Crocuta crocuta

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Iena macchiata
Hyena - Amboseli National Park, Kenya - 2014 (cropped).JPG
Iena macchiata nel parco nazionale di Amboseli in Kenya
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
(clade) Ferae
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Hyaenidae
Genere Crocuta
Kaup, 1828
Specie C. crocuta
Nomenclatura binomiale
Crocuta crocuta
(Erxleben, 1777)
Nomi comuni

Iena maculata,
iena ridens

Areale
Leefgebied gevlekte hyena.JPG

La iena macchiata (Crocuta crocuta, Erxleben, 1777), nota anche come iena ridens o iena maculata, è una iena indigena dell'Africa subsahariana. Viene classificata dall'IUCN tra le specie a rischio minimo, dato che ha un vastissimo areale e una popolazione calcolata a contenere tra 27.000 e 47.000 esemplari. Ciononostante, la specie è in declino nelle zone non protette a causa del bracconaggio e della distruzione del proprio habitat.[1]

È la iena odierna più grande, e si può inoltre distinguere dalle altre specie dai suoi tratti vagamente orsini,[2] le sue orecchie arrotondate,[3] la sua criniera meno fitta, il suo pelo macchiato,[3] la sua dentatura a doppio scopo,[4] e la presenza di un pseudo-pene nella femmina.[5] È attualmente l'unica specie rimasta del genere Crocuta, che contava una manciata di forme durante il Pleistocene che vivevano in Eurasia, sebbene lo stato tassonomico di tali popolazioni (tra cui le iene delle caverne occidentali ed orientali) è tuttora dibattuto, con certi studiosi considerandole semplici sottospecie di iena macchiata e altri che siano state specie a se stanti.

La iena macchiata è il membro dell'ordine Carnivora più sociale, avendo i gruppi composti del maggior numero di membri e i comportamenti sociali più complessi.[6] La sua organizzazione sociale infatti dimostra più somiglianze con quella dei primati cercopitecidi (babbuini e macachi) che agli altri carnivori nel numero di membri, struttura gerarchicale, e nella frequenza di incontri sia tra i parenti sia tra gli esemplari non imparentati.[7] Il sistema sociale della iena macchiata però è più competitivo che cooperativo: l'accesso al cibo, l'opportunità d'accoppiarsi e il tempo per i maschi per lasciare il gruppo dipendono tutto sull'abilità di dominare altri membri del gruppo. Le femmine curano solo i loro propri cuccioli invece di assistere gli altri, e i maschi non dimostrano alcun interesse paterno. La società di questa iena è matriarcale; le femmine sono più grosse dei maschi, e li dominano.[8]

È un animale di grande successo, essendo il carnivoro di taglia grossa più comune d'Africa. Il suo successo deriva sia dalla sua adattabilità sia dal suo opportunismo; è principalmente una cacciatrice, ma si nutre anche di carogne, avendo la capacità di digerire pelle, ossa e altri prodotti animali. In termini funzionali, la iena macchiata è il carnivoro che trae il maggior nutrimento possibile da una carcassa.[9] Dimostra grande flessibilità nei suoi comportamenti venatori e alimentari in confronto agli altri carnivori africani;[10] caccia sia da sola sia in gruppo. Durante la caccia, le iene macchiate s'infiltrano nelle mandrie allo scopo di selezionare un individuo da attaccare. Quando poi la preda viene selezionata, le iene l'inseguono per lunghe distanze, spesso per chilometri e alla velocità di 60 km/h.[6]

La specie ha una reputazione soprattutto negativa sia nella cultura occidentale sia nel folklore africano. Nella prima, viene considerata come una bestia brutta e codarda, mentre nell'ultimo viene vista come una creatura avara, golosa e stupida, ma allo stesso tempo possente e pericolosa. La maggior parte delle percezioni occidentali sulla iena macchiata hanno origine nelle scritture di Aristotele e Plinio il Vecchio, benché non venne raffigurata in termini necessariamente moralistici. Giudizi esplicitamente negativi verso la specie originarono nel Fisiologo, dove venne raffigurata come un'ermafrodita tombarola.[11] Il ramo dell'IUCN dedicato alla preservazione delle iene identifica questi pregiudizi come detrimentali alla sopravvivenza della specie.[11][12]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Corocotta.

Si credeva un tempo che il nome generico Crocuta fosse derivato dal latino crocutus, che indica qualcosa di color zafferano in riferimento alla pelliccia dell'animale. Ciò fu dimostrato d'essere un errore, siccome la parola si scrive Crocāta, e non fu mai usata in quel contesto dalle fonti greco-romane. La parola sembra originare dal greco antico Κροκόττας (Krokottas) che, a sua volta, deriva dal sanscrito kroshṭuka, un nome per lo sciacallo dorato.[13]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cranio

La iena macchiata è un animale grande e robusto, con una pelliccia di color sabbia, rossiccio o grigio-brunastro con chiazze nerastre o marrone scure sul dorso, i fianchi, il posteriore e gli arti. Queste macchie possono scolorirsi con l'età. Gli arti anteriori sono più lunghi di quelli posteriori, cosicché il posteriore s'inclina fino alla base della coda. Il collo è lungo e robusto, complementando i movimenti laceranti delle mandibole. La testa è grande, rotonda e possente, con un muso breve. Le orecchie, contrariamente a quelle delle altre iene, sono rotonde. La pelliccia è corta, ispida e lanosa, composta da un sottopelo lungo 1.5-2 cm e peli di guardia lunghi 3-4 cm.[6] La iena macchiata dispone d'una criniera lungo il collo ma, contrariamente alle altre iene, non si estende lungo la schiena.[3] La coda è corta, composta da 24 cm di osso e 12 cm di pelo nero folto. Gli esemplari adulti misurano 130 centimetri di lunghezza e 75 cm d'altezza sulla spalla. Nel Serengeti, i maschi solitamente pesano 45 kg e le femmine 55 kg, mentre si segnalano esemplari che superano i 70 kg nell'Africa meridionale.[6]

Iena macchiata che cammina di profilo

Il cranio della iena macchiata differisce da quella della iena striata dalle sue dimensioni superiori e la cresta sagittale più sottile. Il cranio, per le sue dimensioni, è fra i più robusti dell'ordine carnivora.[3] La dentizione è più versatile di quelle delle altre iene odierne, disponendo di terzi premolari superiori ed inferiori stritolanti, un quarto premolare inferiorie conico immobilizzante e carnassiali taglienti situati dietro i premolari. Questo posizionamento permette alla iena macchiata di frantumare ossa con i premolari senza consumare i carnassiali.[4]

Delle ghiandole odorifere sono situate su ambi lati dell'ano, e secernano fluidi in una sacca situata tra la coda e l'ano. Durante il marcamento del territorio, la sacca viene invertita e i fluidi sono depositati su un cespuglio o uno stelo d'erba in una postura accovacciata.[6] L'odore di questo fluido è molto forte, paragonabile al sapone bollito, e un umano lo può sentire parecchi metri sottovento.[14]

Genitali femminili[modifica | modifica wikitesto]

I genitali della femmina assomigliano molto quelli del maschio; la clitoride ha pressoché la stessa forma di un pene, ed è capace di erezione. La femmina, inoltre, non possiede un'apertura vaginale, siccome le labia sono fuse insieme, formando uno pseudo-scroto. Lo pseudopene è traversato da un canale urogenitale centrale, attraverso ciò la femmina orina, s'accoppia e partorisce.[15][16] Lo pseudopene si distingue dal pene maschile dalla sua lunghezza inferiore e ghiandole più rotonde.[5][17][18] Sia maschi che femmine dispongono di spine penili sulla base delle ghiandole.[8][19] La formazione dello pseudopene sembra essere indipendente dagli androgeni, siccome appare nel feto femminile prima della differenziazione della ghiandola ovaria ed adrenale.[5] Quando non-eretto, lo pseudopene è retratto nell'addome, con solo il prepuzio visibile. Dopo il primo parto, lo pseudopene viene permanentemente allungato ed allargato.[3]

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Crocuta crocuta spelaea e Crocuta crocuta ultima.
Scheletri montati di C. c. ultima, museo di Daqing
Areale moderno (rosso) e pleistocenico (arancione) del genere Crocuta

Le analisi genetiche dimostrano che gli antenati del genere Crocuta si diversificarono da Hyaena 10 milioni di anni fa, durante il Miocene.[20] Il paleontologo Björn Kurtén teorizzò che l'antenato dell'odierna iena macchiata fosse Crocuta sivalensis, i cui resti sono stati rinvenuti nel Shivalik, risalente al Plio-Pleistocene,[21] ma questo taxon è stato sinonimizzato a Pliocrocuta perrieri.[22]

I reperti fossili puntano a una origine africana per Crocuta crocuta, che successivamente si espanse in Eurasia durante il Pleistocene superiore, per poi restringersi nel continente d'origine. Le seguenze di DNA mitochondriale estratte da esemplari fossili in Cina e le date rinvenute dal metodo del carbonio-14 su fossili in Europa indicano che la colonizzazione eurasiatica avvenne circa 430.000-163.000 anni fa.[23]

Un albero filogenetico basato sul citocromo b delle iene macchiate viventi e fossili puntano all'esistenza di quattro aplogruppi denominati A1/2, B, C, e D, che derivano da una popolazione ancestrale asiatica legata alla steppa eurasiatica che cominciò a frammentarsi nel Pleistocene medio a causa di cambiamenti climattici. Di questi aplotipi, solo A2 e C esistono tuttora, con il primo colonizzando l'Africa settentrionale e il secondo l'Africa meridionale. Il clade più basale, D, rappresentato da C. c. ultima dell'Asia orientale, si diversificò 225.000 anni fa. I clades B/C si diversificarono da A 186.000 anni fa, per poi separarsi in B e C 128.000 anni fa. Clade A si diversificò ulteriormente in A1 e A2 64.000 anni fa. Mentre A1 e B si limitarono all'Eurasia occidentale, A2 e C fecero ritorno in Africa, con gli altri aplogruppi rimasti in Eurasia estinguendosi durante il Pleistocene superiore.[23]


D† (C. c. ultima, Asia orientale)

C (C. c. crocuta, Africa meridionale)

B† (C. c. spelaea, Europa occidentale)

A1† (C. c. spelaea, Eurasia occidentale)

A2 (C. c. crocuta, Africa settentrionale)

Data questa variabilità genetica, è stato proposto di riconoscere alcune sottospecie precedentemente scartate, con i nomi trinomiali C. c. crocuta per le popolazioni occidentali, C. c. capensis per quelle meridionali e, provvisoriamente, C. c. habessynica per quelle orientali, sebbene non dimostrano differenze morfologiche distintive.[24]

È stato teorizzato che gli antenati delle iene macchiate svilupparono comportamenti sociali per meglio difendere le carcasse da altri predatori. Svilupparono inoltre dei carnassiali taglienti posizionati dietro i premolari stritolanti, così permettendoli di cacciare attivamente invece di aspettare che le prede morissero, come nel caso delle iene striate e brune. Questo coincise con una crescità territoriale della specie, resa necessaria dal fatto che le prede erano spesso migratorie.[4] I calchi digitali endocranici delle iene odierne e fossili rivelano che le presunte sottospecie eurasiatiche di iena macchiata non possedevano lo stesso livello di sviluppo del lobo frontale presente nella iena macchiata moderna, indicando che i comportamenti sociali complessi siano un tratto esclusivo delle popolazioni africane odierne.[25]

Ci sono varie ipotesi sul perché, contrariamente alla maggior parte dei mammiferi, le femmine di iena macchiata superano di grandezza i maschi. È stato ipotizzato che la dominanza da parte delle femmine sia un adattamento per meglio competere con i maschi sulle carcasse e, perciò, permette loro di produrre più latte per i cuccioli.[8] Un'altra ipotesi spiega che sia un adattamento alla lunga gravidanza della specie, necessaria per lo sviluppo dei crani e mandibole ingrandite dei cuccioli, così necessitando comportamenti più dominanti da parte delle femmine.[26]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

«Non ci volle molto per convincermi che le iene sono seconde solo agli scimpanzè quanto a fascino, perché sono dei pagliacci nati, assolutamente individualiste e vivono in una società ben ordinata ed estremamente complessa.»

(Jane Goodall[27])

Comportamento sociale e territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Tre iene macchiate attorno la tana

La iena macchiata è il mammifero carnivoro più socievole, disponendo dei gruppi più grandi e dell comportamento sociale più complesso. Vivono in branchi territoriali detti "clan", caratterizzati da una rigida gerarchia di dominanza. Le femmine dominano i maschi, con persino le femmine di rango più basso che dominano i maschi di rango alto. Le femmine normalmente rimangono nel loro clan di nascita, cosicché un grande clan può contenere numerose linee materne, mentre i maschi solitamente lasciano il clan all'età di due anni. La società del clan si basa sul principio della "fissione-fusione", ovvero i membri del clan non stanno sempre uniti, vagando invece e cacciando da soli o in piccoli gruppi, sebbene uniscano le forze per difendere il territorio, il cibo, e la tana.[6]

La società della iena macchiata è stata più volte paragonata a quella dei primati cercopitecidi in relazione al numero di membri, struttura sociale, concorrenza e cooperazione. Come i cercopitecidi, la iena macchiata utilizza molteplici modalità sensorie, riconosce conspecifici individuali, è cosciente dell'affidabilità degli individui, riconosce le relazioni familiari e gerarchiche fra i vari membri del clan, e utilizza questa conoscenza durante il processo decisionale sociale. Inoltre, i ranghi di dominanza nella società del clan non sono collegati con la forza o l'aggressività, ma con la rete di alleati.[7]

La grandezza del territorio è molto variabile, che va dal meno di 40 km2 nel cratere del Ngorongoro a più di 1,000 km2 nel Kalahari. Il territorio viene difeso attraverso i vocalizzi, la marcatura territoriale e le pattuglie lungo le frontiere.[6]

Riproduzione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Femmina con cuccioli

La iena macchiata non ha una stagione degli amori fissa, sebbene sia possibile notare un incremento delle nascite durante la stagione delle piogge. Le femmine sono polïèstre, con un estro lungo due settimane.[28] Come molti feliformi, la iena macchiata è promiscua, pertanto i membri di ambedue i sessi si accoppiano con molteplici compagni lungo gli anni. L'accoppiamento è breve e si svolge soprattutto di notte.[29] L'accoppiamento è complicato, siccome il pene del maschio deve entrare l'apparato riproduttivo attraverso lo pseudopene della femmina invece che direttamente attraverso la vagina, che è bloccata dallo pseudoscroto.[16]

La gravidanza solitamente dura 110 giorni.[28] Il parto avviene attraverso lo pseudopene, che si strappa per consentire l'uscita del cucciolo. Una cucciolata solitamente contiene due piccoli, sebbene si segnalano cuccioli singoli o gemelli trigemini. I cuccioli sono nati con gli occhi aperti e i denti già cresciuti, e si battono immediatamente dopo la nascità per stabilire le gerarchie. Il cucciolo vincitore è quindi vantaggiato nel poter scegliere le mammelle più abbondanti, e la morte d'un fratello permette al vincitore di nutrirsi e crescere senza concorrenza. Siccome la riproduzione non è un privilegio della femmina dominante, tutte le femmine del clan possono produrre cuccioli, che vengono allevati in una tana comune, che può contenere fino a 30 piccoli di età variabile. Le femmine tendono a nutrire i propri cuccioli, respingendo quelli che non li appartengono. I cuccioli vengono allattati per un periodo prolungato, non venendo svezzati fino all'età di 14-18 mesi.[6] Le iene macchiate dimostrano comportamenti adulti molto presto nella vita; i cuccioli sono stati segnalati ad annusarsi e marcare la tana a solo un mese di vita. Cominciano a perdere il mantello nero e sviluppare la pelliccia macchiata dopo 2-3 mesi, esibendo comportamenti di caccia a otto mesi e unendosi al clan per abbattere le prede dopo un anno.[30]

Comportamenti venatori[modifica | modifica wikitesto]

Iena macchiata presso una colonia di fenicotteri minori

Sebbene abbia una reputazione di spazzino, molteplici studi dimostrano che la iena macchiata sia infatti un predatore attivo che uccide la maggior parte delle prede. Tale malinteso è dovuto al fatto che le iene, essendo principalmente notturne, sono difficili da osservare mentre cacciano.[6]

Caccia sia da sola che in gruppo, rintracciando le prede attraverso la vista e l'olfatto. La tecnica di caccia cooperativa più comune, sia per gli ungulati che per prede più insolite come i fenicotteri, è per una iena di caricare i bersagli e costringerli alla fuga, dando così alle altre iene l'opportunità di identificare gli esemplari più vulnerabili. Sebbene la maggior parte delle prede predilette delle iene sono più veloci dei loro cacciatori, spesso mancano di correre alla massima velocità poiché ignare della resistenza delle iene nella corsa, e perciò finiscono per sfinirsi dopo 1.5-5 chilometri. La caccia si conclude quando le iene raggiungono il bersaglio, afferrandolo per gli arti posteriori, i fianchi o la coda, per poi sventrarlo.[8]

Contrariamente ad altri predatori sociali come i licaoni, che dividono la carcassa amichevolmente, le iene macchiate competono fra di loro per consumare il più possibile della carcassa. Una iena macchiata può consumare ⅓ del suo peso corporeo in un solo pasto, e un branco di 20 iene può completamente consumare una zebra adulta in un quarto d'ora.[8]

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Iena macchiata che trasporta lo scheletro d'uno gnu

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

La iena macchiata abita i semi-deserti, le savane, le boscaglie aperte e le foreste montane a 4.000 metri d'altitudine. Si trova solo raramente presso le foreste pluviali e le zone costiere. Nel deserto del Namib, si trova presso i fiumi stagionali, il pro-Namib subdesertico e la platea dell'entroterra. In ambienti ideali, le popolazioni di iena macchiata superano quelli degli altri carnivori grandi, inclusi le altre specie di iene. La iena bruna e striata però tendono a prosperare meglio nei deserti della specie macchiata.[6]

Dieta[modifica | modifica wikitesto]

La iena macchiata è il membro più carnivoro della sua famiglia, raramente nutrendosi di frutti o vegetali.[8] Si ciba soprattutto di ungulati, inclusi le antilopi di qualsiasi taglia, i bufali neri, e altri erbivori come le zebre, i facoceri, ed esemplari giovani di giraffa, ippopotamo e rinoceronte. Non è, però, schizzinosa, e si ciberà di qualsiasi animale disponibile, inclusi molteplici specie di mammifero, uccello, pesce e rettile. Non disdegna neppure le carogne o rifiuti umani.[6] In contrasto a molti altri mammiferi carnivori, che consumano solo il 60% d'una carcassa, la iena macchiata è una consumatrice molto efficiente, capace di stritolare e digerire le ossa più grandi, scartando solo le corna, gli zoccoli e i contenuti dello stomaco. Qualsiasi materia inorganica viene espulsa con le feci, che consistono di una polvere bianca ricoperta di peli.[8][31]

Nemici e concorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Iena macchiata dietro un leone maschio subadulto

Leoni[modifica | modifica wikitesto]

Sia le iene macchiate che i leoni si cibano delle stesse prede, con una sovrapposizione alimentare di circa 58-68%, mettendoli così in diretta concorrenza.[32] I leoni tipicamente ignorano le iene, tranne quando stanno mangiando o vengono provocati, sebbene in certi luoghi, come il cratere del Ngorongoro, i leoni non esitano a seguire le iene per sottrarle le prede. In certi casi, le iene possono essere abbastanza audaci da mangiare accanto ai leoni o perfino cercare di allontanarli da una carcassa.[33] Le iene solitamente hanno la meglio sui leoni durante le dispute per le carcasse se li superano di numero in rapporto 4:1 e se non sono presenti leoni maschi adulti.[34] I leoni comunque possono reagire aggressivamente verso le iene anche quando non c'è in gioco il cibo, e la predazione da parte dei leoni contro le iene è una delle principali fonti di mortalità per la specie. Nel parco nazionale d'Etosha, dove i clan sono più piccoli e i leoni superano di numero le iene, la predazione da parte dei leoni può ammontare a 71% della mortalità. Le iene macchiate si sono adattate a questa pressione attraverso comportamenti aggressivi contro i leoni, molestandoli se entrano i loro territori.[35]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Attaccata da un branco di licaoni.

Le iene macchiate spesso inseguono i licaoni per rubargli le prede, sebbene i licaoni reagiscono aggressivamente e possono avere la meglio sulle iene grazie alla loro abilità di agire in gruppo meglio di quest'ultime.[36] Sebbene i ghepardi e leopardi preferiscono nutrirsi di prede più piccole di quelle predilette dalle iene macchiate, quest'ultime gli rubano le prede se l'opportunità si presenta. I ghepardi solitamente non oppongono resistenza, mentre i leopardi possono reagire aggressivamente.[37] I canini piccoli, come gli sciacalli della gualdrappa e striati e i lupi africani, talvolta si nutrono delle carcasse accanto alle iene, sebbene vengono allontanati se si avvicinano troppo. Le iene sono state osservate a seguire i lupi e gli sciacalli durante la stagione del parto delle gazelle, siccome i primi sono più efficaci nel rintracciare i cuccioli di gazella neonati.[38]

Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Olfattiva e tattile[modifica | modifica wikitesto]

Cerimonia di saluto
  • Cerimonia di saluto: Solitamente iniziata da una iena sobbordinata a una compagna di rango superiore, preceduta con segni di sottomissione come l'annusamento della faccia, l'agitazione della coda e l'abbassamento del posteriore. Una volta conclusi i preliminari, le iene si annusano i genitali a vicenda.[8]
  • Marcatura: Le iene macchiate usano le loro ghiandole odorifere per depositare fluidi sugli steli d'erba. Questo comportamento viene accompagnato da vocalizzi e posture aggressive, indicando una funzione territoriale. Nel Ngorongoro, la marcatura viene fatta lungo le frontiere territoriali, mentre nel Kalahari meridionale, dove i territori sono troppo vasti per pattugliare, la marcatura avviene in qualsiasi luogo entro il territorio.[8]
  • Zampettare: La iena macchiata a volte gratterà il terreno dopo la defecazione o la marcatura territoriale, tipicamente fatto da iene in presenza di leoni o iene ostili, o dalle femmine che allontanano i maschi.[8]
  • Defecazione sociale: La iena macchiata defeca in latrine situate nelle frontiere territoriali. Urina talvolta mentre riposa, così permeando i fianchi, che vengono annusati dalle altre iene durante gli incontri.[8]
  • Toilettatura: Le madri e i cuccioli spesso si leccano o si rosicchiano la pelliccia, ma gli adulti raramente lo fanno tra di loro.[8]

Vocale[modifica | modifica wikitesto]

Grido
Risata
Grugnito

La iena macchiata è uno degli animali africani più rumorosi, con almeno 11 versi diversi. Similmente al leone, la iena macchiata utilizza richiami di distanza per stabilire e mantenere distanza, e una varietà di altri segnali vocali per la comunicazione ravvicinata.[8]

  • Grido (ingl. whoop): Richiamo caratteristico a lunga distanza, ripetuto fino a 15 volte e audibile a fino 5 chilometri, solitamente vocalizzato in cammino con la testa abbassata e la bocca aperta.[8]
  • Grido veloce (ingl. fast whoop): Simile al primo, ma accelerato e più acuto, solitamente emesso durante uno scontro con leoni o altre iene.[8]
  • Muggito (ingl. low): Suono baritono solitamente emesso durante l'attesa per una carcassa, indicando impazienza o intenzioni aggressive.[8]
  • Risata (ingl. giggle): Suono acuto che indica ansia o paura.[8]
  • Urlo (ingl. yell): Il suono più forte, cominciando come uno strillo per poi tramutarsi in ruggito, emesso da iene che si difendono.[8]
  • Ringhio (ingl. growl): Rombo baritono e vibrante emesso mentre accovacciato, indicando l'intenzione di mordere.[8]
  • Ringhio sferragliante (ingl. rattling-growl): Grugnito pacato di allarme o di minaccia, emesso da iene soprese. Una variante più forte viene vocalizzata negli incontri con i leoni o altre iene.[8]
  • Grugnito (ingl. grunt): Ringhio baritono a bocca chiusa, emesso come minaccia.[8]
  • Gemito 1 (ingl. groan): Simile al grugnito, ma più acuto, emesso durante le interazioni amichevoli.[8]
  • Gemito 2 (ingl. whine): Stridolo acuto emesso dai cuccioli durante lo svezzamento.[8]
  • Squillo (ingl. soft squeal): Suono acuto e pacato per indicare sottomissione.[8]

Areale[modifica | modifica wikitesto]

La iena macchiata era storicamente comune nell'Africa subsahariana, sebbene oggi il suo areale è frammentato in molteplici zone, soprattutto nell'Africa occidentale, dove le sue popolazioni si concentrano in aree protette e i loro dintorni. Una distribuzione continua ingloba gran parte d'Etiopia, Kenya, Tanzania, Botswana, Namibia e le zone lowveld del Transvaal di Sudafrica.[39]

La tabella è basata in gran parte sul piano d'azione per la conservazione delle iene pubblicata dal ramo dell'IUCN dedicato alla preservazione delle iene nel 1998 se non altrimenti indicato:

Relazioni coll'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Conflitti[modifica | modifica wikitesto]

Come molti mammiferi carnivori, la iena macchiata è tipicamente timida alla presenza degli umani, ma può mostrare comportamenti audaci durante la notte.[42] La iena macchiata può talvolta cibarsi dell'uomo, e molte tribù africane tradizionalmente lasciano i loro defunti nella savana cosicché le iene li consumino. È stata inoltre segnalata ad attaccare umani viventi. Il caso più ben documentato accadde presso Mulanje nel Malawi negli anni cinquanta, in cui 27 persone furono uccise lungo un periodo di cinque anni, con la maggior parte delle vittime consistendo di bambini che dormivano fuori di notte.[43] Le aggressioni generalmente succedono di sera o di notte contro persone isolate, che vengono attaccate soprattutto alla faccia.[44]

La specie può anche porre una minaccia al bestiame, tra cui i bovini, le pecore e le capre sono le più attaccate. Le segnalazioni di predazione da parte delle iene spesso però non vengono provate, e le iene osservate a nutrirsi di capi morti di cause naturali possono essere incolpate dell'uccisione. Il numero di attacchi in una data zona può dipendere dalla disponibilità di prede selvatiche e di altre fonti di cibo organico, come l'immondizia umana. I casi di predazione tendono a essere bassi in aree dove il bestiame viene confinato entro recinti di rovi e dove ci sono cani da guardia. Uno studio svolto nel Kenya settentrionale rivelò infatti che il 90% dei casi di predazione da parte delle iene avvenne in zone dove non venivano utilizzati i recinti di rovi.[6]

Nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

In Africa[modifica | modifica wikitesto]

Iena macchiata nutrita in Harar, Etiopia

In Africa, la iena macchiata viene solitamente rappresentata come un animale anormale ed ambivalente, considerata astuta, brutale e pericolosa. Viene anche considerata una personificazione della forza fisica, l'eccesso, la bruttezza, la stupidità e la sacralità. La specie varia nelle sue rappresentazioni folkloristiche e mitologiche, in base del gruppo etnico da cui hanno origine. È spesso difficile determinare se le iene nei racconti tradizionali siano specificamente la iena macchiata, particolarmente nell'Africa occidentale, dove la iena macchiata ha spesso lo stesso nome della iena striata. In tali storie, la iena è simbolica dell'immoralità, l'inversione delle convenzioni, ed altri tratti negativi.[45]

La iena macchiata è collegata con l'origine della morte in certi racconti dell'Africa orientale, in particolare quelli dei gogo e dei meru. I primi raccontano che la iena impedisce all'umanità di ottenere l'immortalità per così continuare a nutrirsi di cadaveri, mentre gli ultimi narrano di come la iena impedisce alla talpa di informare l'umanità del segreto della vita eterna. La mitologia dei madi e degli nuer collegano la iena macchiata alla separazione tra la terra e il cielo; secondo i loro racconti, l'umanità manteneva contatto con il creatore attraverso una corda di cuoio che legava il mondo terreno col paradiso, che la iena affamata successivamente spezzò a morsi.[46]

La specie svolge un ruolo importante nei rituali di certe culture. Nello spettacolo Gẹlẹdẹ degli Yoruba, una maschera di iena viene indossata all'alba per segnare la fine della cerimonia èfè, siccome la iena finisce gli scarti degli altri carnivori e, perciò, rappresenta la conclusione di ogni cosa. Nella setta di Korè fra i bambara di Mali, la iena viene considerata una personificazione dell'ambivalenza sessuale, e una maschera di iena viene indossata dai neofiti per trasformarli in esseri morali completi, integrando i loro principi maschili col femminile.[45]

Nell'Occidente[modifica | modifica wikitesto]

Iena necrofaga rappresentata nel Bestiario di Aberdeen

Le idee popolari sulla specie hanno origine da Historia Animalium di Aristotele, che lo descrisse come un animale codardo, necrofago e potenzialmente pericoloso. Descrisse inoltre come potesse emettere suoni ruttanti per attirare i cani. In De Generatione Animalium, Aristotele criticò la credenza diffusa che la specie fosse ermafrodita, sebbene le sue descrizioni sono più affini alla iena striata, che non dimostra i genitali anomali della macchiata. La rappresentazione della iena macchiata aristotelica fu elaborata da Plinio il Vecchio, con l'aggiunta del dettaglio che potesse imitare le voci umane.[11]

Le iene de Il re leone

L'idea che la iena macchiata fosse ermafrodita fu rivitalizzata nel Fisiologo, il cui autore lo descrive come un animale con "due nature, cioè ora è maschio ora è femmina, perciò è un animale immondo". Lo paragona inoltre, spregiativamente, ai figli di Israele che si abbandonarono all'idolatria e all'edonismo. Gli autori dei bestiari medievali seguirono l'esempio del Fisiologo, ma con più enfasi sulle abitudini necrofaghe dell'animale. I bestiari quasi invariabilmente contengono illustrazioni, basate sulle descrizioni di Aristotele e di Plinio, che mostrano la iena nutrendosi di cadaveri. Le creature rappresentate, però, non mostrano né macchie né altri segni sulla pelliccia, così rendendo improbabile che gli artisti ne avessero mai visto un esemplare dal vivo.[11]

Nei quindicesimi e sedicesimi secoli, i viaggiatori in Africa fornirono ulteriori descrizioni della specie. Leone l'Africano ripeté alcune vecchie dicerie sulle iene, ma aggiungendo che disponevano di arti posteriori simili a quelli umani. Nel 1551, Conrad Gesner rifiutò l'idea dell'ermafroditismo nelle iene, e teorizzò che ebbe origine da confusione con un pesce androgeno con lo stesso nome. Thomas Browne anch'esso argomentò contro l'ermafroditismo delle iene, dichiarando che tale tratto sarebbe contrario alla "legge del coito".[11]

Gli scienziati del diciottesimo e diciannovesimo secolo scartarono definitivamente le storie d'ermafroditismo e riconobbero le differenze tra la iena macchiata e striata. Continuarono però a concentrarsi sulle abitudini necrofaghe della specie, la sua capacità di desacrare le tombe, e la sua presunta codardia. Nel ventesimo secolo, gli stereotipi africani ed occidentali della iena macchiata conversero nella cultura popolare; nelle Verdi colline d'Africa di Ernest Hemingway e nel lungometraggio Disney Il re leone, le caratteristiche di ghiottoneria e stupidità comica comune nelle rappresentazioni africane vennero aggiunte ai tratti di bruttezza e codardia popolari nelle rappresentazioni occidentali.[11]

Dopo la distribuzione de Il re leone, i biologi delle iene protestarono contro la rappresentazione dell'animale: un ricercatore citò in giudizio gli studi Disney per diffamazione,[47] e un altro - che aveva organizzato la visita degli animatori presso la Field Station per la ricerca comportamentale dell'Università della California, dove avrebbero osservato e disegnato iene in cattività[11] - considerò il boicottaggio de Il re leone come un modo per aiutare a preservare le iene in natura.[48] Oltre perpetuare i vecchi stereotipi della specie, certi critici incolparono il film d'aver modellato le iene a immagini stereotipate razziste degli afroamericani e dei latinoamericani, e di averle paragonate a nazisti, mostrandole marciando a passo dell'oca in una scena chiaramente basata su Il trionfo della volontà.[49] Nella serie spin-off, The Lion Guard, la consulente scientifica per la serie decise di introdurre un personaggio iena eroico per dimostrare che non tutte le iene sono cattive e che anch'esse svolgono un ruolo importante nell'ecosistema.[50]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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