Jules Berry

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Jules Berry, pseudonimo di Marie Louis Jules Paufichet (Poitiers, 9 febbraio 1883Parigi, 23 aprile 1951), è stato un attore e regista francese.

Fu uno degli attori più brillanti del teatro boulevardier, interprete di personaggi contrassegnati da una sentimentalità galante, appena velata di cinismo[1]. Dopo il debutto nei principali teatri parigini, si dedicò anche all'operetta e recitò per un lungo periodo a Bruxelles. Nel cinema muto, in cui esordì nel 1910, e soprattutto in quello sonoro, sfoggiò lo stesso straordinario mestiere, che aveva conferito tanta credibilità alle commedie di Georges Feydeau[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Poitiers, nel 1988 si trasferì con la famiglia a Parigi, dove studiò al Lycée Louis-le-Grand e poi si diplomò alla scuola di architettura dell'École nationale supérieure des beaux-arts. Fu durante gli studi che scoprì la propria vocazione per il palcoscenico. A seguito di un'audizione, fu assunto presso il Théâtre Antoine, dove recitò nel dramma La Mort du duc d'Enghien di Léon Hennique e in Le Perroquet vert di Arthur Schnitzler. Successivamente si trasferì a Bruxelles, dove recitò per alcuni anni al Théâtre des Galeries Saint-Hubert, interpretando opere di noti autori come Marcel Achard e Louis Verneuil e specializzandosi in parti di galante avventuriero, dal fisico prestante e dalla voce insinuante[2].

Dopo una lunga gavetta sui palcoscenici di Bruxelles[3], debuttò sul grande schermo nei cortometraggi muti Shylock, le merchand de Venis (1910) e Olivier Cromwell (1911), entrambi di Henri Desfontaines[4], ma la sua recitazione di stampo teatrale non piacque alla critica, per cui l'attore rimase lontano dal cinema fino al 1928, quando riapparve nel film Il denaro di Marcel L'Herbier[2]. Solo all'avvento del sonoro, in cui debuttò con il film Mon coeur et ses millions (1931) di André Berthomieu, al fianco di Suzy Prim, Berry poté esprimere appieno le sue capacità di interprete[2], la sua abilità nell'arte dell'improvvisazione e il suo rifiuto di mandare a memoria le battute[3]. Con la sua voce suadente e la sua figura elegante e azzimata, fu uno degli attori più richiesti degli anni trenta, periodo d'oro del cinema francese[3]. Senza mai abbandonare l'attività teatrale, recitò in circa 90 film, nella maggior parte dei quali interpretò il ruolo del villain che riesce sempre a conquistare un'indefinibile simpatia da parte del pubblico[4].

Tra i suoi migliori film, Il delitto del signor Lange (1933) di Jean Renoir, in cui interpretò un industriale travolto dai debiti, il brillante Caffè internazionale (1938) di Yves Mirande, nei panni di un sospettato di omicidio[2], Alba tragica (1939), di Marcel Carné, nei panni di un ammaestratore di cani e bieco seduttore di fanciulle, e soprattutto L'amore e il diavolo (1942), ancora di Carné, dove diede una superba e memorabile interpretazione del ruolo del raffinato e galante satanasso[4][3]. Tra gli altri titoli da lui interpretati, da ricordare Un immortale su misura (1937) di Roger Richebé, Ladro di donne (1938) di Abel Gance, nel ruolo a lui congeniale di un dongiovanni gentiluomo, e Il viaggiatore d'Ognissanti (1943) di Louis Daquin.

Jules Berry ebbe relazioni con le attrici Jane Marken, Suzy Prim e Josseline Gaël, dalla quale nel 1939 ebbe una figlia, Michelle. Esuberante ed eclettico, le sue passioni per le donne e per il gioco d'azzardo[2] lo portarono a sperperare i propri guadagni al casinò e alle corse dei cavalli. Minato nel fisico da forti reumatismi[2], nell'aprile 1951 fu ricoverato all'ospedale parigino di Broussais, dove morì a causa di un infarto.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 223.
  2. ^ a b c d e f Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, p. 105
  3. ^ a b c d Il cinema, grande storia illustrata, De Agostini, 1981, Vol. II, p. 60
  4. ^ a b c Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, p. 48

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