Luigi Lusi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
sen. Luigi Lusi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Roma
Data nascita 25 novembre 1961
Professione Avvocato penalista
Partito La Margherita (2002-2008)
Partito Democratico (2008-2012)
Legislatura XV; XVI
Gruppo L'Ulivo (2006-2008)
Pd (2008-2012)
Gruppo Misto (dal 2012)
Coalizione L'Unione (2006-2008)
Pd-IdV (2008-2012)
Circoscrizione Liguria
Incarichi parlamentari
  • XV LEGISLATURA
    • Segretario della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari dal 31 maggio 2006 al 28 aprile 2008
    • Membro della 5ª Commissione permanente (Bilancio) dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008
    • Membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) dal 6 giugno 2006 al 26 ottobre 2006
    • Membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali dal 12 ottobre 2006 al 28 aprile 2008
    • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa dal 31 maggio 2006 al 28 aprile 2008
    • Membro della Commissione per la vigilanza sulla cassa depositi e prestiti dal 16 maggio 2007 al 28 aprile 2008
    • Membro del Consiglio di garanzia dal 28 luglio 2006 al 28 aprile 2008
  • XVI LEGISLATURA
    • Vicepresidente della 5ª Commissione permanente (Bilancio) dal 22 maggio 2008 all'8 febbraio 2012
    • Segretario della Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge dal 13 maggio 2008 al 22 maggio 2008
    • Membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari dal 21 maggio 2008 al 15 aprile 2012
    • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa dal 21 maggio 2008 al 15 aprile 2012
    • Membro della 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea) dal 5 giugno 2008
    • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) dall'8 febbraio 2012
    • Membro della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi dal 2 dicembre 2008
Pagina istituzionale

Luigi Lusi (Roma, 25 novembre 1961) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma, il 25 novembre 1961, da famiglia di origine abruzzese[1]. Dal 1990 al 1994 è stato Segretario del Comitato Centrale dell'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI)[2]. Fra il 1994 e il 1996 è stato consulente giuridico del Comune di Roma guidato dal Sindaco Francesco Rutelli per le politiche della casa e delle Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani (ACLI)[3], per le quali coordina anche l'organizzazione di grandi manifestazioni nazionali. Tra il 1996 e il 1997 è sempre consulente nel Comune di Roma per le politiche della sicurezza.

Dal maggio 1998 al dicembre 2000 ha esercitato le funzioni di Magistrato onorario presso il Tribunale di Velletri. Tra il 1999 e il 2004 è stato: Delegato del Sindaco di Roma (marzo 1999 - gennaio 2001), consigliere di amministrazione di Metroferro s.p.a. (2000), Tesoriere del Comitato Rutelli 2001, in sostegno della candidatura a premier di Francesco Rutelli a premier del centrosinistra per le Elezioni politiche del 2001 poi perdente, e vice presidente di Trambus s.p.a. (2000 - gennaio 2004).

Senatore nella XV legislatura per L'Ulivo e nella XVI legislatura per il Partito Democratico. Nella sua prima legislatura è stato Segretario della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari, membro della Commissione Bilancio, membro della Commissione Agricoltura (in sostituzione del Vice Ministro all'Economia del Governo Prodi II Roberto Pinza), membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della Commissione per la vigilanza sulla cassa depositi e prestiti e del Consiglio di garanzia.Nella sua seconda legisltura è dal 2008 Vicepresidente della Commimissione Bilancio del Senato, membro della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della Commissione Politiche europee e della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi. Dal 13 maggio al 22 maggio 2008 è stato anche Segretario della Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge. Dall'8 febbraio 2012 è membro della Commissione Esteri del Senato.

Nel 2009 nonostante fosse un fedelissimo di Francesco Rutelli decise di rimanere nel PD piuttosto che intraprendere la strada del nuovo soggetto politico dell'API. Dal 22 maggio 2002 al 25 gennaio 2012 è stato Tesoriere del La Margherita. Dal 2004 è stato Co-Tesoriere degli Uniti nell'Ulivo e Tesoriere europeo dello European Democratic Party. Dal 2005 è stato Co-Tesoriere dell'Unione.

Nel 2012 risulta indagato per appropriazione indebita dei soldi dei rimborsi elettorali de La Margherita, di cui era il tesoriere, e rassegna le dimissioni da Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, da membro della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari e da membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.

Inchieste giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Il senatore è indagato per aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali in virtù del suo incarico di tesoriere della Margherita, creando una contabilità parallela[4], che sarebbe sfuggita ai controlli dei revisori dei conti, perché prelevati in piccola quantità. Secondo l'accusa i soldi sarebbero stati trasferiti in Canada, frazionati in novanta bonifici, sul conto della società TTT srl e Paradiso, della quale era unico proprietario. Infine, approfittando dello Scudo Fiscale, avrebbe fatto rientrare il capitale[5], investendo in immobili in Roma[6] e in altre provincie, usando i parenti come prestanome[7] e depositando il resto sul proprio conto corrente[8].

Prime segnalazioni[modifica | modifica wikitesto]

A suo tempo Arturo Parisi aveva già lanciato l'allarme sull'opacità dei bilanci della Margherita ma nessuno lo aveva voluto ascoltare[9]. Il 31 gennaio 2012 su segnalazione (warning) della Banca d'Italia, Luigi Lusi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma: l'accusa è appropriazione indebita per aver sottratto la somma di circa 13 milioni di Euro dalle casse della Margherita Democrazia e Libertà, per scopi personali[10].

Espulsione[modifica | modifica wikitesto]

Critiche durissime[11] al suo operato sono arrivate dall'ex leader della Margherita Francesco Rutelli[12] e da diversi esponenti del ex partito, come Matteo Renzi che ha smentito di avere ricevuto per le sue campagne elettorali soldi dal ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi[13] e di essere per la massima trasparenza[14]. Luigi Lusi si è difeso dicendo che eseguiva ciò che gli veniva detto[15]. La capogruppo del PD al Senato Anna Finocchiaro ha chiesto esplicitamente a Lusi di lasciare il gruppo da lei presieduto e tutti gli incarichi ricoperti finora mentre il Segretario del PD Pier Luigi Bersani ha paventato l'espulsione del senatore Luigi Lusi dal partito qualora i fatti siano accertati.

Il giorno dopo l'Ufficio di presidenza del Pd al Senato ha espulso Lusi dal gruppo parlamentare[16]. Il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere, interrogato dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci, si è dichiarato responsabile per il prelievo del danaro dalle casse del partito, ha voluto patteggiare, chiedendo un anno di reclusione e di restituire la metà della somma alla ex Margherita[17].

Il 6 febbraio 2012 la Commissione di Garanzia del Pd presieduta da Luigi Berlinguer ha espulso all'unanimità Lusi dal partito perché incompatibile con i principi ispiratori dello stesso Pd[18]. Il 3 maggio 2012 il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha inviato al Senato la richiesta d'arresto per il pericolo di inquinamento delle prove, con l'accusa di associazione a delinquere. Reato ipotizzato in un secondo momento dalla Procura della Repubblica di Roma, secondo alcuni con una forzatura evidente, creando i presupposti 'giuridici' ad arte. Per la moglie di Lusi, Giovanna Petricone e due commercialisti, sono stati disposti invece gli arresti domiciliari[19].

Il 19 febbraio 2015 il tribunale civile di Roma ha dichiarato illegittima l'espulsione di Lusi dal PD e pertanto ha stabilito il suo annullamento e la reintegra di Lusi nel partito politico.[20]

Richiesta di arresto in Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 maggio 2012 di fronte alla Giunta per le Autorizzazioni del Senato chiamata a decidere sulla sua richiesta di arresto afferma di aver elargito diverse somme a esponenti di spicco della Margherita di cui era tesoriere. Lusi avrebbe dichiarato che l'allora Presidente della Margherita Francesco Rutelli gli avrebbe chiesto 120.000 euro da versare in favore di Matteo Renzi, attuale Sindaco di Firenze a cui però Lusi avrebbe versato solo 70 000 come lui stesso racconta. All'ex Ministro degli Interni Enzo Bianco Lusi avrebbe fornito un mensile da 3.000 euro passato poi a 5.500 e ad una società di Catania legata al marito della segretaria dello stesso Bianco avrebbe dato una cifra di circa 150 000 euro tra il 2009 e il 2011. La Procura ha chiesto al Senato il verbale della seduta della Giunta per approfondire le accuse di Lusi che durante gli interrogatori in Procura non aveva mai fatto nomi. I diretti interessati intanto hanno annunciato di ricorrere contro Lusi per via penale e civile per diffamazione.

Il 21 maggio 2012 viene ascoltata dai Pm la segretaria dell'allora tesoriere della Margheria Lusi Francesca Fiore che conferma le importanti elargizioni ai diversi esponenti dell'allora partito, che servivano in realtà per pagare multe e feste. La segretaria particolare del senatore ha mostrato un file excel in cui erano stati registrati tutti i nomi dei beneficiari dei bonifici disposti da Lusi nel periodo in cui amministrava le casse delle Margherita. La spartizione avveniva in proporzioni 60-40 alle correnti dei popolari e rutelliani che c'erano nel partito. Secondo i documenti riportati dalla Fiore l'ex Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni nel 2010 avrebbe percepito 180 000 euro tra "rimborsi vari" e "noleggio automezzo" per spese telefoniche, multe e carburante contro i 204 euro del 2012, una volta terminata la gestione Lusi; l'ex Segretario e attuale capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini avrebbe ricevuto nel 2010 162.230 euro per collaboratori e avvocati contro i 583 euro del 2012; l'ex Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni avrebbe ricevuto 72.283 euro per il 2010, 38 000 nel 2011 e solo 3.154 nel 2012 andati in fondazioni o persone a lui riconducibili come il capogruppo del Pd a Rieti Filippo Lucentini; il Vicesegretario del Pd Enrico Letta avrebbe percepito 132 000 euro nel 2010 e 1.680 nel 2012 di cui 125.000 andati al deputato campano del Pd Guglielmo Vaccaro, l'ex Presidente del Senato Franco Marini sarebbe andati 55 000 euro nel 2009 per alcuni addetti stampa mentre altre somme avrebbero finanziato l'attuale vicepresidente della Camera Rosy Bindi. Infine l'ex Presidente della Margherita Francesco Rutelli avrebbe ricevuto 926 000 euro di rimborsi andati in spese informatiche e per "l'edicola" oltre a spese telefoniche e di ufficio stampa andati in favore di parlamentari dell'API, il nuovo partito di Rutelli tra cui Gianni Vernetti e Cristina De Luca. La Procura sta vagliando le posizioni delle varie persone coinvolte direttamente o indirettamente nelle rivelazioni della segretaria di Lusi.[3] [4]

Il 13 giugno 2012 la Giunta per le Autorizzazioni a procedere e le immunità del Senato boccia con 4 si 13 no 0 astenuti e 4 assenti (3 senatori del PdL e il senatore di Coesione Nazionale) la relazione Saro (PdL) contraria alla richiesta di arresto nei confronti del senatore Lusi. Hanno votato contro Pd (a cui si è aggiunto il voto del Presidente della Giunta Follini), IdV, Udc, Api-Fli e Lega Nord mentre favorevoli alla relazione i senatori presenti del PdL nonostante il gruppo in Giunta come in Aula abbia lasciato libertà di coscienza. Nuovo relatore Marco Follini (Pd) Presidente della Giunta per le Autorizzazioni del Senato.

Il 20 giugno 2012 il Senato vota la relazione Follini (Pd) favorevole a concedere le misure cautelari nei confronti del senatore Lusi. Il voto inizialmente previsto a scrutinio segreto dopo la raccolta delle 20 firme necessarie è stato eseguito a scrutinio palese, prima volta nella storia repubblicana che una domanda di autorizzazione a procedere fosse votata con tale procedura, a causa della presa di posizione del PdL che dopo forti tensioni interne aveva deciso di non prendere parte alla votazione chiedendo ai suoi senatori di togliere la loro firma dal documento di richiesta per il voto segreto. A favore delle misure cautelari si schierano Pd, IdV, UdC, SvP e Autonomie (Unione Valdôtaine, Movimento Associativo Italiani all'Estero, Verso Nord, Partito Liberale Italiano), Per il Terzo Polo (ApI-FLI), Lega Nord, Radicali del Pd, Mpa e Partecipazione Democratica contrari invece si schierano soltanto Coesione Nazionale (Grande Sud -Il Buongoverno), Partito Repubblicano Italiano e il Movimento dei Socialisti Autonomisti del senatore Alberto Tedesco, ex Pd come Lusi su cui pendeva una richiesta di arresto già respinta dal Senato promotore della raccolta di firme per la richiesta di voto segreto. Non partecipano al voto oltre ai senatori PdL i 6 senatori a vita ad eccezione di Emilio Colombo espressosi a favore.

Il voto registra 155 si 13 no un astenuto mentre 118 senatori risultano assenti o non votanti e 12 in missione.Votano in contrasto con il loro gruppo 6 senatori del PdL che nonostante l'indicazione del gruppo a non prendere parte al voto si esprimono contro l'arresto tra cui l'ex Presidente del Senato Marcello Pera e l'avvocato dell'ex premier Berlusconi Piero Longo mentre si astiene (in Senato è voto contrario) il senatore ex Lega Nord Piergiorgio Stiffoni. Lo stesso giorno il senatore si presenta al carcere Rebibbia di Roma per sottoporsi all'arresto. Lusi prima del voto aveva chiesto all'Aula di non essere considerato un capro espiatorio per i crescenti sentimenti di anti-politica tornando ad attaccare i vertici della Margherita consapevoli della sua gestione dei finanziamenti pubblici del partito chiedendo a coloro che fossero citati nell'inchiesta di non prendere parte al voto, facendo i nomi dell'allora Presidente della Margherita Enzo Bianco oggi senatore Pd e dell'allora Segretario della Margherita Francesco Rutelli, oggi senatore Api, asserendo che lui stesso non avrebbe preso parte al voto sul suo arresto [5] Per la prima volta nella storia il Senato concede l'arresto di un suo membro.[21].

Il 30 luglio 2012 la II sezione penale della suprema Corte di Cassazione annulla l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per "carenza di motivazione", ma Lusi resta comunque in carcere perché la Cassazione ha deciso l'annullamento con rinvio al Tribunale del Riesame.[6].

Divisione dei finanziamenti tra le correnti[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 giugno 2012 interrogato davanti al Pm di Roma per la convalida dell'arresto Lusi ha chiarito di voler dire tutto in merito alla vicenda che lo riguarda non volendo fare il capro espiatorio di qualcuno [7] consegnando due lettere scritte di pugno dall'ex leader della Margherita Francesco Rutelli in cui si fa riferimento alla ripartizione di circa un milione e mezzo di euro tra le varie correnti della Margherita in vista delle europee del 2009 tramite un rapporto di 60-40 tra popolari vicini a Bianco e rutelliani vicini a Rutelli. Di questi soldi 100 000 dovevano andare a Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, 200 000 alla fondazione Centocittà e il resto, 300 000 euro, al Cfs, Centro per un futuro sostenibile, la fondazione di Rutelli. In un secondo appunto sempre Rutelli si lamenterebbe esplicitamente della restituzione al mittente di una parte dei finanziamenti ricevuti dal Partito democratico europeo. Anche a questo corrisponderebbe una risposta di Lusi che in più di un passaggio avrebbe proposto di girare i finanziamenti a fondazioni, spiegando che da quando il partito non era più in piedi la gestione era totalmente affidata alle personalità dei diversi esponenti della Margherita [22] [8]. Rutelli si è subito difeso dalle accuse denunciando nuovamente Lusi per calunnie e diffamazione. La Procura di Roma tuttavia ha ritenuto le prove fornite dal Lusi non convincenti[senza fonte] volte soprattutto ad attaccare ex esponenti di partito [23].

Condizione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 18 settembre 2012 il Giudice per le Indagini Preliminari di Roma Simonetta D'Alessandro, ha concesso gli arresti domiciliari all'ex senatore Lusi, presso il Santuario della Madonna dei Bisognosi vicino Carsoli in provincia dell'Aquila.

Il 30 dicembre 2013 la Corte dei Conti ha condannato Lusi a versare 22,8 milioni di euro allo Stato per danno erariale a fronte di una richiesta di patteggiamento di 16[24].

il 2 maggio 2014 è stata emessa una condanna a 8 anni per appropriazione indebita dal tribunale di Roma. In attesa della sentenza definitiva riprende l'attività di avvocato.[25]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Lusi. Biografia.
  2. ^ Sito Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani.
  3. ^ Sito Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani.
  4. ^ I «conti paralleli» di Lusi «Ecco come riuscì a eludere i controlli». Corriere della Sera. Archivio Strorico. 5 febbraio 2012.
  5. ^ Quei fondi rientrati in Italia con lo scudo. Corriere della Sera. Politica. 2 febbraio 2012.
  6. ^ Lusi, un'altra villa pagata dalla Margherita. Corriere della Sera. Politica. 10 febbraio 2012.
  7. ^ Caso Lusi, le Fiamme Gialle sequestrano immobili e due milioni di euro. Corriere della Sewra. Politica. 8 marzo 2012.
  8. ^ Lusi, sequestrati i conti correnti. Ma c'è «soltanto» mezzo milione. Corriere della Sera. Cronaca. 11 febbraio 2012.
  9. ^ Arturo Parisi e il caso Lusi: "Difficile pensare che nessuno sapesse degli ammanchi". Mediaset, TG24. Politica. 5 febbraio 2012
  10. ^ L'ex tesoriere della Margherita ha sottratto 13 milioni al partito. Repubblica. 31 gennaio 2012.
  11. ^ Lusi espulso. «Incompatibile col Pd». E lui: «Decisione volutamente infamante». Corriere della Sera. Politica. 6 febbraio 2012.
  12. ^ Lusi e la «partita che fa saltare il centrosinistra». Margherita chiama i legali: « Sta delirando». Corriere della Sera. Politica. 6 febbraio 2012.
  13. ^ Lusi ha pagato anche Renzi». E lui: mai un euro, li denuncio. Corriere della Sera. Croncaca. 2 marzo 2012.
  14. ^ Un dovere di trasparenza (tra i sospetti). Corriere della Sera. Notizie. 3 marzo 2012.
  15. ^ A «Servizio Pubblico» Lusi: «Non sono un santo, ho fatto il tesoriere». Corriere della Sera. Politica. 8 marzo 2012.
  16. ^ Lusi escluso da gruppo Pd a Palazzo Madama. Letta: "Situazione incredibile". Repubblica. Politica. 1º febbraio 2012.
  17. ^ Lusi vuole patteggiare la pena, ma offre all'ex partito meno di metà della somma. Corriere della Sera. Politica. 1º febbraio 2012.
  18. ^ Lusi espulso. Repubblica. Politica. 6 febbraio 2012.
  19. ^ Richiesta d' arresto per l’ex tesoriere della Margherita Lusi. Le Novae. Politica. 3 maggio 2012.
  20. ^ Il tribunale annulla l'espulsione dell'ex senatore Lusi del Pd
  21. ^ Lusi, il Senato dice sì all’arresto. L’ex tesoriere è già a Rebibbia. Le Novae. Politica. 21 giugno 2012.
  22. ^ [1]. Il Post. 25 giugno 2012.
  23. ^ [2]. Wittgenstein. 25 giugno 2012.
  24. ^ http://www.repubblica.it/politica/2013/12/30/news/la_corte_dei_conti_condanna_lusi_a_pagare_22_milioni_per_danno_erariale-74810121/
  25. ^ Andrea Greco, Ecco che fine hanno fatto i più odiati della politica in Oggi, 18 marzo 2015, p. 34-35.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]