Muxtar Äblyazov

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Muxtar Qabılulı Äblyazov (kazako: Мұхтар Қабылұлы Әблязов; russo: Мухтар Кабулович Аблязов/Muchtar Kabulovič Abljazov) (Galkino, 16 maggio 1963) è un imprenditore e politico kazako, dissidente dal governo Nazarbaev.

Ex banchiere e politico, è divenuto oggetto di investigazioni da parte della Corte suprema del Regno Unito per l'accusa di essersi appropriato indebitamente di miliardi di dollari dalla BTA Bank tra il 2005 e il 2009. Inoltre, gli è stata inflitta una pena restrittiva per non aver ottemperato a un ordine con cui l'Alta corte ingiungeva di rivelare quale fosse la sua reale consistenza patrimoniale[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Äblyazov possiede una laurea in fisica teorica[2].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

La carriera come imprenditore ha avuto inizio in Kazakistan nel 1992, quando Äblyazov fondò la Astana Holding, una holding privata impegnata in più settori.

Nel 1998, insieme a un consorzio di investitori kazaki, acquisì quote della Banca TuranAlem (poi divenuta nota come BTA Bank) mediante la partecipazione a un'asta indetta per la privatizzazione di un capitale di 72 milioni di dollari[3].

Nel 1997 Äblyazov aveva ricevuto l'incarico di guidare la compagnia elettrica di stato del Kazakihstan e nel 1998 fu nominato Ministro dell'energia, dell'industria e del commercio del suo paese[4].

Äblyazov è stato descritto da Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) come "parte di una nuova leva generazionale" di cui Nursultan Äbişulı Nazarbaev, presidente del Kazakistan, “sperava di servirsi nel portare la sua nazione, ricca di risorse, alla ribalta del XXI secolo”. Ma dopo pochi anni, “ Äblyazov a gli altri avevano rotto i ranghi, adducendo a motivo il disincanto per la corruzione endemica che prosperava nelle cerchie che si muovevano attorno a Nazarbaev”[2].

Opposizione politica al governo kazako[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2001, Äblyazov e altri suoi colleghi, compresi alcuni delusi tra i protetti di Nazarbaev, fondarono insieme la Scelta Democratica del Kazakistan (Demokraticheskii Vybor Kazakhstana o Qazaqstannyn Demokratiyalyk Tandau), un movimento politico di opposizione che sfidò il regime di Nazarbayev. La DCK era composta da una combinazione tra politici già in auge e importanti uomini d'affari e rivendicava istanze di decentramento del potere politico, un forte potere legislativo, e un potere giudiziario indipendente, in modo da assicurare il bilanciamento del potere concentrato nelle mani del ramo esecutivo. Questa iniziativa di opposizione, secondo RFE/RL, “si attirò in breve la collera del regime.”[2]

Nel luglio 2002, Äblyazov fu dichiarato colpevole di “abuso di potere compiuto in qualità di ministro” e condannato a sei anni di prigione. Una condanna detentiva colpì anche Galymzhan Zhakiyanov e Altynbek Sarsenbaev, suoi compagni di cordata politica, sedicenti riformatori, ed ex protégé di Nazarbaev[2].

Molti osservatori internazionali, tra cui il Parlamento europeo[5] e Amnesty International[6], hanno definito le accuse nei confronti di Äblyazov come motivate politicamente. Il procedimento giudiziario da lui subito non rispettava gli standard internazionali richiesti per un equo processo.[6]

Circolano anche voci secondo cui Äblyazov, durante la detenzione, sia stato oggetto di torture, pestaggi e altri maltrattamenti[7] In risposta alla pressione della comunità internazionale[8] fu rilasciato dopo dieci mesi, nel maggio 2003, a condizione, però, che rinunciasse all'attività politica[4].

Una sorte diversa subirono i suoi due compagni: Jakiyanov, a differenza di Äblyazov, rifiutò il perdono. Sarsenbaev, rilasciato dalla prigione, divenne leader di Ak Zhol, un partito di opposizione, e morì assassinato nel 2006[2].

Äblyazov si spostò a Mosca nel 2003 per ricostruire i suoi rapporti d'affari e nel 2005 divenne presidente del consiglio di amministrazione della BTA Bank.

Dopo l'uscita da prigione, stando a quel che si dice, Äblyazov avrebbe speso “milioni di dollari per finanziare gruppi di opposizione e mass media indipendenti.” RFE/RL cita Evgenij Žovic, leader del Kazakistan International Bureau for Human Rights and Rule of Law, secondo cui “Nazarbaev, in un certo qual modo, si era sentito tradito” da Äblyazov e dagli altri, dal momento che “pensava di aver dato loro spazio per arricchirsi, diventare persone in vista, di fare carriera nell'apparato statale o in affari, mentre loro lo avevano sfidato. Quando perdonò Äblyazov nel 2003 e gli permise di tornare a occuparsi dei suoi affari in cambio della promessa di non occuparsi più di politica, Nazarbaev, naturalmente, si sentì tradito due volte”[2].

Durante i periodi trascorsi in Russia e in Kazakistan, Äblyazov è stato preso di mira da tentativi di assassinio mentre suo figlio subì un tentativo di rapimento mentre era a scuola[9].

Gestione della BTA Bank e accuse di truffa[modifica | modifica wikitesto]

Logo della BTA Bank

Politica espansiva della BTA Bank[modifica | modifica wikitesto]

Äblyazov ha ricoperto la carica di presidente del CdA della BTA Bank dal 2005 al 2009. Durante questo periodo, la banca crebbe rapidamente. In tempi di crisi economica globale perseguì un'ambiziosa strategia espansiva con una crescita sul versante dei prestiti. L'espansione del ramo creditizio non fu accompagnata, però, da un'equivalente crescita dei depositi bancari, il che generò una situazione patrimoniale su cui gravava un rischio latente di insolvenza. Tra il 2003 e il 2007, i crediti insoluti della BTA crebbero del 1.100%[10].

Accuse di frode[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 marzo 2009, appena dopo il suo arrivo a Londra, la BTA Bank intraprese contro di lui un procedimento legale presso la Corte suprema del Regno Unito, all'interno di un accordo di ristrutturazione con i propri creditori per recuperare asset patrimoniali di cui Äblyazov si sarebbe indebitamente appropriato all'epoca della sua gestione della BTA Bank[11][12][13]. Già ad agosto 2009 l'Alta corte ha riconosciuto un fumus sufficiente per decidere il congelamento di tutti i beni di Äblyazov e la confisca del passaporto[14].

A settembre 2009, un fondo sovrano kazako, Samruk-Kazyna, immise ingenti capitali nella BTA Bank nel tentativo di salvaguardarne la solvibilità, diventando così il suo azionista di maggioranza[15] Poco prima dell'operazione del fondo Samruk-Kazyna Äblyazov aveva lasciato il Kazakistan per Londra.

Nel 2010, la Russia emise nei suoi confronti un mandato di arresto sotto l'accusa di quattro capi d'imputazione per reati finanziari e lo ha inserito in una lista di ricercati internazionali[16].

Äblyazov è stato oggetto di sette azioni legali presso la Suprema Corte britannica per un totale di 3,7 miliardi di dollari (2,26 miliardi di sterline)[17].

Nel mese di ottobre 2010, Äblyazov perse una battaglia legale per sottrarre i suoi beni da un regime di amministrazione controllata. La sentenza arrivò dopo che Justice Teare aveva stabilito che non si poteva fare affidamento sul fatto che Äblyazov non avrebbe dissipato i suoi beni prima del processo[18][19] Äblyazov argomentò, in sua difesa, dopo l'assunzione del controllo della BTA Bank da parte del fondo Samruk-Kazyna, nel febbraio 2009, era “il momento culminante della campagna del President Nazarbayev e dei suoi alleati per strappargli la proprietà e il controllo [della BTA] ”[20]. Un giudice dell'Alta corte, e una giuria della Corte d'appello, tuttavia, hanno messo in dubbio questa tesi difensiva. Nell'ottobre 2010, Maurice Kay, Lord Justice of Appeal, stabilì, in una sentenza della corte d'appello, che non trovava “in alcun modo sorprendenti” le preoccupazioni di Justice Teare sull'onestà di Äblyazov in quelle faccende[21]
Il comitato investigativo del Ministero degli interni russo ha emesso un mandato di cattura per l'arresto di Äblyazov in Russia, paese nel quale è stato imputato di reati finanziari, compresa una truffa da 5 miliardi di frode e lo ha inserito in una lista di ricercati internazionali[22].

Nel mese di febbraio 2011, Äblyazov perse la causa legale in cui chiedeva il rigetto delle pretese della BTA Bank, dopo che un giudice dell'Alta corte aveva stabilito che non poteva farsi scudo delle sue affermazioni su un complotto presidenziale ordito ai suoi danni per allontanare da sé l'accusa di appropriazione indebita di una somma di almeno 4 miliardi di dollari. Il giudizio stabiliva che: “le pretese provengono dalla banca. Non sono pretese del governo del Kazakhstan, del quale si dice aver avuto un ruolo nel determinare la nazionalizzazione [della BTA Bamk] in spregio alle regole del diritto internazionale e ai diritti umani[23].

In una lettera datata maggio 2011, Äblyazov accusava Nazarbaev e il suoi consigliere Bulat Utemuratov di essere i reali proprietari di una quota del 48.73% del capitale azionario di KazZink, una società di cui, all'epoca, Glencore International stava pianificando l'acquisizione. Äblyazov scriveva che “nel 2005-2009, quando Mr. Utemuratov mi stava ricattando per conto di” Nazarbaev, esigendo una partecipazione nel capitale di BTA Bank, “egli mi chiese di trasferire le azioni alle società che ora detengono il controllo di KazZink”. Äblyazov disse di aver testimoniato a tal proposito davanti a una corte londinese[24]. Ad Äblyazov fu garantito asilo politico nel Regno Unito nel luglio 2011, un riconoscimento del fatto di dover fronteggiare una persecuzione politica in caso di rimpatrio in Kazakhstan.[25] La richiesta di estradizione proveniente dal Kazakistan fu ignorata[26]. Secondo il The Daily Telegraph, il governo kazako minacciò di punire le società britanniche assegnando contratti vantaggiosi alla Cina nel caso in cui la Gran Bretagna avesse fornito asilo politico ad Äblyazov [27].

All'inizio del 2012, le autorità kazake cercarono di provare l'implicazione di Äblyazov in un presunto complotto terroristico. Secondo un report informativo, un'“ovvia ragione per cercare di incastrare Äblyazov” era costituita dal fatto che “a differenza di altre figure politiche in esilio, egli vanta ancora una presenza in Kazakistan attraverso i legami con un gruppo di opposizione e con testate informative locali”. Secondo lo stesso report, l'accusa era stata “architettata per macchiare la sua reputazione – e anche quella dei suoi partner – agli occhi della comunità internazionale”, oltre a fornire “un utile diversivo per l'imbarazzo in cui si trovava il governo dopo l'uso della violenza fatto nella città occidentale di Jañaözen, nel dicembre [2011], quando le forze di polizia erano state accusate di aver aperto il fuoco sui manifestanti, uccidendo 14 persone e ferendone oltre 100”. Il report affermava che “le autorità sembrano far la posta ad Ablyazov per neutralizzarne la capacità di esercitare qualsiasi influenza in Kazakstan”[28].

Nel novembre 2012, una corte britannica ha ingiunto a Muxtar Äblyazov di pagare 1,63 miliardi di dollari (1,02 miliardi di sterline), oltre agli interessi maturati. La corte ha anche disposto "contro Mr. Äblyazov nuovi blocchi post-giudizio di beni per un ammontare illimitato e nuovi ordini di blocco in relazione ad alcuni altri imputati"[29].
Poco tempo dopo Äblyazov ha lasciato il Regno Unito. In seguito all'emissione di un mandato di cattura internazionale dell'Interpol su richiesta di Russia, Kazakhstan e Ucraina, Äblyazov viene arrestato in una villa a Mouans-Sartoux (Francia) il 31 luglio 2013, dopo che pochi mesi prima sua moglie e sua figlia erano state espulse dall'Italia in seguito a un raid della polizia orientato a catturare anche Äblyazov stesso. Dopo vari gradi di giudizio, la richiesta di estradizione di Äblyazov da parte del Kazakhstan è stata definitivamente autorizzata col giudizio della Cassazione il 12 ottobre 2015, e si attende dunque che il governo francese prenda una decisione.[30][31]

Il 31 luglio 2013 è stato scovato in Francia, dove è stato tratto in arresto dalla Gendarmerie nationale mentre si nascondeva a Cannes.[32]

Il caso italiano[modifica | modifica wikitesto]

Ablyazov è sposato con Alma Şalabaeva, da cui ha avuto dei figli, tra cui Alua, nata nel 2007. Entrambe le donne, dall'autunno del 2012, si erano spostate dalla Lettonia in Italia, dove la bambina aveva iniziato a frequentare una scuola nei dintorni di Roma.

La permanenza delle due donne in Italia è stata funestata da un evento controverso che ha avuto luogo nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2013, in una villetta nei pressi di Casal Palocco, nell'Agro Romano.

Quella notte, la villa in cui erano ospitate le due donne ha subito un'irruzione da parte di un gruppo di 50 persone[33], solo in seguito rivelatasi una squadra di agenti e funzionari in borghese della DIGOS e della Squadra mobile della Polizia di Roma, allertati da un'informativa dell'ambasciata del Kazakistan su una possibile presenza di Äblyazov in quel luogo. I poliziotti non avrebbero trovato Äblyazov, ma solo le due donne, entrambe ospiti di Venera, sorella di Alma, e del marito di lei. Gli agenti avrebbero poi trasferito la donna in un Centro di identificazione ed espulsione, contestando l'autenticità del documento esibito, un passaporto emesso dalla Repubblica Centrafricana e riportante il cognome (Ayan) che la donna portava da nubile.

In circostanze ancora non ufficialmente chiarite si sarebbe poi dato corso, con le procedure semplificate della legge Bossi-Fini, all'espulsione delle due donne dall'Italia e al loro rimpatrio in Kazakistan, con partenza dall'aeroporto di Roma-Ciampino, dove sarebbero state imbarcate "in fretta e furia [...] su un aereo privato noleggiato dal governo del Kazakhstan e diretto nella capitale Astana".[34][35]

Muxtar Äblyazov, attraverso un'intervista al quotidiano La Stampa pubblicata venerdì 5 luglio 2013, ha fatto pervenire un appello personale al premier italiano Enrico Letta affinché fossero chiarite le circostanze dell'episodio. In risposta all'appello, il Presidente del Consiglio dei ministri ha promesso, a nome del governo da lui guidato, di voler far piena luce sui risvolti dell'intera vicenda, avviando un'inchiesta interna.

Il premier ha dichiarato di aver chiesto dapprima delucidazioni al ministro dell'Interno e vicepremier Angelino Alfano in una conversazione privata. In seguito, dopo la pubblicazione dell'intervista alla Stampa del 5 luglio, non avendo ancora ottenuto risposta dal ministro, ha dichiarato di aver reiterato la richiesta, formulandola in pubblico.

La vicenda ha messo in grave imbarazzo istituzionale il governo: lo stesso Ministro degli esteri, Emma Bonino, ha definito la vicenda come foriera di una "figura miserabile" per l'Italia, della quale, peraltro, si dichiara essere stata completamente all'oscuro fino a quando non ne ha avuto conoscenza in seguito alle segnalazioni di alcuni attivisti dei diritti umani e alle rivelazioni della stampa anglosassone successive alla denuncia fatta degli avvocati dell'uomo politico[36].

La stampa anglosassone ha collegato esplicitamente i risvolti oscuri della vicenda ai buoni rapporti che l'Italia ha costruito nel tempo con il governo di Nursultan Äbişulı Nazarbaev, suggellati dall'amicizia personale con l'ex premier Silvio Berlusconi[37]. Ma Silvio Berlusconi non è l'unico politico italiano ad avere rapporti con Nursultan Nazarbayev. Un articolo pubblicato a marzo 2013 da Spiegel International punta i riflettori sul legame tra l'ex premier Romano Prodi e il dittatore kazako. Prodi percepisce onorari annuali che raggiungono le sette cifre in quanto ufficialmente membro dell'International Advisory Board di Nazarbaev. I due si incontrano diverse volte ogni anno nella capitale kazaka Astana e, coincidenza, l'ultimo incontro tra Prodi e Nazarbayev risale al 23 maggio, una settimana prima del blitz che ha portato all'espulsione della moglie e della figlia del dissidente kazako.[38].

Il 18 luglio 2013 l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha condannato l'espulsione dall'Italia della moglie e della figlia del dissidente kazako Muxtar Äblyazov, spingendosi a riscontrare una similitudine con la pratica illegale della "extraordinary rendition".[39][40]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paul Cheston, Jail threat to former bank chief accused of world record fraud - The Evening Standard, 25 agosto 2010
  2. ^ a b c d e f Daisy Sindelar, How Far Will Nazarbaev Go To Take Down Mukhtar Ablyazov?, Radio Free Europe Radio Library. URL consultato il 13 giugno 2013.
  3. ^ Kazakhstan's Bank Lending Frozen in Subprime Squeeze - Bloomberg, Elliot Blair Smith, 21 dicembre 2007
  4. ^ a b BBC Timeline: Kazakhstan - BBC, cronologia degli eventi chiave, 11 marzo 2010
  5. ^ European Parliament Resolution on Kazakhstan Archiviato il 6 luglio 2011 in Internet Archive.
  6. ^ a b - 'Amnesty International Report on Kazakhstan 2003, dal sito dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
  7. ^ Amnesty International Report 2004 - Kazakstan
  8. ^ Living in fear in London Archiviato il 29 novembre 2010 in Internet Archive. - Evening Standard, 25 August 2010
  9. ^ Paul Cheston, Living in fear in London: the exiled Kazakh banker accused of $2 billion fraud, London Evening Standard. URL consultato il 13 giugno 2013.
  10. ^ Landon Thomas Jr., Kazakh Bank Lost Billions in Western Investments - The New York Times, 27 novembre 2009
  11. ^ Taxpayers set for cash boost in banker case - Press Association, Sam Marsden, 21 July 2010
  12. ^ BTA sues Kazakh over '£1bn fraud' - The Scotsman, 22 July 2010
  13. ^ Lessons to be learnt from Kazakhstan - The Financial Times, Gillian Tett, 3 June 2010
  14. ^ Glitnir Among Lenders Winning Asset Freezes in U.K. - Bloomberg Businessweek, Erik Larson, 3 August 2010
  15. ^ Kazakh bank BTA signs debt restructuring MOU - Reuters, 22 September 2009
  16. ^ Tyler Durden (pseud.), Iran Escalates Again, Cuts Off Oil Shipments To Spain, Zero Hedge. URL consultato il 13 giugno 2013.
  17. ^ BTA Bank Sues Ex-Chairman Ablyazov for $1.2 Billion in London - Bloomberg, Erik Larson, 4 February 2011
  18. ^ Kazakh Banker Loses Courtroom Battle Over Assets - The Guardian, Simon Goodley, 3 December 2010
  19. ^ Ablyazov Loses U.K. Appeal Over Control of $5 Billion - Bloomberg Businessweek, Erik Larson, 8 December 2010
  20. ^ Court documents allege 'corrupt' Kazakhstan regime's link to FTSE firms - The Guardian, Simon Goodley, 2 December 2010.
  21. ^ UK Court of Appeal judgement from Lord Justice Maurice Kay - 19 October 2010
  22. ^ Russia to enter ex-head of Kazakh bank on intl wanted list - Interfax, 5 July 2010
  23. ^ BTA Bank Wins Court Bid to Block Ex-Chairman's Conspiracy Claim - Bloomberg, Erik Larson, 10 February 2011
  24. ^ Mukhtar Ablyazov- the president of the Republic of Kazakhstan Nursultan Nazarbayev and his trusted adviser Bulat Utemuratov are the real owners of 48,73% share in "KazZink", kazakhstan voice. URL consultato il 13 giugno 2013.
  25. ^ CASE OF YEFIMOVA v. RUSSIA, in European Court of Human Rights, 19 febbraio 2013, pp. 1-73.
  26. ^ Felix Corley, KAZAKHSTAN: Why was Muslim prisoner of conscience extradited to Uzbekistan, Forum 18. URL consultato il 13 giugno 2013.
  27. ^ The Daily Telegraph, 22 agosto 2010
  28. ^ Questions Over Kazakstan "Terror Plot", IWPR. URL consultato il 13 giugno 2013.
  29. ^ BTA Bank: Court Rules Against Ablyazov in $2 bln Suit, in The Gazette of Central Asia, Satrapia, 28 novembre 2012.
  30. ^ http://www.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2015/03/04/la-justice-francaise-confirme-l-extradition-du-kazakh-moukhtar-abliazov_4587260_3216.html
  31. ^ http://www.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2013/10/21/le-kazakh-aux-deux-visages_3500206_3216.html
  32. ^ Le frodi bancarie di Mukhtar Ablyazov, ilpost.it, 4 gennaio 2014. URL consultato il 4 gennaio 2014.
  33. ^ Francesco Grignetti, “Espulse ingiustamente la moglie e la figlia del dissidente kazako”, La Stampa, 5 luglio 2013
  34. ^ Monica Perosino, La verità di Alma sul blitz: “Credevo mi uccidessero”, in La Stampa, 15 luglio 2013. URL consultato il 16 luglio 2013.
  35. ^ Francesco Grignetti, Pugno duro per salvare il governo, in La Stampa, 16 luglio 2013. URL consultato il 16 luglio 2013.
  36. ^ Deportation of Kazakh mother and child shakes Italy Financial Times 5 luglio 2013
  37. ^ [1]The Times
  38. ^ Spiegel International
  39. ^ (EN) UN human rights experts urge Italy to seek return of illegally deported Kazakh mother and daughter, Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), Ginevra, 18 luglio 2013. URL consultato il 18 luglio 2013.
  40. ^ Caso Ablyazov, Onu critica: "Consegna straordinaria dall'Italia al Kazakistan", in Quotidiano.net, 18 luglio 2013. URL consultato il 18 luglio 2013.

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