Anne Hidalgo

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Anne Hidalgo
Women4Climate - Anne Hidalgo (cropped).jpg

Sindaco di Parigi
In carica
Inizio mandato 5 aprile 2014
Predecessore Bertrand Delanoë

Vicesindaco di Parigi
Durata mandato 18 marzo 2001 –
5 aprile 2014
Vice di Bertrand Delanoë
Predecessore Jacques Dominati
Successore Bruno Julliard

Dati generali
Partito politico Partito Socialista
Università Università Lione 3 e Università di Parigi X Nanterre
Firma Firma di Anne Hidalgo

Ana María Hidalgo Aleu, coniugata de Germain e nota come Anne Hidalgo (San Fernando, 19 giugno 1959), è una politica spagnola naturalizzata francese, membro del Partito Socialista e sindaco di Parigi dal 5 aprile 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Anne Hidalgo è nata a San Fernando in Andalusia, crebbe in Francia, dove la sua famiglia emigrò per sfuggire dal franchismo. A quattordici anni cambiò il suo nome all'anagrafe nell'equivalente francese "Anne"[1]. Dopo aver trascorso l'adolescenza a Lione, si trasferì a Parigi e si sposò con un compagno di università con il quale ebbe due figli, Mathieu ed Elsa. Una volta conseguita la laurea in scienze sociali del lavoro e una specializzazione in diritto sindacale[2], la Hidalgo intraprese la professione di ispettore del lavoro[3].

Inizi della carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Iscrittasi al Partito Socialista, negli anni novanta cominciò a collaborare con il Ministero del Lavoro. Fu impiegata in tre diversi ruoli all'interno del governo Jospin: fra il 1997 e il 1998 fu consigliera del Ministro dell'Impiego e della Solidarietà Martine Aubry[2], poi per due anni fu assistente del Segretario di Stato ai Diritti delle Donne e alla Formazione professionale Nicole Péry e infine per altri due anni fu consigliere tecnico dell'allora Guardasigilli Marylise Lebranchu.

Candidature alle elezioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, in occasione delle elezioni municipali, la Hidalgo fu capolista del Partito Socialista per il quindicesimo arrondissement ed entrò nel Consiglio di Parigi. Nel giugno dell'anno seguente si candidò alle parlamentari per il dodicesimo arrondissement ma non riuscì ad essere eletta; stessa sorte ebbe nel 2007, quando si candidò per il tredicesimo arrondissement e venne sconfitta al secondo turno da Jean-François Lamour.

Vicesindaco di Parigi[modifica | modifica wikitesto]

Quando venne eletto sindaco della capitale, Bertrand Delanoë volle la Hidalgo come sua vice, sebbene la donna fosse un volto poco noto all'interno della scena politica. Nell'ottobre del 2002 Delanoë venne accoltellato da un mitomane e fu costretto ad una lunga degenza; in questo periodo la Hidalgo prese il controllo dell'Hôtel de Ville e diresse l'amministrazione cittadina fino al ritorno del primo cittadino[1]. Fidata collaboratrice di Delanoë, venne riconfermata anche durante il secondo mandato del sindaco.

Subito dopo essere divenuta vicesindaco, la Hidalgo aveva ottenuto l'assessorato alla Parità e alla Banca del Tempo; successivamente le venne affidata la delega all'urbanistica[2]. In queste vesti si occupò, fra l'altro, della riqualificazione di Les Halles e dei quartieri popolari[1].

Eletta sindaco nel 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, in seguito al ritiro di Delanoë, la Hidalgo si candidò alla carica di sindaco. In questa circostanza si trovò ad affrontare l'avversaria Nathalie Kosciusko-Morizet, esponente dell'UMP e ministro durante i governi Fillon II e III[4][5]; dopo il primo turno le due donne si sono scontrate al ballottaggio, dove la Hidalgo è riuscita a prevalere con il 54,5% delle preferenze, divenendo così la prima donna sindaco della capitale francese[6], ed è entrata in carica il 5 aprile 2014.

Secondo uno studio dell'iFRAP (Fondation pour la recherche sur les administrations et les politiques publiques), ha fatto indebitare la Città di Parigi di 2835 euro per abitante, pari a 5,7 miliardi euro.[senza fonte]

Anne Hidalgo (e la sua giunta), nel 2019 ha fatto rimuovere le antiche edicole e le storiche colonne Morris in stile haussmanniano che facevano parte del patrimonio urbano dal 1868. Celebrate perfino da Marcel Proust nella Ricerche.[senza fonte]

Non sostiene il progetto per iscrivere i tetti di Parigi al Patrimonio mondiale, perché sostiene di non voler "mettere la capitale sotto formalina".[senza fonte]

Rieletta sindaco nel 2020[modifica | modifica wikitesto]

Anne Hidalgo nel 2020

L'11 gennaio 2020, si è candidata per un secondo mandato con l'etichetta "Paris en commun".[7][8]. È sostenuta dal Partito Socialista, dal Partito Comunista Francese,[9], Place publique[10] così come da esponenti eletti dell'EELV (tipo Christophe Najdovski[11] o Célia Blauel[12]). La sua candidatura è sostenuta dal medico ed ex collaboratore di Charlie Hebdo, Patrick Pelloux,[13] e dalla giornalista Audrey Pulvar.[14]

Logo di «Paris en commun», utilizzato da Anne Hidalgo alle elezioni municipali del 2020

Criticata per la sua politica urbanistica, in particolare per aver privilegiato le piste ciclabili a scapito dell'auto, si propone di fare di Parigi una città "100% ciclabile", con lo sviluppo di nuovi tracciati, guadagnando più posti auto, e la creazione di nuovi collegamenti tra la capitale e altre città della Grande Parigi. Prevede anche la creazione di "foreste urbane", sul piazzale del municipio, la Gare de Lyon e dietro il teatro dell'opera Garnier e la creazione di due grandi parchi, nel quartiere di Bercy-Charenton e nel 15th arrondissement. Vuole pedonalizzare il centro di Parigi limitando il traffico nei primi quattro quartieri. Promette inoltre di rendere le mense biologiche al 100% e di sviluppare due grandi orti nei boschi di Vincennes e Boulogne. Vuole trasformare le porte di Parigi in piazze, a partire dalla Porte de la Chapelle, spesso chiamata “collina delle crepe” , per farne “un ingresso a Parigi degno di Place des Invalides”. Garantisce un aumento del budget per la pulizia della città da 500 milioni a un miliardo di euro all'anno. Inoltre, il sindaco uscente vuole aumentare la quota di alloggi sociali e intermedi al 25% (contro il 22,6% nel 2020) mantenendo il controllo degli affitti. Secondo lei, è auspicabile un referendum per definire le condizioni di utilizzo della piattaforma di affitto di appartamenti Airbnb, che accusa di privare i parigini di alloggi.

Al primo turno, che si svolge durante la pandemia del COVID-19 e che è segnato da un'astensione record, le liste che lei guida salgono in testa con il 29,3% in tutta la capitale, davanti a quelle di Rachida Dati (Les Republicains) e quelle di Agnès Buzyn (La Republique en Marche). Nel secondo round, slittato al 28 giugno a causa della pandemia, le sue liste hanno vinto con il 48,5% dei voti, davanti a quelle di Rachida Dati (34,3%) e Agnès Buzyn (13%). Massiccia, però, l'astensione (63,3% contro il 58% del resto del Paese).

Il 3 luglio 2020, è stata rieletta sindaco dal Consiglio di Parigi con 96 voti su 163. Decide quindi di circondarsi di 37 assistenti - contro 21 all'inizio del precedente mandato e 27 al termine - e tre vice delegati. Pur affermando che il budget dedicato rimarrà costante, la stampa osserva che il libro paga della sua nuova squadra nell'ambito di questo mandato sarà di 4,2 milioni di euro superiore a quello del suo primo mandato.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine del primo matrimonio, la Hidalgo intraprese una relazione con l'economista e politico socialista Jean-Marc Germain, con il quale si sposò ed ebbe un figlio di nome Arthur[1]. Nel 2012 alcuni utenti di Twitter diffusero una voce secondo la quale la figlia della Hidalgo sarebbe nata da una relazione clandestina della donna con François Hollande; destò molto clamore la reazione della Hidalgo che decise di citare in tribunale il social network[2].

Si dichiara atea e dal 2003 possiede la doppia cittadinanza, spagnola e francese[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Commendatore dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
Commendatore dell'Ordine della Stella Polare (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Stella Polare (Svezia)
Dama gran croce dell'Ordine al merito civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama gran croce dell'Ordine al merito civile (Spagna)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Parigi sono io, la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  2. ^ a b c d La socialista che ha denunciato Twitter si candida a sindaco di Parigi, Linkiesta. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2014).
  3. ^ Parigi al voto, il prossimo sindaco sarà una donna, Corriere della Sera. URL consultato il 23 marzo 2014.
  4. ^ La Francia al voto, Parigi è già donna: nella capitale si sfidano Hidalgo e Kosciusko-Morizet, Il Messaggero. URL consultato il 23 marzo 2014.
  5. ^ Per la prima volta Parigi sarà guidata da una donna, Affaritaliani.it. URL consultato il 23 marzo 2014.
  6. ^ Parigi, la socialista Hidalgo è il nuovo sindaco. La prima donna all'Hotel de Ville, Il Messaggero. URL consultato il 30 marzo 2014.
  7. ^ (FR) Nicolas Maviel, Jannick Alimi, Christine Henry e Frédéric Michel, Anne Hidalgo: «Je suis candidate à un nouveau mandat de maire de Paris», in Le Parisien, 12 gennaio 2020. URL consultato il 12 gennaio 2020.
  8. ^ (FR) Anne Hidalgo annonce sa candidature et lance la bataille des municipales à Paris, in Le Monde, 11 gennaio 2020. URL consultato il 27 gennaio 2020.
  9. ^ (FR) Municipales à Paris: le PCF en passe de signer de nouveau avec Anne Hidalgo, in Le Monde, 12 dicembre 2019.
  10. ^ (FR) Municipales: Place Publique choisit de s'allier à Paris en commun, en soutien à Hidalgo, su BFMTV. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  11. ^ (FR) Sophie de Ravinel, Christophe Najdovski: «Je m’engage auprès d’Anne Hidalgo», su Le Figaro.fr, 20 novembre 2019. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  12. ^ (FR) Célia Blauel: «Le futur maire écolo de Paris c’est Anne Hidalgo», in Le Parisien, 15 settembre 2019. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  13. ^ (FR) Municipales à Paris: l'urgentiste Pelloux soutient Anne Hidalgo, in La Croix, 20 gennaio 2020. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  14. ^ (FR) Audrey Pulvar sera bien candidate sur une liste d'Anne Hidalgo à Paris, in Le Huffington Post, 17 dicembre 2019. URL consultato il 28 gennaio 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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