Incontro tra Oscar Wilde e James McNeill Whistler

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1leftarrow blue.svgVoci principali: Oscar Wilde, James McNeill Whistler.

(EN)

«Oscar: "How I wish I had said that." Whistler: "You will, Oscar, you will."»

(IT)

«Oscar: "Come vorrei averlo detto io". Whistler: "Lo dirai, Oscar, lo dirai"»

(James McNeill Whistler risponde ad Oscar Wilde, in un ricevimento dell'1883 a casa di Louise Jopling[1])

Il 5 maggio 1880 Wilde recensì una mostra di James McNeill Whistler, famoso pittore dell'epoca, complimentandosi con lui per il suo quadro intitolato La ragazza d'oro[2]”. Da questa occasione iniziò una conoscenza fra i due fatta di incontri e scontri. A proposito di questo loro rapporto scriverà poi Ellen Terry, che li giudicava entrambi tra gli uomini più illustri della sua epoca per la loro spregiudicatezza.[3]

«Soltanto chi non ha immaginazione inventa[4]»

William Schwenck Gilbert con l'aiuto delle abilità pittoriche di George du Maurier pubblicò su Punch diverse caricature di Oscar, giocando sul termine "Wilde-wild" (in inglese wild significa selvaggio) prendendolo in giro per la sua passione per i gigli e per il modo di acconciarsi i capelli.

Un giorno mentre Oscar chiacchierava con Maurier si avvicinò Whistler, chiedendo chi dei due avesse inventato l'altro[5]. Wilde risponderà in seguito che erano stati loro due ad aver inventato Whistler.[6]

Celebre lo scambio di battute con Gilbert intercorso una sera al Haymarket Theatre:

«Gilbert: «Vorrei saper parlare come lei. Terrei la bocca chiusa e sosterrei che è una virtù». Oscar: «Quale egoismo! Potrei negare a me stesso il piacere di parlare, mai negherei agli altri quello di ascoltare[7]»

In seguito, il loro scambio di battute divenne sempre più aspro, ma mentre Whistler ironizzava per far soffrire, Oscar usava la parola per sedurre. Punch in un articolo li descrisse tutti intenti a spettegolare nei riguardi di alcune attrici: Wilde scrisse alla rivista che non era così perché nei loro incontri essi amavano parlare solo di sé stessi: Whistler aggiunse che in realtà si parlava solo di Oscar. Wilde ribatté: «Parlavamo di te ma io pensavo a me stesso».[8]

Per i loro scambi di battute dissacranti i due finirono per separarsi sino a quando Wilde si riappacificò con il pittore il 29 novembre 1887 in occasione della mostra tenutasi alla Suffolk Gallery, dove Oscar ricevette i visitatori.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nigel Rees, Humphries L.Roger, Brewer's Famous Quotations: 5000 Quotations and the Stories Behind Them, Weidenfeld & Nicolson, 2006, p. 491, ISBN 978-0-304-36799-3.
  2. ^ Oscar Wilde in una recensione apparsa sul Saunders's Irish Daily News del 5 maggio 1879.
  3. ^ Ellen Terry, Memories, , a cura di Edith Craig e Cristopher Saint John, 1933, p. 231.
  4. ^ Oscar Wilde in una recensione del quadro "Olivia" di Whistler del 30 maggio 1885
  5. ^ Joseph Pennell, E.R., The Life of James McNeill Whistler, Londra, 1911, p. 724.
  6. ^ Il Trilby era un'opera scritta dallo stesso du Maurier Léonée Ormond, E.R., Georgedu du Maurier, Londra, 1969, pp. 468-469.
  7. ^ Scambio di battute prese da Pearson Hesketh, Gilbert His Life and Strife, Londra, 1957, p. 110.
  8. ^ Don C. Seitz, Whistler Stories, New York, 1913, pp. 66-67.
  9. ^ Mr. Oscar Wilde at Mr. Whistler's "The Bat" del 29 novembre 1887.
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