Repubblica islamica

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Le repubbliche islamiche sono evidenziate in verde.

Una repubblica islamica è una forma di governo presente in Iran, Pakistan, Afghanistan, Gambia, e Mauritania. Solo in Iran è presente una maggioranza di sciiti duodecimani, mentre nelle altre repubbliche islamiche la maggioranza religiosa è composta da sunniti. In questi stati la legislazione è almeno in parte basata sulla legge islamica. In Iran il governo è sottoposto all'autorità degli alti religiosi musulmani sciiti (ayatollah).

Il modello iraniano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 1979, alla guida dell'Iran salì al potere, con la Rivoluzione islamica, l'ayatollah Ruhollāh Mosavi Khomeini, massimo esponente religioso della comunità sciita il quale, rotti i rapporti con gli USA, dichiarò l'Iran una Repubblica Islamica.

Dalla rivoluzione del 1979 la guida suprema è il rahbar o, in sua assenza, un consiglio di capi religiosi. Vengono scelti da un'assemblea di esponenti religiosi sulla base del loro curriculum e del grado di stima goduto presso la popolazione. La guida suprema nomina i sei membri religiosi del Consiglio dei Guardiani, composto da 12 membri, che ha il compito di approvare le candidature alla presidenza della Repubblica e certificare la loro competenza e quella del parlamento, al pari delle più alte cariche giudiziarie. Egli è inoltre comandante in capo delle forze armate.

A capo dello stato vi è il presidente, eletto a maggioranza assoluta con suffragio universale. Il suo mandato ha durata quadriennale e vigila sul buon andamento del potere esecutivo. Dopo la sua elezione, il presidente nomina e presiede il Consiglio dei ministri, coordina le decisioni del governo e seleziona le decisioni governative da sottoporre al parlamento. Il parlamento iraniano, monocamerale, chiamato Assemblea Consultiva Islamica, è composto da 290 membri, eletti con voto diretto e segreto, anch'essi con mandato quadriennale.

Tutta la legislazione deve essere vagliata, sin dal suo inizio, dal Consiglio dei Guardiani in base al principio della cosiddetta vilāet-e faqih, ossia la "tutela del giurisperito", per controllare che le leggi non siano in contrasto col Corano e la dottrina islamica, nell'accezione propria dello sciismo duodecimano. I sei membri laici del Consiglio, giuristi nominati dal parlamento, si pronunciano solo sulla costituzionalità delle leggi, mentre i sei membri religiosi esaminano la loro conformità con i dettami islamici.

Stati[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Emiliani, M. Ranuzzi de' Bianchi, E. Atzori, Nel nome di Omar. Rivoluzione, clero e potere in Iran, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-000-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]