Ferruccio Brugnaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Ferruccio Brugnaro (Mestre, 19 agosto 1936) è un poeta e operaio italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizio degli anni 1950 Ferruccio Brugnaro è operaio a Porto Marghera, entrando a far parte del Consiglio di Fabbrica Montefibre-Montedison e diventando uno dei protagonisti delle lotte per i diritti dei lavoratori[1]. La sua attività di scrittore inizia nel 1965, quando distribuisce ciclostilati di poesia, racconti e pensieri presso i quartieri e le scuole frequentati dai lavoratori in lotta. Parte del suo impegno civile è archiviato presso il Centro di Documentazione di Storia Locale di Marghera.

È un poeta appartenente alla Beat Generation.

Negli anni settanta escono i primi volumi: "Vogliono cacciarci sotto", 1975; "Dobbiamo volere", 1976; "Il silenzio non regge", 1978. Nel 1980 lavora a Milano producendo i quaderni di scrittura operaia "abiti-lavoro". Nel 1984 pubblica l'opera prima "Poesie".

Una sua poesia divenne famosa nell'ottobre del 1990 quando compare su oltre cinquecento manifesti in segno di protesta contro la guerra a Venezia e Mestre. Nel 1993 torna a pubblicare un libro, dal titolo: "Le stelle chiare di queste notti".

A partire dalla seconda metà degli anni novanta le sue pubblicazioni vengono tradotte in molte lingue, nel 1996 in spagnolo da Carlos Vitale sulla rivista Viceversa, a Barcellona, nel 1997 in inglese da Kevin Bongiorni e Reinhold Grimm, che inseriscono 11 sue poesie nella rivista dell'Università del Nord Carolina. Nel 1998 esce una sua antologia negli Stati Uniti, "Fist of Sun", tradotta da Jack Hirschman. Troverà spazio anche in Francia grazie all'amico Jean-Luc Lamouille che traduce le sue opere nell'antologia "Le Printemps murit lentament". Nel 2004 in Spagna esce il libro "No puedo callarte estos dìas", mentre nel 2005 esce a Berkeley Portrait of a Woman, tradotto sempre da Jack Hirschman.

Alcune sue poesie sono presenti nei murales di Orgosolo.

È il padre di Luigi Brugnaro, patron dell'Umana S.P.A., nonché sindaco di Venezia dal 15 giugno 2015[2].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Poesie, Cooperativa Punti di Mutamento, 1984;
  • Le stelle chiare queste notti, Campanotto Editore, 1993;
  • Le stelle chiare di queste notti, Campanotto Editore, 1993;
  • Fist of Sun, Curbstone, 1998;
  • Le Printemps mûrit lentement, Èditinter, 2002;
  • Ritratto di donna, Campanotto, 2002;
  • No puedo callarte estos dìas, Emboscal, 2004;
  • Portrait of a woman, Berkeley, 2005; tradotto
  • Verranno i giorni, Campanotto, 2007;
  • Ils veulent nous enterrer!, Èditinter 2008;
  • La mia poesia nasce come rivolta, Bohumil[3], 2008;
  • Le follie non sono più follie, Seam Edizioni[4], 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martina Zambon, «Io, poeta operaio e comunista libero non ho voluto indottrinare mio figlio», in Corriere del Veneto, 19 ottobre 2015.
  2. ^ Alda Vanzan, Il figlio del poeta operaio di Marghera con super famiglia: ha cinque figlie, in Il Gazzettino, 15 giugno 2015.
  3. ^ Filmato audio Ferruccio Brugnaro, [1] La mia poesia nasce come rivolta], su L'Espresso.
  4. ^ Il poeta Ferruccio Brugnaro e “Le follie non sono più follie”, in Gazzetta di Mantova, 30 giugno 2014.
Controllo di autoritàVIAF (EN51817236 · ISNI (EN0000 0000 2146 1579 · SBN IT\ICCU\SBLV\051156 · LCCN (ENn79060317 · GND (DE119348381 · BNF (FRcb127842820 (data)