Avvoltoio

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Avvoltoi
Old & New World vultures.jpg
Un grifone africano, un avvoltoio del Vecchio Mondo, e un urubù, un avvoltoio del Nuovo Mondo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Accipitriformes
Famiglie e Sottofamiglie

Avvoltoio (anticamente Avoltoio[1] o Avoltore[2]) è il nome comune con cui si indicano uccelli rapaci che si nutrono primariamente di carogne. Esistono 23 specie di avvoltoio in tutto il mondo che si dividono in avvoltoi del Vecchio Mondo (grifoni e gipeti) e avvoltoi del Nuovo Mondo (condor).[3] Gli avvoltoi del Vecchio Mondo comprendono 16 specie viventi originarie dell'Europa, dell'Africa e dell'Asia; Gli avvoltoi del Nuovo Mondo sono limitati al Nord e al Sud America e sono costituiti da 7 specie viventi, tutte appartenenti alla famiglia Cathartidae.[3][4] Caratteristica distintiva di quasi tutti gli avvoltoio è la testa calva e priva di piume. L'assenza di piume sul capo aiuta l'animale a mantenere la testa pulita mentre di nutre di carcasse e svolge anche un ruolo importante nella termoregolazione.[5]

Nonostante la loro cattiva reputazione di essere uccelli sporchi, gli avvoltoi sono uccelli puliti e svolgono un ruolo fondamentale in quanto spazzini. È stato osservato come quando esposti al freddo gli avvoltoi incurvino il collo e rimbocchino la testa nel piumino che gli circonda il collo, mentre se fa troppo caldo aprono le ali e allungano il collo per disperdere il calore. Urinano anche sulle proprie zampe per rinfrescarle e per sterilizzarle da eventuali batteri.[6]

Un gruppo di avvoltoi in volo viene chiamato kettle, mentre il termine committee (comitato) si riferisce ad un gruppo di avvoltoi che riposano a terra o sugli alberi. Un gruppo di avvoltoi che si nutre è chiamato wake (veglia).[7]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene gli avvoltoi del Nuovo Mondo e gli avvoltoi del Vecchio Mondo condividano diverse somiglianze, non sono strettamente imparentati tra di loro, e le varie caratteristiche che hanno in comune sono il frutto di un'evoluzione convergente.[8]

I primi naturalisti collocarono tutti gli avvoltoi sotto un unico gruppo biologico. Carl Linneus assegnò sia gli avvoltoi del Vecchio Mondo che gli avvoltoi del Nuovo Mondo in un unico genere, Vultur, includendo anche l'arpia. Presto gli anatomisti divisero gli avvoltoi del Vecchio e da quelli del Nuovo Mondo, con gli avvoltoi del Nuovo Mondo collocati in un nuovo sottordine, Cathartae, in seguito ribattezzato Cathartidae secondo le Regole della Nomenclatura (dal greco: carthartes, che significa "purificatore")[9] dall'ornitologo francese Frédéric de Lafresnaye.[10] Il sottordine venne in seguito riconosciuto come una famiglia.

Alla fine del XX secolo alcuni ornitologi sostenevano che gli avvoltoi del Nuovo Mondo fossero più strettamente imparentati con le cicogne sulla base dei dati cariotipici[11], morfologici,[12] e comportamentali.[13] Così alcune autorità li collocarono nella famiglia Ciconiiformes con cicogne ed aironi; Sibley e Monroe (1990) li consideravano addirittura una sottofamiglia delle cicogne. Tale classificazione è stata criticata,[14][15] e un primo studio sulla sequenza del DNA[16] si è basato su dati errati e successivamente venne ritirato.[17][18][19] Ci fu quindi un tentativo di elevare gli avvoltoi del Nuovo Mondo al rango di un ordine indipendente, i Catartiformes non strettamente associati né agli uccelli rapaci né alle cicogne e agli aironi.[20]

Avvoltoi del Vecchio Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Grifone eurasiatico, Gyps fulvus
Avvoltoio orecchiuto, Torgos tracheliotus
Avvoltoio barbuto, Gypaetus barbatus

Gli avvoltoi del Vecchio Mondo si trovano in Africa, Asia ed Europa e appartengono alla famiglia degli Accipitridae, che comprende anche aquile, nibbi e poiane. Gli avvoltoi del Vecchio Mondo trovano le carcasse esclusivamente grazie alla vista.

Le 16 specie e i 9 generi sono:

Avvoltoi del Nuovo Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Avvoltoio collorosso, Cathartes aura
Condor della California, Gymnogyps californianus

Gli avvoltoi e i condor del Nuovo Mondo si trovano nelle zone calde e temperate delle Americhe e non sono strettamente imparentati con i simili Accipitridae, ma appartengono alla famiglia Cathartidae, che un tempo era considerata parte dell'ordine delle cicogne. Tuttavia, recenti prove del DNA suggeriscono che dovrebbero essere inclusi tra gli Accipitriformes, insieme ad altri rapaci. Tuttavia, non sono strettamente imparentati con gli altri avvoltoi. Diverse specie hanno un eccellente senso dell'olfatto, insolito per un rapace, con cui sono in grado di individuare animali morti da grandi altezze, fino a un miglio di distanza.

Le sette specie sono:

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Un gruppo di grifoni eurasiatici mentre si nutrono della carcassa di un cervo nobile, in Spagna

Gli avvoltoi sono uccelli saprofagi ("spazzini"), che si nutrono principalmente di carcasse di animali morti. Al di fuori degli oceani, gli avvoltoi sono gli unici spazzini obbligati conosciuti.[21] Raramente attaccano animali vivi e/o sani, ma talvolta possono cacciare animali di piccola taglia o attaccare animali feriti o malati. Quando una carcassa ha una pelle troppo spessa perché il loro becco possa aprirla, aspettano pazientemente che un altro spazzino più grande la apra per loro.[22] Interi stormi sono stati avvistati anche sui campi di battaglia. Le carogne sono una risorsa rara in natura, pertanto, quando mangiano gli avvoltoi si rimpinzano finche il loro gozzo non è pieno. Quando sono pieni talvolta faticano a prendere il volo e per questo preferiscono rimanere a terra assonnati o mezzi intorpiditi, per digerire il cibo. Questi uccelli non portano il cibo ai loro piccoli con gli artigli, ma lo rigurgitano dal gozzo. L'avvoltoio barbuto, che vive sulle montagne, è l'unico vertebrato specializzato nel nutrirsi quasi esclusivamente di ossa.[23] Anche i pulcini si nutrono di ossa, che gli vengono portate dai genitori, integrando anche prede vive.

Gli avvoltoi sono una parte fondamentale della catena alimentare in quanto spazzini, specialmente nelle regioni calde. L'acido dello stomaco degli avvoltoi è eccezionalmente corrosivo (pH=1,0[23]), consentendo loro di digerire in modo sicuro carcasse putride e infette da tossine botuliniche, batteri del colera suino e batteri dell'antrace che sarebbero letali per altri spazzini[24], rimuovendo nel contempo questi batteri dall'ambiente senza rimanere infetti. Gli avvoltoi del Nuovo Mondo spesso rigurgitano il cibo quando vengono minacciati o avvicinati. Contrariamente ad alcuni resoconti, non "proiettano vomito" contro chi li sta attaccando in difesa, ma per alleggerire il carico dello stomaco per facilitare il decollo. Il residuo del pasto vomitato può distrarre un predatore, permettendo all'uccello di fuggire.[25]

Gli avvoltoi del Nuovo Mondo si urinano sulle gambe sia come mezzo di igiene che per la termoregolazione; l'acido urico uccide i batteri accumulati camminando sulle carcasse e agisce anche come raffreddamento evaporativo.[26]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Dai primi anni '90 la popolazione degli avvoltoi dell'Asia meridionale, principalmente in India e Nepal, è diminuita drasticamente fino al 90%.[27] È stato riscontrato che questo calo è stato causato da residui del farmaco veterinario Diclofenac nelle carcasse di animali, letale per questi uccelli.[28] Il governo indiano ha preso atto di ciò e ha vietato l'uso del farmaco sugli animali domestici.[29] Tuttavia, gli avvoltoi si riproducono lentamente e potrebbero volerci decenni prima che questi uccelli ritornino al precedente livello di popolazione, se mai lo faranno: senza avvoltoi a ripulire i cadaveri, i cani randagi che trasportano la rabbia si sono moltiplicati, nutrendosi delle carogne, e pratiche secolari come le sepolture celesti dei Parsi divengono sempre più rare, riducendo in modo permanente l'offerta di cadaveri.[30] Lo stesso problema si riscontra anche in Nepal, dove il governo ha adottato alcune misure tardive per conservare gli avvoltoi rimasti. Allo stesso modo, in Africa centrale sono stati adottati vari sforzi per conservare gli avvoltoi rimasti e riportare il loro numero a livelli accettabili. Ciò è in gran parte dovuto al commercio della bushmeat, ossia la carne degli animali selvatici, e "si stima che venga scambiato > 1 miliardo di kg [2,2 miliardi di libbre] di carne di animali selvatici" e gli avvoltoi rappresentano gran parte di questa carne per via dell'alta richiesta della loro carne nel mercato dei feticci.[31] Il calo di popolazioni in Africa è anche dovuto all'avvelenamento intenzionale o accidentale, come evidenziato uno studio che ha dimostrato che i veleni usati dagli allevatori per tenere lontani predatori come leoni e iene siano la causa del 61% delle morti di avvoltoi registrate.[32]

La popolazione di avvoltoi è minacciata in tutta l'Africa e l'Eurasia. Ci sono molte attività antropogeniche che minacciano gli avvoltoi come l'avvelenamento e l'alta mortalità per collisione contro le pale eoliche o contro i fili dell'alta tensioni.[33]

Un recente studio del 2016, ha riferito che "delle 22 specie di avvoltoio, nove sono in pericolo critico di estinzione, tre sono in pericolo, quattro sono prossime alla minaccia e sei sono a rischio minimo".[34]

Lo stato di conservazione degli avvoltoi è di particolare interesse per l'uomo. Ad esempio, il declino delle popolazioni di avvoltoi può portare a una maggiore trasmissione di malattie e danni alle risorse, attraverso un aumento delle popolazioni di vettori di malattie e popolazioni di animali infestanti che puliscono le carcasse in modo opportunistico, come cani randagi o ratti. Gli avvoltoi controllano indirettamente questi parassiti e vettori di malattie attraverso la competizione per le carcasse.[35]

Il 20 giugno 2019, i cadaveri di 468 grifoni africani, 17 avvoltoi testabianca, 28 capovaccai pileati, 14 avvoltoi orecchiuti e 10 grifoni del Capo (complessivamente 537 avvoltoi), oltre a 2 aquile rapaci, sono stati ritrovati nel nord del Botswana. Si sospetta che questi uccelli siano morti dopo essersi nutriti dei cadaveri di 3 elefanti africani avvelenati dai bracconieri, probabilmente per evitare che gli uccelli rivelassero la loro posizione. Infatti, gli avvoltoi forniscono un ottimo servizio ai ranger dei parchi, poiché volando in cerchio sulle carcasse dei grandi animali segnalano la loro posizione ai ranger, aiutandoli a monitorare le attività di bracconaggio nella regione. La maggior parte di questi uccelli erano coppie con pulcini da sfamare, che senza genitori a prendersene cura sono stati lasciati a morire o "mal equipaggiati" per sopravvivere. Gli avvoltoi si riproducono lentamente, deponendo un singolo uovo a covata, e perdere oltre 400 individui in una sola settimana è un colpo devastante per la specie.[36][37][38][39]

Nel mito e nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nekhbet con il bastone e l'anello shen

Nell'arte dell'Antico Egitto, Nekhbet, una dea mitologica e patrono sia della città di Nekheb che dell'Alto Egitto[40] viene spesso raffigurata come un avvoltoio. Alan Gardiner ha identificato la specie utilizzata nell'iconografia divina come un grifone. Arielle P. Kozloff, tuttavia, sostiene che gli avvoltoi raffigurati nell'arte del Nuovo Regno, con i loro becchi dalla punta blu e la pelle flaccida, assomigliano di più all'avvoltoio orecchiuto. Molte Grandi Spose Reali indossavano corone raffiguranti avvoltoi - un simbolo di protezione dalla dea Nekhbet.[41]

Gli antichi egizi credevano che tutti gli avvoltoi fossero femmine e nascessero spontaneamente dalle uova senza l'intervento di un maschio, e quindi collegavano gli uccelli alla purezza e alla maternità, ma anche al ciclo eterno di morte e rinascita per la loro capacità di trasformare la "morte" di cui si nutrivano (cioè carogne e rifiuti) in vita.[42]

In epoca precolombiana, gli avvoltoi erano apprezzati come esseri straordinari e avevano un alto status iconografico. Gli avvoltoi compaiono in molti miti, leggende e favole mesoamericane, con molte civiltà separate come i Maya e gli Aztechi che hanno creato una serie di storie e leggende attorno agli avvoltoi. Molte storie mesoamericane descrivono gli avvoltoi in modo negativo, mentre altre contengono atteggiamenti più positivi.[43]

In alcune regioni della Cina, dell'India, della Mongolia e del Bhutan, dove si trovano le culture buddiste Vajrayana, gli avvoltoi, soprattutto i grifoni, svolgono un ruolo significativo alla base del rito della sepoltura celeste praticata dai buddhisti tibetani e del rituale delle torri del silenzio, praticato dai Parsi dell'India.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://dizionari.repubblica.it/Italiano/A/avvoltoio.html
  2. ^ http://www.lessicografia.it/Controller?lemma=AVOLTOIO_e_AVOLTORE&rewrite=1
  3. ^ a b Dropping dead: causes and consequences of vulture population declines worldwide (PDF), su assets.peregrinefund.org, 2001.
  4. ^ Amadon, D., Notes on the taxonomy of vultures (PDF), in The Condor, vol. 79, n. 4, 1977, pp. 413–416, DOI:10.2307/1367720, JSTOR 1367720.
  5. ^ Ward, J., McCafferty, D.J., Houston, D.C. e Ruxton, G.D., Why do vultures have bald heads? The role of postural adjustment and bare skin areas in thermoregulation, in Journal of Thermal Biology, vol. 33, n. 3, 2008, pp. 168–173, DOI:10.1016/j.jtherbio.2008.01.002.
  6. ^ Z. Arad e M. H. Bernstein, Temperature Regulation in Turkey Vultures, in The Condor, vol. 90, n. 4, 1988, pp. 913–919, DOI:10.2307/1368848, JSTOR 1368848.
  7. ^ Hamilton, S.L., Sky Burials, in Galván, J. (a cura di), They Do What? A Cultural Encyclopedia of Extraordinary and Exotic Customs from around the World, Santa Barbara, California, ABC-CLIO, 2014, pp. 289, ISBN 978-1-61069-342-4.
  8. ^ Phillips (2000)
  9. ^ Brookes (2006)
  10. ^ Notes on the Taxonomy of Vultures The Condor Vol. 79, No. 4, 1977, pp. 413–416.
  11. ^ de Boer (1975)
  12. ^ Ligon (1967)
  13. ^ König (1982)
  14. ^ Griffiths (1994)
  15. ^ Fain & Houde (2004)
  16. ^ Avise (1994)
  17. ^ Brown (2009)
  18. ^ Cracraft et al. (2004)
  19. ^ Gibb et al. (2007)
  20. ^ Ericson et al. (2006)
  21. ^ Ruxton, G.D. & D.C. Houston. 2004. Obligate vertebrate scavengers must be large soaring fliers. J. Theor. Biol. 228: 431–436.
  22. ^ Fast Vulture Facts, su webvulture.com. URL consultato il 15 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2011).
  23. ^ a b E. R. Buechley e C. H. Sekercioglu, Vultures, in Current Biology, vol. 26, n. 13, 2016, pp. R560–R561, DOI:10.1016/j.cub.2016.01.052, PMID 27404248.
  24. ^ Jim Caryl, Re: How come that vultures can resist dangerous toxins when feeding on carcass, su madsci.org, MadSci Network, 7 settembre 2000. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  25. ^ Turkey Vulture Facts, su vulturesociety.homestead.com, Turkey Vulture Society. URL consultato il 1º dicembre 2012.
  26. ^ Cristen Conger, Why is it a bad idea to scare a vulture?, su animals.howstuffworks.com, HowStuffWorks, 13 ottobre 2008. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  27. ^ Prakash, V., Pain, D.J., Cunningham, A.A., Donald, P.F., Prakash, N., Verma, A., Gargi, R., Sivakumar, S. e Rahmani, A.R., Catastrophic collapse of Indian white-backedGyps bengalensis and long-billed Gyps indicus vulture populations (PDF), in Biological Conservation, vol. 109, n. 3, 2003, pp. 381–390, DOI:10.1016/S0006-3207(02)00164-7.
  28. ^ J. L. Oaks, Martin Gilbert, M. Z. Virani, R. T. Watson, C. U. Meteyer, B. A. Rideout, H. L. Shivaprasad, S. Ahmed, M. J. I. Chaudhry, M. Arshad, S. Mahmood, A. Ali e A. A. Khan, Diclofenac residues as the cause of vulture population decline in Pakistan, in Nature, vol. 427, n. 6975, 2004, pp. 630–633, Bibcode:2004Natur.427..630O, DOI:10.1038/nature02317, PMID 14745453.
  29. ^ V. Prakash, M. C. Bishwakarma, A. Chaudhary, R. Cuthbert, R. Dave, M. Kulkarni, S. Kumar, K. Paudel, S. Ranade, R. Shringarpure e R. E. Green, The Population Decline of Gyps Vultures in India and Nepal Has Slowed since Veterinary Use of Diclofenac was Banned, in PLOS One, vol. 7, n. 11, 2012, pp. e49118, Bibcode:2012PLoSO...749118P, DOI:10.1371/journal.pone.0049118, PMC 3492300, PMID 23145090.
  30. ^ T. van Dooren, Vultures and their People in India: Equity and Entanglement in a Time of Extinctions, in Australian Humanities Review, n. 50, 2011.
  31. ^ R. Buij, G. Nikolaus, D. Ogada, R. Whytock e D.J. Ingram, Trade of threatened vultures and other raptors for fetish and bushmeat in West and Central Africa, in Fauna & Flora International, vol. 50, n. 4, 2015, pp. 606–616, DOI:10.1017/S0030605315000514.
  32. ^ D. Ogada, P. Shaw, R. L. Beyers, R. Buij, C. Murn, J. M. Thiollay, C. M. Beale, R. M. Holdo e D. Pomeroy, Another Continental Vulture Crisis: Africa's Vultures Collapsing toward Extinction, in Conservation Letters, vol. 9, n. 2, 2016, pp. 89–97, DOI:10.1111/conl.12182, ISSN 1755-263X (WC · ACNP).
  33. ^ Santangeli, A., Girardello, M., Buechley, E., Botha, A., Minin, E. D. e Moilanen, A., Priority areas for conservation of Old World vultures, in Conservation Biology, vol. 33, n. 5, 2019, pp. 1056–1065, DOI:10.1111/cobi.13282, PMC 6849836, PMID 30645009.
  34. ^ E. R. Buechley e Ç. H. Şekercioğlu, The avian scavenger crisis: Looming extinctions, trophic cascades, and loss of critical ecosystem functions, in Biological Conservation, vol. 198, 2016, pp. 220–228, DOI:10.1016/j.biocon.2016.04.001.
  35. ^ C. J. O'Bryan, M. H. Holden e J. E. M. Watson, The mesoscavenger release hypothesis and implications for ecosystem and human well-being, in Ecology Letters, vol. 22, n. 9, 2019, pp. 1340–1348, DOI:10.1111/ele.13288, PMID 31131976.
  36. ^ Over 500 Rare Vultures Die After Eating Poisoned Elephants In Botswana, in Agence France-Press, NDTV, 21 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2019.
  37. ^ Ella Hurworth, More than 500 endangered vultures die after eating poisoned elephant carcasses, CNN, 24 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2019.
  38. ^ Meilan Solly, Poachers' Poison Kills 530 Endangered Vultures in Botswana, Smithsonian, 24 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2019.
  39. ^ Boris Ngounou, BOTSWANA: Over 500 vultures found dead after massive poisoning, Afrik21, 27 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2019.
  40. ^ Richard H. Wilkinson, The Complete Gods and Goddesses of Ancient Egypt., Thames & Hudson, 2003, pp. 213–214.
  41. ^ The Ancient Egyptian Goddess of Pregnancy, su classroom.synonym.com.
  42. ^ Life Egyptian Vulture, su lifegyptianvulture.it, 17 settembre 2018.
  43. ^ Elizabeth P. Benson, The Vulture: The Sky and the Earth.

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