Emma Calvé

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Poster per Emma Calvé nella Sapho di Massenet, Opéra Comique di Parigi, 27 novembre 1897

Emma Calvé, nome d'arte di Rosa Emma Calvet (Decazeville, 15 agosto 1858Millau, 6 gennaio 1942), è stata un soprano francese.

Emma Calvé debuttò nel teatro lirico nel 1882 a Bruxelles, nel ruolo di Margherite nel Faust (opera) di Gounod. Si affermò nei teatri europei e americani, dapprima in ruoli leggeri e poi drammatici. Sorretta da notevole capacità interpretativa, sia vocale che mimica, fu Ofelia, Salomé (Herodiade), Suzel (L'amico Fritz), Sapho (Sapho di Massenet), Anite (La Navarraise), ma la sua fortuna è legata alla Carmen (opera) di Bizet, da lei portata in America in una felice tournée. Colette testimonia che ritrovando la Calvé a Nizza, lei le confidò di aver ricevuto una proposta dall'America per interpretare Carmen in un film, ma che lei "non avrebbe accettato questa soperchieria dello schermo" (Colette E.C. in En pays connus 1949). Continuò a cantare fino al 1910 e poi si ritirò dalle scene.

Testimonianze[modifica | modifica sorgente]

La prima volta, pranzai con lei nella sua casa all'angolo della place des Etas-Unis. Ha sempre saputo che l'ammiravo e che la sua semplicità di paysanne francese mi univa a lei. Mi piaceva che portasse trionfalmente nel mondo intero, la sua bella piccola testa latina, così ben costruita, il suo viso dai tratti delicati, sopra un collo robusto che celava i tesori del suo canto (Colette: E.C da Trait pour Trait in En pays connus 1949)

Mi ricordo della Calvé ai suoi bei tempi. Veniva la sera a cantare da Madame Strauss con la sua voce potente, con una "furia" (sic) che ci entusiasmava (G.Schlumberger: Mes souvenirs (1844-1928) Plon 1934 I, p. 353)

La sua mobilità, l'intensità, l'agitazione della sua vita, la seduzione del suo charme innato, la bellezza mediterranea del suo volto, espressivo talvolta fino all'eccesso, i suoi doni di cantante per l'esportazione universale della sua gloria, tutto in lei raggiava d'esaltazione e d'arte molto sicura di sé. Malconcia ai tornanti della sua esistenza di donna onesta, vezzeggiata da tutti, sensibile soprattutto alla stima di un'élite, prendeva volentieri l'aria di una che avesse fallito nella propria vita, malgrado l'evidenza dei trionfi e lo splendore della fama raggiunta. Lei era l'orgoglio, il tormento, l'amore e la disperazione di colui che lei amava con un trasporto di bella fanciulla, mistica e fedele fino a deformare tutte insieme le realtà del presente e le certezze della verità. Metteva passione in tutte le cose, anche nella sua grande generosità o nelle sue opinioni su ciascuno (Gheusi: Cinquante ans de Paris p. 78-9)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sarcey Yvonne: Emma Calvé in "Les annales" 10.6.1923 p. 607
  • Colette E.C in Trait pour Trait 1949 già apparso in "1847-1947 nel 1947
  • Jean Contrucci: Emma Calvé la diva du siècle – Livre de poche 1989

Autobiografie[modifica | modifica sorgente]

  • My life, 1922
  • Sous tous les ciels j'ai chanté, 1940

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