Rea (divinità)

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Rea
Rhéa présentant une pierre emmaillotée à Cronos dessin du bas-relief d'un autel romain.jpg
Rea offre la pietra avvolta in fasce a Crono
Nome orig.Ῥέα
SpecieTitanide
SessoFemmina

Rea (in greco antico: Ῥέα, Rhéa ) è un personaggio della mitologia greca, figlia di Urano (il cielo) e di Gea (la terra)[1].

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Sposata al fratello Crono ebbe da lui Estia, Demetra, Hera, Ade, Poseidone e Zeus[2][3].

(GRC)

« τῷ δὲ σπαργανίσασα μέγαν λίθον ἐγγυάλιξεν/Οὐρανίδῃ μέγ᾽ ἄνακτι, θεῶν προτέρῳ βασιλῆι »

(IT)

« A quello poi, avvolta di fasce, una grande pietra essa dette,/ al figlio d'Urano grande signore, degli dèi primi re »

(Esiodo, Teogonia, 485-6; traduzione di Graziano Arrighetti)

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi primi cinque figli furono divorati da Crono (suo marito e loro padre), che agì in quel modo perché temeva la profezia secondo cui sarebbe stato detronizzato e vinto da uno di loro e Rea, per salvare l'ultimo dei suoi figli, chiese aiuto ai propri genitori (Urano e Gea) che per salvare l'ultimo della sua prole la mandarono sull'isola di Creta.
Partorito il più giovane dei suoi figli lei ingannò Crono che, raggiuntala sull'isola per mangiare anche Zeus ricevette da Rea una pietra avvolta in fasce anziché il bambino e pietra che lui mangò cadendo nell'inganno[2].

Rhea a cavallo di un leone, sul Pergamon Altar di Berlino

Il giovane re asiatico Adrasto, che combatté quale alleato di Priamo nella guerra di Troia, aveva una particolare devozione per questa dea.

Nella mitologia romana, Rea fu identificata con Opi e venne definita Magna Mater deorum Idaea.

Rea, raffigurata spesso su un carro tirato da due leoni, presenta una forte associazione con Cibele, dalla quale spesso non è sempre distinguibile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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