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Vivekananda

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« Siedi ai bordi dell'alba, il sole sorgerà per te. Siedi ai bordi della notte, la luna nascerà per te. Siedi ai bordi di un torrente, un uccello canterà per te. Siedi ai bordi del silenzio e Dio ti parlerà »

(Vivekananda)
Vivekananda in meditazione
rahmenlos

Narendranath Dutta, conosciuto come Swami Vivekananda (Bengali: স্বামী বিবেকানন্দ "Shami Bibekànondo", Sanscrito: स्वामी विवेकानन्द "Svāmi Vivekānanda" IAST), (Calcutta, 12 gennaio 1863Cossipore, 4 luglio 1902), è stato un mistico indiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Considerato in India alla stregua di un santo, è stato il principale discepolo del guru Ramakrishna, e secondo le sue istruzioni, fondò nel 1897 la Ramakrishna Mission, allo scopo di "promuovere il miglioramento delle condizioni spirituali e materiali dell'umanità intera, senza alcuna distinzione di casta, credo, razza, nazionalità, genere e religione".[1], e di promuovere la fratellanza fra gli adepti delle diverse religioni, nella consapevolezza che si tratta di forme differenti di unica Religione eterna ed universale.

Di tradizione e cultura induista, fu un grande ammiratore e conoscitore di differenti religioni, in modo particolare del Cristianesimo.

Poeta, filosofo e grande pensatore fu autore di molti testi spirituali, ma non solo; scrisse vari pensieri con la finalità di integrare la cultura occidentale con quella orientale, un filone ripreso poi da vari asceti indiani.
Come mistico si dice che possedesse la diretta esperienza della realtà e dell'assoluta "Verità" e una naturale tendenza a trascendere il mondo e perdersi nella contemplazione dell'assoluto.[senza fonte]

Vivekananda inoltre si prodigò molto in campo sociale, tanto che ancora oggi è ricordato per le sue innumerevoli attività rivolte al prossimo.

Massone, venne iniziato nel 1884 nella Loggia "Anchor and Hope" N. 1 di Calcutta, della Gran Loggia dell'India[2].

Il seguito[modifica | modifica wikitesto]

Fra i suoi discepoli più stretti vi fu la mistica tedesca Christina Greenstidel 1866-1930, conosciuta anche come Sister Christine.

Bibliografia in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Swami Vivekananda, Jnana-yoga. Lo yoga della conoscenza (The complete works, I), prefazione all'edizione italiana di Swâmi Nityabhodananda; traduzione autorizzata di Lionello Stock. Roma, Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, 1963.
  • Swami Vivekananda, Yoga pratici. Karma-yoga, Bhakti-yoga, Raja-yoga (The complete works, II), prefazione all'edizione italiana di Swâmi Nityabhodananda; traduzioni autorizzate di Augusta Mattioli e Giulio Cogni. Roma, Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, 1963.
  • Swami Vivekananda, Aforismi del sistema yoga di patenjali. Roma, Napoleone, 1971
  • Swami Vivekananda, In cerca di Dio e altre poesie. Assisi, Vidyananda, 2002
  • Swami Vivekananda, Aforismi sullo yoga di Patanjali', traduzione, note introsuttive e note al testo di Dario Chioli. Torino, Psiche, 2009
  • Swami Vivekananda, Lezioni di raja yoga, traduzione di Ida Sereni. Borzano\Canossa, SeaR, 1994

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