Anna Finocchiaro

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Anna Finocchiaro
Anna Finocchiaro.jpg

Presidente della Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato 7 maggio 2013
Presidente Pietro Grasso
Predecessore Carlo Vizzini

Ministro per le pari opportunità
Durata mandato 17 maggio 1996 –
21 ottobre 1998
Presidente Romano Prodi
Predecessore carica istituita
Successore Laura Balbo

Capogruppo dell'Ulivo e del Partito Democratico al Senato della Repubblica
Durata mandato 30 aprile 2006 –
19 marzo 2013
Predecessore Gavino Angius (DS)
Willer Bordon (Margherita)
Successore Luigi Zanda

Presidente della Commissione giustizia della Camera dei deputati
Durata mandato 8 maggio 1996 –
29 maggio 2001
Presidente Luciano Violante
Predecessore Tiziana Maiolo
Successore Gaetano Pecorella

Senatrice della Repubblica Italiana
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
PD
Coalizione PD-Idv-Radicali Italiani
Incarichi parlamentari
XV Legislatura
  • Presidente del gruppo PD-Ulivo (dal 3 maggio 2006 al 28 aprile 2008)
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della 2ª commissione permanente (Giustizia)
XVI Legislatura
  • Presidente del gruppo Partito Democratico
  • Membro della giunta per il regolamento
  • Membro della 2ª commissione permanente (Giustizia)
XVII Legislatura
  • Presidente della 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali)
  • Presidente della Sottocommissione per le politiche della sicurezza
  • Presidente della Sottocommissione per le politiche delle pari opportunità
Sito istituzionale

Deputata della Repubblica Italiana
Legislature X, XI, XII, XIII, XIV
Gruppo
parlamentare
Comunista (1987-1991), Gruppo comunista-PDS (1991-1992), DS - L'Ulivo (1996-2006)
Circoscrizione Sicilia 2 (XIII, XIV)
Collegio Catania (X)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato

Anna Finocchiaro (Modica, 31 marzo 1955) è una politica e magistrato italiana.

È stata Ministro per le pari opportunità durante il Governo Prodi I e dal 2008 al 19 marzo 2013 è stata capogruppo al Senato della Repubblica del Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatasi in giurisprudenza, nel 1981 diventa funzionario della Banca d'Italia nella filiale di Savona. Pretore a Leonforte dal 1982 al 1985, è stata sostituto procuratore nel tribunale di Catania fino al 1987, anno in cui venne eletta deputato nelle file del Partito Comunista Italiano. Dal 1988 al 1995 è stata inoltre consigliere comunale a Catania, dapprima con il PCI e poi con il Partito Democratico della Sinistra. È sposata con Melchiorre Fidelbo.

Ministro per le pari opportunità durante il governo Prodi I, nel 2001 conferma il suo seggio alla Camera dei deputati candidandosi con i Democratici di Sinistra e ricoprendo poi il ruolo di Presidente della Commissione Giustizia della Camera. Alle elezioni politiche del 2006 si candida al Senato ed ottiene un nuovo mandato parlamentare risultando eletta nella circoscrizione Sicilia per la lista de L'Ulivo.

Come Ministro per le pari opportunità propone nel 1997 un provvedimento intitolato “Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori” 40/2001 (poi modificato il 3 aprile 2007). Esso si propone l'obiettivo di evitare alle donne incinte e alle madri con figli minori di 10 anni la pena detentiva all'interno delle prigioni, e a consentire loro di scontare presso il proprio domicilio o, nel caso ne fossero sprovviste, in case-famiglia la loro condanna. Le condizioni per accedere a queste pene alternative sono quelle di aver scontato un terzo della pena oppure i 15 anni nei casi di ergastolo, o ancora quella di dover scontare un residuo pena di quattro anni o meno. Il giudice inoltre può, ove ragionevoli motivi a tutela dello sviluppo psicofisico del minore lo rendano raccomandabile, estendere l'applicazione della norma anche alla madre di prole con età superiore ai dieci anni.[1]

Nel 2006 (XV Legislatura) è nominata capogruppo a Palazzo Madama del gruppo parlamentare de L'Ulivo. È stata membro della segreteria nazionale dei DS, di cui è anche stata responsabile del settore giustizia. Nel 2007 è stata uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico; il 7 novembre, a seguito della costituzione del gruppo parlamentare del PD, ha ricevuto l'incarico di capogruppo al Senato della Repubblica.

È candidata per la carica di presidente nelle elezioni regionali in Sicilia del 2008.[2] Oltre al PD, sostengono la coalizione Sinistra Arcobaleno e Italia dei Valori. Il 14 aprile ottiene il 30,38% dei voti, ma è sconfitta da Raffaele Lombardo, che ottiene oltre il 65%.

Il 29 aprile 2008 è riconfermata capogruppo al Senato del PD per la XVI Legislatura.[3]

Nominata Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo ombra del Partito Democratico dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009, svolge tale funzione in quanto Capogruppo al Senato, in collaborazione con il suo omologo alla Camera Antonello Soro.

Nel dicembre 2012 si candida alle primarie per i candidati al Parlamento del PD nella provincia di Taranto, ottenendo con 5.151 preferenze il primo posto tra i candidati.[4] La direzione nazionale del PD candida Finocchiaro al Senato della Repubblica Italiana come capolista della lista PD nella regione Puglia.[5] Anna Finocchiaro è eletta senatrice, ma, a sorpresa,[6] in Puglia il Centrosinistra (con il 28,4% dei voti) è sopravanzato dal Centrodestra (34.4%) e non ottiene il premio di maggioranza al Senato per la regione.[7][8]

A marzo, in seguito alle elezioni, insieme a molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro" firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[9]

Ha fatto parte della direzione nazionale del PD fino al 17 dicembre 2013.

Presidente della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)

Il 7 maggio 2013 è eletta Presidente della 1a Commissione permanente (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione).[10]

Durante la sua presidenza la commissione ha lavorato più di tre mesi sul disegno di legge costituzionale che prevede l'abolizione del bicameralismo perfetto e la modifica della struttura e delle funzioni della "Camera Alta", diventando anche Relatrice di maggioranza della legge insieme al collega Roberto Calderoli. Il testo è stato approvato dall'aula del Senato l'8 agosto 2014 e quindi è stato inviato alla Camera. Nella seduta del 21 luglio 2014 durante la discussione sul disegno di legge il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi ha ringraziato pubblicamente a nome del governo la presidente Finocchiaro per il modo con cui ha condotto i lavori in commissione.

Il 21 gennaio 2016 è confermata Presidente della 1a Commissione Affari Costituzionali coi voti di Pd, Ncd e Ala.

Lavora in Parlamento per realizzare la riforma costituzionale, nel 2016 prende posizione a favore del sì al referendum costituzionale dichiarando: "Si supera il bicameralismo perfetto, realizzando un'esigenza sentita già dai Costituenti."

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il legame con Andò[modifica | modifica wikitesto]

Finocchiaro è stata oggetto di diverse critiche durante la campagna elettorale per le elezioni regionali in Sicilia del 2008: in un'intervista rilasciata a Repubblica TV la senatrice siciliana dichiara che la redazione del suo programma è affidata ad una squadra di consulenti a capo della quale è il giurista Salvo Andò. Il giurista era accusato del reato di voto di scambio riferito al 1989, da cui anni dopo venne assolto, e per una vicenda di tangenti relative alla costruzione del Centro fieristico le Ciminiere di Catania, per cui, dopo la condanna in primo grado, nel 2004 la Cassazione ne dichiarò la prescrizione.[11]

Finocchiaro replicherà difendendo il suo collaboratore, da lei definito "una persona di grande livello culturale, un cultore del diritto pubblico".[12][13]

La sanità siciliana e l'appalto Solsamb[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 l'agenzia giornalistica SudPress scrive che dietro l'alleanza stipulata tra l'MPA e il PD per la costituzione del governo regionale vi sarebbe stato anche un accordo per agevolare la ditta Solsamb, di cui è amministratore delegato il marito di Finocchiaro, Melchiorre Fidelbo. La vicenda risale al 2007, quando il consorzio Sda (di cui fa parte la Solsamb) presenta all'allora Asl 4 un progetto per la costruzione di un poliambulatorio a Giarre. L'azienda di Fidelbo si sarebbe dovuta occupare della realizzazione del sistema informatico della struttura. Tre giorni dopo la formulazione della richiesta, l'ispettore regionale dà il via libera ai lavori, ma l'iter necessario a sbloccare i finanziamenti ministeriali previsti per questo genere di presidi è lungo, e richiede la presentazione di un nuovo piano. Piano che Fidelbo deposita nell'estate del 2010, subito dopo le elezioni regionali che hanno visto la vittoria di Lombardo. Verso la fine dell'anno tuttavia l'assessore regionale alla Sanità, il tecnico[14] Massimo Russo, annuncia un'indagine per chiarire i contorni della faccenda e capire perché l'appalto è stato assegnato non dalla Regione ma dall'Azienda sanitaria e senza l'indizione di una gara.[15][16] Nel febbraio 2011 il direttore dell'ASP di Catania (prima Asl 4) firma una delibera di autotutela e revoca la commessa.[17]

Dopo la pubblicazione dell'inchiesta da parte di SudPress, Anna Finocchiaro querela l'agenzia stampa.

Il 25 ottobre 2012 Fidelbo viene rinviato a giudizio in relazione all'affare Solsamb per abuso di ufficio e truffa; è accusato di aver fatto pressioni indebite sui dirigenti dell'Azienda sanitaria con lo scopo di ottenere l'appalto.[18][19] A novembre 2015 il PM richiede la condanna di 1 anno a tutti gli imputati del processo.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Giustolisi e Marco Travaglio, Anna Finocchiaro, vita e opere di una Ségolène con l'inciucio, in MicroMega, giugno 2007, p. 69.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per le pari opportunità Successore
carica istituita 19961998 Laura Balbo
Predecessore Capogruppo del Partito Democratico
al Senato della Repubblica
Successore
carica istituita 7 novembre 2007 – 19 marzo 2013 Luigi Zanda
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