Vladimiro Crisafulli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vladimiro Crisafulli

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 29 aprile 2008 –
14 marzo 2013
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Sicilia
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
28 aprile 2008
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
L'Ulivo, Partito Democratico
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Sicilia 2
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Diploma scuola media inferiore
Professione Impiegato

Vladimiro Crisafulli, detto anche Mirello (Enna, 28 dicembre 1950), è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Già consigliere della Provincia di Enna per il PCI dal 1985, è stato eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana per il PDS nelle legislature XI (1991-1996), XII (1996-2001) e per i DS nella XIII (2001-2006), in quest'ultima vicepresidente dell'Assemblea. È stato Assessore Regionale alla Presidenza nella I e nella II Giunta Capodicasa (1998-2000). Ha un forte radicamento in provincia di Enna, tanto da aver dichiarato in passato di essere sicuro di vincere le elezioni ad Enna con qualsiasi sistema elettorale, persino con il sorteggio[1].

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto deputato alla Camera nella XXV circoscrizione (Sicilia Orientale) nelle liste dell'Ulivo.

Alle elezioni politiche del 2008 è stato eletto al Senato della Repubblica nella lista del Partito Democratico nella Circoscrizione Sicilia. L'11 aprile 2010, con il 61,9% dei voti, vince le primarie del Partito Democratico per la carica di sindaco di Enna[2], ritirando però la candidatura il 17 aprile successivo[3][4].

In vista delle elezioni politiche del 2013 si presenta alle primarie dei parlamentari del suo partito ottenendo più di 6.000 preferenze e il posto numero 6 tra i rappresentanti democratici al Senato in Sicilia, tuttavia la sua candidatura viene annullata dal comitato dei garanti del PD il 18 gennaio al fine di "tutelare l'immagine e l'onorabilità" del movimento, come ha dichiarato il presidente della suddetta istituzione Luigi Berlinguer[5].

Nel marzo 2015 si ricandida alle primarie per le elezioni comunali di Enna[6] vincendo e risultando quindi il candidato ufficiale della coalizione di centro-sinistra. Si candida però senza il simbolo del partito guidando una coalizione formata da Enna democratica, Torre - giovani democratici, Sicilia democratica che presenta una lista comune con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Il 31 maggio al primo turno ottiene il 41,89% dei voti e va al ballottaggio, dove arriva al secondo posto con il 47,9% (6.885 voti) dietro a Maurizio Dipietro, ex esponente del Partito Democratico sostenuto da una coalizione di liste civiche di centro e centro-destra(51,9% e 7.425 voti).[7]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Crisafulli nel 2002 fu messo sotto inchiesta in seguito ad un filmato che lo ritraeva in un hotel di Pergusa durante il congresso provinciale della CGIL scuola, in compagnia dell'avvocato Raffaele Bevilacqua, già consigliere provinciale nello stesso periodo di Crisafulli[8], indagato per mafia e successivamente condannato come boss mafioso di Enna[1][9] e «si fa baciare sulle guance [...] e con lui discute a lungo di appalti, assunzioni, raccomandazioni e favori vari»[10].

Crisafulli, parlando di se stesso, in sua difesa, in un suo libro autobiografico affermò che "la magistratura accertò che in quel momento nessuno fosse consapevole del ruolo di cui sarà accusato anni dopo l'avv. Bevilacqua, uomo “con cui tutti parlano” per questioni politiche, e che nessuna richiesta di Bevilacqua fu accolta da Crisafulli; perciò il procedimento a carico del politico ennese venne archiviato"[8][11].

Ma di fatto alla data dell'incontro sopraccitato, avvenuto nel 19 dicembre 2001 con Mirello Crisafulli, in Sicilia erano ampiamente noti i trascorsi giudiziari di Raffaele Bevilacqua che era da poco uscito di prigione e risultava già essere stato processato precedentemente per associazione mafiosa; il Bevilacqua fu infatti condannato per quel reato nel 1995 a 11 anni e sei mesi, ma il processo, due anni dopo, fu annullato per incompetenza territoriale.

Nel settembre 2010 è rinviato a giudizio per concorso in abuso d'ufficio assieme a due dipendenti della Provincia di Enna. Crisafulli è accusato di aver ottenuto la pavimentazione di una strada comunale che porta alla sua villa a spese della Provincia di Enna[12]. Il processo viene prescritto nel gennaio del 2014.

Nel novembre 2015 Crisafulli viene indagato con l'accusa di abuso d'ufficio e occupazione abusiva di edificio pubblico in riferimento ad alcuni locali sequestrati dell'ospedale Umberto I di Enna dove si svolgevano corsi di lingua romena dichiarati illegittimi dal Ministero dell'Istruzione e propedeutici ai test di ingresso organizzati dalla facoltà di Medicina della sede distaccata di Galați in collaborazione con la Fondazione Prosperina di cui l'ex senatore è socio.[13]

Il 25 febbraio 2016 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, il reato contestatogli è l'abuso d'ufficio. Con Crisafulli sono indagati anche il Ministro degli Interni Angelino Alfano, il viceministro Filippo Bubbico e il presidente dell'Università Kore di Enna Cataldo Salerno. Il reato sarebbe stato commesso il 23 dicembre 2015, data in cui il Consiglio dei Ministri deliberò il trasferimento ad Isernia del Prefetto Fernando Guida. La procura ritiene che tale trasferimento sia stato effettuato per evitare che Guida, prima del trasferimento Prefetto di Enna, commissariasse a dicembre 2015 la Fondazione Kore, ente che gestisce l'ateneo omonimo.[14] Il prefetto Guida in un'intervista al Corriere della Sera afferma che non fu rimosso ma il trasferimento fu concordato con lui, e che il commissariamento della Kore anzi fu accelerato dal Viminale[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Le mille stravaganze degli atenei privati, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2006. URL consultato il 16 marzo 2010.
  2. ^ Enna, Crisafulli vince le primarie del Pd ma il sindaco uscente si candida lo stesso, in La Repubblica, 12 aprile 2010. URL consultato il 14 aprile 2010.
  3. ^ Amministrative ad Enna: Wladimiro Crisafulli ritira la sua candidatura a Sindaco. Il centro destra, resta compatto sul Presidente dell'ERSU Angelo Moceri, in ennanotizie.inf, 17 aprile 2010. URL consultato il 18 aprile 2010.
  4. ^ Amministrative Enna. Sen.Crisafulli si ritira da competizione elettorale, in www.vivienna.it, 16 aprile 2010. URL consultato il 18 aprile 2010.
  5. ^ Il Pd vara l'operazione liste pulite - In Sicilia via Crisafulli e Papania Archiviato il 19 gennaio 2013 in Internet Archive., La Stampa, 18 gennaio 2013
  6. ^ Pd: a Enna primarie con Crisafulli
  7. ^ La Sicilia rottama Crocetta: il M5S vince a Gela e Augusta
  8. ^ a b Vladimiro Crisafulli, Pd, Crisafulli ad Arnone: "Senti chi parla!!!", in Grandangolo, 13 marzo 2010. URL consultato il 16 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2010).
  9. ^ È stato anche indagato, insieme a Salvatore Cuffaro, per l'inchiesta riguardante lo scandalo Messinambiente del 2004, indagine su cui la stessa procura ha chiesto l'archiviazione cfr. IMGPress 11 luglio 2007 Archiviato il 29 settembre 2007 in Internet Archive.
  10. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. pag. 196 ISBN 8842813958
  11. ^ Augusto Cavadi, Le risposte che aspettavamo a quel pamphlet infuocato, in La Repubblica, 12 marzo 2010, p. pagina 21 sezione:Palermo. URL consultato il 17 marzo 2010.
  12. ^ Sen. Vladimiro Crisafulli a giudizio, in Corriere della Sera, 25 settembre 2010. URL consultato il 25 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  13. ^ Università romena a Enna, indagato ex senatore Pd Vladimiro Crisafulli
  14. ^ La Stampa
  15. ^ http://m.livesicilia.it/2016/02/27/inchiesta-alfano-prefetto-guida-enn_720424/

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN95514582 · WorldCat Identities (ENviaf-95514582