Anna Cinzia Bonfrisco

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Anna Cinzia Bonfrisco

Segretario del Senato della Repubblica
Durata mandato 8 maggio 2008 –
20 marzo 2013
Presidente Renato Schifani

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XV: Forza Italia
XVI: Il Popolo della Libertà
XVII: Forza Italia - Il Popolo della Libertà (2013-29/05/2015),
Conservatori e Riformisti (Dal 30/05/2015 al 27/02/2017),
Gruppo Misto (Dal 28/02/2017 al 24/05/2017),
Federazione della Libertà (IDeA-Popolo e Libertà, PLI) (Dal 25/05/2017)
Coalizione XV: Casa delle Libertà
XVI: Coalizione di centro-destra del 2008
XVII: Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Veneto
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano (Fino al 1994)
Forza Italia (1994-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Forza Italia (2013-2014)
Conservatori e Riformisti (2014-2016)
Partito Liberale Italiano (Dal 2016)
Professione Dirigente d'Azienda,
Docente Universitaria

Anna Cinzia Bonfrisco (Riva del Garda, 12 ottobre 1962) è una politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la sua carriera politica nel Partito Socialista Italiano, a cui aderisce giovanissima, facendo parte della corrente craxiana. Dal 1988 al 1992 è consigliere comunale a Riva del Garda.

Nel 1994 lascia il Partito Socialista Italiano ed aderisce a Forza Italia.

In Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletta senatrice per Forza Italia in regione Veneto. Durante la XV legislatura è membra della V Commissione (Bilancio) e della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea).

Alle elezioni politiche del 2008 è rieletta senatrice per Il Popolo della Libertà, venendo eletta Segretario di presidenza del del Senato della Repubblica. È inoltre membro della VI Commissione (Finanze).

Alle elezioni politiche del 2013 è rieletta per la terza volta senatrice con Il Popolo della Libertà. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[1].

Fa parte della corrente fittiana critica nei confronti del leader Silvio Berlusconi[2] che il 3 giugno 2015 abbandona Forza Italia per aderire al nuovo gruppo Conservatori e Riformisti di cui diventa capogruppo al Senato.[3]

Nel dicembre 2016 abbandona Conservatori e Riformisti e si iscrive ufficialmente al Partito Liberale Italiano[4], per questo motivo il 28 febbraio 2017 lascia il gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti (di cui era capogruppo) ed aderisce al gruppo misto.

Il 25 maggio 2017 abbandona il gruppo misto ed aderisce come esponente del PLI al neonato gruppo parlamentare "Federazione della Libertà (IDeA-Popolo e Libertà, PLI)", di cui diviene vicepresidente vicario.[5]

Nel luglio 2017 è indagata dal tribunale di Verona per corruzione e associazione a delinquere per il caso CEV (Consorzio Energia Veneto) [6].

Controversie e vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 venne arrestata a Verona con l'accusa di corruzione, per poi essere scarcerata dopo 12 giorni. Le inchieste a suo carico riguardano delle tangenti per l’autostrada Serenissima e per la vendita della Centrale del latte di Verona. Il processo si concluse con l'assoluzione, e la Bonfrisco fu indennizzata per ingiusta detenzione. [7]

Il 14 luglio 2007, durante l'esame in Senato della riforma Mastella dell'ordinamento giudiziario, la senatrice Bonfrisco ha violentemente attaccato il senatore dell'Ulivo Gerardo D'Ambrosio, gridandogli «Sei un assassino! Sei un criminale! Oggi è il tuo giorno!»

Il 23 ottobre 2013, nel dibattito sulla legge di Stabilità, ha attaccato duramente l’allora Ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliarello (all'epoca suo compagno di partito) definendolo un «dottor Stranamore del centrismo» e «traditore».

Il 2 ottobre 2015, durante l'esame in Senato della riforma costituzionale Renzi-Boschi la senatrice ha duramente attaccato il capogruppo di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie Lucio Barani, definendolo "un pagliaccio". Il senatore si era precedentemente reso protagonista di un gesto offensivo nei confronti della senatrice Barbara Lezzi (Movimento 5 Stelle).

Nel giugno 2017 è indagata dalla Procura di Verona per corruzione e associazione a delinquere per il caso CEV (Consorzio Energia Veneto) [8]. Nel luglio dello stesso anno la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tali accuse.

Note[modifica | modifica wikitesto]