Roberto Dipiazza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Roberto Dipiazza
Dipiazza.png

Sindaco di Trieste
In carica
Inizio mandato 20 giugno 2016
Predecessore Roberto Cosolini

Durata mandato 25 giugno 2001 –
31 maggio 2011
Predecessore Riccardo Illy
Successore Roberto Cosolini

Sindaco di Muggia
Durata mandato 1º dicembre 1996 –
24 giugno 2001
Predecessore Sergio Milo
Successore Lorenzo Gasperini

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2016)
In precedenza:
FI (1996-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2016)
Titolo di studio Diploma di licenza media
Professione Imprenditore

Roberto Dipiazza (Aiello del Friuli, 1º febbraio 1953) è un politico e imprenditore italiano, sindaco di Trieste a partire dal 2016 dopo esserlo già stato per due mandati dal 2001 al 2011. È stato inoltre anche consigliere regionale, oltreché sindaco di Muggia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Residente a Trieste dall'infanzia, subito dopo aver raggiunto l'obbligo scolastico entra nel mondo del lavoro per poi costruire gradualmente una rete di supermercati, affermandosi nel settore della grande distribuzione. Cede l'attività a fine 2011. Nel 1996 entra in politica.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 si iscrive a Forza Italia e si candida a sindaco di Muggia (Trieste), vincendo a sorpresa, con un largo margine, le elezioni.

Forte della popolarità ottenuta alla guida della cittadina istroveneta, nel 2001 si candida a sindaco di Trieste e vince le elezioni al ballottaggio con il 53,36% dei voti sul concorrente proposto dall'Ulivo Federico Pacorini, imprenditore nel settore portuale legato al sindaco uscente Riccardo Illy. In qualità di primo cittadino di Trieste è anche presidente del Teatro Lirico Comunale "Giuseppe Verdi".

Alle amministrative del 2006 (ballottaggio del 23-24 aprile) si ricandida con una propria lista civica, Dipiazza per Trieste, in rappresentanza di una coalizione di centrodestra, e con il 51% dei consensi si riconferma sindaco del capoluogo giuliano, fino alla naturale scadenza del mandato nel 2011.

Ha ottenuto 3 voti, negli ultimi scrutini, durante l'elezione del Presidente della Repubblica del 2006.

Il 23 maggio 2008 è stato eletto presidente della società Aeroporto Friuli-Venezia Giulia SpA che gestisce l'aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari, incarico poi passato a Sergio Dressi.

Al termine del suo secondo mandato si è candidato a consigliere comunale con la sua lista a sostegno del centrodestra, ottenendo il record di preferenze nonostante la sconfitta elettorale del candidato della coalizione.

Alle elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 2013 viene confermata la popolarità dell'ex sindaco, eletto consigliere nella circoscrizione di Trieste nuovamente con il massimo numero di preferenze, ancora una volta però nell'ambito di una sconfitta per la sua parte politica.

Il 9 aprile 2014 annuncia la propria candidatura alle Elezioni europee 2014 nelle liste del Nuovo Centrodestra[1] non risultando eletto.

Con 39.493 voti è il candidato alla carica di sindaco di Trieste maggiormente votato in occasione del primo turno delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016. Il 19 giugno con il 52,63% vince il ballottaggio contro il sindaco uscente Roberto Cosolini (47,37%) tornando così alla guida della città dopo cinque anni.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

È stato dapprima nominato Commendatore della Repubblica nel 2000, e quindi Grande ufficiale nel 2004.

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 2004[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beniamino Pagliaro, Trieste, la bella addormentata, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell'Immagine 2011. ISBN 88-6391-072-3

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]