Donato Bruno

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Donato Bruno

Presidente della
I Commissione Affari Costituzionali
della Camera dei Deputati
Durata mandato 11 giugno 2001 –
20 aprile 2006
Presidente Pier Ferdinando Casini
Predecessore Rosa Russo Jervolino
Successore Luciano Violante

Durata mandato 7 maggio 2008 –
7 maggio 2013
Presidente Gianfranco Fini
Predecessore Luciano Violante
Successore Francesco Paolo Sisto

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII (Fino al 17/08/2015)
Gruppo
parlamentare
Forza Italia - Il Popolo della Libertà XVII Legislatura
Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Regione Puglia
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XIII

- XIV

- XV

- XVI

Gruppo
parlamentare
XIII e XIV e XV:

- Forza Italia

XVI:

- Popolo della Libertà

Coalizione XIII:

Polo delle Libertà

XIV e XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

Circoscrizione Puglia
Collegio XIII e XIV:

31-Monopoli

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (2013-2015)

In precedenza:

Forza Italia (1996-2009)

Il Popolo della Libertà (2009-2013)

Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Avvocato

Donato Bruno (Noci, 26 novembre 1948Roma, 17 agosto 2015) è stato un politico e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, avvocato patrocinante in Cassazione, si avvicina a Silvio Berlusconi dal 1978 quando cura gli interessi di un amico d'affari del Cavaliere per un'operazione immobiliare a Roma.[1] Nel 1996 è candidato nelle liste di Forza Italia con la promessa di una nomina a sottosegretario in caso di vittoria, ma con il successo del centro-sinistra diventa deputato d'opposizione. Ha ricoperto il ruolo di membro del consiglio direttivo di Forza Italia alla Camera. Nel 2001 presiede la commissione d'indagine sugli eventi del G8 di Genova. Nello stesso anno è eletto Presidente della commissione Affari Costituzionali e riottiene l'incarico nel 2008. Nel 2006 diventa presidente per la Giunta delle elezioni e della Giunta del Regolamento della Camera. È ritenuto vicino a Cesare Previti e legato a Gianni Letta.[2]

È stato in lizza dopo la bocciatura di Gaetano Pecorella per la nomina a giudice della Corte Costituzionale in quota PdL, sin dal 2008. Non fu proposto cercando una ampia convergenza col centrosinistra sul nome di Giuseppe Frigo.[3] Nel luglio 2011, in seguito all'annuncio delle dimissioni da parte del guardasigilli Angelino Alfano, nominato segretario del Popolo delle Libertà, è stato tra i papabili alla successione alla carica di Ministro della giustizia.[4] Tuttavia, la scelta è alla fine ricaduta su Nitto Palma. Nel 2013 è eletto Senatore per il PdL. Dopo la scissione di NCD diventa vicecapogruppo al Senato per FI. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[5].

Nel 2014 il suo nome risulta tra i candidati a giudice della Corte Costituzionale in quota centrodestra, in sostituzione di Luigi Mazzella. Tuttavia, dopo alcune votazioni in cui il suo nome sembra ottenere un vasto consenso, l'Ufficio di Presidenza del partito gli preferisce l'ex Segretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Monti ed ex Viceministro allo Sviluppo Economico del Governo Letta, l'ex Presidente Antitrust Antonio Catricalà (appoggiato direttamente da Berlusconi, da Gianni Letta e da Denis Verdini), provocando un forte malcontento nella base parlamentare del partito. Infatti nella nona votazione Catricalà ottiene solo 368 voti contro i 120 di Bruno segnando una spaccatura in FI. Dopo il voto Catricalà ritira la candidatura e così Bruno diventa il candidato del centrodestra a giudice costituzionale in ticket con l'ex magistrato ed ex Presidente della Camera Luciano Violante per il centrosinistra, come gia avvenuto con Catricalà.

Tuttavia, nonostante Bruno riesca a raccogliere un consenso più forte, lui e Violante - a causa di veti reciproci dei partiti che li sostengono (critiche dal PD per la sua amicizia con Previti interdetto in perpetuo) e della forte contrarietà delle opposizioni ad appoggiarli - rimangono lontano dal quorum finché Il Fatto Quotidiano non dà notizia di un avviso di garanzia nei suoi confronti emesso dalla Procura di Isernia per una consulenza di 2.5 milioni di una società, poi fallita, di cui Bruno era l'avvocato curatore: fattori che determinano una insofferenza ancora più marcata nei suoi confronti soprattutto da parte del PD. Dopo l'ennesima fumata nera, Bruno rimette la sua candidatura nelle mani di Berlusconi che decide di sostituirlo con l'avvocato generale dello Stato Francesco Ignazio Caramazza che aveva assistito il Presidente Napolitano nel conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo per le intercettazioni con Mancino.

È morto il 17 agosto 2015, colpito da ischemia cerebrale.[6][7] I funerali si sono svolti tre giorni dopo alla Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura a Roma e tra i presenti anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, i capigruppo di Forza Italia Renato Brunetta e Paolo Romani, Denis Verdini, Cesare Previti, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, il senatore del Pd Ugo Sposetti e il presidente di Leonardo-Finmeccanica Gianni De Gennaro.[8] Al Senato della Repubblica gli subentra Michele Boccardi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]