Geert Wilders

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Geert Wilders
Geert Wilders op Prinsjesdag 2014 (cropped).jpg

Membro del Parlamento dei Paesi Bassi
(Tweede Kamer)
Durata mandato 1998-attuale

Leader del Partito per la Libertà
In carica
Inizio mandato 2006

Dati generali
Partito politico Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (1998-2004)
Indipendente (2004-2006)
Partito per la Libertà (dal 2006)

Geert Wilders (Venlo, 6 settembre 1963) è un politico olandese, fondatore e leader del Partito per la Libertà (PVV).

Biografia e politica[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel Limburgo da una famiglia cattolica (padre olandese, madre indonesiana[1]), è poi diventato agnostico, ma considera cristiani ed ebrei come amici ed alleati.[2]

È stato membro del Tweede Kamer (Camera dei Deputati) dal 1998, prima per il Partito popolare per libertà e democrazia e dal 2006 per il PVV, il Partito per la Libertà, da lui fondato e di cui è il leader politico. Benché venga spesso definito "populista di destra", il suo modello, come riferito da lui stesso, non sono i partiti ultranazionalisti fondati da Jean-Marie Le Pen o da Jorg Haider, ma la linea politica di Margaret Thatcher, oltre che quella di Pim Fortuyn (anche se è intervenuto, invitato, ad un congresso della Lega Nord, partito vicino all'etnonazionalismo più che al liberalismo).[3]

Di formazione laica e liberale, si dichiara antifascista, antislamista, anticomunista e anti-totalitario[3]; ammira inoltre Theo van Gogh (regista assassinato da Mohammed Bouyeri, un estremista islamico), definisce Oriana Fallaci come il suo "idolo"[4] e ha collaborato per un certo periodo con l'ex musulmana attivista per i diritti delle donne Ayaan Hirsi Ali.[3]

In politica estera sostiene fortemente lo stato d'Israele e si considera un sionista ed un euroscettico, favorevole all'uscita dei Paesi Bassi dall'Euro.

Wilders è favorevole a limitare l'immigrazione solo dai paesi islamici e sostiene la libertà di espressione. Contrario all'islamizzazione, ha cercato di bandire il Corano dai Paesi Bassi giudicandolo in conflitto con le leggi del paese, paragonandolo al Mein Kampf di Hitler. Alcune sue affermazioni hanno dato origine a procedimenti giudiziari. Nel 2010 il partito di Wilders diventa il terzo partito olandese.[3] L'11 settembre 2010 ha tenuto anche un discorso politico a Ground Zero (New York).

In seguito decide di appoggiare una nuova coalizione di centrodestra capeggiata dal liberalconservatore Mark Rutte spuntando da quest'ultimo, in cambio del suo sostegno, importanti richieste tra cui la riduzione del numero degli immigrati e tagli alla spesa pubblica per 18 miliardi di euro, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile da 65 a 66 anni e altri temi (matrimoni gay, prostituzione legale, eutanasia, politica liberale in materia di stupefacenti); ha proposto anche di vietare il burqa e la macellazione islamica (giudicata crudele verso gli animali, come d'altronde, nei Paesi Bassi, esistono già limitazioni per la macellazione kosher ebraica), di espellere gli immigrati che delinquono, introdurre la detenzione amministrativa in stile israeliano contro i sospetti terroristi islamici e privare della cittadinanza gli immigrati di seconda generazione che compiono crimini in nome dell'Islam.[3] Nel suo programma anche un welfare centrato sui cittadini poveri e gli anziani, e il permesso ristretto di indossare hijab e chador (tipi di velo islamico che non coprono il volto) in alcuni luoghi pubblici, concesso solo alle donne che paghino per questo una tassa di 1000 euro annui e ottengano l'autorizzazione.

Il 21 aprile 2012 il Partito per la Libertà ritira il sostegno al governo di Rutte, portando il paese ad elezioni anticipate nel settembre dello stesso anno, dalle quali il PVV esce fortemente ridimensionato.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 Wilders viene condannato per insulto e incitamento alla discriminazione, a causa di un discorso contro i marocchini durante un comizio del 2014 e conseguenti cori xenofobi in risposta da parte di alcuni suoi sostenitori.[5] In precedenza (2011) era stato invece assolto per le sue affermazioni sul Corano e i musulmani, tra cui la sua volontà di proibire il libro, paragonando Islam e nazismo, e la frase in cui disse di volere "un'Olanda per Henk e Ingrid, non per Ahmed e Fatima". Queste frasi furono ritenute una dura e talvolta deprecabile espressione di dissenso, ma considerate legali.[6]

Il documentario Fitna[modifica | modifica wikitesto]

Ha realizzato anche un film, un cortometraggio di nome Fitna, il cui intento è denunciare il fondamentalismo islamico con l'intento di equipararlo all'islam moderato, in quanto secondo Wilders «un musulmano moderato non può essere un vero Musulmano».

Geert Wilders (2006)

In particolare, cita parti del Corano in cui, per esempio, si inneggia a «terrorizzare il nemico di Dio e vostro»[7] (Sura 8, versetto 60), discorsi di imam che incitano al massacro di ebrei e "infedeli", e mostra immagini di impiccagioni, decapitazioni e vittime di linciaggi e di attentati terroristici (eventi riconducibili al jihadismo). Il film è stato pubblicato il 27 marzo 2008 sul sito internet Liveleak. Il giorno seguente Liveleak ha rimosso il film dai suoi server per motivi di sicurezza. Il film è stato successivamente ripubblicato il 30 marzo 2008 e poi ritirato dal suo stesso autore per operare dei tagli. In particolare furono tagliate delle vignette antislamiche, ufficialmente per motivi di diritti d'autore.[3]

Il film è comunque reperibile in rete e visibile ad esempio su YouTube, in versione integrale e originale (quella caricata su Liveleak).

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 febbraio del 2009 gli viene assegnato il Premio Oriana Fallaci con la seguente motivazione: "per la sua attività politica, per il coraggio e la qualità artistica del film da lui prodotto, FITNA".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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