comitato, non si sono mai verificate.[66][67][68] A giugno 2018, dopo l'insediamento del Governo Conte, anche il ministro Sergio Costa avanza dubbi sull'utilità pratica dell'opera, sostenendo che è stata ideata semmai per motivi geopolitici (per diminuire la dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia) e ipotizza la riapertura della procedura di Valutazione d’impatto ambientale.[69] Ciononostante, il 15 ottobre 2018 riprendono i lavori per la costruzione del TAP.[70]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federico Rendina, Quell'hub italiano dell'energia che piace «sempre di più» all'Europa, in Il Sole 24 Ore, 18 novembre 2014 (archiviato l'8 agosto 2018).
  2. ^ Shah Deniz II investirà 20 mld, al via gasdotto Tap, in Milano Finanza.
  3. ^ TAP, un cammino durato 10 anni, AGI Energia.
  4. ^ Natural gas pipeline through Adriatic achieves major milestone, EGL, 13 marzo 2007. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2012).
  5. ^ (EN) Fatjona Mejdini, Albania Spies Gold in Projects Linked to TAP, BalkanInsight, 31 marzo 2017. URL consultato il 28 ottobre 2018 (archiviato il 14 febbraio 2018).
  6. ^ StatoilHydro takes place at TAP table, in Upstream Online, NHST Media Group, 13 febbraio 2008. URL consultato il 16 febbraio 2008.
  7. ^ TAP lays groundwork in Greece, in Upstream Online, NHST Media Group, 19 giugno 2008. URL consultato il 18 agosto 2008.
  8. ^ Marine survey in the Adriatic Sea to verify offshore route of the Trans Adriatic Pipeline, Trans Adriatic Pipeline AG, 22 gennaio 2009. URL consultato il 16 giugno 2009.
  9. ^ Route assessment survey begins in Albania for Trans Adriatic Pipeline, Balkans.com Business News, 13 luglio 2009. URL consultato il 18 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
  10. ^ Trans-Adriatic Gas Pipeline Co. Opens Offices in Albania, Italy, Greece, SeeNews, 20 gennaio 2010. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  11. ^ Trans Adriatic Pipeline taps into Italy's gas grid, in Pipelines International, 17 marzo 2010. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2011).
  12. ^ E.ON Ruhrgas joins Trans Adriatic Pipeline, in Oil and Gas Journal, PennWell Corporation, 21 maggio 2010. URL consultato il 25 maggio 2010.
  13. ^ E.ON firms TAP stake, in Upstream Online, NHST Media Group, 7 luglio 2010. URL consultato il 7 luglio 2010.
  14. ^ Trans-Adriatic Pipeline begins route refinement study in northern Greece, European Energy Review, 23 novembre 2010. URL consultato il 1º dicembre 2010.
  15. ^ Trans Adriatic Pipeline submits Third Party Access Exemptions in Albania, Greece & Italy (Greece), Energia.gr, 13 settembre 2011. URL consultato il 13 settembre 2011.
  16. ^ Trans Adriatic Pipeline submits Independent Natural Gas application to Greek regulator, in Offshore Magazine, PennWell Corporation, 15 settembre 2011. URL consultato il 16 settembre 2011.
  17. ^ Commission decision of 16.5.2013 on the exemption of the Trans Adriatic Pipeline from the requirements on third party access, tariff regulation and ownership unbundling laid down in Articles 9, 32, 41(6), 41(8) and 41(10) of Directive 2009/73/EC (PDF), European Commission, 16 maggio 2013. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2014).
  18. ^ Henning Gloystein, TAP gas pipeline project gets vital legal approval (PDF), Reuters, 17 maggio 2013. URL consultato l'11 luglio 2013.
  19. ^ Kostis Geropoulos, TAP, Nabucco and SEEP still in EU pipeline race, in New Europe, 21 febbraio 2012. URL consultato il 14 marzo 2013.
  20. ^ Barbara Lewis, BP, Socar, Total pledge to fund gas pipeline-TAP, Reuters, 9 agosto 2012. URL consultato il 10 marzo 2013.
  21. ^ Zulfugar Agayev, TAP Gas Pipeline Project Gains Support of Italy, Greece, Albania, Bloomberg, 28 settembre 2012. URL consultato il 13 marzo 2013.
  22. ^ TAP Managing Director: Cooperation with TANAP is milestone for Southern Gas Corridor progress, Trend News Agency, 7 marzo 2013. URL consultato il 15 marzo 2013.
  23. ^ Commissioner Oettinger welcomes the signature of an intergovernmental agreement on TAP, European Commission, 13 febbraio 2013. URL consultato il 14 marzo 2013.
  24. ^ Eoin O'Cinneide, TAP confirmed as Shah Deniz 2 winner, in Upstream Online, NHST Media Group, 28 giugno 2013. URL consultato l'11 luglio 2013.
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  37. ^ Guerra del gas tra Russia e Ucraina - Il contenzioso dal 2006 a oggi, in La Repubblica, 6 gennaio 2009.
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  61. ^ Tap, Mariano (PD): “approdo a Lendinuso? non lo permetteremo mai!!!”, Brundisium, 16 gennaio 2014.
  62. ^ Francesco De Palo, Ecco come la Puglia di Vendola intralcia lo strategico gasdotto Tap, in Formiche Net, 15 gennaio 2014.
  63. ^ Oronzo Martucci, Gasdotto Tap, la Regione indica al Governo tre siti tra Lecce e Brindisi, in Il Corriere della Sera, 12 febbraio 2015.
  64. ^ Italy to hold referendum on local autonomy, su www.aljazeera.com. URL consultato il 14 marzo 2018.
  65. ^ Italian olive grove stands in way of European energy security, su www.reuters.com. URL consultato il 14 marzo 2018.
  66. ^ La Redazione, Contro il gasdotto TAP, l’ennesima inutile grande opera, Dinamo press, 1º dicembre 2014.
  67. ^ Gasdotti. Tap. Il M5S: “Inutile e dannoso”. Snam: “Utile e innocuo”, in e-Gazette, 18 aprile 2017.
  68. ^ Alessandro Marescotti, La TAP (Trans-Adriatic Pipeline) è un gasdotto inutile, Peace Link, 30 marzo 2017.
  69. ^ Tiziana Colluto, Tap, riaprire la procedura di Valutazione d’impatto ambientale: così il governo può bloccare la realizzazione del gasdotto, in Il fatto Quotidiano, 7 giugno 2018.
  70. ^ Tap, è il giorno dei lavori. Imbarazzo dei Cinque Stelle: Conte convoca parlamentari e consiglieri pugliesi, in Repubblica.it, 15 ottobre 2018. URL consultato il 15 ottobre 2018.

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