Revenge porn

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Revenge porn o revenge pornography,[1][2][3] (traducibile in lingua italiana in vendetta porno[4][5][6] o pornovendetta)[7][8][9][10] sono espressioni della lingua inglese che indicano la condivisione pubblica di immagini o video intimi tramite Internet senza il consenso dei protagonisti degli stessi.[11] In alcuni casi, le immagini sono state immortalate da un partner intimo e con consenso della vittima, in altri senza che la vittima ne fosse a conoscenza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questa pratica è talvolta anche descritta come una forma di violenza, abuso psicologico, o abuso sessuale. La locuzione revenge porn si riferisce genericamente al caricamento di materiale sessuale esplicito per vendicarsi dopo la fine di una relazione, ma talvolta il termine viene utilizzato anche in contesti non propriamente vendicativi, come ad esempio la distribuzione di pornografia senza consenso.

Alcuni esperti ritengono che il termine "pornovendetta" o revenge porn non dovrebbe essere utilizzato[12], in quanto il fenomeno potrebbe essere meglio descritto come "abuso basato su immagini sessuali".

La pubblicazione avviene solitamente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione o vendetta.[11] Per questo motivo, le immagini sono spesso accompagnate da sufficienti informazioni per identificare il soggetto ritratto, tipicamente i nomi o le posizioni geografiche, e possono anche includere collegamenti a profili sulle reti sociali, indirizzi delle abitazioni o del posto di lavoro.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di diversi casi di cronaca legati al revenge porn in alcuni paesi sono stati assunti provvedimenti atti a contrastare il fenomeno: Australia, Germania, Israele, Canada, Regno Unito, e più di metà degli Stati Uniti hanno disciplinato il reato,[11][13][14][12] che in altri paesi può comunque essere ricondotto ad altre fattispecie. Quindi coloro che mettono in pratica il revenge porn possono essere accusati, a seconda dei casi, di molestia, violazione della privacy, diffamazione e in alcuni casi particolarmente gravi anche di istigazione al suicidio.[11][13][15]

Australia[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2014, in Victoria sono state modificate le vigenti leggi riguardo il sexting. Oltre a proibire l'invio di nudi senza consenso, l'emendamento ha anche aggiunto delle garanzie per impedire che minorenni possano ricevere accuse di pedopornografia per contenuti auto-prodotti.

Nel 2016 il Sud Australia ha approvato una legge che rende illegale la distribuzione (o minaccia di distribuzione) di fotografie di nudi pornografici. Il Nuovo Galles del Sud e il Territorio della Capitale Australiana sono intervenuti in agosto 2017, approvando leggi che criminalizzano la distribuzione, o minaccia di distribuzione di foto o video intimi.

Dal 2015 in poi, ci sono state molte richieste in Australia finalizzate a far passare leggi designate a combattere il fenomeno del revenge porn. Sebbene siano molti gli stati già intervenuti, sia in Tasmania sia in Queensland non sono state ancora presi provvedimenti legislativi per rendere illegale questo fenomeno.

Canada[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il Canada ha introdotto una legge per proteggere i canadesi dal crimine online, rendendo un reato la distribuzione non consensuale di immagini intime realizzati sotto una ragionevole aspettativa di privacy.[16][17]

Filippine[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 le Filippine hanno reso un reato la copia, riproduzione, condivisione o esibizione su internet di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso scritto dell'individuo ritratto.[18]

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2014 il Giappone ha approvato una legge che prevede come crimine il comunicare "un'immagine sessuale privata di un'altra persona" senza consenso.[19]

Israele[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2014 Israele ha introdotto una pena di 5 anni per la condivisione di video sessualmente espliciti senza consenso della persona ritratta.[20]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Un disegno di legge che mirava a introdurre l'art. 612-ter del codice penale, "concernente il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti" era stato presentato da Sandra Savino nel settembre 2016.[21][22][23] Nella XVIII legislatura, Simon Baraldi, un giovane studente universitario, aveva presentato una petizione popolare al Senato della Repubblica in cui si chiedeva l'introduzione del reato di Revenge porn nel codice penale italiano e il gratuito patrocinio per tutte le vittime di tale reato.[24] Il 16 luglio 2019 il Senato italiano approva la legge con 197 voti favorevoli e 47 astensioni e nessun contrario. La nuova disciplina, tuttavia, ha già sollevato alcune perplessità applicative tra gli studiosi del settore, specie con riguardo al suo secondo comma.[25]

La legge 19 luglio 2019, n. 69, introducendo nuove disposizioni per la tutela contro la violenza domestica e di genere, ha previsto sanzioni per il fenomeno; stabilendo che chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio»

Malta[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2016 a Malta è entrata in vigore una legge che criminalizza il revenge porn. L'articolo 208E del codice criminale Maltese punisce chiunque, con l'intento di affliggere un danno, emozionale o di qualsiasi altra natura, divulghi una foto o video sessuali e privati senza il consenso della persona o delle persone presenti nel materiale distribuito. Tale persona verrebbe condannata alla reclusione per un periodo lungo fino a due anni, o ad una multa non inferiore a 3 000 e non superiore a 5 000 €, o, in alcuni casi, sia alla reclusione sia alla multa.[26]

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito la sezione 33 del Criminal Justice and Courts Act 2015 ha previsto come reato la divulgazione di fotografie o video di carattere sessuale e privato se fatta senza il consenso di una persona che appare nella foto o nel video e con lo scopo di causare sofferenza.[27] In precedenza non era spesso possibile individuare uno specifico reato.[28]

Sempre nel Regno Unito una ricerca sul revenge porn condotta nelle West Midlands ha evidenziato come, nonostante la maggior parte di vittime di questo crimine siano donne, anche il perpetratore sia in maggioranza dei casi di genere femminile, registrando nel 2018 un totale di 150 casi, dove in 125 una donna era vittima e in 135 una donna era perpetratrice del reato.[29][30]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il diritto penale è regolato prevalentemente a livello dei singoli Stati e non federale: in 38 più Washington D.C. hanno leggi specificamente dedicate al revenge porn.[14][31]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Revenge pornography victims as young as 11, investigation finds, su bbc.com. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  2. ^ (EN) What is the law on revenge porn?, su telegraph.co.uk. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Revenge Pornography, su routledge.com. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  4. ^ PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa della deputata SANDRA SAVINO, su camera.it. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  5. ^ Vendetta porno - Italia allo Specchio, su rai.it, 6 novembre 2008. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  6. ^ Luciana Delli Colli, Dal sexting alla “vendetta porno”: così il cyberbullismo minaccia i ragazzi, Secolo d'Italia, 21 ottobre 2017. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  7. ^ definizione pornovendetta, su treccani.it. URL consultato il 2 maggio 2019.
  8. ^ La legge sulla diffusione di immagini sessualmente esplicite e la pornovendetta, non "revenge porn", su accademiadellacrusca.it. URL consultato il 2 maggio 2019.
  9. ^ Una polizza contro cyberbullismo, stalking e pornovendetta, su repubblica.it. URL consultato il 2 maggio 2019.
  10. ^ Pornovendetta, ok al reato ma tempi troppo lunghi per la rimozione dei video, su alleyoop.ilsole24ore.com. URL consultato il 2 maggii 2019.
  11. ^ a b c d Revenge porn, cos'è e come contrastarlo, su panorama.it. URL consultato il 7 dicembre 2017.
  12. ^ a b Gian Marco Caletti, "Revenge Porn" e tutela penale. Prime riflessioni sulla criminalizzazione specifica alla luce delle esperienze angloamericane, in Diritto penale contemporaneo. URL consultato il 25 settembre 2019.
  13. ^ a b Matteo Grandi, Perché in Italia serve una legge sul revenge porn, Agi, 18 ottobre 2017. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  14. ^ a b 38 States + DC have Revenge Porn Laws - Cyber Civil Rights Initiative, Cyber Civil Rights Initiative. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  15. ^ Elena Buzzo, Alessandro Massone, Revenge porn: come difendersi?, in Donna Moderna, 6 dicembre 2017.
  16. ^ Protecting Canadians from Online Crime Act (S.C. 2014, c. 31), in Justice Laws Website, 9 dicembre 2014. URL consultato il 25 giugno 2015.
  17. ^ Marc Montgomery, Canada’s cyberbullying and revenge porn law applies to adults too, Radio Canada International, 30 aprile 2015. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  18. ^ Anti-Photo and Video Voyeurism Act of 2009 (Republic Act No. 9995), in The LawPhil Project, 15 febbraio 2010. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  19. ^ (EN) Japan: New Revenge Porn Prevention Act | Global Legal Monitor, su www.loc.gov, 26 novembre 2014. URL consultato il 17 giugno 2018.
  20. ^ Yaakov, Yifa, Israeli Law Makes Revenge Porn a Sex Crime, in The Times of Israel, 6 gennaio 2014. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  21. ^ Cyberbullismo: la Camera approva Ora la legge torna in Senato, Corriere della Sera, 20 settembre 2016. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  22. ^ Parlamento Italiano - Disegno di legge C. 4055 - 17ª Legislatura, su senato.it. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  23. ^ Mattia Assandri,, Savino: “Una proposta di legge per istituire il reato di ‘revenge porn'”, Dire, 27 ottobre 2016. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  24. ^ Senato della Repubblica - Petizione n. 140 - XVIII Legislatura, su senato.it, 24 luglio 2018. URL consultato il 28 marzo 2019.
  25. ^ Gian Marco Caletti, "Revenge porn". Prime considerazioni in vista dell'introduzione dell'art. 612-ter c.p.: una fattispecie "esemplare", ma davvero efficace?, Diritto Penale Contemporaneo, 29 aprile 2019. URL consultato il 25 settembre 2019.
  26. ^ Government does not exclude updating current laws on suits for pain and suffering - The Malta Independent, su www.independent.com.mt. URL consultato il 18 giugno 2018.
  27. ^ Criminal Justice and Courts Act 2015, su legislation.gov.uk. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  28. ^ Peter Sherlock, Revenge pornography victims as young as 11, investigation finds, BBC News, 27 aprile 2016. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  29. ^ (EN) Jack Averty, Revealed: Revenge porn mainly being carried out by women, su www.expressandstar.com. URL consultato il 29 marzo 2019.
  30. ^ (EN) Jack Averty, Revealed: Revenge porn mainly being carried out by women, su www.shropshirestar.com. URL consultato il 29 marzo 2019.
  31. ^ Lucy Clarke-Billings, Revenge Porn Laws in Europe, U.S. And Beyond, Newsweek, 16 settembre 2016. URL consultato l'8 gennaio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]