Oclocrazia

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L'oclocrazia (dal greco ὀχλοκρατία da ὅχλος óchlos, "moltitudine", "massa", e dal suffisso -κρατία -kratía, "potere") è una forma di governo in cui le decisioni sono prese dalle masse.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine, che ha un'accezione negativa, compare sicuramente in Polibio come forma degenerata di democrazia, e, secondo alcune traduzioni, per la prima volta ne La Repubblica di Platone[1], che la considera una forma di degenerazione della democrazia. I cinque regimi platonici, in ordine consequenziale e discendente, sono: aristocrazia, timocrazia, oligarchia, democrazia, e oclocrazia; quest'ultima può portare alla tirannia in quanto inevitabile conseguenza dei comportamenti demagogici legati all'acquisizione del consenso.

In seguito, il termine è stato ripreso nella analisi politica ed etica di Aristotele, che affronta il tema della politeia, discutendo delle tre forme politiche dello stato (monarchia, aristocrazia e timocrazia) e delle loro forme degenerate (tirannide, oligarchia e democrazia - o oclocrazia).

Nella visione di Polibio, il disordine politico che consegue all'instaurazione di un sistema oclocratico ha come unico sbocco il ritorno alla monarchia o comunque a una forma dittatoriale.

Nella letteratura di Benjamin Franklin e altri scrittori repubblicani, sono la mancanza di etica oppure, all'opposto, un'eccessiva presenza di moralismo a spingere la democrazia verso la dittatura, mentre il processo inverso porta alla repubblica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica, p. 559[edizione?].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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