Caucaso
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Il Caucaso è una regione geografica eurasiatica che prende il nome dall'omonima catena montuosa; è ubicata tra il mar Nero, il mar d'Azov e il mar Caspio i quali definiscono il cosiddetto istmo ponto-caspico tramite il quale l’Europa è congiunta all’Asia[1].
Per diffusa convenzione geografica, lo spartiacque principale della catena del Caucaso è considerato il confine tra Europa e Asia[2][3][4][5]; alcuni geografi propongono altresì che il confine sia la depressione del Kuma-Manyč, che porrebbe il Caucaso interamente in Asia[6].
I confini geografici della regione caucasica sono rappresentati dalla depressione del Kuma-Manyč a nord, dal Mar Caspio ad est, dall'altopiano iranico a sud ed dal Mar Nero ad ovest. Il Caucaso è suddiviso in due regioni: la Ciscaucasia, o Caucaso settentrionale, e la Transcaucasia, o Caucaso meridionale, separate dallo spartiacque della catena montuosa del Gran Caucaso, lunga 1200 km e fra le più alte del mondo. Il Monte Elbrus (5642 m s.l.m.), situato in territorio russo, è la montagna più alta del Caucaso e, secondo alcune convenzioni geografiche, d'Europa[7].
Ricade principalmente all'interno dei confini dell'Armenia, dell'Azerbaigian, della Georgia, della Russia e della Turchia. Nelle zone pianeggianti il clima è di tipo continentale, mentre i rilievi sono caratterizzati da un clima alpino. La regione è nota per la sua diversità linguistica:[8] le famiglie linguistiche cartveliche, caucasiche nordoccidentali e caucasiche nordorientali sono originarie dell'area. Le tele del pittore ucraino Vladimir Donatovič Orlovskij, descriventi i paesaggi caucasici, hanno immortalato le bellezze naturali locali[9].
Origine del nome
[modifica | modifica wikitesto]La Naturalis historia di Plinio il Vecchio (77-79 d.C.) fa derivare il nome del Caucaso da un nome scitico, Croucasis, che presumibilmente significa "bianco di neve".[10]
Nella Cronaca degli anni passati (1113 d.C.), si afferma che l'antico slavo orientale Кавкасийскыѣ горы (Kavkasijskjě gorj) derivi dal greco antico Καύκασος (Kaúkasos),[11] che, secondo M.A. Yuyukin, è una parola composta che può essere interpretata come la 'montagna del/i gabbiano/i'.[12]
Nella tradizione georgiana, il termine Caucaso deriva da Caucas (in georgiano კავკასოსი?, Ḳavḳasosi), figlio del biblico Togarmah e leggendario antenato dei popoli Vainachi.[13][14]
Secondo i filologi tedeschi Otto Schrader e Alfons A. Nehring, la parola greca antica Καύκασος (Kaukasos) è collegata al gotico hauhs "alto" così come al lituano kaũkas "poggio" e kaukarà "collina, cima", in russo куча? «mucchio»[11][15]
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Istmo ponto-caspico
[modifica | modifica wikitesto]La regione caucasica è situata tra il Mar Nero a ovest e il Mar Caspio a est; costituisce quindi un ampio istmo che separa i due specchi d'acqua, detto istmo ponto-caspico[16].
Il suo limite settentrionale è la depressione del Kuma-Manyč, che nella storia geologica, fino a 10.000 anni fa, era un braccio di mare, detto "Stretto di Manyč"; questa connessione marina è stata attiva sino alla fine della "Prima trasgressione di Chvalynsk del Mar Caspio; resto dello specchio marino che occupava la depressione è il lago salato Manyč-Gudilo, lungo più di 100 km e dal 1933 inglobato nel grande bacino idrico artificiale denominato "Bacino Proletario" (Пролетарское водохранилище - "Proletarskoye vodokhranilišče")[17][18]. La depressione del Kuma-Manyč è accompagnata da una zona di faglia, che fa da confine geologico tra la regione caucasica e il bordo meridionale della pianura russa.
Limite meridionale della regione caucasica, e quindi dell'istmo ponto-caspico, è l'Altopiano iranico.
Suddivisioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]Dal punto di vista politico-amministrativo, la Ciscaucasia costituisce il circondario federale russo del Caucaso Settentrionale, mentre la Transcaucasia è spartita tra i territori dell'Azerbaigian, dell'Armenia e della Georgia. La Turchia considera anche le sue regioni più orientali parte della regione caucasica[19].
Orografia
[modifica | modifica wikitesto]La regione caucasica è attraversata da est ad ovest dalla catena del Caucaso, con una lunghezza di oltre 1200 km e una direzione generale nord-ovest-sud-est, che occupa un'area di circa 150.000 kmq. Il sistema è nettamente delimitato a sud dalle depressioni dei fiumi Rioni e Kura meridionale, a nord da quelle dei fiumi Kuban', Kuma settentrionale e Terek, oltre le quali si stende la steppa. Verso la zona centrale del versante sud si avvicinano al sistema le estreme propaggini dell'altipiano armeno, dette Piccolo Caucaso.
Il Piccolo Caucaso comprende l'altopiano di Javakheti e l'altopiano armeno, parte del quale si trova in Turchia.[20]
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]La regione è a tratti arida o semiarida con presenza di diversi fiumi e torrenti che scendono dalle montagne e dalle pendici del Caucaso.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]La regione è caratterizzata da un clima di montagna tipico delle zone di media e alta montagna, ed un clima steppico e delle praterie nelle zone di bassa quota.
Ecologia
[modifica | modifica wikitesto]La regione del Caucaso riveste una grande importanza ecologica e per le sue caratteristiche è stata inserita fra i 36 punti caldi mondiali di biodiversità.[21]
Storia
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I territori della regione del Caucaso furono abitati dagli Hominini già a partire da 1,8 milioni di anni fa, come testimoniato dai crani fossili ritrovati nel 1991 nel sito archeologico di Dmanisi, in Georgia, tra i più antichi trovati fuori dal continente africano e classificati come sottospecie Homo erectus georgicus[22].
Grazie ai suoi diversi ambienti naturali e alle ricche risorse di metalli, la regione divenne un crogiolo di popolazioni sin dell'età del bronzo e il luogo di nascita delle prime società di pastori della steppa durante il quarto millennio a.C. Le successive espansioni continentali di questi gruppi di pastori della steppa nei successivi due millenni rimodellarono il patrimonio genetico, le lingue e le traiettorie culturali di gran parte dell'Eurasia[23].
Esplorato da navigatori greci di Mileto nell'VIII secolo a.C., il litorale del Mar Nero vide la nascita di numerose colonie greche. Il Caucaso propriamente detto, dove si mescolano le influenze dei Persiani, dei Parti e dei Romani, venne cristianizzato nel IV secolo. Punto di contatto tra le civiltà bizantine e arabe durante l'Alto Medioevo, questa zona geografica subì la dominazione turca dall'XI secolo e l'invasione mongola nel XIII secolo.
Tra l'XI secolo e la metà del XIII si sviluppò una notevole civiltà nei reami cristiani dell'Armenia e della Georgia ma, dopo la presa di Costantinopoli del 1453, la regione rimase isolata dal resto della cristianità e passò sotto la dominazione ottomana nel XVI secolo. Nella stessa epoca inizia anche la penetrazione dell'Impero russo nel Caucaso, penetrazione che si concluse in ogni modo solo verso la fine del XVIII secolo; dopo l'annessione della Georgia nel 1801, la guerra contro i persiani e l'impero ottomano (1805-1829) nei pressi di Erevan permise ai Russi di impadronirsi di tutta la regione. Per anni, fino al 1859, anno della cattura del capo musulmano Imam Shamil, le forze russe dovettero comunque combattere aspramente con le forze di resistenza dell'Imamato del Caucaso.
I territori caucasici dove nel 1917, in seguito alla Rivoluzione russa, erano state create le Repubbliche Socialiste di Georgia, Armenia e Azerbaigian furono teatro, durante la seconda guerra mondiale dal luglio 1942 al gennaio 1943, di una vasta offensiva tedesca (Operazione Blu) il cui obiettivo era la conquista dei giacimenti di petrolio nei pressi di Baku e la riva del Mar Caspio. Nel dopoguerra e fino al crollo dell'URSS la storia del Caucaso è strettamente correlata alla storia dell'Unione Sovietica.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Stati appartenenti
[modifica | modifica wikitesto]Alla regione appartengono i seguenti stati o regioni indipendenti:
A sua volta, il territorio caucasico sotto governo russo, il circondario federale del Caucaso Settentrionale è composto da 7 entità federali:
Situazione politica odierna
[modifica | modifica wikitesto]Dopo lo scioglimento dell'URSS avvenuto tra il 1989 e il 1991, nella regione sono sorti tre Stati indipendenti, Georgia, Armenia e Azerbaigian. Le sei repubbliche autonome della Ciscaucasia facenti un tempo parte della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa sono invece passate alla Russia.
L'Armenia e l'Azerbaigian si contendono fin dall'indipendenza il territorio del Nagorno Karabakh, politicamente azero ma abitato da maggioranza armena[24]. La Georgia ha al suo interno due regioni separatiste appoggiate dalla Russia, l'Abcasia e l'Ossezia del Sud[25]; la stessa Russia, a propria volta, è in stato di perenne conflitto a varia intensità con la Cecenia, che reclama la propria indipendenza da Mosca (prima guerra cecena e seconda guerra cecena).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Caucasia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ Caucaso, in Lessico del XXI secolo, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012-2013.
- ↑ Giuseppe Colli (a cura di), Enciclopedia storico geografica: Europa, Torino, Società Editrice Internazionale, 1976, p. 14.«[…] monti del Caucaso, culminanti nel monte Elbrus, 5633 m e al confine con l'URSS asiatica»
- ↑ (EN) Royal Geographical Society, Proceedings of the Royal Geographical Society of London, London, Edward Stanford, 1869, p. 71.
- ↑ (EN) Transcaucasia, in The Dublin University Magazine, Dublin, 1854, p. 139. URL consultato il 5 aprile 2026. Ospitato su Internet Archive.
- ↑
- (EN) Agenzia dell'Unione europea per l'Ambiente, The continent - Extent and boundaries ("Il continente - estensione e confini"..
- Italia
- Enciclopedia Treccani, voce Europa, capitolo Confini ed area.;
- Enciclopedia Treccani, voce Russia.
- Enciclopedia generale, Istituto geografico De Agostini, 1992 (p. 140)
- Enciclopedia della geografia, voce Europa, De Agostini, 1996 (p. 41)
- Calendario Atlante De Agostini 2013, Istituto geografico De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 (pagina 80);
- Cultura generale, capitolo Europa, Hoepli, 2018 - ISBN 9788820382599
- Russia
- Grande enciclopedia sovietica (Большая советская энциклопедия), voce Европа (Europa) (Большая советская энциклопедия);
- E. P. Romanova, A. M. Nikishin, A. A. Tishkov, M. Yu. Martynova, Grande Enciclopedia Russa, voce Европа (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2020). (Europa).
- Regno Unito
- Enciclopedia Britannica, voce Europe. (Europa).
- Spagna
- Eva Mª Martín Roda, Aurelio Nieto Codina, Territorio y Turismo Mundial: Análisis geográfico, Editorial Universitaria Ramon Areces, 2014 (p. 130) ISBN 9788499611600.
- Germania
- Brockhaus Enzyklopädie, 21. Auflage. F. A. Brockhaus. Leipzig/Mannheim 2006, voce Europa.
- ↑ Tra le fonti che includono il Monte Elbrus come la montagna più alta d'Europa si segnala:
- L'Enciclopedia Treccani, alla voce Alpinismo., che annovera l'Elbrus tra le seven summits (cime più alte dei sette continenti) come montagna più alta d'Europa.
- Zanichelli Editore, L'Europa fisica (PDF), su zanichelli.it, pp. 28-29.«Il Monte Elbrus, la vetta più alta d’Europa»
- (EN) Enciclopedia Britannica, 7 (or 8) Summits: The World’s Highest Mountains by Continent, su britannica.com.
- (EN) The Encyclopedia Americana, vol. 19, Grolier Incorporated, 2002, p. 577, ISBN 978-0-7172-0135-8.«Elbrus [...] Highest peak of Europe»
- (EN) CIA World Factbook, Russia, in The World Factbook, Central Intelligence Agency, 27 gennaio 2023. URL consultato il 4 febbraio 2023 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2021).
- La guida turistica Lonely Planet - Lonely Planet - Russia.
- Il National Geographic, alla voce Mount Elbrus[collegamento interrotto].
- La Grande Enciclopedia Russa, alla voce Elbrus (Эльбру́с) (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2021). definisce quest'ultimo come la catena montuosa più alta d'Europa e della Russia, e colloca il Monte Bianco (alla voce Монбла́н.) come il punto più alto dell'Europa occidentale.
- (FR) Éditions Larousse, Elbrous ou Elbrouz - LAROUSSE, su larousse.fr.«Le plus haut sommet du Caucase (Russie), aux confins de l'Europe et de l'Asie»
- (ES) Gran enciclopedia Larousse en veinte volúmenes, vol. 7, Planeta, 1967, ISBN 978-84-320-2067-4.«ELBRUS , la cumbre más alta del Cáucaso ( U.R.S.S. ) , en los confines de Europa y Asia»
- (ES) Revista peruana de Andinismo y glaciologia, 1971, p. 62.
- ↑ (EN) Language Log » The languages of the Caucasus, su languagelog.ldc.upenn.edu. URL consultato il 2 febbraio 2023.; di particolare impatto per la comunità degli studiosi furono le analisi sulle lingue caucasiche svolte da Adolf Dirr
- ↑ Vladimir Donatovic Orlovskij, in le muse, VIII, Novara, De Agostini, 1967, p. 422.
- ↑ Gaius Plinius Secundus, Historia naturale di G. Plinio Secondo, diuisa in trentasette libri. Tradotta per M. Lodouico Domenichi, appresso Giorgio Bizzardo, 1612, p. 124. URL consultato il 2 febbraio 2023.
- 1 2 Vasmer, Max Julius Friedrich (1953–1958). "Russisches etymologisches Wörterbuch" [Russian Etymological Dictionary]. Indogermanische Bibliothek herausgegeben von Hans Krahe. Reihe 2: Wörterbüche [Indo-European Library Edited by Hans Krahe. Series 2: Dictionaries] (in German). Vol. 1. Heidelberg: Carl Winter
- ↑ (RU) Yuyukin, M. A., О происхождении названия Кавказ" [Sull'Origine del Nome del Caucaso]., San Pietroburgo, Индоевропейское языкознание и классическая филология – XVI (материалы чтений, посвященных памяти профессора И. М. Тронского), pp. 893-899, 919..
- ↑ Qoranashvili, G. Questions of Ethnic Identity According to Leonti Mroveli's Historical Chronicles, Studies, Vol. 1. Tbilisi.
- ↑ George Anchabadze, The Vainakhs (The Chechen and Ingush) (PDF), su circassianworld.com (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2012).
- ↑ (DE) Otto Schrader, Reallexikon der indogermanischen altertumskunde Grundzüge einer kultur und völkergeschichte Alteuropas, K. J. Trübner, 1901. [trad. Vero lessico degli studi di antichità indo-germanici: principi di base di una storia culturale e popolare dell'Europa antica]
- ↑ Federico Ferretti, L'egemonia dell'Europa nella Nouvelle Géographie Universelle (1876-1894) di Elisée Reclus: una geografia anticoloniale? in: Rivista Geografica Italiana 117, marzo 2010.
- ↑ (RU) Пролетарское водохранилище (Bacino proletario), su water-rf.ru (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2020).
- ↑ A. Miščenko (a cura di): Vodno-bolotnye ugod ʹ ja Rossii. Tom 6: Vodno-bolotnye ugodʹ ja Severnogo Kavkaza (= "Zone umide della Russia". Vol 6: "Zone umide del Caucaso settentrionale"). Wetlands International, Mosca 2006, ISBN 978-90-5882-028-0.
- ↑ In particolare, l'Università di Kars si chiama Università del Caucaso - vedi Kafkas University - Sito ufficiale. .
- ↑ (EN) Caucasus | Mountains, Facts, & Map | Britannica, su britannica.com. A ovest della Pianura del Kura-Aras si innalza la catena del Caucaso Minore, che si estende verso sud dalla catena del Javakheti e dall'altopiano armeno. Quest'ultimo si fonde gradualmente verso sud-ovest con l'altopiano anatolico.
- ↑ Critical Ecosystem Partnership Fund (CEFP), Caucasus, su cepf.net. URL consultato l'11 febbraio 2026.
- ↑ Reid Ferringa, Oriol Oms, Jordi Agustí, Francesco Berna, Medea Nioradze, Teona Shelia, Martha Tappen, Abesalom Vekua, David Zhvania e David Lordkipanidze, Earliest human occupations at Dmanisi (Georgian Caucasus) dated to 1.85-1.78 Ma, in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 108, n. 26, 28 giugno 2011, pp. 10432–10436, DOI:10.1073/pnas.1106638108. URL consultato il 3 dicembre 2025.
- ↑ The rise and transformation of Bronze Age pastoralists in the Caucasus
- ↑ Emanuela C. Del Re, La risoluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh nel quadro degli equilibri internazionali, Pisa : Fabrizio Serra, Critica sociologica : 196, 4, 2015.
- ↑ Andrea Giannotti, L'orso e la fortezza: il Caucaso meridionale nella politica estera della Federazione Russa, Soveria Mannelli : Rubbettino, Rivista di politica : trimestrale di studi, analisi e commenti : 2, 2015.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Steve LeVine, Il petrolio e la gloria, traduzione di Enrico Monier, collana Inchieste, Fagnano Alto, Editrice il Sirente, 2009, pp. XXXII-512 pp, ISBN 978-88-87847-15-4.
- (EN) Ayshin Ghalichi, Sabine Reinhold, Adam B. Rohrlach, Alexey A. Kalmykov, Ainash Childebayeva, He Yu, Franziska Aron, Lena Semerau, Katrin Bastert-Lamprichs, Andrey B. Belinskiy, Natalia Y. Berezina, Yakov B. Berezin, Nasreen Broomandkhoshbacht, Alexandra P. Buzhilova, Vladimir R. Erlikh, Lars Fehren-Schmitz, Irina Gambashidze, Anatoliy R. Kantorovich, Konstantin B. Kolesnichenko, David Lordkipanidze, Rabadan G. Magomedov, Katharina Malek-Custodis, Dirk Mariaschk, Vladimir E. Maslov, Levon Mkrtchyan, Anatoli Nagler, Hassan Fazeli Nashli, Maria Ochir, Yuri Y. Piotrovskiy, Mariam Saribekyan, Aleksandr G. Sheremetev, Thomas Stöllner, Judith Thomalsky, Benik Vardanyan, Cosimo Posth, Johannes Krause, Christina Warinner, Svend Hansen e Wolfgang Haak, The rise and transformation of Bronze Age pastoralists in the Caucasus, in Nature, vol. 635, 2024, DOI:10.1038/s41586-024-08113-5. URL consultato il 3 dicembre 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Sulla geografia
[modifica | modifica wikitesto]Antichità
[modifica | modifica wikitesto]Sui gruppi etnici, religiosi e linguistiche
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Sui regimi statali
[modifica | modifica wikitesto]- Imamato del Caucaso
- Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale
- Repubblica Popolare del Kuban'
- Repubblica Sovietica del Kuban'
- Repubblica Sovietica del Kuban'-Mar Nero
- Repubblica Federale Democratica Transcaucasica
- Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica
- Repubblica Sovietica del Caucaso Settentrionale
Sulle guerre
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Caucaso
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Osservatorio sul Caucaso, su osservatoriobalcani.org. URL consultato il 16 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2006).
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