Luigi Brugnaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luigi Brugnaro
Luigi-Brugnaro.jpg

Sindaco di Venezia
In carica
Inizio mandato 15 giugno 2015
Predecessore Vittorio Zappalorto (commissario)

Sindaco metropolitano di Venezia
In carica
Inizio mandato 31 agosto 2015
Predecessore carica istituita

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in Architettura

Luigi Brugnaro (Mirano, 13 settembre 1961) è un imprenditore, dirigente d'azienda, dirigente sportivo e politico italiano, dal 15 giugno 2015 sindaco di Venezia.

Inoltre è il proprietario della squadra di basket Reyer Venezia Mestre ed è l'ex presidente di Umana Holding, Confindustria Venezia e Assolavoro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Brugnaro è figlio di Maria, maestra elementare, e di Ferruccio Brugnaro, operaio e leader sindacale della Montefibre di Porto Marghera. Trascorre la giovinezza a Spinea; dopo la scuola dell'obbligo si diploma al liceo scientifico Majorana e si laurea in architettura allo IUAV. È padre di cinque figli, due dei quali avuti dalla precedente moglie[1].

Imprenditoria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 fonda l'agenzia per il lavoro Umana, ottenendo l'autorizzazione nel 2004[2][3].

L'agenzia diventa poi Umana Holding arrivando, in 10 anni, a un fatturato di circa 400 milioni di euro e raggruppando una dozzina di aziende operative nei servizi, nella manifattura, nell'edilizia e nell'agricoltura.[senza fonte]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 è proprietario e presidente della Reyer Venezia Mestre, società sportiva di basket fondata come polisportiva nel 1872 da Costantino Reyer e Pietro Gallo, che sotto la sua guida è tornata in serie A1 e milita nel massimo campionato sia con la squadra maschile che con quella femminile.

Confindustria[modifica | modifica wikitesto]

Nel quadriennio tra il 2009 e il 2013 è stato presidente di Confindustria Venezia[4][5]. È stato fino al 2015 membro di giunta nazionale e componente effettivo del direttivo nazionale di Confindustria, nonché delegato per il Veneto all'Expo 2015[6]. Dal 2012 al 2014 è presidente di Assolavoro[7], associazione di categoria nazionale delle agenzie per il lavoro.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Favorevole alla nascita di Venezia città metropolitana[8], afferma di ispirarsi all'etica dello sport[9].

Il 21 marzo 2015 Brugnaro si presenta ufficialmente quale candidato sindaco per la città di Venezia, dichiarando di non essere né di destra, né di sinistra. In tale occasione ha affidato l'azienda a uno staff[non chiaro], si è dimesso da tutti gli incarichi in Confindustria e annunciato che ritirerà la causa avviata per l'isola veneziana di Poveglia.[10].

Il 1º giugno, a capo di una coalizione riconducibile al centro destra (tra le liste d'appoggio anche quella di Forza Italia e Area Popolare), ha raccolto oltre 34.000 voti, pari al 28,57% dei voti espressi, risultato che gli ha permesso di accedere al ballottaggio contro Felice Casson, candidato della coalizione di centrosinistra. La lista che porta il nome dell'imprenditore veneziano è diventata il primo partito a Venezia, avendo raccolto oltre 24.000 voti, pari al 20,8% dei voti espressi[11]. Il 14 giugno vince, con il 53,21%, il ballottaggio con Casson, diventando il nuovo sindaco di Venezia,[12] appoggiato anche da Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Lega Nord, Prima il Veneto e sette liste civiche che al primo turno erano andate in ordine sparso.[13]. Nell'edizione 2015 del "Governance Poll" del Sole 24ore è il secondo sindaco fra i capoluoghi di provincia per gradimento, con il 62% (+ 8,8% dalla sua elezione).[14]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2014 offre 513.000 euro per l'acquisizione del diritto di superficie per 99 anni dell'intera isola di Poveglia nella laguna di Venezia, contrastando così l'azione intrapresa dal comitato "Poveglia per Tutti", che puntava ad acquisire i diritti sull'isola con versamenti volontari di cittadini e persone da tutto il mondo. Poveglia per Tutti temeva, infatti, che l'isola si trasformasse in una nuova meta esclusiva per ricchi.[15]

Dopo l'aggiudicazione provvisoria, Brugnaro spiega di non voler realizzare un hotel per turismo, ma un centro internazionale di ricerca e cura dei disturbi alimentari con approccio multidisciplinare, che avrebbe creato 200 nuovi posti di lavoro. L'imprenditore ha confermato di essere disponibile all'investimento obbligatorio di 40 milioni di euro, imposto dalle prescrizioni del bando per il recupero e la riqualificazione dell'intero complesso monumentale e ambientale dell'isola, a pena della risoluzione della stessa concessione del diritto[16]. L'offerta è stata successivamente giudicata incongrua dalla Commissione del Demanio e quindi respinta. Di fronte a questa pronuncia, Brugnaro presenta ricorso al TAR, al quale ora spetta decidere sulla questione[17].

Alla presentazione ufficiale della sua lista come candidato sindaco di Venezia per le elezioni di maggio 2015, Brugnaro dichiara pubblicamente di rinunciare al citato ricorso al TAR per l'acquisto del diritto di superficie sull'isola di Poveglia[18].

Il 24 giugno 2015, poco dopo il suo insediamento come sindaco, Luigi Brugnaro ha ordinato di ritirare dagli asili nido e dalle scuole dell'infanzia comunali i 49 libri contenenti fiabe contro la discriminazione (di cui alcuni con la presenza di esempi di vari nuclei familiari, fra cui quello omogenitoriale), che erano stati fatti acquistare nel 2014 dall'allora consigliera Camilla Seibezzi[19]. L'iniziativa ha avuto risonanza mondiale nel mese di agosto 2015, a seguito delle dure critiche rivolte al sindaco dal cantante Elton John, che insieme al compagno è padre di due bambini nati tramite surrogazione di maternità[20].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Reyer, fiocco azzurro per Brugnaro È nato Ettore
  2. ^ Luigi Brugnaro, Presidente di Umana Holding, racconta la sua storia agli studenti del progetto., umana.it. URL consultato il aprile 2011.
  3. ^ Umana, il fatturato è di 310 milioni (La Nuova Venezia), ricerca.gelocal.it, novembre 2013.
  4. ^ Confindustria Venezia, Brugnaro presidente con plebiscito., nuovavenezia.gelocal.it, ottobre 2009.
  5. ^ Brugnaro, il bilancio di Confindustria: Abbiamo retto e, uniti, la ripresa è vicina, genteveneta.it. URL consultato il maggio 2013.
  6. ^ Il Veneto fa squadra per l'Expo, ilsole24ore.com. URL consultato il febbraio 2014.
  7. ^ Asca Confindustria: Brugnaro di Umana nuovo Presidente a Venezia, assolavoro.eu. URL consultato il ottobre 2012.
  8. ^ Agenda Metropolitana Provincia di Venezia (PDF), politicheambientali.provincia.venezia.it, marzo 2014.
  9. ^ Umana, Brugnaro al convegno sulla certificazione etica dei club: 'Lo sport come cultura fondata sulla crescita dell'individuo', web.legabasket.it, marzo 2012.
  10. ^ Redazione ANSA, Venezia, Brugnaro si candida a sindaco, in ANSA, 21/03/2015.
  11. ^ risultati completi su elezioni comunali 2015 a Venezia
  12. ^ Elezioni 2015 - Comune di Venezia
  13. ^ Venezia, comunali: Brugnaro ricompatta centrodestra
  14. ^ ilsole24ore.com, http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2016/01/governance-poll-graduatoria-sindaci.pdf .
  15. ^ Venezia, un imprenditore si aggiudica l'isola di Poveglia per 500mila euro
  16. ^ Allora Presidente Brugnaro: il progetto per Poveglia ce l'ha si o no? (Il Gazzettino), ilgazzettino.it, 16 maggio 2014.
  17. ^ Brugnaro ricorre al Tar (Corriere del Veneto), corrieredelveneto.corriere.it, 24 giugno 2014.
  18. ^ Brugnaro candidato sindaco di Venezia
  19. ^ Il sindaco che a scuola grida al lupo contro il gender (Internazionale), internazionale.it, 27 giugno 2015.
  20. ^ Libri gender, Elton John contro il sindaco di Venezia: “È bifolco e bigotto”, lastampa.it, 17 agosto 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Sindaco di Venezia Successore Venezia-Stemma.png
Vittorio Zappalorto (commissario) dal 15 giugno 2015 in carica