Amministrazione controllata

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L'amministrazione controllata è una procedura concorsuale prevista dalla legge italiana che consente, ad un imprenditore in difficoltà economiche, di continuare ad operare, per un massimo di due anni, sotto il controllo del giudice e di un commissario giudiziale nominato da quest'ultimo. L'imprenditore ottiene una dilazione generalizzata dei pagamenti per poter conservare l'impresa.

Abrogata con il d.lgs 9 gennaio 2006, n. 5 è stata reintrodotta dal DL 84/2012,[1]

La procedura[modifica | modifica wikitesto]

La procedura viene applicata, previa verifica da parte del giudice delle possibilità di risanare l'attività del debitore, a delle aziende in difficoltà economiche, ma non ancora insolventi, per consentire la continuità dell'attività allo scopo di salvare l'azienda dalla chiusura. È subordinata all'approvazione della maggioranza dei creditori e prevede la sospensione del pagamento dei debiti pregressi che verranno poi onorati entro la fine del periodo di amministrazione. L'attività dell'azienda viene monitorata dal commissario, che è tenuto a presentare al giudice una relazione bimestrale sull'andamento economico dell'azienda. In caso si evidenzi l'insolvenza del debitore, il giudice dà inizio immediato alla procedura fallimentare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]