Partito per la Libertà

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Partito per la Libertà
(NL) Partij voor de Vrijheid (PVV)
PVV-logo.svg
LeaderGeert Wilders
StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
Fondazione22 febbraio 2006
IdeologiaNazionalismo[1]
Populismo di destra[1][2][3]
Antislamismo[1][3]
Euroscetticismo[1][3]
Anti-immigrazione[1]
Liberalismo nazionale[1]
Sovranismo
Filo-sionismo
CollocazioneDestra[4][5]/Estrema destra
Gruppo parl. europeoID
Seggi Camera
20 / 150
 (2017)
Seggi Senato
0 / 75
 (2015)
Seggi Europarlamento
1 / 29
 (2019)
Iscritti1 (16 settembre 2020)
Colori               Tricolore olandese (blu cobalto, bianco, rosso)
Sito webwww.pvv.nl/

Il Partito per la Libertà (in olandese Partij voor de Vrijheid, PVV) è un partito politico olandese di destra nazionalista e populista.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 Geert Wilders abbandonò il proprio partito, i liberali del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, e diede vita ad un proprio gruppo parlamentare. Wilders non condivise la posizione filoeuropeista del VVD, oltre che la disponibilità dimostrata dal partito all'ingresso della Turchia in Europa.

Nel 2005 Wilders si impegnò per il NO al referendum confermativo della Costituzione Europea. La vittoria degli euroscettici diede ampio spazio ai movimenti e partiti non-allineati (PVV, socialisti ed animalisti).

Alle elezioni legislative del 2006 il neonato PVV raccolse il 5,89% dei voti, sottratti soprattutto al VVD (-3,3%) ed alla Lista Pim Fortuyn (-5,5%), ed elesse 9 seggi. Dalle elezioni uscì una netta vittoria dei partiti euroscettici, che avevano condotto la battaglia per il NO alla Costituzione Europea nel 2005.

Alle elezioni europee del 2009 dei Paesi Bassi ottiene il 16,97% dei consensi e risultando il secondo partito a livello nazionale, dopo l'Appello Cristiano Democratico.

Le elezioni legislative del 2010 segnarono un'ulteriore e forte crescita dei liberal-populisti del Partito per la Libertà che ottiene il 15,45% dei voti (+9,56%) e 24 seggi alla Camera. Il nuovo governo, di minoranza, viene formato da VVD e CDA, con l'appoggio esterno del PVV.

Il 21 aprile 2012 il PVV ritira il sostegno al governo di Mark Rutte, portando il paese ad elezioni anticipate.

Dalle elezioni legislative del 2012 il PVV esce nettamente ridimensionato, ottenendo il 10,08% dei voti espressi (-5,4%) e 15 seggi alla Camera. Nel 2017, nonostante i sondaggi prevedessero all'inizio una sua grande vittoria alle elezioni legislative, il partito ottiene il 13.06% dei voti (+2.98%) e 20 seggi (+5) alla Camera, pur riuscendo ad aumentare i consensi nazionali.

Le elezioni europee del 2019 rappresentano un clamoroso insuccesso per il partito di Wilders, scendendo al minimo storico (3,54%) e perdendo la propria rappresentanza a Strasburgo. La maggior parte delle perdite del PVV sono andate a beneficio di un nuovo soggetto politico di matrice nazionalista, il Forum per la Democrazia.

Il PVV si configura come un movimento di cittadini e una piattaforma elettorale. Non è un partito tradizionale con iscritti, non svolge congressi e non riceve finanziamenti pubblici ma solo da parte di privati.[6]

Nonostante Wilders si dichiari antifascista, filosemita e sionista, nel dicembre 2008, l'ottavo studio di Monitoraggio di Razzismo ed Estremismo condotto dalla Fondazione Anna Frank, che si occupa di razzismo e antisemitismo, e dall'Università di Leiden, hanno dichiarato che il partito può essere considerato di estrema destra, seppure con molti "se e ma".[7]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Legislative 2006 579.490 5,89
9 / 150
Europee 2009 772.746 16,97
4 / 25
Legislative 2010 1.454.493 15,45
24 / 150
Legislative 2012 950.263 10,08
15 / 150
Europee 2014 633.114 13,32
4 / 26
Legislative 2017 1.372.941 13,06
20 / 150
Europee 2019 194.178 3,54
0 / 26

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) Teun Pauwels, Populism in Western Europe: Comparing Belgium, Germany and The Netherlands, Routledge, 2014, pp. 117–118, ISBN 978-1-317-65391-2.
  2. ^ a b Parties and elections - Netherlands, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 16 luglio 2012.
  3. ^ a b c (EN) Marthe van der Wolf, Dutch Elections Overtaken by Populist, Anti-Establishment Parties, in Voice of America, 23 gennaio 2017. URL consultato l'8 febbraio 2017.
    «... populist Geert Wilders and his Freedom Party are leading the polls. His message is anti-establishment, anti-immigrant, anti-EU and anti-Islam».
  4. ^ Rita C-K Chin, After the Nazi racial state: difference and democracy in Germany and Europe, University of Michigan Press, 2009, p. 239.
  5. ^ Are Dutch voters really turning to populist Geert Wilders?
    'Dutch voters choose a new government in March 2017 and if the polls are right, the right-wing Freedom Party (PVV) of populist leader Geert Wilders is surging ahead of his rivals and is set to win 35 seats'.
    BBC NEWS. Author - Anna Holligan.
    Published 9 December 2016. Retrieved 10 December 2016.
  6. ^ CHI È Geert Wilders, il padre-padrone islamofobo del partito che non c'è (ma vince)
  7. ^ (NL) annefrank.org, 2008, http://www.annefrank.org/upload/Downloads/Monitor2008-8.pdf.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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