Europoide

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Il teschio georgiano scoperto da J. F. Blumenbach nel 1795; da questo, lo studioso ha ipotizzato l'origine degli europei dalla regione del Caucaso.

Il termine Caucasoide[1] o Europoide[2] indica una classificazione antropologica dell'Homo sapiens[3], definibile a partire dalla forma del cranio ed altre caratteristiche craniometriche ed antropometriche, senza riferimento alcuno circa il colore della pelle: tale termine infatti identifica non solo gli Europei, ma anche gli Africani settentrionali e gli Asiatici sudoccidentali, caratterizzati da forte pigmentazione, e in minor numero anche le popolazioni del Corno d'Africa e dell'India[4]. Con le recenti migrazioni che hanno seguito le scoperte geografiche il gruppo si è diffuso anche nelle Americhe e in Oceania.

Nonostante la sua validità come "razza" viene messa in dubbio da molti antropologi culturali e sociali, questo termine rimane in uso nelle branche biologiche e scientifiche dell'antropologia[5], particolarmente tra gli antropologi fisici e forensi[6][7][8][9], oltre che tra molti genetisti[10], a causa della possibilità di riconoscere un individuo caucasoide tramite analisi genetiche e misurazioni antropometriche del suo scheletro.

Il suffisso -oide è usato per riferirsi a classificazioni antropologiche come Mongoloide o Negroide, mentre è preferibile usare Caucasico per riferirsi alle popolazioni che abitano il Caucaso, come i Georgiani, gli Armeni e gli Azeri.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si distingue per la pigmentazione cutanea limitata, l'occhio orizzontale, i capelli cimotrichi (ondulati con variazioni verso il riccioluto o il liscio, a sezione ovale) il naso leptorrino (lungo e sottile), il viso leptoprosopo [11](non appiattito), il mento sporgente e infine la relativa rarità del prognatismo (sporgenza in avanti della mandibola). La forma del cranio può risultare corta, mediocorta e brachicefala. La spina dorsale è ben marcata.

La pelosità corporea appare più abbondante rispetto a quella degli altri gruppi fisici (eccetto quella degli australoidi) e si riscontra accentuata tendenza a canizie (imbianchimento dei capelli) e calvizie. La pigmentazione e la statura media presentano notevoli differenze tra i vari tipi fisici. I capelli e gli occhi chiari sono più frequenti nell'Europa del nord (tipica di finnidi, nordici e baltici) rispetto al resto del continente, mentre risultano rari nelle aree extraeuropee.

Nella Preistoria europea, i primi Europoidi propriamente detti appaiono intorno al 35000 a.C., identificandosi secondo alcune teorie con Combe-Capelle (proto-mediterranei) e Cro-Magnon.

Le tipologie europoidi nell'Antropologia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antropologia fisica classica si distinguono questi tipi fisici principali all'interno del gruppo Caucasoide:

  • mediterraneo: costituisce una componente abbastanza cospicua dei popoli della Penisola Iberica, delle isole mediterranee, della Francia del sud, dell'Italia meridionale, della Grecia, della Bulgaria, della Romania e della Turchia occidentale;
  • illirico (detto anche dinarico o adriatico): dominante nei Balcani occidentali;
  • alpino: dominante nell'Europa centro-occidentale e centro-orientale;
  • nordico: in Scandinavia, sulle coste del Mare del Nord, del Mar Baltico, presente accanto ad altri tipi fisici in tutta Europa;
  • baltico: nell'Europa nord-orientale e sulle coste del Mar Baltico orientale;
  • anatolico: dall'Asia minore al Mar Caspio;
  • iranico: in Iran e in altre zone del Medio Oriente;
  • indiano settentrionale: Pakistan, India del nord.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ caucasoide in Dizionari.Repubblica.it. URL consultato il 2 settembre 2014.
  2. ^ Europoide: Definizione e significato di Europoide – Dizionario italiano – Corriere.it su dizionari.corriere.it. URL consultato il 2015-07-07.
  3. ^ Alberto Piazza, L'evoluzione umana.
  4. ^ Enciclopedia italiana, Treccani.
  5. ^ Diana Smay and George Armelagos, Galileo Wept: A Critical Assessment of the Use of Race in Forensic Anthropology, Emory University.
  6. ^ Stephen Ousley, Richard Jantz e Donna Freid, Understanding race and human variation: why forensic anthropologists are good at identifying race in American Journal of Physical Anthropology, vol. 139, nº 1, May 2009, pp. 68-76, DOI:10.1002/ajpa.21006. URL consultato il 2015-07-07.
  7. ^ N. J. Sauer, Forensic anthropology and the concept of race: if races don't exist, why are forensic anthropologists so good at identifying them? in Social Science & Medicine (1982), vol. 34, nº 2, Jan 1992, pp. 107-111. URL consultato il 2015-07-07.
  8. ^ (EN) Robert B. Pickering e David Bachman, The Use of Forensic Anthropology, CRC Press, 2009-01-22, ISBN 9781420068788. URL consultato il 2015-07-07.
  9. ^ Labanof - Laboratorio di Antropologia ed Odontologia Forense, La razza, Università degli Studi di Milano.
  10. ^ (EN) Lynn B. Jorde e Stephen P. Wooding, Genetic variation, classification and 'race' in Nature Genetics, vol. 36, October 26, 2004, pp. S28-S33, DOI:10.1038/ng1435. URL consultato il 2015-07-07.
  11. ^ Raffaello Parenti, pp. 54, Leptoprosopia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaello Parenti. Introduzione all'Antropologia fisica. Libreria Scientifica Giordano Pellegrini. Pisa. 1974.
  • Raffaello Parenti. Lezioni di Antropologia fisica. Seconda ed. Libreria scientifica Giordano Pellegrini. Pisa. 1973.

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