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Contante

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Banconote in dollaro statunitense.

Il denaro contante, anche detto liquido, è il denaro materialmente rappresentato da monete e banconote.

Per effetto del riconoscimento ufficiale dell'entità che lo emette (tipicamente lo Stato), il contante è immediatamente spendibile e, per ordine e prestigio della banca emittente, deve essere universalmente accettato nel territorio di riferimento.

Il pagamento con denaro contante è ordinariamente quello più sicuro per chi vende, poiché rende l'immediata disponibilità del valore economico connesso: questo è il potere liberatorio.

Il contante viene contrapposto al denaro valutario o "cartolare", rappresentato da assegni e cambiali e altri titoli di credito, che rappresenta in forme fiduciarie il contante.

Per questo motivo, in taluni campi del commercio il contante è una forma di pagamento decisamente preferita, al punto da consentire l'applicazione di sconti. Non è estranea a questa pratica la considerazione della riservatezza dei soggetti coinvolti.

In Italia il potere liberatorio delle banconote è illimitato, mentre quello per le monete metalliche è limitato alle cinquanta monete metalliche, di qualunque taglio.[1][2][3][4][5]

In seguito alle modifiche alla legge antiriciclaggio, a partire dal 25 giugno 2008 qualsiasi pagamento in contanti non può superare i 5.000 euro (D.L. n. 112/2008, variamente modificato). Ciò, paradossalmente, non limita il potere liberatorio della moneta: un pagamento eccedente detto limite estingue validamente l'obbligazione pecuniaria, pur esponendo alle sanzioni amministrative.[6][7][8]

L'esperienza finlandese nella lotta al contante ha decisamente portato dei risultati: la percentuale di pagamenti con carta di credito o di debito dei consumatori finlandesi nei negozi è aumentata dal 30% nel 2000 all'81% nel 2018, mentre l'uso del denaro si attesta ormai al 19%, secondo i dati della Banca di Finlandia. Per contro un dato allarmante arriva dalle stima di indebitamento dei cittadini, il non dover fisicamente avere a che fare con i contanti – utilizzando app o carte di credito – abbassa il livello di attenzione e consapevolezza rispetto alla spesa, spingendo al contempo le persone a non controllare con regolarità quanto resta sul proprio conto. Su 5,5 milioni di cittadini, in 390.000 (il 7% della popolazione) si trovano in sistematica morosità.[9]

  1. Art. 1277 codice civile - Debito di somma di danaro, su Brocardi. URL consultato il 14 novembre 2025.
  2. Regolamento (CE) N. 974-98 (PDF), su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  3. Monete, su bancaditalia.it. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  4. Glossario – Contante, su economiapertutti.bancaditalia.it, Banca d'Italia. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  5. Per approfondire, si veda Potere liberatorio.
  6. 31 maggio 2010, n. 78, articolo 20, in materia di "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica."
  7. 6 dicembre 2011, n. 201, articolo 12, in materia di "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici"
  8. Tetto al contante a 2mila euro da luglio. Multe e novità 2020, su QuiFinanza, 16 gennaio 2020. URL consultato il 4 aprile 2020.
  9. Federico Giuliani, La lotta al contante in Finlandia mette in ginocchio le famiglie, su ilgiornale.it, 17 febbraio 2020.

Voci correlate

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