Lodovico Burnacini

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Burnacini Lodovico (Mantova, 1636Vienna, 1707) è stato un architetto e scenografo italiano, influente sull'arte scenografica contemporanea e successiva[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del noto architetto scenografo Giovanni Burnacini, che lavorò con Torelli negli anni quaranta a Venezia e introdusse a Vienna il sistema di scenografia sviluppato da Giovan Battista Aleotti e che realizzò scenografie in stile fiorentino-veneziano;[2] Lodovico, dopo aver effettuato una formazione artistica, un apprendistato ed una prima parte di carriera nella sua città, nel 1652 si spostò a Vienna, seguendo il padre, per prestare i suoi servigi alla corte imperiale.[3]

In poco tempo ottenne l'incarico di architetto di fiducia di Leopoldo I e progettò numerose strutture, quali l'ala del palazzo imperiale di Trakt nei cinque anni successivi al 1660, il rifacimento del teatro di corte nel 1665 e una sezione del castello di Laxenburg nel 1676.[1]

Due anni dopo realizzò la decorazione de Il Pomo d'Oro, una festa teatrale realizzata per celebrare le nozze reali di Leopoldo e Margherita, che gli procurò una certa notorietà e successivamente fu invitato a decorare numerosi palazzi della capitale.[1]

Una volta terminate le ostilità con i Turchi ed esaurito l'assedio, nel 1683 fu ingaggiato per la ricostruzione dei palazzi imperiali, tra i quali il castello della Favorita e quello di Eberdorf.[4]

Nel 1687 con Paul Strudel, partecipò al progetto e alla realizzazione della Colonna della Peste sul Graben e assieme allo scultore Johann Bernhard Fischer von Erlach eresse il Mehlgrube nel mercato viennese.[4]

Seguì lo stile architettonico del padre, prediligendo le prospettive ad asse centrale con fuga all'infinito, oltre che le decorazioni allegoriche e antropomorfiche di ispirazione nordica.[5]

Il teatro di corte rifatto da Burnacini si distinse per le grandi dimensioni, per un palcoscenico basso caratterizzato dalla predisposizione ad accogliere numerose decorazioni sequenziali, per uno splendido palazzo del proscenio, per un soffitto orizzontale decorato con raffinatezza ed eleganza prospettica.[6]

Oltre a questa attività architettonica, Burnacini si distinse soprattutto come scenografo teatrale e come costumista di opere allestite al teatro di corte, eseguendo le scene di oltre un centinaio di opere, abitualmente con la collaborazione musicale di Draghi, Perti, Bertali, Ziani e su libretti di Minato.[7]

L'importanza del suo lavoro e la sua influenza sull'arte scenografica delle epoche seguenti è attestata dalla conservazione di suoi numerosi disegni presso la Biblioteca nazionale austriaca.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 493.
  2. ^ (EN) LODOVICO OTTAVIO BURNACINI, su theatre-architecture.eu. URL consultato il 16 giugno 2018.
  3. ^ (EN) Lodovico Ottavio Burnacini, su habsburger.net. URL consultato il 16 giugno 2018.
  4. ^ a b c Lodovico Burnacini, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011, Treccani.it – Enciclopedie on line. URL consultato il 16 giugno 2018.
  5. ^ Burnacini, Ludovico Ottàvio, su sapere.it. URL consultato il 16 giugno 2018.
  6. ^ (DE) Burnacini, Ludovico Octavio Freiherr von, su deutsche-biographie.de. URL consultato il 16 giugno 2018.
  7. ^ Ludovico Ottavio Burnacini, su operamondo.it. URL consultato il 16 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (PL) M. B. Michalik e J. M. Michasiewicz, Kronika Opery, Varsavia, Wydawnictwo KRONIKA, 1993.

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Controllo di autoritàVIAF (EN806001 · ISNI (EN0000 0000 6664 888X · LCCN (ENnr91001279 · GND (DE118665332 · BNF (FRcb161160851 (data) · ULAN (EN500007823 · CERL cnp01401652 · WorldCat Identities (ENnr91-001279