Chimera (mitologia)

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La Chimera, nell'interpretazione di un piatto apulo a figure rosse, ca. 350-340 a.C., Parigi, Musée du Louvre.

La chimera è un mostro mitologico con parti del corpo di animali diversi. Secondo il mito greco fa parte della progenie di Tifone ed Echidna, insieme all'Idra di Lerna, Cerbero e Ortro. Venne fatto comparire nella "Tentazione di sant'Antonio" di Flaubert.

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La "Chimera di Arezzo": un bronzo etrusco

Le descrizioni variano - secondo alcune poteva sputare fuoco, aveva testa di leone, una testa di capra sulla schiena e la coda di serpente; secondo altre aveva corpo di capra, coda di serpente o di drago e testa di leone. Sputava fuoco dalle fauci e il morso della coda era velenoso.

« ...Era il mostro di origine divina,
leone la testa, il petto capra, e drago
la coda; e dalla bocca orrende vampe
vomitava di foco: e nondimeno,
col favor degli Dei, l'eroe la spense... »
(Iliade, VI, 180-184, trad. V. Monti)

Storia[modifica | modifica sorgente]

La chimera aveva origini divine, in quanto figlia di Echidna e Tifone: dimorava eminentemente a Patara. Il re di Licia Iobate ordinò a Bellerofonte di ucciderla perché essa si dava a scorrerie nel suo territorio. Con l'aiuto di Pegaso, Bellerofonte vi riuscì. Si racconta che egli avesse la punta della sua lancia in piombo, che scagliò fra le fauci aperte del mostro. Al calore delle fiamme lanciate dalla Chimera, il piombo si sciolse e uccise la bestia.

Nell'Iliade si dice che, prima che Bellerofonte la uccidesse, la Chimera fu tenuta a bada dal licio Amisodaro, che in seguito divenne padre dei giovani eroi Atimnio e Maride.

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