Classe Indomito (cacciatorpediniere 1913)

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima classe di cacciatorpediniere della Marina Militare, vedi Classe Indomito (cacciatorpediniere 1955).
Classe Indomito
Indomito.jpg
Il capoclasse Indomito
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipocacciatorpediniere
ProprietàRegia Marina
CantierePattison - Napoli; Orlando - Livorno
Impostazione1910-1913
Entrata in servizio1913-1914
Caratteristiche generali
Dislocamento672 (normale), 720 (pieno carico)
Lunghezza73 m
Larghezza7,3 m
Pescaggio2,7 m
Propulsione4 caldaie, 2 turbine, 2 eliche, 16.000 hp
Velocità30 nodi (56 km/h)
Autonomia1440 n.mi. a 13 nodi, 128 tonn. di nafta
Equipaggio69
Armamento
Armamentoalla costruzione:

dal 1918:

dati tratti da [1]

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La classe Indomito è stata una classe di cacciatorpediniere della Regia Marina.

Storia e progetto[modifica | modifica wikitesto]

Costruite nei cantieri Pattison di Napoli e Orlando di Livorno, le unità della classe entrarono in servizio fra il 1913 ed il 1914. Furono i primi cacciatorpediniere italiani a montare turbine (le classi precedenti erano spinte da motrici alternative). L'armamento era costituito da un cannone da 120/40 mm, quattro pezzi antiaerei da 76/40 mm e due tubi lanciasiluri da 450 mm. Si rivelarono unità molto riuscite, tanto che il loro disegno fu preso come base (con modifiche) per le classi Pilo, Sirtori, La Masa e Generali[2].

Parteciparono alla prima guerra mondiale in Adriatico, subendo la perdita di due unità. Nel 1918 l'armamento cannoniero fu rimpiazzato con 5 pezzi da 102/35 mm, una mitragliera da 40/39 mm e quattro tubi lanciasiluri da 450 mm[2].

Declassate a torpediniere nel 1929, furono progressivamente radiate verso la fine degli anni Trenta, tranne una, l'Insidioso, che andò perduta nella seconda guerra mondiale[3].

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Ardente[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ardente (cacciatorpediniere).

Impostato nei Cantieri Orlando di Livorno nel 1912, fu varato nello stesso anno e completato nel 1913[4].

Fu demolito nel 1937[4].

Ardito[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ardito (cacciatorpediniere 1913).

Costruito nei Cantieri Orlando di Livorno, fu impostato e varato nel 1912 ed entrò in servizio nell'anno successivo[5].

Fu demolito nel 1931[5].

Impavido[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Impavido (cacciatorpediniere 1913).

Impostato nel 1911, fu varato nei Cantieri Pattison di Napoli nel 1913 e completato nello stesso anno[6].

Durante la prima guerra mondiale, il 15 maggio 1917, prese parte alla battaglia del Canale d'Otranto[7].

Nel 1937 fu posto fuori servizio e demolito[6].

Intrepido[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Intrepido (cacciatorpediniere 1913).

Fu impostato nei cantieri Pattison di Napoli nel 1910, varato nel 1912 e ultimato l'anno seguente[6].

Il 3 dicembre 1915 stava scortando in Albania il piroscafo Re Umberto quanto quest'ultimo saltò su una mina. Dopo aver recuperato i superstiti (si salvarono 712 dei 765 uomini a bordo), l'Intrepido, al comando del c.c. Leva, uscì per un pattugliamento antisommergibile ma urtò a sua volta una mina che causò quattro morti e l'asportazione della prua. Portato ad incagliare presso Capo Linguetta e abbandonato dall'equipaggio, il cacciatorpediniere affondò alcune ore dopo[8].

Indomito[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Indomito (cacciatorpediniere 1913).

Capoclasse, fu impostato nei Cantieri Pattison di Napoli nel 1910 e varato due anni più tardi; entrò in servizio nel 1913[2].

Fu demolito nel 1937[2].

Impetuoso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Impetuoso (cacciatorpediniere 1914).

Fu impostato nel 1910 e varato nei Cantieri Pattison di Napoli nel 1913. Fu ultimato nel 1914[9].

Alle 15.13 del 10 luglio 1916, mentre si trovava in crociera di vigilanza nel Canale d'Otranto assieme all'Insidioso, fu colpito da un siluro del sommergibile austroungarico U. 17 e affondò rapidamente, portando con sé 37 degli 88 uomini a bordo[10].

Insidioso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Insidioso.

L'Insidioso fu impostato nel 1912 nei Cantieri Pattison di Napoli. Fu varato nel 1913 ed entrò in servizio nel 1914[3].

Fu l'unica nave della classe a prendere parte alla seconda guerra mondiale. Nel settembre 1943, in seguito all'armistizio, andò perduta a Pola. Catturata dai tedeschi e ribattezzata TA. 21, rientrò in servizio nel novembre 1943. Nell'agosto 1944 fu silurata e affondata da unità inglesi in Alto Adriatico[11].

Irrequieto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Irrequieto.

Costruita nei Cantieri Pattison di Napoli, fu impostata nel 1910, varata nel 1912 e terminata nel 1913[12].

Nel 1937 fu avviata alla demolizione[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Navypedia.
  2. ^ a b c d http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/navi0506.asp
  3. ^ a b http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/Navi0506-05.asp
  4. ^ a b http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/Navi0506-01.asp
  5. ^ a b http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/Navi0506-02.asp
  6. ^ a b c http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/Navi0506-03.asp
  7. ^ Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, p. 202
  8. ^ Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, p. 122
  9. ^ http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/Navi0506-04.asp
  10. ^ Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, p. 147
  11. ^ Gli Avvisi e le Torpediniere della Regia Marina
  12. ^ a b http://www.marina.difesa.it/storia/almanacco/parte05/Navi0506-07.asp

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