Il flauto magico

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Il flauto magico
Zauberflöte-Theaterzettel1791.jpg
Locandina della prima rappresentazione, nel 1791
Titolo originale Die Zauberflöte
Lingua originale tedesco
Genere Singspiel, o opera tedesca
Musica Wolfgang Amadeus Mozart
(Partitura online)
Libretto Emanuel Schikaneder
(con Karl Ludwig Giesecke)
(Libretto online) (DE)
Atti due
Prima rappr. 30 settembre 1791
Teatro Theater auf der Wieden di (Vienna)
Personaggi
  • Sarastro - Gran sacerdote del Regno della Saggezza (basso)
  • Tamino - Giovane principe (tenore)
  • Pamina - Giovane amata da Tamino (soprano)
  • La Regina della Notte - Madre di Pamina (soprano)
  • Papageno - Uccellatore (basso)[1]
  • Papagena (soprano)
  • Monostatos - Moro, carceriere di Pamina e servo di Sarastro (tenore)
  • Prima dama (soprano)
  • Seconda dama (soprano)
  • Terza dama (soprano)
  • Tre genietti (soprani)
  • L'oratore degli iniziati (basso)

Il flauto magico (K 620), titolo originale Die Zauberflöte, è un Singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder e con il contributo di Karl Ludwig Giesecke.

La prima rappresentazione avvenne al Theater auf der Wieden di Vienna il 30 settembre 1791 con lo stesso Schikaneder (Papageno) e Josepha Hofer (Regina della notte) diretti dal compositore. La rappresentazione ebbe molto successo, ma Mozart morì nello stesso anno in cui venne allestita la prima volta.

Dopo le prime recite, Mozart scrisse alla moglie Costanza Weber: «Sala sempre piena come sempre. Il duetto Mann und Weib e il Glockenspiel del primo Atto sono stati bissati come al solito, come pure il terzetto dei Fanciulli del secondo Atto; ma quello che mi ha fatto più piacere è il plauso silenzioso della platea. Si vede bene quanto quest’opera stia crescendo sempre più nella stima del pubblico».[2]

Cast della prima[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Tipologia vocale[3] Interpreti della prima[4]
30 settembre 1791
(Direttore: Wolfgang Amadeus Mozart)
Tamino tenore Benedikt Schack
Papageno basso[1] Emanuel Schikaneder, il giovane
Pamina soprano Maria Anna Gottlieb
Regina della Notte soprano Josepha Hofer
Sarastro basso Franz Xaver Gerl
Le tre dame soprani [Johanna?] Klöpfer
[Antonie?] Hofmann
Elisabeth Schack
Monostatos, moro tenore Johann Joseph Nouseul
Tre fanciulli soprani
(una voce femminile e due voci bianche)
Anna Schikaneder
Anselm Handelgruber
Franz Anton Maurer
Oratore del tempio basso Kostas Damian Winter
Tre sacerdoti un tenore, due bassi Urban Schikaneder, il vecchio
Johann Michael Kistler
[Christian H. o Franz?] Moll
Vecchia/Papagena soprano Barbara Gerl
Due armigeri tenore, basso Johann Michael Kistler
[Christian H. o Franz?] Moll
Tre schiavi parti recitate Karl Ludwig Giesecke[5]
[Wilhelm?] Frasel
Johann Nikolaus Starke

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Libretto editore Barion 1940

La trama, densa di significati esoterici e massonici, si svolge nell'antico Egitto; caratterizzata da un'alternanza di riferimenti al giorno e alla notte, si sviluppa lungo un graduale passaggio dalle tenebre dell'inganno e della superstizione, verso la luce della sapienza solare, al quale corrisponde un progressivo capovolgimento di prospettiva nel ruolo dei buoni e dei malvagi, i cui poli contrapposti sono rappresentati da Sarastro e dalla Regina della Notte, Astrifiammante.[6]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Tamino sta fuggendo inseguito da un dragone, e al momento di essere raggiunto sviene. Giungono però in suo soccorso le tre Dame della Regina della Notte che abbattono il serpente con le loro lance d'argento. Lasciano poi a malincuore il bel giovane per recarsi dalla Regina ad informarla.

Scultura di Papageno

Entra in scena Papageno, il buffo uccellatore vestito di piume che suona il suo flauto, e quando Tamino riprende i sensi, si vanta di essere stato lui a uccidere il dragone. Tornano però le tre Dame che lo puniscono per questa menzogna, chiudendogli la bocca con un lucchetto. Mostrano poi a Tamino un ritratto della giovane Pamina, figlia della Regina, ed egli resta colpito dalla sua bellezza.

Karl Friedrich Schinkel, Apparizione della Regina della notte, guazzo per una scenografia del Flauto magico (1815)

Preannunciata da un fragore di tuoni, fa l'ingresso in scena la Regina della Notte, che lamenta il dolore per la scomparsa della figlia Pamina, rapita dal malvagio Sarastro, tenuta prigioniera da un suo incantesimo, e prega Tamino di andare a salvarla.

Tamino, innamoratosi della giovane, decide di andare con l'uccellatore Papageno a liberarla. Le Dame slegano quest'ultimo dal lucchetto, e danno a Tamino un flauto magico che lo assista nell'impresa, e un Glockenspiel (una sorta di carillon) fatato a Papageno. Tamino e Papageno si incamminano così verso il castello di Sarastro, sotto la guida di tre fanciulli o genietti.

Papageno arriva per primo al castello e penetra nella stanza dove il perfido moro Monostato tiene prigioniera Pamina, oggetto delle sue attenzioni morbose. Alla vista reciproca, Papageno e Monostato si mettono paura a vicenda, essendo il primo bizzarramente rivestito di piume e il secondo un uomo di pelle nera. Entrambi scappano via, ma Papageno riprendendo coraggio torna da Pamina, informandola che il principe Tamino è innamorato di lei. Costei a sua volta lo rincuora assicurando che il cielo manderà anche a lui una compagna; poi insieme tentano la fuga.

Tamino frattanto, guidato dai ragazzi, giunge di fronte a tre templi, intitolati rispettivamente alla Natura, alla Ragione, e alla Sapienza. Respinto dai primi due, vede uscire da quest'ultimo un sacerdote egizio che gli chiede cosa stia cercando. Tamino risponde amore e virtù, eppure il suo cuore grida vendetta contro Sarastro. Il sacerdote, capovolgendo l'immagine di un Sarastro malvagio, sostiene che questi è un maestro di saggezza, il quale ha rapito Pamina per un motivo che resterà oscuro a Tamino finché non si faccia guidare dall'amicizia.

Tamino, sconcertato e disorientato, suona il flauto magico nella speranza di far apparire Pamina, e riceve in lontananza la risposta del flauto di Papageno, che sta fuggendo insieme a lei dagli sgherri di Monostato. Per sottrarsi alle loro grinfie, Papageno fa suonare il carillon fatato, e costoro per magia si rammansiscono e si allontanano.

L'arrivo di Sarastro sul carro trionfale

Papageno e Pamina non fanno però in tempo a esultare, perché subentra Sarastro su un carro trionfale condotto da sei leoni, preceduto da un corteo di devoti. Pamina le confessa di aver tentato la fuga per sottrarsi alle insidie di Monostato, al che Sarastro, con fare paterno, le spiega che per il suo bene non vuole restituirla a sua madre, donna che definisce superba.

Catturato da Monostato, Tamino viene successivamente condotto al cospetto di Sarastro. Ora Tamino e Pamina si incontrano per la prima volta e subito si amano. Contro ogni aspettativa, Sarastro fa punire Monostato e libera Tamino, informandolo che, se vorrà entrare nel suo regno con Papageno, dovrà superare tre prove.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

La scena riprende in un boschetto di acacie, dove al centro si erge una piramide. Diciotto sacerdoti marciano con passi solenni, guidati da Sarastro, per preparare il Rito di iniziazione per l'ingresso dei nuovi adepti nella loro confraternita. Sarastro rivela di aver rapito Pamina perché destinata dagli Dei al nobile Tamino. Pronuncia quindi un'invocazione a Iside e Osiride, affinché assistano spiritualmente Papageno e Tamino nelle dure prove che li attendono.

Scena dal Flauto magico, Fife Opera

Terminata l'orazione, i due sono fatti entrare nel vestibolo del Tempio della Saggezza, dove vengono privati di ogni possesso e interrogati da due sacerdoti circa le loro intenzioni. Tamino risponde di voler cercare in amicizia la conoscenza e la saggezza, Papageno invece preferirebbe una donna da amare. Entrambi iniziano quindi la prima prova: dovranno stare in silenzio, qualunque cosa accada. Presto si fa buio e riappaiono le tre Dame, che cercano di dissuaderli dall'entrare nella confraternita, mettendoli in guardia dai falsi sentimenti dei sacerdoti. Tamino tuttavia non cede.

Nella scena seguente, Monostato si avvicina furtivamente a Pamina addormentata in un giardino notturno: vorrebbe baciarla, ma, spaventato dall'arrivo di Astrifiammante, si nasconde per origliare. La Regina della Notte chiede a Pamina notizie del giovane che aveva inviato a liberarla, e va in collera quando apprende che si è unito agli iniziati. Poiché lei non può nulla contro Sarastro, da quando il suo sposo in punto di morte lasciò a lui il Cerchio del Sole dai Sette Raggi, consegna a Pamina un pugnale perché sia lei a uccidere Sarastro, minacciando di maledirla se non farà ciò che le ha ordinato.

La Regina della Notte se ne va e Monostato, avvicinatosi a Pamina, le minaccia di rivelare l'intrigo a Sarastro se lei non lo amerà. Sopraggiunge Sarastro, che dopo aver scacciato Monostato si rivolge paternamente a Pamina e le spiega che non si vendicherà, perché solo l'amore, non la vendetta, conduce alla felicità.

Prosegue intanto il percorso iniziatico di Tamino e di Papageno, al quale si rivolge una vecchina innamorata di lui che afferma di avere 18 anni. Si avvicinano anche i tre ragazzi su una macchina volante, che restituiscono loro rispettivamente il flauto e il carillon di campanelli, e portano da mangiare. Pamina cerca di parlare a Tamino, ma il giovane - essendo ancora sottoposto alla prova del silenzio - non può. Lei crede che non l'ami più, e, colta dal dolore, medita il suicidio col pugnale della madre, ma viene fermata dai tre fanciulli che le confidano che Tamino è ancora innamorato di lei.

Scenografia raffigurante la prova dell'Acqua e del Fuoco nei sotterranei del Tempio

Papageno, che ha infranto la regola del silenzio, non può più continuare la prova; non potendo ora più godere delle gioie celesti, gli viene concesso il piacere terreno di una coppa di vino rosso, e dell'amore di quella vecchia che improvvisamente si tramuta in un'avvenente ragazza di nome Papagena, la quale però subito gli viene sottratta.

Pamina decide invece di accompagnare Tamino nel tentativo di superare le due successive prove dei quattro elementi: l'attraversamento dei sotterranei del Tempio e la purificazione con l'Acqua, la Terra, l'Aria e il Fuoco. Pamina gli svela l'origine del flauto magico, che fu intagliato durante una tempesta da suo padre, Gran Maestro di una Confraternita Solare, grazie al suono del quale ora essi, protetti da una piramide di energia, possono restare indenni contro le forze astrali che si scatenano su di loro. Superando infine la prova, vengono fatti entrare nel Tempio nel coro di giubilo dei sacerdoti.

Papageno, intanto, sconsolato per la scomparsa di Papagena, vorrebbe impiccarsi a un albero, ma viene fermato in tempo dai tre genietti che lo esortano a suonare il carillon: subito riappare la sua innamorata, che finalmente si concede a lui completamente.

Ma subito dopo arrivano Astrifiammante, le tre Dame, e Monostato che si è unito a loro, per uccidere Sarastro e impossessarsi del suo regno. Un terremoto però li fa inabissare e così si celebra la vittoria del Bene sul Male. Pamina e Tamino vengono accolti nel Regno Solare di Sarastro, e l'opera si conclude col coro finale dei sacerdoti: [7]

(Tedesco)

« Heil sei euch Geweihten!
Ihr dranget durch Nacht!
Dank sei dir, Osiris!
Dank dir, Isis, gebracht!
Es siegte die Stärke
Und krönet zum Lohn
Die Schönheit und Weisheit
Mit ewiger Kron'! »

(IT)

« Salute a voi iniziati!
Voi avete attraversato la notte!
Sia grazie a te, Osiride!
Sia reso grazie a te, Iside!
La Fermezza ha vinto
e per premio incorona
la Bellezza e la Saggezza
con eterna gloria! »

Forme musicali[modifica | modifica wikitesto]

Nella partitura del Flauto magico, un Singspiel tedesco come Il ratto dal serraglio, si possono identificare rimandi a varie forme e generi musicali, fino a vere e proprie citazioni:

  • L'Ouverture, ad esempio, riprende il tema principale della sonata in Si bemolle Maggiore di Muzio Clementi. Si può anche notare l'utilizzo di alcune caratteristiche tipiche dell'Ouverture francese, costituita da un'introduzione lenta, in un marcato ritmo puntato, seguita da un vivace movimento in stile fugato.
  • Lied viennese, bipartito in luogo della tripartizione tipica dell'aria italiana (ad es. "Ein Mädchen oder Weibchen" di Papageno);
  • Corale luterano, fuga e contrappunto con particolare riferimento all'arte di Bach e Handel che Mozart aveva potuto approfondire tramite il Barone Gottfried van Swieten (ad es. Ouverture);
  • Corale luterano variato, sul modello specificamente bachiano (melodia originale Ach Gott vom Himmel sieh darein) nella scena degli armigeri;
  • Aria italiana, sia dell'opera buffa sia dell'opera seria (aria di Pamina e arie della Regina della notte);
  • Recitativo accompagnato secondo il modello di Gluck (scena dell'Oratore).

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Atto primo[modifica | modifica wikitesto]

Quadro I Prologo in terra

  • N. 1 Introduzione Zu Hilfe! Zu Hilfe! Sonst bin ich verloren (Tamino, le tre dame)
  • N. 2 Aria Der Vogelfänger bin ich ja (Papageno)
  • N. 3 Aria di Tamino Dies Bildnis ist bezaubernd schön (Tamino)
  • N. 4 Recitativo e Aria O zittre nicht, mein lieber Sohn! - Zum Leiden bin ich auserkoren (Regina della notte)
  • N. 5 Quintetto Hm Hm Hm (Tamino, Papageno, le tre dame)

Quadro II Viaggio verso la saggezza

  • N. 6 Terzetto Du feines Täubchen, nur herein! (Monostatos, Pamina, Papageno)
  • N. 7 Duetto Bei Männern, welche Liebe fühlen (Pamina, Papageno)
  • N. 8 Finale primo Zum Ziele führt dich diese Bahn (i tre fanciulli, Tamino)

Atto secondo[modifica | modifica wikitesto]

Quadro I Tempio di Sarastro

  • N. 9 Marcia dei Sacerdoti
  • N. 10 Aria con coro O Isis und Osiris (Sacerdoti, Sarastro)

Quadro II Intermezzo ambiguo

  • N. 11 Duetto Bewahret euch vor Weibertücken (Secondo sacerdote e Sarastro)
  • N. 12 Quintetto Wie? Ihr an diesem Schreckensort? (Le tre dame, Tamino, Papageno)

Quadro III Intermezzo notturno

Quadro IV Prove dell'aria e del silenzio

  • N. 16 Terzetto Seid uns zum zweitenmal willkommen (I tre fanciulli)
  • N. 17 Aria Ach, ich fühl's, es ist verschwunden (Pamina)

Quadro V Saggezza di Sarastro e saggezza di Papageno

  • N. 18 Coro O Isis und Osiris, welche Wonne! (Sacerdoti)
  • N. 19 Terzetto Soll ich dich, Teurer, nicht mehr seh'n? (Pamina, Tamino, Sarastro)
  • N. 20 Aria Ein Mädchen oder Weibchen wünscht Papageno sich! (Papageno)
  • N. 21 Duetto Pa pa pa pa (Papageno, Papagena)

Quadro VI Prove dell'acqua e del fuoco. Vittoria del bene

  • N. 22 Finale secondo Bald prangt, den Morgen zu verkünden (i tre fanciulli, Pamina, Tamino)
  • N. 23 Stretta del finale Nur stille, stille, stille (Monostatos, Regina, Sarastro, coro)

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Max Slevogt, Tamino e Pamina (1920). Acquerello per Il flauto magico
Papageno nel francobollo per il bicentenario dell'opera e della morte di Mozart (1991)
Il flauto magico nel francobollo delle poste ungheresi (1967)

Tamino[modifica | modifica wikitesto]

Tamino (tenore lirico) appare nell'opera sin dal primo momento, quando le tre Dame della Regina della notte lo salvano da un mostro. È un personaggio pacato, controllato e innamorato di Pamina.

Tamino appare anche nei due film ispirati alla grande opera mozartiana: Il flauto magico di Ingmar Bergman e Il flauto magico di Kenneth Branagh. In quest'ultimo veste i panni di un coraggioso soldato che viene salvato dalle tre Dame dal gas velenoso sparso tra le trincee, invece che dal mostro della versione tradizionale.

Pamina[modifica | modifica wikitesto]

Pamina (soprano) è una giovane principessa, figlia della Regina della Notte, è innamorata di Tamino. Quest'ultimo la salva dalle forze del male e la rende felice.

Tamino e Pamina sono nomi di origine egiziana, derivano da Ta-Min e Pa-Min, cioè serva (Ta-Min nome femminile) e servo (Pa-Min nome maschile) del dio Min, antica divinità dell'Alto Egitto, protettore della fecondità e della fertilità.[8]

Papageno[modifica | modifica wikitesto]

È un giovane uccellatore, al servizio della Regina della notte, che suona il flauto di Pan a cinque canne ed è alla ricerca di una donna da amare, una Papagena che appare solo alla fine dell'opera. Funge da aiutante nei confronti del principe Tamino, al quale dice, mentendo, di averlo salvato da un serpente (ucciso invece dalle Tre dame che, per punizione, gli chiudono la bocca con un lucchetto). All'inizio dell'opera appare come un bugiardo e un codardo, ma in seguito si rivelerà di buon cuore e piuttosto saggio.

La sua parte è in genere affidata ad un baritono lirico - brillante, quale doveva essere lo stesso librettista Schikaneder.

Papagena[modifica | modifica wikitesto]

È una giovane uccellatrice, interpretata da un soprano. Questa ragazza ha un obiettivo: conquistare il cuore di Papageno, lo spavaldo uccellatore. Si presenta a lui per la prima volta camuffata in una vecchietta che gli offre un bicchere di vino dicendogli che lei sarebbe diventata la sua compagna. Papageno, che non crede alle storie che racconta la vecchia signora, continua il suo cammino spensierato, ma più tardi scoprirà chi è veramente quell'anziana donna...

Sarastro[modifica | modifica wikitesto]

Il basso Alexander Kipnis in una rappresentazione dell'opera a Salisburgo nel 1937

Sarastro (basso profondo), il cui nome allude al profeta persiano Zoroastro,[9] all'inizio viene dipinto come un crudele tiranno poiché ha rapito Pamina, ma egli lo ha fatto per proteggerla dalla crudele madre, l'astrifiammante Regina della Notte. Quest'ultima minaccia Pamina, durante la famosa aria Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, ordinandole di uccidere Sarastro e di consegnarle il prodigioso Cerchio Settemplice solare, il quale protegge Sarastro e i suoi discepoli, gli Iniziati.

Intona due arie: O Isis und Osiris e In diesen heil'gen Hallen.

La Regina della Notte[modifica | modifica wikitesto]

L'astrifiammante Regina della Notte (soprano di coloratura), è la madre della principessa Pamina, rapita da Sarastro, per proteggerla dalla madre stessa.

È una donna crudele che governa i suoi sudditi in un modo spietato facendoli spiare dalle tre Dame che ha al suo servizio.

Il suo unico scopo è la conquista del mondo. Per realizzare il suo sogno però ha bisogno del Settemplice Cerchio Solare, custodito da Sarastro. Per questo chiede a sua figlia, la principessa Pamina, di uccidere Sarastro. Come tipologia vocale è un soprano leggero. Morirà con Monostatos e le tre Dame in un terremoto al palazzo di Sarastro.

Nel primo atto la Regina usa le tre Dame per esortare Tamino e Papageno a partire per il salvataggio della figlia.

La Regina della Notte canta due arie: O zittre nicht, mein lieber Sohn ("Non tremare, caro figliolo") e la famosissima Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen ("La vendetta dell'inferno ribolle nel mio cuore"), in cui intima alla figlia di uccidere Sarastro.

Monostatos[modifica | modifica wikitesto]

Monostatos, tenore, è il moro che insidia Pamina per costringerla ad amarlo. Dapprima alleato di Sarastro, lo tradisce aiutando la Regina della Notte in cambio della mano della figlia di quest'ultima. Morirà nel castello di Sarastro a causa di un terremoto con la regina e le tre Dame.

Le tre Dame[modifica | modifica wikitesto]

Sono le tre donne al servizio della Regina della Notte. Sono incaricate di spiare i poveri sudditi della crudele monarca e di consegnare all'uccellatore Papageno birra, pane e fichi, a patto che egli catturi uccelli per la sovrana. All'inizio dell'opera le tre dame appaiono tre brave donne che salvano il principe Tamino perché innamoratesi di lui, però continuando nell'opera si capisce che sono tre tentatrici, il cui unico scopo è quello di aiutare la loro regina nella distruzione di Sarastro. Moriranno con la regina e Monostatos nel castello di Sarastro a causa di un terremoto.

Tre genietti[modifica | modifica wikitesto]

Fanciulli che guidano e assistono Tamino e Papageno nelle loro prove, facendo anche desistere Pamina dal suicidio, sono angioletti del piccolo popolo della natura e della tradizione folcloristica medievale, figure della magia e delle favole che sarebbero stati riscoperti e rivalutati dal Romanticismo.[10] Le tre parti, impersonate inizialmente dalla ventiquattrenne nipote dell'impresario, Anna Schikaneder, e da due bambini, vengono oggi affidate indifferentemente a voci bianche o a cantanti adulte.

Elementi culturali[modifica | modifica wikitesto]

Vari elementi culturali sono confluiti nel Flauto magico:

  • Il fiabesco-meraviglioso settecentesco (flauto e glockenspiel dalle proprietà magiche, apparizioni di animali e di genietti, montagne che si aprono svelando meravigliose sale);
  • L'illuminismo e il giusnaturalismo (aspirazione dell'uomo alla saggezza, alla ragione e al rapporto armonico con la natura);
  • La massoneria (riti d'iniziazione per accedere ai misteri e alla luce, invocazioni delle divinità egizie Iside e Osiride, comunità dei seguaci di Sarastro, ricca simbologia con particolare riferimento ai numeri e alla misteriosofia);
  • L'Hanswurst e il Kasperl popolar-viennese (l'umile, il popolaresco, il comico, il semplice, il naturale e il bonario che sono racchiusi nella figura di Papageno).

Il flauto magico è stato interpretato utilizzando varie chiavi di lettura: oltre che come fiaba per bambini, è stato letto anche come racconto massonico o come storia a contenuto illuminista.

La vicenda racconta però anche lo sviluppo di un individuo che, da giovane, ignorante e debole che era, diventa saggio, sapiente e uomo attraverso la scoperta dell'amore e il superamento di varie prove iniziatiche.

Durante questo percorso formativo, il giudizio di Tamino sui due Regni nemici si capovolge: il bene, inizialmente identificato con il Regno Lunare della Regina della notte in quanto vittima del rapimento della figlia perpetrato da Sarastro, finirà per essere identificato nel Regno Solare di quest'ultimo, dapprima giudicato come malvagio. Nel Regno di Sarastro, Tamino troverà ragione e saggezza. Si scoprono così le buone intenzioni di Sarastro nel portare a sé Pamina, non togliendole libertà ma sottraendola con intento protettivo alla malvagia madre onde poterla destinare al giovane predestinato ed eroe della vicenda, ovvero lo stesso Tamino.

Oltre alla contrapposizione orizzontale fra i due Regni, la vicenda si può leggere in un'ottica verticale dove la contrapposizione è fra il potere, l'autorità, i Regni, ed il sotto-mondo popolare, semplice e genuino rappresentato da Papageno. L'antitesi è allora fra il concreto uomo-animale allo stato naturale e l'eletto, aristocratico ed astratto Tamino. Il Regno della Luna e quello del Sole sono nemici ma, allora, sostanzialmente equivalenti.

Entrambi rappresentano l'autorità e l'ordine, mentre Papageno - che non ha superato le prove iniziatiche ma che di ciò s'infischia beatamente - è l'uomo di tutti i giorni capace di servire allo stesso modo la Regina della notte come Sarastro, consapevole che la bontà e la felicità, seppur materiale, stanno dalla sua parte.

La Rivoluzione Francese porterà a "politicizzare" i personaggi: la perfida Regina della Notte sarà associata all'odiato Ancien Régime, Sarastro all'Illuminismo.

Oltre al filone razionalista della cultura massonica del '700, l'opera documenta un filone caratterizzato dal misticismo e dall'attrazione per i misteriosi scenari dell'Oriente. Mozart vi affronta tematiche tipiche della cultura massonica, e a lui care: morte e rinascita, rapporto tra terreno e ultraterreno, iniziazione e prova come cammino per giungere all'amore universale.

Alcune caratteristiche di questo viaggio iniziatico hanno suggerito anche, alla dantista Maria Soresina, la possibilità di un parallelo con il percorso di Dante Alighieri nella Divina Commedia, che viene proposta come una diversa chiave di lettura dell'opera[11].

Pietro Citati[12] rileva che Tamino e Pamina sono due nomi egiziani. Le stesse palme con le foglie d'oro appaiono tra le mani dei sacerdoti di Apuleio (Le metamorfosi XI, 10) e dei sacerdoti di Mozart (atto II, scena I). Le strane grottesche piramidi in miniatura che nel Flauto Magico i sacerdoti usano come lanterne o portano sulle spalle (atto II, scena XIX) apparivano già nelle tombe egizie.

Discografia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Tamino, Pamina, Papageno, Regina della Notte, Sarastro) Direttore Etichetta
1955 Léopold Simoneau, Hilde Güden, Walter Berry, Wilma Lipp, Kurt Böhme Karl Böhm Decca
1964 Fritz Wunderlich, Evelyn Lear, Dietrich Fischer-Dieskau, Roberta Peters, Franz Crass Karl Böhm Deutsche Grammophon
Nicolai Gedda, Gundula Janowitz, Walter Berry, Lucia Popp, Gottlob Frick Otto Klemperer EMI
1969 Stuart Burrows, Pilar Lorengar, Hermann Prey, Cristina Deutekom, Martti Talvela Georg Solti Decca
1972 Peter Schreier, Anneliese Rothenberger, Walter Berry, Edda Moser, Kurt Moll Wolfgang Sawallisch EMI
1979 Francisco Araiza, Edith Mathis, Gottfried Hornik, Karin Ott, José van Dam Herbert von Karajan Deutsche Grammophon
1981 Siegfried Jerusalem, Lucia Popp, Wolfgang Brendel, Edita Gruberova, Roland Bracht Bernard Haitink EMI
1984 Peter Schreier, Margaret Price, Mikael Melbye, Luciana Serra, Kurt Moll Colin Davis Philips
1989 Francisco Araiza, Kiri Te Kanawa, Olaf Bär, Cheryl Studer, Samuel Ramey Neville Marriner Philips
1991 Jerry Hadley, Barbara Hendricks, Thomas Allen, June Anderson, Robert Lloyd Charles Mackerras Telarc
1992 Kurt Streit, Barbara Bonney, Gilles Cachemaille, Sumi Jo, Kristinn Sigmundsson Arnold Östman Decca
1995 Hans Peter Blochwitz, Rose Mannion, Anton Scharinger, Natalie Dessay, Reinhard Hagen William Christie Erato
2005 Christoph Strehl, Dorothea Röschmann, Hanno Müller-Brachmann, Erika Miklósa, René Pape Claudio Abbado Deutsche Grammophon

DVD (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • Flauto magico - Harnoncourt/Salminen/Strehl, regia Martin Kusej - 2007 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Levine/MET/Battle/Araiza/Serra - 1991 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico - Sawallisch/Araiza/Popp/Moll, regia August Everding - 1983 Deutsche Grammophon
  • Flauto magico (Live, Salisburgo, 1991) - Solti/Serra/Pape/Van Der Walt, Decca
  • Flauto magico (Salisburgo 2006) - Muti/Pape/Damrau/Groves/WPO, regia Pierre Audi - Decca

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b All'epoca la tipologia vocale del baritono non era ancora tornata in auge, e tutte le parti vocali maschili gravi venivano scritte in chiave di basso. In epoca moderna il personaggio è affidato in genere ad un baritono.
  2. ^ Attardi, p. 65.
  3. ^ Secondo Sablich, p. 1415.
  4. ^ I cognomi dei primi interpreti sono riportati nella locandina della première riprodotta nella scheda informativa a fianco. I nomi completi, nonché quelli dei tre genietti che non figurano in locandina, sono attinti altrove (Attardi, p. 64; David J. Buch, Mozart's German operas, in Keefe, p. 165), indicando con punto interrogativo, tra parentesi quadre, i casi incerti.
  5. ^ Si tratta del co-librettista dell'opera, componente fisso della compagnia di Schikaneder.
  6. ^ Francesco Attardi, Viaggio intorno al Flauto magico, LIM LibreriaMusicaleItaliana, 2006, p. 186.
  7. ^ Libretto del Flauto magico.
  8. ^ Siegfried Morenz, Die Zauberflöte, Cologne, 1952
  9. ^ Giovanni Greco, Davide Monda, Sarastro e il serpente verde, p. 156, Pendragon, 2003. Cfr. anche Lessico: Zoroastro - Zarathustra.
  10. ^ Il flauto magico di W.A.Mozart, di M. Labroca.
  11. ^ Mozart e Dante, un cammino spirituale, europaquotidiano.it, 3 luglio 2012. URL consultato il 15 maggio 2014.
  12. ^ La luce della notte, Adelphi, 2011, pag. 424.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN176580465 · LCCN: (ENn81081247 · GND: (DE300112068 · BNF: (FRcb13915321b (data) · NLA: (EN35290474
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