Barba

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Un anziano uomo Sadhu con la barba bianca, i baffi e i dreadlocks
(EN)

«He that hath a beard is more than a youth, and he that hath no beard is less than a man»

(IT)

«Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno che un uomo»

(William Shakespeare, Molto rumore per nulla)

La barba è l'insieme dei peli che, tendenzialmente, ricoprono la sporgenza tramite i baffi fra la bocca e il naso, oppure presenta una crescita attraverso le guance (ed in particolare) il collo, la cui apparizione segna nell'uomo il passaggio dall'adolescenza alla virilità. È uno dei caratteri sessuali secondari maschili.

In molte culture la barba rappresenta un vero e proprio elemento di espressione esteriore della dignità virile (come ricordano anche espressioni del tipo "l'onor del mento"). In altre la barba è indice di invecchiamento, per cui viene regolarmente tagliata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Presso gli antichi popoli la barba, in quanto prerogativa del maschio adulto, è stata spesso considerata un simbolo di potere. In Egitto il radersi era considerato, oltre che una valida regola igienica, un dovere religioso. Infatti, proprio per questa usanza gli Egizi usavano vari rasoi contenuti in appositi astucci, rinvenuti anche dagli archeologi. Tuttavia non viene ignorata la funzione simbolica del connotato e i faraoni (comprese le femmine come la regina Hatshepsut) vengono raffigurati con barbe finte. I semiti mesopotamici invece portavano barbe lunghe e folte, accuratamente pettinate e arricciate. Nell'antica Grecia venne ritenuta segno di forza e di virilità. A Sparta i codardi erano condannati a portarla su un solo lato del viso, in modo che fosse facile distinguerli anche a distanza (Plutarco, Vita di Agesilao, par. 30).

L'uso sistematico del rasoio si diffuse durante l'età macedone, per imitazione dello stesso Alessandro che, secondo alcune fonti, era quasi glabro e comunque iniziò la propria ascesa troppo giovane per avere una barba folta quanto i suoi avversari persiani. Di pari passo con l'influenza della cultura greca la moda si estese anche a Roma, dove assunse una notevole importanza il rito della depositio barbae, ossia il primo atto di rasatura del giovanotto.[1] La barba rimase un attributo tipico dei filosofi e in quanto tale venne ripresa dall'Imperatore Adriano, amante della cultura classica, e dai suoi successori Antonino Pio, Lucio Vero, Marco Aurelio, Settimio Severo, Caracalla. Proprio dall'iconografia del filosofo derivò, nell'arte paleocristiana, la figura del Gesù barbuto (più antiche sono le raffigurazioni imberbi), che divenne in seguito tipica fino ad oggi. Nel III secolo gli imperatori soldati (Claudio il Gotico, Aureliano, Numeriano ecc.) la portavano molto corta e rifinita con i capelli cortissimi. Da Costantino in poi cadde in disuso, con l'eccezione di Giuliano l'Apostata che la portava lunga, con i capelli a caschetto, coerentemente con il suo progetto di restaurazione degli ideali antichi. Nel V secolo d.C. si preferirono i baffi (Odoacre, Teodorico il Grande ecc.); in quello successivo le barbe con i capelli lunghi. Ad Oriente prevalse l'uso di barbe e capelli più corti come quelli di Giustiniano.

Ingrandimento di peli di barba in crescita
Vari tipi di barba

Presso gli Ebrei il taglio della propria barba era considerato un atto sacrilego; invece il taglio di quella altrui era considerato un gesto aggressivo e degradante per chi lo subiva. In ambito islamico molti religiosi, cercando di assomigliare il più possibile al profeta Maometto (che la tradizione vuole avesse la barba), ritengono indispensabile per ogni buon credente lasciarsi crescere la barba. Essa è a tal punto divenuta simbolo di questa ostentazione religiosa che in molti paesi i fondamentalisti vengono detti "i Barbuti" per antonomasia. Nel mondo bizantino e ortodosso la barba era l'attributo tipico dei religiosi: dopo il Grande Scisma del 1054 caratterizzò peculiarmente la Chiesa ortodossa, tanto che ancora nel XV secolo ci si scandalizzava che il cardinale latino cattolico Giovanni Bessarione portasse la barba[2]. Per tutto l'Alto Medioevo la barba era portata lunga, talvolta a forchetta incorniciata con i capelli alle spalle (si pensi ai re Merovingi, Carolingi, ai Longobardi, agli stessi bizantini). Nel Duecento la moda della barba cadde in disuso: Federico II di Svevia non la portava, né lo faceva Filippo il Bello, re di Francia.

L'uso ortodosso della barba si trasmise nella Russia prerivoluzionaria, dove la barba veniva fatta crescere in segno di virilità, e il danneggiamento dell'altrui barba era inoltre considerato reato punibile con una cospicua somma. Secondo un'antica leggenda popolare farsi la barba a Berlino, città nota per i suoi eccellenti barbieri, porta fortuna.

Nel mondo contemporaneo il radersi o il farsi crescere la barba è legato alle mode ed al gusto personale. Dopo la Seconda guerra mondiale e per un paio di decenni si preferivano volti glabri. Un revival come fenomeno di costume della barba si ebbe negli anni Settanta del XX secolo, quando veniva vista (assieme ai capelli lunghi e ai baffi per gli uomini) come segno di ribellione alle consuetudini e ai valori borghesi. Nei decenni immediatamente successivi si è registrato il ritorno dei volti rasati (almeno per quanto riguarda i personaggi pubblici), dopodiché, dopo un moderato successo del pizzetto negli anni '90, la barba, possibilmente folta e ben curata, è ricomparsa come elemento di moda dal 2010 circa[3][4].

La barba in Occidente[modifica | modifica wikitesto]

In occidente la barba è sempre stata soggetta alla moda, molto presto ha perso quel suo significato religioso presente nelle civiltà arcaiche. Se per il periodo dei Re di Roma la barba in voga era quella alla greca (completa e a punta) e all'etrusca (senza baffi), con l'inizio della repubblica la barba cadde in disuso. Per secolo dal III secolo a.c. al I secolo d.c. era molto raro vedere un cittadino romano con la barba, la questione sembrerebbe essere di origine militare, radendosi il viso i soldati avrebbero dato meno opportunità da parte dei nemici di essere afferrati per la barba e uccisi. Divenne, in opposizione alle barbe di età monarchica il simbolo della repubblica, e dopo la guerra civile, il viso rasato rimase simbolo dei romani fino al II secolo d.c.

Nel II sec.d.c. su influsso delle campagne orientali, della riscoperta della filosofia greca e su influsso della moda partica, la barba fece il suo ritorno all'interno del mondo romano, anche le popolazioni germaniche ammesse nell'impero, che in precedenza per diventare simili ai romani si radevano, tornavano a farsi crescere le loro barbe. Se per il II sec.d.c. barba e capelli erano portati lunghi e riccoluti, per il III secolo d.c. su influsso dell'Anarchia Militare, barba e capelli furono portati corti e ben sagomati, gli imperatori soldato non avevano più tempo per curare la loro barba, allora fu preferito un taglio a forbici. Nel IV sec.d.c. sembra nell'Impero Romano D'Occidente tornare in voga il viso glabro, accompagnato da capelli a caschetto. Nel V sec.d.c. con le nuovi invasioni barbariche si affacciarono nella moda del tardo-impero i baffi, portati lunghi e pendenti dalla Odoacre, o al labbro come Teodorico I. Nel VI secolo in Europa, furono i baffi ad avere la loro rivincita sugli altri tipi di barba, ma con le campagne di Giustiniano in Italia, che misero fine al regno Ostrogoto d'Italia, la barba, portata semplice trionfò in Italia. Con l'arrivo dei Longobardi in Italia, barba e capelli lunghi s'imposero nella moda Alto-Medievale Italiana, in contrapposizione con la moda franca, che prediligeva i baffi. Carlo Magno, sembra che alternasse barba e baffi, ma tra questi prediligeva i secondi, con la conquista carolingia dell'Europa, tornarono in voga i capelli corti, accompagnati generalmente dai baffi. Nel X secolo s'imposero capelli corti alla romana e barba, mentre nell'XI-XII secolo, all'epoca delle crociate tornarono in auge i capelli lungi accompagnati dalla barba, lunga e fluente. Nel XIII secolo, la barba venne man mano accantonata, il capelli lunghi fino alla nuca erano raccolti in una cuffia, questa moda continuò fino agli inizi del XIV, quando si optò per capelli più liberi. nel primo Trecento in Italia la barba era portata esclusivamente da uomini di legge e dagli anziani. Nella metà del XIV secolo, la barba tornò, questa volta accompagnata da un pizzetto, la barba a punta o a forchetta accompagnò la moda Europea fino agli inizi del XV secolo.

Il XV secolo, contrariamente a quanto spesso viene rappresentato nelle fiction e nei documentari, fu prevalentemente un secolo senza barba, dagli anni '10 del XV secolo agli anni '80 la barba si vede molto raramente nelle raffigurazioni del tempo, e quando la si vede e ben curata e di media lunghezza. Gli uomini del quattrocento preferiscono essere rasati, agli inizi del secolo spesso sono rasati sia barba e capelli, verso gli anni '40 del secolo ai visi rasati sono accompagnati tagli a scodella, verso gli anni '60 ai visi rasati sono accompagnati tagli di media lunghezza. A fine secolo, i capelli sono lunghi ma la barba resta rara. Se il XV secolo è un secolo glabro, il XVI secolo fu il secolo della barba per eccellenza. A inizi secolo la barba era corta e curata, accompagnata da capelli lunghi e fluenti, verso gli anni '20-30 la barba si portava molto gonfia nei lati, i capelli erano inizialmente tagliati alla nuca, la frangetta era netta e corta, poi si optò per i capelli molto corti e la barba lunga, negli anni '50-60 i capelli tornarono a crescere, la barba tornò curata e ben tegliata, a fine secolo si optò per pizzetti e barbe a punta rimaste in voga fino alla metà del XVII secolo. nel Seicento barba e baffi subivano il trattamento con ferri caldi per essere arricciati, e venivano unti e profumati con olio di cedro e di gelsomino, ed erano accompagnati da capelli lunghi. La moda settecentesca della parrucca richiese la pelle rasata e si dovette attendere il periodo risorgimentale per un ritorno di fiamma della barba, a cui venne attribuito, questa volta, un significato politico. Spesso infatti le barbe saranno simbolo di rivoluzione, anche perché ribelli e guerriglieri, per la vita stessa che fanno, sono impossibilitati ad usare il rasoio. Nel XX secolo è il 68 a sdoganare nuovamente la barba, nei nostri giorni è molto condizionata dalla moda del momento.

Lunghezza[modifica | modifica wikitesto]

La barba più lunga mai misurata è quella di Hans Langseth. Alla sua morte, nel 1927, secondo la misurazione ufficiale dello Smithsonian Institution, la sua barba era lunga 5.33 metri (circa 17,6 piedi); la famiglia in realtà sosteneva che fosse leggermente maggiore, arrivando a misurare 5,6 metri[5] (circa 18,6 piedi[6]).

Tipologia di barba[modifica | modifica wikitesto]

La barba può essere di diversi tipi in base all'etnia e al corredo genetico della persona, generalmente si divide in 5 categorie, la barba afro, diffusa tra le persone di carnagione molto scura in africa sub-sahariana tende ad essere sempre mora e riccia, generalmente ai lati è folta e i baffi compaiono più tardi. La barba mediorientale-nordafricana, lo dice il nome, tende ad essere mora e può essere riccia, mossa o anche liscia, solitamente è una barba molto folta. Esiste poi la barba di tipologia caucasica, generalmente è liscia sul mento e sui baffi, il colore cambia in base al patrimonio genetico ma tra Europa, Turchia e Russia va dal bruno al biondo. Molto diffusa in queste zone è un tipo di barba in cui il colore dei baffi negli individui giovani è leggermente più chiaro rispetto al resto della barba, salvo poi scurirsi e rimanere la zona in cui l'incanutimento pilifero colpisce molto più lentamente proprio quella zona. Poi ci sono le barbe di tipologia asiatica, molto lisce, di colore nero o bruno, delle quali i baffi tendono ad essere più folti così come il pizzetto mentre i lati sono generalmente radi.

Cura della barba[modifica | modifica wikitesto]

Per mantenere un aspetto curato molte persone si affidano a prodotti specifici per la cura della propria barba, fra cui possono essere annoverati l'olio, shampoo da barba, cera e spazzola.

In particolare se la barba viene trascurata si può andare incontro a fastidiosi inconvenienti, fra cui vale la pena nominare forfora e follicolite. Proprio per questo motivo oltre all'aspetto estetico un'altra cosa su cui si deve porre particolare attenzione è l'igiene, lavando quindi la propria barba regolarmente.

Il fine ultimo della cura per la barba è avere un look ordinato, pulito con peli soffici che non provochino irritazioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Universo, De Agostini, Novara, Vol. I, 1962, pag.173
  2. ^ Basarione, Enciclopedia Treccani.
  3. ^ Barba, baffi e basette: ecco come portarli per essere trendy. URL consultato il 17 agosto 2017.
  4. ^ (EN) James Morgan, Beard trend is 'guided by evolution', su BBC news. URL consultato il 31 dicembre 2016.
  5. ^ Hans Langseth: la barba più lunga del mondo, in Confraternita della barba e dei baffi, 7 dicembre 2017. URL consultato il 9 dicembre 2017.
  6. ^ HANS LANGSETH - World Record Longest Beard - King Whiskers, su hanslangseth.com. URL consultato il 9 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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