Francesco Paolo Sisto

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Francesco Paolo Sisto
Francesco Paolo Sisto daticamera.jpg

Presidente della 1ª Commissione Affari Costituzionali Camera dei Deputati
Durata mandato 7 maggio 2013 –
21 luglio 2015
Predecessore Donato Bruno
Successore Andrea Mazziotti di Celso

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XVI:
Il Popolo della Libertà
XVII - XVIII:
Forza Italia
Circoscrizione Puglia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
In precedenza:
FI (2008-2009)
PdL (2009-2013)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Professione Avvocato penalista
Docente universitario

Francesco Paolo Sisto (Bari, 27 aprile 1955) è un politico e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del penalista barese Eustachio Sisto, nel 1978 si è laureato in giurisprudenza presso l'Università di Bari discutendo una tesi in diritto penale con il professor Renato Dell'Andro, del quale è stato in seguito collaboratore per la didattica e la ricerca universitaria.

Procuratore legale dal 1981 e avvocato dal 1987 presso lo studio paterno, dopo una breve esperienza di professore a contratto presso la facoltà di Economia dell'Università di Bari dal 1994 è professore a contratto e poi titolare della cattedra di sicurezza e salute del lavoro presso il Politecnico di Bari.

Nel 2004 è stato nominato consulente della Commissione parlamentare antimafia.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Candidato per Il Popolo della Libertà nella circoscrizione Puglia alle elezioni politiche del 2008, è eletto deputato ed entra a far parte della commissione Giustizia, della commissione antimafia e della giunta delle autorizzazioni, di cui è prima segretario e dal 2011 vicepresidente.

Ricandidato alle elezioni politiche del 2013 nella stessa circoscrizione, viene riconfermato deputato e viene eletto Presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera in quota PdL. Ha aiutato a scrivere come relatore di maggioranza la nuova legge elettorale dell'Italicum e della riforma costituzionale del nuovo Senato dopo l'accordo tra Renzi e Berlusconi.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del PdL, aderisce a Forza Italia[1][2].

Il 10 febbraio 2015 si dimette da Relatore di maggioranza al DDL Boschi sulla Riforma del Senato dopo la rottura del Patto del Nazareno tra PD e Forza Italia.

Il 21 luglio 2015 non viene riconfermato Presidente della Commissione Affari Costituzionali in quanto Forza Italia era passata all'opposizione venendo sostituito dal capogruppo di Scelta Civica alla Camera l'avvocato Andrea Mazziotti di Celso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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