Mongoloide

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Tipi asiatici in un libro del 1914

Alla tipologia umana mongoloide, pur con le sue variabilità, afferisce la quasi totalità della popolazione asiatica orientale e amerinda precolombiana. Prende il nome dal popolo dei mongoli, spesso in passato considerati i rappresentanti più genuini di questa morfologia.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche principali della tipologia mongoloide sono:

  • brachicefalia
  • grande dimensione del cranio e del viso;
  • appiattimento del viso, delle ossa nasali e del dorso del naso;
  • le arcate sopracciliari sono poco o per nulla marcate;
  • i bulbi oculari sono ravvicinati fra loro e di dimensioni inferiori a quelle degli europoidi;
  • l'apertura degli occhi è ridotta ad una fessura e spesso manifesta un epicanto mediale, la cosiddetta plica mongolica;
  • il margine inferiore delle orbite sporge in avanti, le ossa degli zigomi sono proiettate in avanti (zigomi alti);
  • il naso è generalmente basso e piatto, sebbene siano a volte presenti anche nasi aquilini;
  • spesso gli incisivi sono a forma di pala (60%-90% negli orientali settentrionali);
  • scarsa (o nessuna) pelosità sul viso e sul corpo; fanno eccezione alcune popolazioni della Siberia, quali i Ghiliaki;
  • capelli neri e spessi, la calvizie è rara e l'incanutimento avviene in età avanzata o anche non avviene;
  • la pigmentazione della pelle può essere molto variabile: va dal giallo pallido al bruno intenso.

Origine[modifica | modifica sorgente]

È stato suggerito che i mongoloidi siano originari della Cina settentrionale o più probabilmente da una regione della Siberia e che la loro particolare morfologia si sia sviluppata come adattamento ai climi molto freddi. Difatti anche le caratteristiche degli occhi sarebbero una protezione al forte riverbero solare della bianca neve. Secondo Alekseev, il massimo sviluppo delle caratteristiche mongoloidi si è avuto nella Siberia centrale e meridionale. Nel paleolitico, morfologie chiaramente mongoloidi pare non si trovino prima del 20.000 a.C. (ad esempio l'Uomo di Minatogawa in Giappone), e si diffondono nel continente eurasiatico probabilmente non prima del 10.000 a.C.

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Parenti, R. (1973), Lezioni di Antropologia Fisica, Libreria Scientifica Pellegrini.
  • Cavalli Sforza, L. (2001), Storia e geografia dei geni umani, Torino, Adelphi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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