Bollettino della Vittoria Navale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Targa bronzea presso il palazzo del Comune di Livorno

Il Bollettino della Vittoria Navale è il documento ufficiale con cui l'ammiraglio Paolo Thaon di Revel, comandante supremo della Marina Italiana, annunciò, il 12 novembre 1918, la vittoria sui mari dell'Italia e la disfatta nemica nella prima guerra mondiale. Dalla catalogazione dei documenti di Paolo Emilio Thaon di Revel, custoditi presso la Fondazione Spadolini di Firenze, è emerso che il suo autore materiale fu in realtà Gabriele D'Annunzio. Autore della scoperta è il ricercatore Guglielmo Salotti.[1]

Il testo[modifica | modifica wikitesto]

Il testo del Bollettino recita:

« Brindisi, XII novembre MCMXVIII

Comando in Capo delle Forze Navali mobilitate, Ordine del giorno n. 38

Marinai:

La guerra marittima condotta in Adriatico in unione a reparti degli Alleati e degli Stati Uniti col più costante e sagace ardimento nella ricerca dell'avversario in mare aperto e dentro i muniti porti è finita entro Pola con uno dei più luminosi esempi dell'eroismo italiano. Dal primo all'ultimo giorno, Voi avete perseverato in una lotta senza tregua supplendo al difetto dei mezzi ed alla gravità dei molteplici compiti, con una vigoria, con una audacia sempre più pronte e ferme. Tutti gli italiani conoscono i nomi dei singoli eroi e delle vittorie fulminee, ma non a tutti è nota l'opera silenziosa, aspra, generosa, compiuta in ogni ora, in ogni evento, in ogni fortuna, quando solamente una assoluta dedizione al dovere poteva superare l'imparità delle condizioni e la durezza degli ostacoli. Sappia oggi la Patria, di quanti sforzi ed eroismi ignoti è fatta questa sua immensa Gloria. Consideri come due volte la Vittoria abbia preso il volo e l'augurio dal gorgo ove le più potenti navi nemiche scomparivano: da Premuda al Piave, da Pola a Trieste e Trento. La grande nave colata a picco nel porto di Pola fu più che un presagio. Nel suo nome stesso ostentava la vecchia menzogna delle forze, non riunite ma coatte. La duplice dissoluzione è avvenuta. Come più non esiste l'esercito, così la flotta Imperiale non esiste più.

Onore sempre a Voi tutti onesti e prodi Marinai d'Italia. »

(Paolo Camillo Thaon di Revel, Comandante in Capo delle Forze Navali Mobilitate)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]