Tritoni

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Scultura di Tritone nell'omonima fontana a Roma

I Tritoni sono, nella mitologia greca, la progenie di Tritone.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il greco Τρίτωνες Trítōnes significa ‘rumoreggianti’, ‘scroscianti’[1].

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta che, dopo la nascita di Tritone da Poseidone e Anfitrite, da esso stesso[2] sia nata una schiera numerosa di creature marine. Non è escluso che questo mito sia stato ampliato in epoca successiva a opera di poeti, mitografi e artisti[3]. I Tritoni, che si aggiunsero quindi al Tritone originario, abitavano insieme a Poseidone e Anfitrite in un palazzo dorato in fondo al mare[4]. Divennero così servitori delle divinità marine, che trasportavano sul dorso o su carri trainati da loro stessi[5]. Erano agli ordini di Poseidone e potevano scatenare o placare le tempeste marine, suonando un corno a forma di chiocciola, ricavato da una conchiglia[6].

Aspetto fisico[modifica | modifica wikitesto]

Nelle fonti greche i Tritoni sono descritti come esseri triformi, con la testa umana, capelli e occhi verdastri, bocca larga dotata di zanne, corpo equino squamoso e terminante in una coda simile a quella di un delfino[7]. Per questo i Tritoni saranno chiamati anche Κενταυροτρίτωνες kentaurotrítōnes.

Più tardi prevarrà la semplice forma umana-pisciforme e il tritone sarà considerato il maschio della sirena.

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Il tritone, nella sua forma semplificata, è anche una figura araldica, ed è rappresentato prevalentemente in una posizione verticale (che ricorda quella della sua omologa femminile, la sirena). Il più delle volte è rappresentato con l'elmo. In rari casi il tritone è utilizzato come sostegno dello scudo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palazzi 1988, p. 39.
  2. ^ Palazzi 1988, p. 120.
  3. ^ Tritoni, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ Palazzi 1988, p. 39.
  5. ^ Palazzi 1988, p. 39.
  6. ^ Palazzi 1988, p. 39.
  7. ^ Palazzi 1988, p. 39.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fernando Palazzi, I miti degli dei e degli eroi, a cura di Gian Franco Gianotti, Loescher, 1998, ISBN 88-201-1677-4.

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