Lucy (australopiteco)

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Replica dello scheletro di "Lucy"

Lucy è il nome con cui viene comunemente identificato il reperto A.L. 288-1, consistente in centinaia di frammenti di ossa fossili scoperti nel 1974 in Etiopia, che rappresentano il 40% dello scheletro di un esemplare femmina di Australopithecus afarensis. In Etiopia il reperto è anche conosciuto come Dinqinesh, che in lingua amarica significa "sei meravigliosa".

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'esemplare Lucy è un "early australopithecine" ed è datato a circa 3,2 milioni di anni fa. Lo scheletro presenta un cranio di piccole dimensioni simile a quello delle scimmie non ominidi, più tracce di una postura che era bipede e retta, simile a quella degli umani (e altri ominidi); questa combinazione ha fornito argomenti alla teoria dell'evoluzione umana secondo cui la postura bipede precedette l'aumento delle dimensioni del cervello.[1][2]

Lucy è stata chiamata così dalla canzone Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles, le cui note risuonavano forti e ripetutamente nel campo di spedizione tutte le sere dopo il primo giorno di lavoro del gruppo di scavo sul luogo della scoperta. In seguito all'annuncio pubblico del ritrovamento Lucy attirò moltissimo l'interesse del pubblico, divenendo al tempo quasi un nome familiare.

A partire dal 2007 lo scheletro fossile e i reperti ad esso associati furono esposti pubblicamente in una mostra itinerante negli Stati Uniti protrattasi per 6 anni; la mostra si chiamava L'eredità di Lucy: i tesori nascosti dell'Etiopia. Lucy divenne famosa negli Stati Uniti e in tutto il mondo, e fu riportata in Etiopia nel 2013.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Veduta laterale di una riproduzione di Lucy

Lucy fu scoperta nel 1974 nei pressi del villaggio Hadar nella valle dell'Auasc del Triangolo di Afar in Etiopia dal paleoantropologo Donald Johanson.[3][4]

Il geologo e paleoantropologo francese Maurice Taieb scoprì la Formazione Hadar per la paleoantropologia nel 1972 nell'Afar Triangle in Ethiopia; riconobbe il suo potenziale come probabile deposito di fossili e manufatti di origine umana. Taieb formò l'International Afar Research Expedition (IARE) e invitò tre eminenti scienziati internazionali a condurre spedizioni di ricerca nella regione. Si trattava di: Donald Johanson, un paleoantropologo americano e curatore al Cleveland Museum of Natural History, che successivamente fondò l'Institute of Human Origins, ora parte dell'Arizona State University; Mary Leakey, la famosa paleoantropologa britannica; e Yves Coppens, un paleoantropologo francese ora al Collège de France. In breve fu organizzata una spedizione con la partecipazione di quattro americani e sette francesi; nell'autunno del 1973 il gruppo cominciò a esplorare i siti attorno a Hadar alla ricerca di tracce collegate alle origini degli uomini.[5]

Nel novembre 1973, all'approssimarsi della fine della stagione del primo campo, Johanson notò un fossile della parte superiore di una tibia, che era stata leggermente intaccata nella parte davanti. Vicino a questa fu ritrovata la parte inferiore di un femore, e quando li fece combaciare, l'angolo dell'articolazione del ginocchio dimostrò chiaramente che questo fossile, etichettato come AL 129-1, era un ominide dalla postura eretta. Questo fossile fu successivamente datato a più di tre milioni di anni fa — molto più vecchio di altri fossili di ominidi noti a quel tempo. Il sito si trova a circa 2,5 km dal sito dove "Lucy" fu trovata in seguito, in uno strato di roccia 60 m più profondo di quello in cui furono trovati i frammenti di Lucy .[6][7]

Il gruppo di lavoro ritornò per la stagione del secondo campo l'anno successivo e trovò mandibole di ominidi. Successivamente, la mattina del 24 novembre 1974, vicino al fiume Auasc, Johanson abbandonò il progetto di aggiornare i propri rilevamenti e raggiunse lo studente Tom Gray allo scopo di dedicarsi alla ricerca di ossa fossili.[8]

Il fossile originario di Lucy è conservato al Museo Nazionale d'Etiopia, ad Addis-Abeba, dove se ne può vedere una replica. Altre repliche sono esposte in altri musei, come quella al primo piano della Galleria di Paleontologia e di Anatomia Comparata, al Jardin des Plantes a Parigi.

Nel 2015 analizzando le ossa, venne scoperto che una delle vertebre che compone lo scheletro di Lucy, apparterrebbe in realtà a un babbuino gelada (Theropithecus gelada). Resta il mistero, perché non risulta che nel 1974 sul luogo del ritrovamento avvenuto nella regione di Hadar fossero state trovate anche ossa di babbuino. Ulteriori accertamenti sono in corso.[1]

Conseguenze scientifiche[modifica | modifica wikitesto]

Con la scoperta di Lucy, lo scheletro della Rift Valley (Africa) che è datato di 3,2 milioni di anni, si è avuta la prova che l'evoluzione dell'uomo è culminata con l’uomo sapiens: la sua biologia e antropologia fisica è uguale per tutto il pianeta esclusi piccoli caratteri secondari, per cui l'utilizzo del termine razza per gli umani è scientificamente erroneo.

La comunità umana è praticamente identica, dal punto di vista antropologico-fisico, su tutta la terra. Questo dato era contestato prima del '900 per mancanza di prove scientifiche a favore; oggi si basa su Lucy e su pochi ma rilevanti dati anteriori alla sua scoperta: un Adapide di 47 milioni di anni scoperto nella Cava di Messel (Germania) provava già che c'è stata una evoluzione che ha portato questi animali verso gli Ominidi e da questi ai Primati, ramo degli esseri a cui noi apparteniamo.

La decodificazione del DNA (anno 2000) ha poi permesso di capire che la vita sul nostro pianeta ha la stessa origine. Le forme diverse con cui si manifesta non escludono questa matrice unitaria. Le varie sequenze del genoma umano hanno permesso di comprendere meglio il funzionamento del corpo umano e delle sue fragilità nella natura in cui è inserito. La medicina, da tutto questo, ha ricavato e sviluppato diagnosi e cure valide per tutto il genere umano che, per la loro stessa natura, sono lo strumento più utile per combattere le epidemie e le pandemie che tuttora colpiscono il pianeta.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucy appare nel film Lucy di Luc Besson con protagonista Scarlett Johansson, in una scena in cui l'ominide è ricostruita in CGI.
  • Lucy è la protagonista del fumetto Lucy - L'espoir scritto da Patrick Norbert e disegnato da Tanino Liberatore con la consulenza scientifica del paleoantropologo francese Yves Coppens il quale ha anche curato per il volume una nota storica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hadar entry in Encyclopædia (2008).
  2. ^ (EN) Stephen Tomkins, The Origins of Humankind, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-46676-8.
  3. ^ (EN) Donald C. Johanson e Kate Wong, Lucy's Legacy: The Quest for Human Origins, Crown Publishing Group, 2010, pp. 8-9, ISBN 978-0-307-39640-2.
  4. ^ (EN) Institute of Human Origins: Lucy's Story, su iho.asu.edu. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  5. ^ (EN) Johanson 1981, pp. 154–158
  6. ^ (EN) "Letter from Donald Johanson, August 8, 1989", Lucy's Knee Joint, Talk Origins
  7. ^ (EN) Johanson 1981, pp. 159–163
  8. ^ (EN) Dr. Donald Johanson e Kate Wong, Lucy's Legacy: The Quest for Human Origins, Crown/Archetype, 3 marzo 2009, pp. 4–9, ISBN 978-0-307-45168-2.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucy su Testi&Trattati