Vito De Filippo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vito De Filippo
Vito De Filippo.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Centro-sinistra
Circoscrizione Basilicata
Collegio Basilicata - 01
Sito istituzionale

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Durata mandato 29 dicembre 2016 –
1º giugno 2018
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Davide Faraone

Sottosegretario di Stato del Ministero della salute
Durata mandato 28 febbraio 2014 –
12 dicembre 2016
Presidente Matteo Renzi
Successore Davide Faraone

Presidente della Regione Basilicata
Durata mandato 6 maggio 2005 –
18 dicembre 2013
Predecessore Filippo Bubbico
Successore Marcello Pittella

Dati generali
Partito politico La Margherita (fino al 2007)
Partito Democratico (dal 2007)
Titolo di studio Laurea in filosofia
Università Università di Napoli "Federico II"
Professione Giornalista

Vito De Filippo (Sant'Arcangelo, 27 agosto 1963) è un politico italiano, presidente della Regione Basilicata dal 2005 al 2013, Sottosegretario di stato alla salute nel Governo Renzi dal 28 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016 e dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Gentiloni dal 29 dicembre 2016.

Alle elezioni politiche del 2018 viene eletto alla Camera dei deputati nel collegio proporzionale della Basilicata nelle liste del Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conseguita la laurea in filosofia con il massimo dei voti e la lode e la pubblicazione della tesi sul linguaggio nella filosofia di Benedetto Spinoza, diventa giornalista, collaborando con riviste di filosofia e vari giornali nazionali e locali, lavorando anche per Telenorba. Inizia l'attività politica a 26 anni nel Consiglio Provinciale di Potenza; ricopre la carica di assessore provinciale alla Sanità e di vicepresidente della Provincia. Ha pubblicato vari volumi di filosofia di storia meridionale e di attualità. Lo studio di Benedetto Spinoza ha prodotto la stampa alcune pubblicazioni sotto la guida del professore Piero Di Vona, noto studioso del filosofo a livello internazionale.

Dal 1990 al 1995 assume anche la Presidenza del Centro di Drammaturgia Europeo, presso l'Amministrazione Provinciale di Potenza. Nel 1995 diventa consigliere regionale della Basilicata; ricopre la carica di capogruppo e di assessore regionale all'Agricoltura. Nel 2000 è riconfermato consigliere regionale; diventa vicepresidente della Giunta Regionale ed assessore regionale alla Sanità. Dal 2002 al 2003 è capogruppo in Consiglio Regionale della Margherita e nel dicembre 2003 viene eletto presidente del Consiglio regionale della Basilicata. Ha vinto le elezioni del 17 e 18 aprile 2005, guidando una coalizione di centrosinistra, con il 67% dei voti (236.814 voti), battendo il rappresentante della lista di centrodestra “Per la Basilicata”, Cosimo Latronico.

A seguito della sconfitta elettorale del centrosinistra a Matera in occasione delle elezioni comunali del maggio 2007, l'intera Giunta Regionale si dimette a seguito degli attriti fra le varie componenti de L'Unione. Dopo tre settimane di trattative, il 30 giugno De Filippo nomina la sua seconda Giunta.

È membro dell'Assemblea Nazionale della Margherita.

Nel 2007 si candida alle primarie del Partito Democratico nel collegio di Lauria in una lista a sostegno di Enrico Letta.

Nel marzo 2010, con circa il 60 % dei voti, viene riconfermato alla guida della regione Basilicata, superando Nicola Pagliuca del Pdl e Magdi Allam del movimento "Io amo la Lucania".

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Basilicata, nelle liste del Partito Democratico, risultando tuttavia il primo dei non eletti.

Il 28 febbraio 2014 viene nominato sottosegretario al Ministero della Salute nel governo Renzi, venendo poi confermato anche nel governo Gentiloni.

Alle elezioni politiche del 2018 è candidato alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale della circoscrizione Basilicata, nelle liste del Partito Democratico ed è eletto.

È consigliere della Fondazione Italia USA.

L'inchiesta sui rimborsi: le dimissioni e lo scioglimento del Consiglio Regionale di Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 aprile 2013 La Procura di Potenza arresta due Assessori regionali della Giunta De Filippo: l'Assessore al Lavoro e Formazione Vincenzo Viti (Pd) e l'Assessore alla Agricoltura Rosa Mastrosimone (IdV) nonché il capo dell'opposizione in Consiglio regionale ed ex candidato presidente del centrodestra della Regione nel 2010 contro De Filippo, il capogruppo PdL Nicola Pagliuca spiccando provvedimenti di divieto di dimora per 11 tra consiglieri ed ex consiglieri di maggioranza e opposizione per peculato nello scandalo rimborsi ai gruppi regionali che già vedeva indagati moltissimi tra nuovi e vecchi consiglieri regionali. Lo stesso giorno dei provvedimenti De Filippo nomina una nuova Giunta, la terza della legislatura (tra i nuovi incarichi, quello di Marcello Pittella a vicepresidente e assessore alle attività produttive) e presenta le dimissioni affermando di voler provocare lo scioglimento del Consiglio, cosa che effettivamente si verificherà. De Filippo formalizza le dimissioni sostenendo che «l'inchiesta deturpa l'immagine della Basilicata, con ipotesi forse non penalmente gravi, ma umanamente odiose»[1]. Nei giorni successivi si apprenderà che c’era una contestazione anche per De Filippo e riguarda l’acquisto di 2641,52 di francobolli poi risultati utilizzati per attività istituzionale. A gennaio 2015, per i rimborsi illeciti ottenuti tra il 2009 e 2010, De Filippo è stato condannato dalla Corte dei conti di Potenza a «risarcire il danno prodotto alla Regione Basilicata» per l'ammontare di 2641,52 euro[2]. Con De Filippo sono stati condannati altri 21 amministratori e consiglieri regionali (tra cui anche il suo successore alla presidenza della Regione Marcello Pittella - eletto il 19 novembre 2013 - e rappresentanti di tutti i gruppi politici regionali), per un totale di 196.000 euro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]