Michael Bloomberg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Michael Bloomberg
Michael R Bloomberg.jpg

108° Sindaco di New York
Durata mandato 1º gennaio 2002 –
31 dicembre 2013
Predecessore Rudy Giuliani
Successore Bill de Blasio

Dati generali
Partito politico Democratico (fino al 2001)
Repubblicano (2001-2007)
Indipendente (2007 - presente)
Tendenza politica Liberal-conservatore
Professione Imprenditore
Firma Firma di Michael Bloomberg

Michael Rubens Bloomberg (Boston, 14 febbraio 1942) è un imprenditore e politico statunitense, ex sindaco di New York dal 2002 al 2013. Eletto con il Partito Repubblicano, lo ha poi abbandonato rimanendo indipendente. Secondo Forbes è, al 2016, il VIII uomo più ricco del mondo.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bloomberg è nato a Boston da una famiglia di immigrati ebrei di nazionalità russa. Bloomberg ha frequentato la Johns Hopkins University di Baltimora, facendo inoltre parte del Phi Kappa Psi, laureandosi nel 1964 in ingegneria elettronica. Più tardi ha conseguito un Master in Business Administration presso la Harvard Business School (Cambridge). Dopo la laurea conseguita presso la Harvard University, ha fatto fortuna con la sua compagnia, la Bloomberg L.P., e con la sua radio network. Nel 2016 è stata la VIII persona più ricca del pianeta, con una fortuna personale stimata di circa 40 miliardi di dollari USA, secondo la rivista specializzata Forbes.

Nel 2010 la rivista lo ha classificato al 10º posto tra i 400 uomini più ricchi d'America con un patrimonio stimato di 18 miliardi di dollari. Bloomberg è un personaggio particolarmente atipico nel panorama politico statunitense, infatti pur essendo appartenente al Partito Repubblicano è considerato da molti un repubblicano liberale, a causa delle sue idee favorevoli all'aborto e alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, molto più vicine agli ideali democratici e infatti prima della sua elezione a sindaco apparteneva al Partito Democratico.

È stato eletto sindaco nel 2001 come successore di Rudolph Giuliani, anche grazie ad una imponente campagna elettorale, sconfiggendo di misura l'avversario, Mark J. Green. Bloomberg nel 2005 è stato rieletto con un margine del 20% sull'avversario democratico Fernando Ferrer. Il 19 giugno 2007 ha annunciato di aver lasciato il Partito Repubblicano ed essere così indipendente. Nell'autunno del 2008 ha chiesto e ottenuto un voto del consiglio comunale di New York che abolisse la limitazione di due mandati consecutivi per un sindaco.

Si è quindi ripresentato alle elezioni del 3 novembre 2009, uscendone riconfermato sindaco con il 50,6% dei voti, battendo il candidato democratico Bill Thompson che ha ottenuto il 46%. Il 1º gennaio 2010 ha avuto quindi inizio il suo terzo mandato. Per tutta la durata dei suoi mandati, Bloomberg non ha risieduto nella tradizionale residenza del sindaco della città, ovvero a Gracie Mansion, bensì nel suo appartamento nell'Upper East Side, ed era noto per il fatto che raggiungeva quotidianamente il Municipio in metropolitana.

Il 1º novembre 2012 ha annunciato il suo appoggio alla rielezione di Barack Obama.

Il 23 gennaio 2016, il New York Times riporta che Bloomberg potrebbe candidarsi come indipendente alle elezioni per il Presidente degli Stati Uniti nel 2016, mettendo a disposizione della sua campagna oltre un miliardo di dollari di tasca sua. La decisione di Bloomberg sarebbe dovuta alla peggiore campagna elettorale delle primarie nella storia d'America, secondo l'ex sindaco di New York, fatta solo di insulti personali e idee folli che "umiliano il popolo americano", che rischiano di fare prevalere due candidati estremisti in entrambi gli schieramenti, da una parte il "socialista" senatore del Vermont Bernie Sanders tra i Democratici e dall'altra parte il miliardario radicale newyorkese Donald Trump tra i Repubblicani. La candidatura di Bloomberg costituirebbe la terza di un candidato indipendente di peso, dopo quelle del 1992 e 1996 del miliardario texano Ross Perot.

L'8 marzo 2016, con la ripresa di Hillary Clinton tra i Democratici, annuncia che non si candiderà. Tale decisione è frutto della constatazione che un candidato indipendente non potrebbe vincere e invece rischierebbe di favorire la vittoria di Donald Trump o del senatore ultraconservatore del Texas della destra evangelica dei Tea Party Ted Cruz.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Comandante Onorario dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Comandante Onorario dell'Impero Britannico (Regno Unito)
«Per i prodigiosi sforzi imprenditoriali e filantropici che molto hanno beneficiato il Regno Unito e il rapporto speciale tra esso e gli Stati Uniti d'America.»
— 2014[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura Ferrari, Ecco i 500 uomini più ricchi del mondo per Forbes: Berlusconi al 179mo posto, in Il Secolo d'Italia, 2 marzo 2015. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  2. ^ (EN) Matt Flegenheimer, Bloomberg Is Honored (But Don't Call Him Sir), 56,647, The New York Times, 7 ottobre 2014. URL consultato il 7 ottobre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sindaco di New York Successore Flag of the Mayor of New York City.svg
Rudy Giuliani 1º gennaio 2002 - 31 dicembre 2013 Bill de Blasio
Controllo di autorità VIAF: (EN160543179 · LCCN: (ENn96119073 · ISNI: (EN0000 0001 1499 1878 · GND: (DE134115317 · BNF: (FRcb135416543 (data) · ULAN: (EN500274366