Riccardo Illy

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Riccardo Illy
Riccardo Illy-Rovereto.jpg

Presidente della
Regione Autonoma
Friuli-Venezia Giulia
Durata mandato 8 giugno 2003 –
14 aprile 2008
Predecessore Renzo Tondo
Successore Renzo Tondo

Sindaco di Trieste
Durata mandato 21 novembre 1993 –
13 maggio 2001
Predecessore Giulio Staffieri
Successore Roberto Dipiazza

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIV (fino al 18 giugno 2003)
Gruppo
parlamentare
l'Ulivo
Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia
Collegio 2 Trieste - Muggia
Incarichi parlamentari
  • Componente della IX Commissione parlamentare Trasporti, Poste e telecomunicazioni
  • Segretario della Commissione parlamentare consultiva in ordine all'attuazione della riforma amministrativa
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente di centrosinistra
Professione Imprenditore, dirigente d'azienda

Riccardo Illy (Trieste, 24 settembre 1955) è un imprenditore e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia valdese, di origine ungherese e benestante (la famiglia ha fondato la Illycaffè, importante azienda nel settore del caffè), dopo il diploma ha incominciato a lavorare nell'impresa della sua famiglia (dal 1977). In questa società modernizzò il merchandising, creò nel 1983 il settore marketing, fino ad allora inesistente, e riorganizzò la struttura commerciale, divenendo direttore commerciale. È stato vicepresidente dell'Associazione degli Industriali di Trieste.

Giovanissimo ha sposato Rossana Bettini, giornalista enogastronoma, da cui ha avuto una figlia, Daria, insegnante di educazione fisica e personal trainer.

Dal 1992 al 1995 è stato amministratore delegato di Illycaffè, mentre dal 1995 fino ad oggi occupa nella stessa azienda il ruolo di vicepresidente. L'impresa, fondata dal nonno paterno di origine ungherese nel 1933, oggi è presente in oltre centoquaranta paesi.

Nel 1989 ha esposto le sue idee economiche nel libro Dal caffè all'Espresso, edito da Arnoldo Mondadori Editore e tradotto in inglese, francese e tedesco, divenendo in seguito (a metà degli anni novanta) anche giornalista pubblicista. Ha inoltre pubblicato Polietica con Paolo Maurensig (Marsilio, 2003), La rana Cinese con Paolo Fragiacomo (Mondadori, 2006) e Così perdiamo il Nord (Mondadori, 2008).

Da aprile 2014 fa parte del Consiglio di Amministrazione di Hera.

Carriera Politica[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco di Trieste[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 è stato eletto sindaco di Trieste, sostenuto da una coalizione di Centrosinistra, con lo slogan "Il Sindaco espresso dai cittadini". Nel 1997 si è ricandidato, ottenendo dagli elettori un altro mandato che ha concluso nel 2001, anno in cui è stato eletto alla Camera dei deputati tra le file dell'Ulivo. Ha aderito al gruppo misto in qualità di membro indipendente, ha fatto parte della IX Commissione parlamentare (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) ed è stato segretario della Commissione parlamentare consultiva in ordine dell'attuazione della riforma amministrativa.

È stato presidente del Comitato Promotore della Direttrice Ferroviaria Europea Transpadana. Ha ricevuto i titoli di Commendatore e Grande Ufficiale dal presidente della Repubblica italiana, la "Gran Decorazione d'Onore in Oro" dal Presidente della Repubblica austriaca[1], ed il premio Die Quadriga a Berlino.

Ha conseguito la laurea honoris causa in Scienze Politiche presso l'Università di Trieste presentando la lectio doctoralis sul tema dell'allargamento ad Est dell'Unione europea.

Presidente del Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Pur avendo aderito da tempo al progetto politico di Romano Prodi, non ha mai voluto iscriversi a nessun partito. Pertanto risulta essere un "indipendente di centrosinistra". Dopo aver contribuito a cambiare la legge elettorale del Friuli-Venezia Giulia e dopo aver promosso la nascita della lista civica Cittadini per il Presidente, è stato eletto Presidente della Regione il 9 giugno 2003 con il 53,1% dei voti alla guida di Intesa Democratica, una coalizione comprendente partiti e movimenti dell'Ulivo.

A dicembre 2004 è stato eletto presidente dell'Assemblea delle Regioni d'Europa (ARE), alla quale aderiscono 250 Regioni di 33 Nazioni europee. Nel 2006 è stato rieletto all'unanimità per il secondo mandato, da cui è decaduto con la sconfitta elettorale del 2008.

Si dimette dalla carica di Presidente della Regione il 7 febbraio 2008 per consentire di votare lo stesso giorno per le elezioni politiche e le amministrative, e successivamente si ricandida. Nelle Elezioni regionali del 2008 raccoglie il 46,18% dei voti e viene sconfitto dallo sfidante Renzo Tondo. Dopo la sconfitta non rilascia alcuna dichiarazione e di fatto abbandona la scena politica.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • È stato coinvolto in un procedimento da parte della Corte dei Conti per le cosiddette 'beautiful exit' dei dirigenti regionali; dopo essere stato condannato in primo grado al pagamento di 504 000 euro è stato poi assolto in appello.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca - nastrino per uniforme ordinaria Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca
— 1999[2]
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 2009[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto presidente della Repubblica austriaca in data 8 ottobre 1999, Gazzetta ufficiale (Amtsblatt) 12 aprile 2000
  2. ^ Elenco decorati Repubblica austriaca
  3. ^ Dettaglio onorificenza sul sito del Quirinale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Così perdiamo il nord. Come la politica sta tradendo una parte del nostro paese, Mondadori, collana Strade blu, 2008
  • Beniamino Pagliaro: "Trieste, la bella addormentata". Pordenone, Edizioni Biblioteca dell'Immagine 2011. ISBN 88-6391-072-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Sindaco di Trieste Successore Trieste-Stemma.svg
Giulio Staffieri 21 novembre 1993 - 13 maggio 2001 Roberto Dipiazza
Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Trieste-Muggia Successore
Guadalberto Nicolini 2001 - 2003 nuova legge elettorale
Predecessore Presidente del Friuli-Venezia Giulia Successore Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png
Renzo Tondo 8 giugno 2003 - 13 aprile 2008 Renzo Tondo
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