Jean Jaurès

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Jean Jaurès
Jean Jaurès, 1904, by Nadar.jpg
Jean Jaurès nel 1904, fotografia di Nadar

Presidente del Partito Socialista Francese
Durata mandato4 marzo 1902 –
25 aprile 1905
PredecessoreCarica istituita
SuccessoreCarica abolita

Dati generali
Partito politicoSezione Francese dell'Internazionale Operaia
Partito Repubblicano-Socialista
UniversitàÉcole normale supérieure, Lycée Louis-le-Grand e Collège Sainte-Barbe

Jean Léon Jaurès (Castres, 3 settembre 1859Parigi, 31 luglio 1914) è stato un politico francese.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un uomo di affari di scarso successo, nacque a Castres, nel dipartimento del Tarn, e studiò al Liceo Louis-le-Grand di Parigi e all'École normale supérieure. Conseguì la laurea in filosofia nel 1881. Dopo aver insegnato filosofia per due anni al liceo di Albi, tenne delle lezioni all'Università di Tolosa. Fu eletto deputato repubblicano per il dipartimento del Tarn nel 1885. Nel 1889, dopo essersi candidato senza successo a Castres, ritornò ai suoi impegni professionali a Tolosa, dove si interessò attivamente alle questioni municipali, e aiutò a fondare la facoltà di medicina dell'università. Egli preparò, inoltre, due tesi per il suo dottorato in filosofia, De primis socialismi germanici lineamentis apud Lutherum, Kant, Fichte et Hegel (1891), e De la réalité du monde sensible.

L'ascesa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1892 diede energico sostegno ai minatori di Carmaux che scesero in sciopero a causa del licenziamento di un lavoratore socialista, Calvignac; l'anno seguente fu rieletto alla Camera dei deputati per Albi.

Alle elezioni del 1898 fu sconfitto e rimase per quattro anni fuori dalla Camera. Tuttavia, proprio in questo periodo l'efficacia dei suoi discorsi lo rese famoso come uno dei maggiori intellettuali campioni del socialismo. Jaurès diresse il quotidiano socialista La Petite République, e si mise in luce come uno dei più energici difensori di Alfred Dreyfus, insieme ad Émile Zola, durante il celebre Affaire Dreyfus.

Anche in occasione dell'"Affaire Millerand" Jaurès prese una posizione decisa. Infatti, approvò la partecipazione del socialista Alexandre Millerand nel ministero Waldeck-Rousseau, il che portò ad una scissione dalla fazione socialista più rivoluzionaria guidata da Jules Guesde: ne nacque il Partito Socialista Indipendente[1].

La guida della SFIO[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1902 Jaurès tornò a essere eletto come deputato per Albi. In quello stesso anno i "socialisti indipendenti" si fusero con i "possibilisti" (riformisti) della Federazione dei lavoratori socialisti di Francia guidati da Paul Brousse, e con il Partito Socialista Rivoluzionario di Jean Allemane, per formare il Partito Socialista francese, di cui Jaurès divenne il capo. Essi rappresentavano l'istanza socialdemocratica della sinistra francese, in opposizione al Partito Rivoluzionario Socialista di Francia di Jules Guesde.

Durante il governo Combes l'influenza di Jaurès assicurò la coesione della coalizione radicale-socialista nota come "il blocco". Nel 1904 fondò il foglio socialista L'Humanité.

Seguendo la raccomandazione del Congresso di Amsterdam della Seconda Internazionale, i vari gruppi socialisti francesi tennero un congresso a Rouen nel marzo 1905, da cui uscì una nuova riunificazione, con la fusione del Partito Socialista Francese di Jaurès e del Partito Socialista di Francia di Guesde. Il nuovo partito, guidato da Jaurès e Guesde, smise di cooperare con i radicali e i radicali-socialisti, e prese il nome di "Partito Socialista Unificato" (Parti Socialiste Unifié, PSU), impegnato a portare avanti un programma collettivista. Lo stesso anno tutti i movimenti socialisti francesi si riunirono nella Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (SFIO). Sempre nel 1905, è uno dei redattori della legge di separazione delle chiese e dello Stato.

Alle elezioni generali del 1906, Jaurès fu rieletto per il Tarn. La sua abilità era ora generalmente riconosciuta, ma la forza del partito socialista doveva ancora fare i conti con l'egualmente pratico e vigoroso liberalismo di Georges Clemenceau, che fu in grado di appellarsi ai suoi connazionali (in un notevole discorso della primavera del 1906) per organizzare un programma radicale che non prevedeva alcuna utopia socialista. L'immagine di Clemenceau come leader radicale forte e pratico ridimensionò considerevolmente la popolarità socialista. Jaurès, in aggiunta alla sua quotidiana attività giornalistica, pubblicò Les preuves; Affaire Dreyfus (1900); Action socialiste (1899); Etudes socialistes (1902), e assieme ad altri collaboratori, Histoire socialiste (1901), etc.

Il pacifismo e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Pacifista impegnato, che desiderava prevenire con mezzi diplomatici quella che sarebbe diventata la prima guerra mondiale, Jaurès cercò di creare un movimento pacifista comune tra Francia e Germania, che facesse pressione sui rispettivi governi tramite lo strumento dello sciopero generale.

Jean Jaurès fu assassinato in un caffè di Parigi da Raoul Villain (un giovane nazionalista francese che voleva la guerra con la Germania) il 31 luglio 1914, un giorno prima della mobilitazione che diede il via alla guerra. Dopo una carcerazione durata per tutto il periodo bellico, l'assassino fu assolto da una giuria popolare nel 1919.

In risposta a questo verdetto, Anatole France inviò una breve lettera ai redattori de L'Humanité dalla sua tenuta di La Bechellerie, nell'aprile 1919, dichiarando la sua indignazione con queste parole: «Lavoratori, Jaurès è vissuto per voi, è morto per voi. Un verdetto mostruoso proclama che il suo assassinio non è un crimine. Questo verdetto mette fuori legge voi e tutti coloro che difendono la vostra causa. Lavoratori, attenti!»[2].

Dieci anni dopo il suo assassinio, i resti di Jean Jaurès furono traslati al Panthéon di Parigi.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 1914, la poetessa Anna de Noailles ha scritto in omaggio a Jaurès il testo La Mort de Jaurès, pubblicato nella raccolta Les Forces Éternelles (Fayard, Parigi, 1920).

Nel 1977 il cantautore Jacques Brel gli ha dedicato la canzone Jaurès.

Si fa sua menzione nella canzone Onomastica del gruppo italiano Offlaga Disco Pax.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Bisogna salvare gli armeni. Discorsi alla Camera dei deputati francese in difesa degli armeni, a cura di Paolo Fontana (Guerini e Associati, 2015)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda dibattito fra Jules Guesde e Jaurès del 26 novembre 1900 Archiviato il 16 novembre 2006 in Internet Archive. (FR)
  2. ^ Marie Claire Bancquart, Anatole France: polémiste, Paris, A.G. Nizet, 1962, p. 601.

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