Jacques Thibaud

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Jacques Thibaud

Jacques Thibaud (Bordeaux, 27 settembre 1880Barcelonnette, 1º settembre 1953) è stato un violinista francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò lo studio del violino con suo padre, e suonò in pubblico a Bordeaux a soli otto anni. A tredici anni, in virtù del suo precoce talento, fu iscritto al Conservatorio di Parigi, dove studiò con Pierre Monteux e Martin Marsick[1], diplomandosi con un premio speciale nel 1896[1].
Per vivere, era costretto a suonare nei caffè di Parigi, e mentre si esibiva al Café Rouge della Rive Gauche, fu ascoltato e quindi ingaggiato dal direttore Edouard Colonne per la sua stagione concertistica. Fece il suo debutto come solista (diretto da Colonne) nell'inverno 1898, con tale successo che si esibì ancora nella stessa stagione come solista in altri 54 concerti[1]; queste esecuzioni costituirono il trampolino di lancio per la carriera di Thibaud. Di lì a poco iniziò a suonare in tutta Europa, soprattutto in Gran Bretagna, e dal 1903 cominciò ad esibirsi regolarmente anche negli Stati Uniti d'America.
Formò un trio con i suoi fratelli, uno pianista e l'altro valente violoncellista; tuttavia, questa formazione fu messa in ombra dal grande successo che ebbe il famoso trio formato con il pianista Alfred Cortot e il violoncellista Pablo Casals[1], ensemble attivo principalmente tra il 1930 e il 1935; Thibaud suonò anche in duo insieme a Cortot, (fondatore del trio nel 1905). IlTrio per pianoforte, violino e violoncello in Si♭ maggiore D 898 op. 99 di Franz Schubert, registrato nel 1926, è stato qualificato dalla critica internazionale di insuperabile bellezza interpretativa. Sia questa che altre registrazioni effettuate dal trio sono state riproposte modernamente su CD, analogamente alle incisioni solistiche di Thibaud.

I virtuosismi stilistici, le sonorità eleganti e la calda espressività fecero di Thibaud uno dei migliori violinisti del suo tempo. Come solista, eccelse particolarmente nelle esecuzioni di Beethoven e nel repertorio francese[1]. Per alcuni anni suonò un violino di Carlo Bergonzi, e in seguito acquistò il Baillot Stradivari.

Durante la Seconda Guerra Mondiale rimase in Francia, rifiutandosi di dare concerti in Germania. Nel 1943, con la pianista Marguerite Long, fondò il Concours international Marguerite Long-Jacques Thibaud per violinisti e pianisti, tutt'oggi esistente[2].

Thibaud ebbe una lunga carriera: dopo i concerti di Londra, tenuti a oltre settant'anni d'età, suonò per l'ultima volta a Biarritz, dieci giorni prima di rimanere vittima di un incidente aereo, avvenuto nel corso della sua tournée in Asia orientale mentre si dirigeva a Saigon[3]. Morì infatti il 1º settembre 1953 nella tragedia del Volo Air France 178, precipitato sulle Alpi di Provenza; Thibaud aveva con sé uno Stradivari del 1720.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Baker, p.1637
  2. ^ Concorso Long-Thibaud
  3. ^ (FR) Constellation Paris-Saïgon in da "Le Figaro", http://www.aerosteles.net, 3 settembre 1953. URL consultato il 24 marzo 2015.
  4. ^ Tutti i 42 a bordo morti nel rogo del "Constellation" in La Stampa (Torino), http://www.archiviolastampa.it, 2 settembre 1953. URL consultato il 24 marzo 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jacques Thibaud, Un violon parle. Souvenir de Jacques Thibaud, recueillis par Jean-Pierre Dorian, Edition Du Blé qui Lève, Paris, 1947
  • Jacques Thibaud, Il magico violino. Ricordi di vita e d'arte raccolti da Jean-Pierre Dorian; tr. it. di Enzo Orlandi, Milano, Editrice Antonioli di C. Pastore, stampa 1946
  • Boris Schwarz, Jacques Thibaud, in Great Masters of the Violin: From Corelli and Vivaldi to Stern, Zukerman and Perlman, London, Robert Hale, 1983, pp. 354-359
  • Henry Roth, Jacques Thibaud, in Violin Virtuosos, From Paganini to the 21st Century, Los Angeles, California Classics Books, 1997, pp. 50-57
  • Jean-Michel Molkhou, Jacques Thibaud, in Les grands violonistes du XXe siècle. Tome 1- De Kreisler à Kremer, 1875-1947, Paris, Buchet Chastel, 2011, pp. 37-42
  • W.W. Cobbett/Noël Goodwin, voce: Thibaud, Jacques, in New Grove Dictionary
  • (EN) Theodore Baker, Thibaud, Jacques in Nicolas Slonimsky (a cura di), Baker's biographical dictionary of musicians, 5ª ed., New York, Schirmer, 1958, p. 1637.

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