DDL Intercettazioni

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Il Disegno di legge intercettazioni (abbreviato DDL intercettazioni), conosciuto anche dai suoi detrattori come "legge bavaglio", era un disegno di legge presentato al Parlamento italiano nel 2008.[1]

Sfondo[modifica | modifica wikitesto]

La legge, proposta dal quarto governo Berlusconi, è stata presentata dal ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano, nel corso del 2008,[2] passata alla Camera nel 2009[3] e successivamente modificata dal Senato della Repubblica.[4]

A sostegno della legge si è affermato che le intercettazioni sono usate troppo spesso e che i media spesso ne conoscono il contenuto.[5] Il primo ministro Silvio Berlusconi ha dichiarato nel 2010 che la legislazione era necessaria per tutelare la privacy dei cittadini italiani.[6] Lo stesso Berlusconi e politici e uomini pubblici a lui vicini sono stati intercettati, e alcuni brani sono stati pubblicati per esempio nel dicembre 2007, quando sono state rese pubbliche delle conversazioni telefoniche tra Berlusconi (allora leader dell'opposizione) e Agostino Saccà, direttore generale della Rai, provocando uno scandalo nei media.[7]

Contenuto: diritto di replica e sanzioni[modifica | modifica wikitesto]

Una delle misure proposte (punto 29) avrebbe dato a qualunque persona fisica e giuridica che si sentisse offesa dal contenuto di una pubblicazione o di un sito web il diritto di vedere pubblicata entro 48 ore, nello stesso luogo e con pari importanza, una replica non modificabile e non commentabile. Il mancato rispetto di questo diritto avrebbe portato a una multa fino a € 12.000.[8]

Proteste e stasi del provvedimento[modifica | modifica wikitesto]

In segno di protesta, i giornalisti italiani hanno indetto uno sciopero per il giorno 9 luglio 2010.[9][10]

Inoltre, il 4 e il 5 ottobre 2011 tutte le pagine di Wikipedia in italiano sono state reindirizzate a una dichiarazione in cui si metteva in luce come una tale norma avrebbe minato l'esistenza stessa di Wikipedia.[11][12][13]

Caduto il governo Berlusconi nel 2011, il provvedimento registrò una stasi nella sua trattazione parlamentare, fino alla fine della legislatura, quando la proposta decadde come tutti i disegni di legge non approvati.

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

In tutti i successivi tentativi di bilanciare per legge il diritto di cronaca e quello alla riservatezza delle comunicazioni, avanzati anche nella XVI legislatura, la polemica pubblica si è incentrata sulla ricca casistica in cui la classe politica proponente è stata oggetto di intercettazioni su eventi che, altrimenti, assai difficilmente sarebbero stati resi noti[14].

Alla fine, in data 29/12/2017 il Consiglio dei Ministri ha partorito il D.lgsl. n. 216/2017, dando vita alla riforma delle intercettazioni[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Camera dei Deputati: disegno di legge N. 1415-B (PDF), su camera.it, febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2013).
  2. ^ Esquema de los procedimientos parlamentarios (que comenzaron el 30 de junio de 2008).
  3. ^ El texto anteriormente (11 de junio de 2009) aprobado por el Cámara de Diputados italiana.
  4. ^ El texto modificado por el Senado (10 de junio de 2010).
  5. ^ (EN) Italian bill to limit wiretaps draws fire, in BBC News, 11 giugno 2010. URL consultato il 28 gennaio 2021 (archiviato il 28 gennaio 2021).
  6. ^ (EN) Italian journalists strike over Berlusconi wiretap bill, in BBC News, 9 luglio 2010. URL consultato il 28 gennaio 2021 (archiviato il 28 gennaio 2021).
  7. ^ Inchiesta Berlusconi "Saccà va sospeso" L'ex premier: "Solleva il morale del Capo" - Politica - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 28 gennaio 2021 (archiviato il 28 gennaio 2021).
  8. ^ John Hooper, 27 settembre 2011, Italy's bloggers to protest over 'fascist' right to reply bill, The Guardian, 6 ottobre
  9. ^ (EN) Italian journalists strike over Berlusconi wiretap bill, in BBC News, 9 luglio 2010. URL consultato il 28 gennaio 2021 (archiviato il 28 gennaio 2021).
  10. ^ 9 julio 2010, La prensa italiana se silencia por la ley mordaza de Berlusconi, El Público, 6 ottobre.
  11. ^ Adam Taylor, Wikipedia Shuts Down Italian Site In Response To Berlusconi's New Wiretap Act, su Business Insider. URL consultato il 28 gennaio 2021 (archiviato il 28 gennaio 2021).
  12. ^ (ES) Daniel Del Pino, Wikipedia.it cierra en protesta contra la mordaza de Berlusconi, su Público.es, Diario Público, 5 ottobre 2011. URL consultato il 5 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2011).
  13. ^ (ES) EL PAÍS, La edición italiana de la Wikipedia reabre sus puertas, in El País, 7 ottobre 2011. URL consultato il 28 gennaio 2021 (archiviato il 28 gennaio 2021).
  14. ^ G. Pipitone, Intercettazioni, quelle che non avremmo mai letto: il golpe di Renzi, il fratello di Alfano e la “patonza” di Berlusconi, Fatto quotidiano, 9 settembre 2017.
  15. ^ La nuova disciplina delle intercettazioni 2018 |, su www.studiolegaledesia.com. URL consultato l'11 febbraio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]