Irsutismo

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Irsutismo
Jones, Annie.jpg
Caso di irsutismo; foto del 1900 circa
Specialità dermatologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 704.1
ICD-10 L68.0
MedlinePlus 003148
eMedicine 121038 e 1072031

L'irsutismo è il fenomeno di crescita anomala di peli in persone di sesso femminile, in sedi dove normalmente è assente. Più precisamente si parla di irsutismo quando i peli in eccesso sono di tipo terminale, ovvero spessi e pigmentati, normalmente assenti prima della pubertà (in contrapposizione al vello, la peluria sottile presente anche nei bambini)[1].

Definizione e classificazione[modifica | modifica wikitesto]

L'irsutismo va distinto dall'ipertricosi, che è un aumento generalizzato della crescita di peli di tipo non terminale in aree del corpo anche diverse da quelle classiche del sesso maschile come il volto, il torace o l'addome[1]. Mentre l'ipertricosi riconosce più spesso cause indipendenti dagli ormoni sessuali, l'irsutismo può dipendere da un'aumentata produzione di androgeni (circa il 70-80% dei casi) o da altre cause[2]. Si definisce invece virilismo l'associazione di irsutismo con altri segni di mascolinizzazione come la calvizie o lo stempiamento, la modificazione della voce e, talvolta, l'ipertrofia del clitoride e delle masse muscolari[1].

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Le cause più frequenti di irsutismo sono:

In alcuni casi di irsutismo non è possibile risalire a una causa precisa. Le pazienti non presentano irregolarità mestruali, talvolta presentano livelli di androgeni nei limiti della norma, possono condurre a termine una o più gravidanze e non presentano cisti ovariche o masse tumorali. In questi casi si parla di irsutismo idiopatico e lo si attribuisce a una maggiore attività dei recettori degli ormoni androgeni.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Tramite test di laboratorio si calcola la quantità di testosterone (libero e totale) e altri ormoni.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento deve essere mirato a ridurre la sintesi e la secrezione di androgeni, nonché la loro utilizzazione periferica a livello dei recettori degli organi-bersaglio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Faglia, 13, in Malattie del sistema endocrino e del metabolismo, 3ª ed., McGraw-Hill, 2002, pp. 333-339, ISBN 88-386-2379-1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giovanni Faglia, 13, in Malattie del sistema endocrino e del metabolismo, 3ª ed., McGraw-Hill, 2002, pp. 333-339, ISBN 88-386-2379-1.
  2. ^ a b Università di Pisa (PDF), endocrinologia.med.unipi.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.

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