Fotoepilazione

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Ciclo di vita di un pelo

La fotoepilazione è il processo che può portare ad una riduzione permanente, cioè prolungata nel tempo, dei peli; esponendoli ad impulsi di luce molto intensa. È diventata pratica comune sia per finalità estetiche sia per il trattamento dell'irsutismo. La potenziale efficacia della fotoepilazione venne illustrata per la prima volta nel 1996 da un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital che hanno utilizzato impulsi luminosi generati da un laser a rubino.[1]. Nonostante i risultati parziali ed un meccanismo d'azione non ancora perfettamente compreso, l'efficacia relativa e la sicurezza della fotoepilazione è oggi generalmente riconosciuta[2] e centinaia di ricerche sono state pubblicate sulla sua funzionalità oltre che sui rischi di reazioni avverse[3].

In una valutazione di queste ricerche compiuta dalla Cochrane Collaboration sono state rilevate diffuse carenze metodologiche e la difficoltà di definire l'entità e la durata della riduzione nella crescita o ricrescita dei peli.[4]. Per la Food and Drug Administration la riduzione dei peli si considera permanente se è stabile e di lungo periodo dopo un trattamento completo, quindi composto anche da molte sessioni sulla stessa area.

Non si tratta di rimozione ma di riduzione dei peli. Non si tratta di epilazione definitiva e neppure su tutti i peli dell'area trattata. Non tutte le apparecchiature per fotoepilazione sono autorizzate dalla Food and Drug Administration a dichiarare che ottengono risultati permanenti[5].

Molte ricerche pubblicate dichiarano una riduzione dei peli dell'ordine del 50%, 6 mesi dopo l'ultima sessione di trattamento[4][6].

Meccanismo d'azione[modifica | modifica wikitesto]

La fototermolisi selettiva sfrutta il diverso assorbimento della luce dei diversi tessuti cutanei

Da oltre 140 anni è nota e di riconosciuta efficacia l'epilazione ad ago o elettrolisi[7].Questa produce un danno nell'alveo pilifero inserendoci un sottile ago riscaldato. La fotoepilazione produrrebbe un analogo riscaldamento sfruttando il calore prodotto dall'assorbimento dell'impulso luminoso da parte della melanina dei peli.

Il danno termico prodotto nell'area del follicolo pilifero si ritiene sia la causa primaria dell'inibizione della crescita o ricrescita del pelo per tempi prolungati. È possibile limitare il danno termico solo all'area del follicolo pilifero sfruttando la cosiddetta fototermolisi selettiva, cioè il differente assorbimento della luce a diverse lunghezze d'onda da parte di diversi tessuti.

L'assorbimento della luce nei tessuti biologici a specifiche lunghezze d'onda dipende dalla concentrazione di acqua e di cromofori. I principali cromofori cutanei sono:

  • la melanina, il pigmento della pelle e dei capelli, nella forma sia di eumelanina (marron, nera) sia di feomelanina (tendente al rosso)
  • l'emoglobina del sangue, nella forma sia di ossiemoglobina (rosso vivo caratteristico del sangue arterioso) sia nella forma di deossiemoglobina (rosso tendente al blu caratteristico del sangue venoso).

Le lunghezze d'onda della luce dove maggiore è la differenza di assorbimento tra melanina ed altri cromofori cutanei vanno dai 650 nm ai 900 nm. Questa è considerata la finestra di maggior selettività dell'assorbimento della luce da parte dei tessuti cutanei. Più è alta la concentrazione di melanina nel pelo, rispetto alla pelle circostante, più è alta la probabilità di un efficace trattamento di fotoepilazione e più bassa è la probabilità di reazioni avverse. Oltre alla lunghezza d'onda della luce emessa è rilevante la quantità di energia trasferita dall'impulso luminoso ai tessuti bersaglio. Se l'energia è insufficiente non viene arrecato alcun danno termico e non si ottiene alcuna riduzione dei peli. L'energia dell'impulso luminoso viene misurata in Joules (Potenza x Tempo) e nella fotoepilazione è determinante la fluenza, cioè l'energia erogata per centimetro quadro. Più è alta l'energia luminosa erogata sui tessuti bersaglio, più è alta la probabilità di ridurre i peli, ma anche la probabilità di avere reazioni avverse.

Apparecchiature per fotoepilazione[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti degli impulsi luminosi possono essere :

  • Laser, cioè con una emissione monocromatica, coerente. Le tecnologie laser più studiate sono:

- laser rubino (~ 690 nm ) in disuso vista l'emissione al limite inferiore della finestra di maggior selettività che lo rende efficace solo su pelli molto chiare.
- laser alessandrite ( ~770 nm)
- laser diodico ( ~808-810 nm)
- laser NdYag (~1064 nm) in uso nonostante l'emissione sia fuori dalla finestra di maggior selettività visto che si è verificata una relativa efficacia anche su pelli scure o nere.

  • IPL o luce pulsata, cioè con una emissione non coerente e con idonei filtri ottici passa-banda o passa-alto in modo che le lunghezze d'onda emesse siano sopra i 650 nm.

Un confronto tra le prestazioni delle diverse apparecchiature o tecnologie per fotoepilazione può fornire dati controversi e poco significativi, sia perché esiste comunque una risposta soggettiva oltre che una risposta diversa nello stesso individuo a seconda delle aree cutanee trattate. Inoltre le diverse apparecchiature oltre ad erogare impulsi luminosi con lunghezze d'onda diverse, possono avere regolazioni di fluenza e di lunghezza dell'impulso non omogenee. In un test comparativo tra IPL e varie apparecchiature laser pubblicato su "Lasers in Medical Science" non è stata riscontrata una differenza significativa nella riduzione dei peli (dopo 6 mesi 68.75% con laser alexandrite, 71.71% laser diodico e 66.96% con luce pulsata)[8]. Altri test comparativi hanno dato risultati analoghi[4].

Reazioni avverse[modifica | modifica wikitesto]

Eritemi transitori e edema perifollicolari sono tra le reazioni avverse più comuni nei trattamenti di photoepilazione

Oltre al possibile dolore o fastidio ed al rischio di arrecare gravi danni accidentalmente alla vista dell'operatore o della persona trattata, durante il trattamento sono riportate le seguenti possibili reazioni avverse:

  • eritema,
  • follicoliti,
  • edema,
  • scottature, fino alla formazione di vesciche, cicatrici,
  • discromie
  • peli bianchi

Queste eventuali reazioni avverse normalmente si risolvono da sole; le più gravi in pochi mesi. Sono anche possibili reazioni paradosse, dove i peli anziché ridursi aumentano.[9][10].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La grande diffusione ed anche il grande successo commerciale dei trattamenti di fotoepilazione sono stati accompagnati da alcune controversie.

  • La probabilità di ottenere una riduzione duratura dei peli si riduce enormemente se i peli non sono scuri e la pelle non è chiara. Solo l'epilazione ad ago ottiene risultati significativi su peli bianchi o molto chiari.
  • L'efficacia del trattamento dipende molto dalla apparecchiatura , dall'operatore oltre che da fattori soggettivi.
  • Il termine epilazione permanente può creare nel consumatore l'erronea aspettativa di una epilazione definitiva su tutti i peli dell'area trattata.
  • il meccanismo d'azione non è stato ancora perfettamente compreso.

Assetto regolatorio[modifica | modifica wikitesto]

In molti paesi, come gli USA, l'attività di fotoepilazione non è regolamentata e può essere svolta indifferentemente in cliniche, ambulatori medici, saloni di bellezza o privatamente con apparecchiature per uso domiciliare. In altri paesi (es. Francia) l'utilizzo dei laser per fotoepilazione è esclusivamente di pertinenza medica.

In Italia le schede tecniche descrittive delle apparecchiature utilizzabili nell'esercizio della professione di estetista[11] fissano per il laser e per la luce pulsata utilizzabile per trattamenti di fotoepilazione da un estetista limiti nella lunghezza d'onda emessa, dimensione dello spot e massima fluenza non applicati in analoghe apparecchiature utilizzate da parte di personale medico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grossman MC, Dierickx C, Farinelli W, Flotte T, Anderson RR., Damage to hair follicles by normal-mode ruby laser pulses., in J Am Acad Dermatol., 35(6), dicembre 1996, p. 889-94..
  2. ^ Gan SD, Graber EM., Laser hair removal: a review., in Dermatol Surg., 39(6), giugno 2013, p. 823-38.
  3. ^ Ricerche pubblicate su Pubmed sull'efficacia e effetti avversi della fotoepilazione
  4. ^ a b c Merete Haedersdal , Peter C Gøtzsche, Laser and photoepilation for unwanted hair growth (PDF), in The Cochrane Collaboration, John Wiley & Sons, Ltd., 2009.
  5. ^ FDA: Laser fact, hair removal
  6. ^ Ormiga P, Ishida CE, Boechat A, Ramos-E-Silva M., Comparison of the effect of diode laser versus intense pulsed light in axillary hair removal., vol. 40, nº 10, ottobre 2014, p. 1061-9., DOI:10.1097/DSS.0000000000000138..
  7. ^ Michel CE, Trichiasis and distichiasis; with an improved method for radical treatment, in St. Louis Clinical Record, vol. 2, Ottobre 1875, p. 145–148.
  8. ^ Toos Parviz, A comparison study of the efficacy and side effects of different light sources in hair removal, in Lasers in medical science, vol. 21, nº 1, 3 gennaio 2006, p. 1–4, DOI:10.1007/s10103-006-0373-2, PMID 16583183.
  9. ^ Nathalie Mandt,Agneta Troilius, Michael Drosnerz, Epilation Today: Physiology of the Hair Follicle and Clinical Photo-Epilation, in J Investig Dermatol Symp Proc, vol. 10, 2005, p. 271 –274.
  10. ^ Photo‐epilation: Guidelines for care from the European Society for Laser Dermatology (ESLD)
  11. ^ DECRETO 12 maggio 2011, n. 110, Regolamento di attuazione dell'articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l'attività di estetista. (PDF).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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